Autore Topic: Denti tossici: i libri di Lorenzo Acerra  (Letto 12673 volte)

cristiana

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Denti tossici: i libri di Lorenzo Acerra
« il: Settembre 02, 2010, 07:11:53 »
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Posto alcuni brani tratti dai libri di Lorenzo Acerra
Biografia

Lorenzo Acerra, nato nel 1971 e laureato in chimica industriale nel 1994. Autore di "Effetti galvanici da amalgama" (AMON 2001) e di "Amalgama e disturbi dell’umore" (SIMF 2002), attivista per quasi dieci anni nel settore, grande studioso e relatore riguardo al tema dell’amalgama a diversi corsi, ha raccolto migliaia di testimonianze, lettere e studi di immunogenetica sulle intossicazioni da basse dosi di mercurio.
Nel 1998 è stato uno dei soci fondatori dell'associazione ADOM, ass. per la difesa dalle Otturazioni di Mercurio.
E' del 1999 il suo primo libro, "DENTI TOSSICI". Per anni ha seguito le condizioni di salute delle persone che si avvicinavano al gruppo di vittime da amalgama, ha lavorato in stretto contatto con i maggiori esperti europei per le intossicazioni da metalli pesanti, anche allo scopo di contribuire alla realizzazione di una casistica sistematica sull'argomento.
L'associazione di Salerno contro l'amalgama dentale e i libri con Macro Edizioni sono stati il suo percorso formativo, insieme agli esperti che lo hanno aiutato e alle persone che chiedevano aiuto.
Partecipa spesso come relatore ai seminari della Società Italiana di Medicina Funzionale (SIMF) - www.simf.it 
Pubblicazioni con altri editori:
VACCINAZIONI: istruzioni per l'uso, Demetra Editore, gennaio 2002
"Disturbi dell'umore e otturazioni dentali di amalgama", Medicina Funzionale, vol. 2, p. 2-5 (2003)
 



21/07/2005 - Lorenzo Acerra

Da quasi due secoli, il mercurio, uno dei metalli non radiattivi più tossici, viene impiegato per le otturazioni dentarie. Le conseguenze per la salute possono essere molto gravi, eppure la maggior parte dei dentisti continua ad utilizzarle senza nessuna preca
Un solo grammo di mercurio è in grado di inquinare irre-parabilmente 20.000 kg di alimenti e pure lo stesso metallo viene utilizzato per le diffusissime otturazioni dentarie, anche se la legge italiana obbliga il dentista a smaltire le amalgame di scarto come rifiuti speciali pericolosi, come mai? E quali sono gli effetti della presenza di mercurio in bocca? Effetto galvanico Il primo fenomeno causato dalla presenza delle cosiddette piombature dentali è quello che gli esperti chiamano effetto galvanico. Vi è mai stato detto di non mettere metalli diversi in bocca? Le pile sono fatte di metalli diversi! La saliva è un ottimo conduttore e numerosi studi scientifici evidenziano che i metalli tra i denti, in particolare le amalgame, creano passaggio di corrente elettrica nella mucosa orale, generato da differenze di potenziale tra 80 e 400 milliVolt (intensità di corrente fino a 100 microAmpère). La letteratura medica descrive una percentuale di guarigione altissima quando queste correnti galvaniche in bocca sono eliminate. Reazioni immunologiche Purtroppo l’effetto galvanico, non è l’unica controindicazione delle otturazioni. Il mercurio (insieme al nichel) è il più allergizzante dei metalli. A quanti pazienti con sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, artrite reumatoide autoimmune, lupus, pemfigo, etc. è stato chiesto se avevano mercurio in bocca? Ricostruire la storia clinica dei vostri sintomi e confrontarla con la storia dentale può essere tutto ciò che vi serve per capire gli effetti dell’amalgama dentale. Alcuni pazienti sviluppano rash cutanei e dermatiti poco tempo dopo l’inserzione di amalgama. La risposta conclusiva l’avrete solo rimuovendo i metalli allergizzanti, facendo test cutanei allergici, o test di ipersensibilità con kinesiologia e Elettro–Agopuntura di Voll. Intossicazione Le otturazioni possono fare insorgere anche effetti di natura tossicologica. Il mercurio rilasciato dall’amalgama è un veleno cumulativo per l’organismo. Molti studi scientifici hanno evidenziato che dopo 10 anni nell’otturazione dentale è presente solo il 50% del mercurio iniziale, dopo 20 anni ne è rimasto solo il 20%. Parti per milione di vapori di mercurio si liberano ogni giorno, si accumulano nei tessuti e sovraccaricano gli organi preposti all’escrezione durante un periodo di tempo che si prolunga negli anni. Il vostro medico che cosa sa dell’intossicazione prolungata a basse dosi di mercurio rilasciato dai piombaggi dentali? Normalmente, quando l’organismo non è ancora intossicato, il mercurio viene eliminato principalmente attraverso tre canali di espulsione: reni, fegato e pelle; grazie anche all’azione di specifici enzimi e metabolismi cellulari addetti allo smaltimento del mercurio. Quando si segue un’alimentazione equilibrata inizialmente, il cibo fornisce tutti i microelementi essenziali al processo di smaltimento; ma col tempo, accumulandosi, il mercurio danneggia l’organismo perché interferisce con enzimi ed ormoni, bloccando importanti siti contenenti zolfo, che sono fondamentali per una serie di cruciali funzioni metaboliche. Inoltre, il mercurio provoca alterazioni della flora batterica intestinale favorendo organismi patogeni opportunisti quali fermenti, batteri e virus. Health Canada confrontando i valori di esposizione professionale vapori di mercurio con le quantità rilasciate dalle amalgame dentali, ha stabilito un tetto prudenziale di non più di quattro otturazioni per adulto sano. Gli inconvenienti creati dall’amalgama raggiungono un momento cruciale nel momento in cui si procede alla rimozione. Rimozione protetta "Se mai il medico ritenesse necessario rimuovere le otturazioni in amalgama - afferma Adalgisa Aievoli dell’Associazione pazienti odontoiatrici in Italia - l’intervento deve essere effettuato seguendo un protocollo di protezione del paziente dai vapori di mercurio. Questo perché trapanare l’amalgama per rimuoverla significa respirare aria saturata con vapori di mercurio (livelli 500 volte superiori ai limiti di esposizione industriale). Niente di più pericoloso! Per evitare ogni rischio, il dentista durante la rimozione dell’otturazione deve proteggere il paziente con maschera ad ossigeno, un sistema di aerazione con filtri per il mercurio, una diga di gomma ed altre precauzioni". Potete pensare al mercurio rilasciato dalle amalgame come una fontana che perde un goccia al giorno riempiendo un vaso. Se andate a trapanare l’amalgama e non usate protezioni (diga di gomma, etc. ) non state aggiungendo più una goccia la giorno, ma mezzo vaso completo in un’ora. Probabilmente il vostro vaso è già traboccante e voi non potete permettervelo. L’ effetto sul feto "Non c’è dimostrazione scientifica che l’amalgama dentale possa determinare problemi alle gestanti e ai nascituri - afferma il Dottor Pietro Carli, presidente dell'Associazione Nazionale Dentisti Italiani, (Raitre, Report, 8 ottobre 1998) mentre il Professore Mats Berlin, della Commissione svedese per il coordinamento della ricerca scientifica sostiene che: "Gli effetti del mercurio dentale sul feto sono irreversibili... tale situazione è così rischiosa da risultare inaccettabile" (Frn, 1997). Qual è la verità? In realtà né la Australian Dental Association, né altre autorità sanitarie sono state in grado di dimostrare che il mercurio nella ghiandola pituaria del feto possa ritenersi innocuo. (Australasian Society of Oral Medicine and Toxicology, 1996). D’altra parte è noto che un organismo sottoposto ad un carico di mercurio o di altri metalli pesanti tossici è in grado, in una certa misura di espellerli. In questi casi è facile ritrovare tracce di mercurio nelle urine, feci, unghie, capelli e saliva. Ma gli individui caratterizzati da un ridotto metabolismo, come gli anziani, sono più vulnerabili di altre persone all’intossicazione da metalli pesanti. Ancora più esposto è il feto, che non ha alcuna possibilità di espulsione di ciò che penetra oltre la barriera placentare. Accumula giorno dopo giorno per nove mesi ciò che è in circolo nel sangue della madre. Egli usa ogni molecola assunta come un mattone per crescere da pochi grammi a qualche chilo. Amalgama e Sids Uno dei primi studiosi ad offrire una prova scientifica dei rischi dell’amalgama sui feti è stato il Professor Lutz. Nel 1996 pubblicò una ricerca, in cui era inequivocabile la forte correlazione tra il contenuto di alcuni tessuti di feti o neonati morti prematuramente e la quantità di otturazioni dentali di amalgama nella bocca delle madri. Qualche anno prima (1990), Magnus Nylander dell’Istituto Karolinska di Stoccolma aveva dimostrato che 30 neonati deceduti per Sindrome da Mortalità Infantile Improvvisa (la cosiddetta Sids) presentavano elevati livelli di mercurio nel cervello. Altri neonati (dell’età da 11 a 50 settimane), partoriti da madri con più di 10 otturazioni d’amalgama presentavano valori fino a 2544 mcg di mercurio/kg di tessuto di rene. "E’ evidente che il mercurio nel feto presenta un effetto sul sistema nervoso centrale anche in dosi molto inferiori a quelle considerate tossiche negli adulti. I livelli di mercurio nelle madri si correlano bene con l’aumento di difetti del feto alla nascita e persino ai casi di aborti spontanei" (Kuntz, Pitkin, Bostrum and Hughes, The American Journal of Obstetrics and Gynecology Vol.143 no 4, pag 440-443, 1982). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms, 1980) ha raccomandato che per donne in età fertile l’esposizione ai vapori di mercurio debba essere la più bassa possibile perché tale metallo attraversa facilmente la placenta. Sempre secondo l’Oms, i soli vapori di mercurio rilasciati durante la permanenza delle amalgame in bocca sono la maggiore fonte di contaminazione di mercurio per l’essere umano. "Le future discussioni sui pro e contro non dovrebbero essere limitate agli effetti delle amalgame su coloro che le portano, adulti o bambini, ma anche considerare l’esposizione fetale al mercurio dentale materno.


07/10/06 - Lorenzo Acerra

come lanciare e far pubblicita' al mio libro?
bastera' sapere che ci sono foto a colori in sequenza sulla rimozione protetta!

aggiungo qualche rigo dalle prime pagine!

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"Anche gli Stati Uniti hanno trovato una mascotte per le vittime di amalgama d’oltreoceano. È la figlia di Elvis Presley che in un’intervista a Chris Heath racconta due anni passati tra un medico e l'altro, dall'estremo occidentale a quello orientale degli Stati Uniti, proprio nel periodo che era stata lasciata da Michael Jackson. «Per tutti ero un caso incomprensibile». Una settimana il problema era l'asma, la settimana dopo l'ipoglicemia, un'altra settimana c'era qualcos'altro, ... la candida, il riflusso, etc. etc., ... avevo di tutto. Ad un certo punto un famoso medico omeopata le spiega che deve evitare tutti i prodotti caseari. Il risultato fu un notevole miglioramento della situazione. Poi la volta successiva l’omeopata le chiese di aprire la bocca e vi trovò otturazioni dentali di amalgama, che rilasciano basse dosi croniche di mercurio.
Lisa Marie Presley: «Non appena iniziai a farle rimuovere, i miei problemi smisero del tutto!». L’intervista si conclude con una predica molto “americana” di Lisa Presley sul mercurio: «Il fottutissimo mercurio vi può rendere matti. E provoca una miriade di intolleranze alimentari. Il termine 'matto come un cappellaio' proviene dal mercurio: persone venivano esposte al mercurio quando lavoravano nell'industria di produzione di feltro per i cappelli e così diventavano matte. Cercano di dire che il mercurio è innocuo, ma è il veleno più potente noto all'uomo dopo il plutonio, e dove va a finire? Nelle fottutissime bocche delle persone!».

Ho avuto la fortuna di essere invitato ad un Congresso dove tra i relatori c'era anche il dottor Ercole Lauletta, la persona che a Roma fa tutti i “citotest” d'Italia per la Natural srl (per le intolleranze alimentari). Egli mi dice, ancora prima della mia relazione: «Ci sono certe terapie, rotazione della dieta, pulizia intestinale, etc. che ci consentono di avere buoni risultati nella remissione dei sintomi di intolleranze alimentari, ma sempre più spesso vedo che se non si rimuovono le otturazioni in amalgama il percorso è più difficile, finanche un insuccesso completo, fino a quando non si toglie il mercurio dalla bocca».

I giocatori del Milan di Arrigo Sacchi (1988), testati dall’omeopata con l’elettroagopuntura di Voll furono tutti invitati a togliere l’amalgama per alleggerire da tale particolare carico tossico le funzioni e i muscoli. Nessuno qui sta cercando di dare alla rimozione dell’amalgama i meriti di quel Milan (scudetto, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali), vogliamo solo far notare il test di elettroagopuntura con il quale gli omeopati decidono quali sono i rimedi giusti per un certo organismo, quali sono i campi di disturbi più importanti e quali sono le intolleranze alimentari.
Dal test di elettroagopuntura di Voll risultò che la funzionalità dell’organismo cozzava con la presenza di amalgama. A scopo più di prevenzione che di ultima spiaggia altri personaggi famosi hanno deciso di avere una bocca senza mercurio (senza l’amalgama dentale): in Italia abbiamo Carlton Myers (lottomatica Roma; capitano della Nazionale Italiana di basket, Sydney 2000), Gianna Nannini, e in America Tom Cruise.

Le esposizioni croniche a basse dosi di mercurio possono lentamente consumare il bagaglio di autonomia enzimatica. Fino a quando un bel giorno questo risulta inferiore ad un valore soglia di attivazione patologica. E l’omeopata con il Vega test legge i nostri punti deboli metabolici.
Ad esempio la glicoproteina cellulare che conserva la funzione della dipeptil-peptidasi è molto suscettibile alla inattivazione da parte dell'azione tossica del mercurio sul suo gruppo funzionale cisteinile. La dipeptil-peptidasi è un enzima che serve per la lisi di frammenti peptidici provenienti da proteine del latte (il locus cromosomico corrispondente è: 17q23), dunque la sua riduzione è da associare con intolleranze alimentari.

Non c'è enzima che possa dirsi al sicuro dalla lenta devastazione tossica. Per esempio i CYP2D6, CYP3A1, CYP1A1, che sono una famigliola di enzimi coinvolti nell'inattivazione epatica di farmaci di sintesi o sostanze xenobiotiche, estranee alla nostra biologia (il CYP2D6 è espresso sul locus cromosomico 22q13.1).
I metalli tossici notoriamente determinano un accorciamento del periodo di operatività dei sopracitati sistemi enzimatici [von Schmiedeberg 1999, Alexidis 1994, Vakharia 2001]. Quando tale bagaglio di autonomia scende sotto una certa soglia, scatta la Sensibilità Chimica Multipla [McKeown-Eyssen 2004]), la sensibilità ai farmaci, etc. etc.

Le varie funzioni enzimatiche, immunitarie, ossidative, etc., ci vengono dai vari bagagli di autonomia registrati sui pezzettini del cromosoma, che esprimono e tutelano l’operatività delle numerose glicoproteine cellulari. Ogni locus sul cromosoma ha un bagaglio di autonomia relativo ad un certo tipo di glicoproteina cellulare.
Un esempio di come il mercurio arrivi a diminuire il bagaglio di autonomia enzimatica registrato sul DNA è riportato da Katsanuma [1990]. Si tratta di una paziente di 9 anni che, nel periodo susseguente l’inserimento nei denti cariati di amalgama di mercurio, inizia a reagire all'esercizio fisico con rigidità, crampi, facile affaticabilità, crisi dell'apparato respiratorio fino a gravi stati di anafilassi. Questa malattia deriva da una recessione genetica, quella relativa all’enzima cellulare beta-glucosidasi di tipo VII. Dopo aver tolto il mercurio dalla bocca questa bimba ha una remissione completa, torna a poter fare esercizio fisico senza avere nessuna delle precedenti reazioni. Questo esempio ci dice che le dosi di mercurio rilasciato dall'otturazione possono determinare una riduzione dell'autonomia enzimatica sul cromosoma (che in questo caso singolo culmina nella glicogenosi VII).

L’amalgama dentale erode negli anni tutta una serie di bagagli enzimatici per cui alla fine vi conduce sul baratro delle intolleranze alimentari.
Engel [2003] descrive molti casi di suoi pazienti che dopo la rimozione di amalgama possono consumare senza effetti collaterali cibi che prima causavano loro problemi. Ad es. il signor S.H., 60enne, che era stato per anni nella situazione in cui bere solo uno o due bicchieri di birra produceva immediatamente un lieve mal di testa: dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama il problema scompare.
Zamm [1991] riporta una trentina di casi del genere, per es. M.C., 22enne: «Dopo la rimozione dell'amalgama ha meno dolori, si sveglia finalmente riposata, i cibi che prima le causavano intolleranze alimentari evidenti ora sono molto meglio tollerati»; oppure S.B., 35enne, «era di nuovo in grado, già tre mesi dalla rimozione, di consumare di nuovo la maggior parte degli alimenti senza problemi e reazioni, a patto che non eccedesse».
Tuthill [1898] aiuta la signora H., 26enne, per la quale «le intolleranze alimentari sono scomparse da quando ha effettuato la rimozione dell'amalgama, ha guadagnato dieci chili in peso, sono spariti anche l'intorpidimento, la pesantezza degli arti, le sensazioni di terrore e ansia, la rigidità della mascella. Che altro aggiungere? Nove medici avevano trattato senza successo questo caso prima di me!».
Morrison [1902]: «Si presenta nel mio studio una 30enne che aveva visto senza alcun miglioramento numerosi dottori per una debilitazione generalizzata e indigestione cronica. A distanza di due anni dalla rimozione dell'amalgama dentale la paziente ha conservato i miglioramenti immediati della rimozione del mercurio e tollera tutti i cibi che prima non poteva assumere».
Markow [1941], a proposito di una 41enne con orticaria e problemi digestivi riporta che solo dopo la rimozione dell'amalgama inizia a sentirsi bene e dichiara di poter mangiare ora tutti i cibi cui precedentemente aveva dimostrato reazioni.

Il mio compito in questo libro è di farvi vedere come viene questa malattia da amalgama: i disagi si moltiplicano non appena il bagaglio di autonomia enzimatica assicurato dal cromosoma scende fino ad un valore soglia di innesco. Prima tutto sembrava normale, nonostante la presenza di amalgama e la loro silenziosa azione erosiva (della nostra autonomia). Una bomba ad orologeria."
« Ultima modifica: Luglio 15, 2011, 08:25:59 da cristiana »
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