Autore Topic: Le Allergie, Il Male Dell'era Moderna  (Letto 5906 volte)

cristiana

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Le Allergie, Il Male Dell'era Moderna
« il: Settembre 08, 2010, 11:23:43 »
Giovedi, 19 agosto 2010

Le Allergie, Il Male Dell'era Moderna

Quando il sig X, giovane studente universitario, comincia a starnutire, ne infila anche una quarantina di seguito.
Alla sig.ra Y tutte le volte che lava qualcosa con dei detersivi si squamano le mani e la pelle si riempie di tagli.
Ogni volta che la sig.ra Z va a fare una passeggiata in campagna non si sente mai rilassata.
Questo da quando è stata punta da una vespa con conseguenze rovinose: placche rosse in tutto il corpo, viso gonfio, difficoltà respiratorie.
Queste tre persone sono vittime di un'allergia, disturbo che affligge circa sei milioni di italiani, all'incirca il 10% della popolazione.
Gli allergeni, gli agenti responsabili di queste affezioni, sono sostanze come il pelo dei gatti od il latte, che possono divenire veri e propri veleni per l'organismo.

Le allergie sono in notevole aumento e questo è almeno parzialmente dovuto all'uso sempre più diffuso di sostanze non naturali, dagli additivi ai cosmetici, dal materiale sintetico impiegato nell'abbigliamento ai farmaci, all'inquinamento atmosferico.
E' perciò di fondamentale importanza conoscere le manifestazioni con cui le malattie allergiche si evidenziano così che il paziente possa essere di valido aiuto al medico che lo cura.

Il sig X notando che le sue crisi iniziavano ai primi di maggio e terminavano ad agosto, potè indirizzare il medico verso una diagnosi di allergia alle graminacee, i cui pollini sono diffusi nell'aria proprio in quei mesi.
La sig.ra Y; il medico diagnosticò una dermatosi allergica da contatto ai detersivi in genere, perchè la paziente gli disse che i problemi alle mani insorgevano puntualmente dopo che lei aveva lavato qualcosa.

Da diversi studi condotti sull'argomento risulta che vi è certamente una componente genetica nell'allergia: se entrambi i genitori soffrono di allergie, la possibilità che ne sia affetto il figlio è di una su due, mentre cala a una su quattro se solo un genitore ne è affetto.
C'è, inoltre, una corelazione fra epoca della nascita e predisposizione alle malattie allergiche: buona parte dei bambini nati fra aprile e giugno - i mesi con più polline nell'aria - sono risultati affetti da rinite allergica; invece, quelli nati fra settembre ed ottobre soffrono facilmente di asma allergica da dermatafagoides, l'acaro della polvere di casa che proprio in quel periodo si riproduce.

Le manifestazioni più frequenti dell'allergia sono l'orticaria, l'eczema, la rinite ( raffredore da fieno ), la congiuntivite allergica, l'asma, la colite ulcerosa, le reazioni ai farmaci ( all'acido salicilico, alla penicillina ed ad altri antibiotici ).
Da tempo la ricerca scintifica è impegnata a scoprire i misteri dei meccanismi allergici.
Oggi si sa che si tratta in pratica di una guerra chimica, il cui campo di battaglia è localizzabile molto spesso nelle vie nasali, nel torace, nel tubo digerente - gli organi bersaglio, come li chiamano gli specialisti - ma che può anche interessare qualsiasi altra parte dell'organismo.

Quando un corpo estraneo entra nel nostro organismo, quest'ultimo produce anticorpi per diffendersi.

Nel caso di una persona allergica, l'organismo produce degli anticorpi particolari, le IgE, dette anche reagine, che hanno la particolarità di andarsi a fissare su certe cellule che contengono la sostanza: l'istamina.
Queste diventano così cellule da shock.
Anziche immunizzare la persona contro l'agente estraneo, questo primo contatto l'ha sensibilizzata.
In caso di un secondo contatto, le cellule da shock liberano immediatamente la loro istamina, causando una crisi allergica che può manifestarsi con orticaria, gonfiore al viso ed agli arti, dispnea, vomiti e a volte anche morte immediata.
Il medico che sospetta un'infezione allergica in un pazziente, si trova spesso davanti ad un compito difficile: trovare la causa.
In effetti tutto può essere sospettato; le sostanze animali, vegetali, minerali e sintetiche che circondano il malato, tutti i prodotti chimici impiegati da lui od al suo posto di lavoro, l'aria che respira e perfino i suoi diversi stati d'animo.

Per trovare, fra i possibili responsabili, l'allergene colpevole si dispone oggi di metodi molto efficaci.
Il più semplice è il prick test, che si pratica applicando una goccia di estratto di allergene sulla cute e facendolo penetrare nello strato superficiale dell'epidermide per mezzo di una lancetta pungidita: la comparsa di un ponfo sulla cute in corrispondenza della goccia indica una sensibilizzazione allergica.
Altre analisi eseguite su campioni di sangue servono successivamente ad individuare nel siero gli anticorpi IgE che producono le allergie.
Infine, quando l'allergene è stato individuato e non è possibile la sua eliminazione, si racomanda un trattamento di iposensibilizzazione, il quale in genere è efficace solo se viene praticato per un minimo di tre anni.
Una cura così lunga si rende necessaria non per bloccare la malattia, ma per far sì che l'organismo impari a difendersi da solo.
La iposensibilizzazione consiste, infatti, nell'iniettare al paziente dosi crescenti di vaccino ad intervalli regolari nei primi quattro mesi.
A poco a poco si diminuisce la frequenza di somministrazione e si aumentano le dosi fino ad un livello massimo individualmente adeguato.
Queta dose finale, o di mantenimento, va ripetuta per due o tre anni ogni tre o quatro settimane.
L'organismo del malato produce allora un'altra varietà di anticorpi: i cosidetti anticorpi bloccanti.
Questi fanno a gara con le IgE per bloccare l'allergene ogni volta che esso entra nell'organismo.
Un altro trattamento di iposensibilizzante particolarmente breve dura tre giorni, consiste nell'iniettare al soggetto perlomeno una quindicina di dosi dello stesso veleno dell'insetto, fino a raggiungere il doppio della quantità che l'insetto inocula.
Questo procedimento, però, va fatto solo sotto stretta sorveglianza medica ed in ambiente ospedaliero.
Parecchia gente continua a soffrire di allergie inutilmente - nel 90 % dei casi le allergie provocate da sostanze inalate possono essere guarite - solo a causa di idee errate sulla propria malattia.
Si può quindi affermare che nella stragrande maggioranza le malattie allergiche sono ben controllabili.



Fonte
Cristiana

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