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Cristiana Di Stefano Forum  |  General Category  |  4 CHIACCHIERE FRA NOI  |  Qui si discute di qualsiasi argomento, anche personale (Moderatore: cristiana)  |  Discussione: GRAVE DISCRIMINAZIONE SESSUALE VERSO I DISABILI 0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione. « precedente successivo »
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Autore Discussione: GRAVE DISCRIMINAZIONE SESSUALE VERSO I DISABILI  (Letto 653 volte)
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« inserita:: Dicembre 01, 2008, 12:58:25 pm »

Come mai le toilette riservate ai disabili
non fanno nessuna differenza tra uomini e donne?


Il 16/10/08 finalmente, dopo secoli di discriminazione, è stata inaugurata la prima toilette per gay.
I disabili invece, oltre alle altre continue discriminazioni ed umiliazioni, devono continuare a subire anche quella di non avere riconosciuto il diritto alla propria sessualità.


Infatti, nei luoghi pubblici, anche negli ospedali, ci sono toilettes per uomini, per donne e per disabili quando sono presenti tra l'altro, senza distinzione di sesso, come se appunto un disabile non abbia una propria identità sessuale.
QUESTO E' OLTRAGGIOSO E NON PIU' TOLLERABILE!


Articolo 3 della Costituzione Italiana
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.



Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità
“Dove si rispettano di diritti umani? A cominciare dai posti più modesti ed ordinari”
Dal discorso di Louise Arbour, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani


Siglata il 30 marzo 2007 a New York, è la prima grande Convenzione Internazionale del Terzo Millennio.
E ha al suo attivo un significativo record: 81 Paesi firmatari nel primo giorno (il 13 dicembre 2007), quattro volte il numero di firme in genere raccolte da una Convenzione per essere adottata.
Significativo, anche, il cospicuo numero di firme raccolte dal Protocollo facoltativo (ben 44), che regolamenta l’azione del Comitato internazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità nel recepimento delle denunce di violazione.
La Convenzione rappresenta un cambio di paradigma e di impostazione verso la condizione delle persone con disabilità. Particolarmente importante nell’applicazione a livello nazionale, sarà il rispetto della capacità giuridica di tutte le persone con disabilità: un cambiamento sostanziale per l’intero sistema della giustizia in tutti i Paesi. Anche il diritto all’educazione e all’educazione inclusiva, ha sottolineato l’Alto Commissario, rappresenta una rivoluzione: un sistema educativo aperto a tutti produrrà un grande vantaggio per l’intera società.
Di fondamentale importanza i principi generali della Convenzione:1. il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone
2. la non discriminazione
3. la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società
4. il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa
5. la parità di opportunità
6. l’accessibilità
7. la parità tra uomini e donne
8. il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità
9. il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità
La Convenzione, che riguarda oltre 650 milioni di persone che in tutto il mondo sono costrette a convivere con le difficoltà legate alla loro condizione e alle discriminazioni più diverse, riafferma i diritti inalienabili che appartengono a ciascun individuo e che non possono essere negati proprio alla parte più fragile della popolazione.

DIRITTI FONDAMENTALI NELL'AMBITO DELL'UNIONE EUROPEA
ATTO
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 1° giugno 2005, "Strategia quadro per la non discriminazione e la parità di opportunità per tutti" [COM(2005) 224 - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
SINTESI
La garanzia di una protezione giuridica efficace contro le discriminazioni
Nel 2000, l'Unione europea ha adottato due direttive (direttiva 2000/43/CE e 2000/78/CE) che vietano le discriminazioni dirette o indirette basate sulla razza o sull'origine etnica, sulla religione o sulle convinzioni, sull'handicap, sull'età ovvero sull'orientamento sessuale. Tali testi contengono definizioni precise della discriminazione diretta e indiretta, nonché delle molestie.


Costituzione federale della Confederazione Svizzera Stato di diritto in senso materiale
Art. 8 Uguaglianza giuridica
1 Tutti sono uguali davanti alla legge.
2 Nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell’origine, della razza, del sesso, dell’età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.
3 Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l’uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.
4 La legge prevede provvedimenti per eliminare svantaggi esistenti nei confronti dei disabili.


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« Risposta #1 inserita:: Dicembre 04, 2008, 09:53:49 pm »

Oggi ho ricevuto questa risposta di speranza  :D



Speriamo che  finalmente vengano presi seri provvedimenti verso chi disattende le direttive della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Occorre che vengano rispettate fatte rispettare le norme vigenti, specialmente quelle concernenti le barriere architettoniche,  i mezzi di trasporto e che si applichino sanzioni agli esercenti pubblici privi di servizi igienici per disabili e multe con riduzione di punti patente a chi occupa i pochi, rarissimi parcheggi per invalidi, occupati abusivamente.

Ieri il colmo dei colmi: mi sono recata in  una struttura ospedaliera per sottopormi a visita.
- L'unico parcheggio invalidi era occupato da un'ambulanza  :o
- L'unico bagno esistente al piano dove dovevo farmi visitare era di circa un metro e mezzo di lunghezza x un metro di larghezza, quindi non per disabili... la carrozzina va  lasciata fuori. Era sporco di cacca anche sui muri e sulla porta.
La porta quando si apriva occupava tutto lo spazio libero lasciando circa 10 cm di vuoto per passare... cioè ill lavabo impediva il libero accesso ad un persona di taglia 40-42 frontalmente, quindi solo chi è minuto come me riusciva ad entrare di lato. Non c'era chiavistello sulla porta e manco a dirlo, neanche un foglio di carta igienica...  :-X però c'era  il sapone liquido...

Fortunatamente riesco ancora a trattenere a lungo!
Ah... dimenticavo... a quel piano si facevano anche ecografie... chissà dove andranno a "svuotare" quelli che devono fare l'esame a vescica piena?  ::) ???

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« Risposta #2 inserita:: Novembre 27, 2009, 03:04:41 pm »

Come mai le toilette riservate ai disabili
non fanno nessuna differenza tra uomini e donne?
Citazione

secondo me non è tanto una questione di discriminazione quanto una questione di strutture e spazi.
Se tieni conto che le strutture pubbliche sono così vetuste da risalire ad almeno 50 anni fa (tutti sappiamo come venivano trattati i disabili mezzo secolo fa) e, ai tempi non erano previsti i bagni per i disabili, non mi stupisco se quelli che ci sono li trovo in condizioni non solo impraticabili per un disabile ma impraticabili proprio a tutti pure ai "normalmente abili", pure quelli che li hanno ristrutturati installando un lavabo che bloccando la porta non consente l'accesso a chi ha una taglia superiore alla 44.... Mi meraviglia che un disabile venga inviato in una struttura non in grado di accoglierlo, questo è scandaloso!

Per i Locali Pubblici tieni anche conto che nonostante l'obbligo di avere un bagno per disabili, ipotizzando che la superficie di un bar sia 100 mq, anche volendo fare il classico bagno Uomini donne, con antebagno (come da normativa) vanno in fumo circa 10 mq, volendoci fare il bagno per disabili, se ne vanno altri 5mq e se devo farli differenziati, ne vanno via 10, quindi togli al bar una 20ina di mq riducendo così la superficie di produzione di 20 mq... tolto il banco bar rimancono si e no una 60ina di mq che riempiti di tavoli e sedie impedirebbero comunque al disabile di raggiungere il bagno dedicato a meno che non si crei un disagio agli altri avventori.... con le conseguenze che ne conseguono.... Già è buona di trovare un Bar con un bagno per disabili in qualsiasi caso[/size]
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« Risposta #3 inserita:: Novembre 27, 2009, 03:53:12 pm »

secondo me non è tanto una questione di discriminazione quanto una questione di strutture e spazi.
Se tieni conto che le strutture pubbliche sono così vetuste da risalire ad almeno 50 anni fa (tutti sappiamo come venivano trattati i disabili mezzo secolo fa) e, ai tempi non erano previsti i bagni per i disabili, non mi stupisco se quelli che ci sono li trovo in condizioni non solo impraticabili per un disabile ma impraticabili proprio a tutti pure ai "normalmente abili", pure quelli che li hanno ristrutturati installando un lavabo che bloccando la porta non consente l'accesso a chi ha una taglia superiore alla 44.... Mi meraviglia che un disabile venga inviato in una struttura non in grado di accoglierlo, questo è scandaloso!

Per i Locali Pubblici tieni anche conto che nonostante l'obbligo di avere un bagno per disabili, ipotizzando che la superficie di un bar sia 100 mq, anche volendo fare il classico bagno Uomini donne, con antebagno (come da normativa) vanno in fumo circa 10 mq, volendoci fare il bagno per disabili, se ne vanno altri 5mq e se devo farli differenziati, ne vanno via 10, quindi togli al bar una 20ina di mq riducendo così la superficie di produzione di 20 mq... tolto il banco bar rimancono si e no una 60ina di mq che riempiti di tavoli e sedie impedirebbero comunque al disabile di raggiungere il bagno dedicato a meno che non si crei un disagio agli altri avventori.... con le conseguenze che ne conseguono.... Già è buona di trovare un Bar con un bagno per disabili in qualsiasi caso[/size]

Quindi io cosa sarei una cittadina di serie amatoriale che non ha neanche diritto a fare pipì?  E un cliente disabile quindi dovrebbe ringraziare e baciare l'esercente che gli permette di usufruire del bagno come a qualsiasi altro cliente? QUANDO SI TRATTA DI PAGARE PERO' NON E' CHE MI FA LO SCONTO "DISAGIO DISABILI"  >:D
Ti è mai capitato di andare a cena invitato da amici e accorgerti quando natura chiama che mentre tutti possono andare al gabinetto, tu non puoi?
Prova ad immedesimarti nella situazione di trovarti a cena in un locale, con la necessità urgente di andare al bagno e sentirti dire di no dal proprietario  ignorante del locale che non conosce nemmeno la legge e con la connivenza di qualche complice in comune ha ottenuto abusivamente i permessi di apertura... IO LO DENUNCIO E LO FACCIO CHIUDERE!
Si parla tanto di rispettare i diritti degli extracomunitari, dei trans, dei normodotati, ma i diritti dei disabili sono continuamente calpestati sia dalle strutture pubbliche che da quelle private e faccio notare che noi disabili paghiamo le tasse, al contrario della maggior parte degli extracomunitari, trans e normodotati.
NOI DISABILI VOGLIAMO PARITA' DI TRATTAMENTO, RISPETTO DELLA NOSTRA DIGNITA' E DEI NOSTRI DIRITTI.
« Ultima modifica: Novembre 27, 2009, 03:55:39 pm da cristiana » Registrato

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