Autore Topic: Il pericolo nascosto nei cosmetici  (Letto 45423 volte)

cristiana

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Il pericolo nascosto nei cosmetici
« il: Agosto 16, 2010, 12:22:24 »
Cosmetici: fatta la legge trovato l’inganno

L’hanno presentata come una svolta epocale per noi consumatori: in realtà l’obbligo di indicare in etichetta le sostanze che possono scatenare reazioni allergiche, sebbene strumento efficace per prevenire disturbi cutanei, non ci tutela affatto dalla tossicità del prodotto cosmetico.

Entrerà in vigore il prossimo mese, venerdì 11 marzo per la precisione, la direttiva europea 2003/15/CE che prevede maggiori obblighi informativi per i cosmetici a tutela della salute dei consumatori.

Per quella data tutte “le preparazioni diverse dai medicinali la cui funzione è esclusivamente estetica” (questa la definizione di cosmetico per la legislazione italiana) dovranno riportare sulle etichette i nomi delle sostanze ritenute potenzialmente allergenizzanti, in grado cioè di indurre reazioni allergiche su soggetti sensibili. L’SCCP (Comitato Scientifico per i prodotti destinati ai Consumatori dell’Unione Europea) ha stilato un elenco di 26 sostanze, di sintesi, ma anche naturali, che rappresentano la principale sorgente di dermatiti allergiche da contatto. Si tratta, senza volerle indicare nel dettaglio, di fragranze (10,2%), coloranti di tinture per capelli (6,8%), eccipienti (6,1%) e conservanti (4,9%) che, sebbene presenti in percentuali all’apparenza inconsistenti, possono scatenare reazioni allergiche. La direttiva impone che tali sostanze, oggi spesso nascoste sotto una generica voce “profumo” o “aroma” vengano indicate utilizzando il nome dell’Inci (International nomenclatur cosmetic ingredient) anche là dove siano utilizzate per la realizzazione di una fragranza brevettata e protetta dalle norme sulla proprietà intellettuale.

Bene, direte voi. Certo: non si può negare che l’indicazione dei componenti potenzialmente allergizzanti rappresenti un’importante novità per chi soffre di dermatiti da contatto legate all’uso dei cosmetici. Se il consumatore conosce la sostanza a cui è allergico può, leggendo l’etichetta, evitare i cosmetici che la contengono. Va però detto che la nomenclatura internazionale non aiuta: “i nomi sono molto tecnici e di difficile comprensione”, come ha fatto notare Alessandro Merlo dell’Adiconsum.

Nomi a parte c’è un altro aspetto ben più problematico da considerare: paradossalmente viene fatto obbligo di segnalare componenti che non sono dannosi in sé (causano allergie solo in alcuni soggetti sensibili), mentre riescono ancora una volta a farla franca le cosiddette Cmr, sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. La loro messa al bando nei prodotti cosmetici ancora non è stata definitivamente approvata: la direttiva europea 2003/15/CE afferma che “considerati i rischi particolari che le sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche possono comportare per la salute umana , il loro utilizzo nei prodotti cosmetici dovrebbe essere vietato.”

Perché l’uso di quel condizionale? Perché non vietarle di fatto? La ragione va purtroppo ricercata nel nostro sistema consumista dove la pressione di una lobby (in questo caso quella delle industrie cosmetiche europee) l’ha ancora una volta vinta sul diritto alla salute dei cittadini.


Alessandra Mariotti
10/2/2005


Fonte: buonpernoi.it
« Ultima modifica: Agosto 16, 2010, 12:52:36 da cristiana »
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Re:Cosmetici: fatta la legge trovato l’inganno
« Risposta #1 il: Agosto 16, 2010, 12:41:10 »
Ma i cosmetici naturali lo sono veramente?

Sono amici della pelle e della natura. Si tratta dei cosmetici bio-ecologici, ma in realtà una normativa a riguardo non c’è. E così sotto la dicitura “naturale” possono nascondersi sonori inganni a danno di noi consumatori.

I test riportati ogni mese dal settimanale Il Salvagente così come i risultati delle indagini commissionate da associazioni ambientaliste come Greenpeace e il Wwf non lasciano dubbi: spesso, per farci belli, finiamo per intossicarci, utilizzando cosmetici che contengono sostanze allergizzanti o ancor peggio cancerogene. Dai profumi alle creme da barba, dai deodoranti ai rossetti, dai dentifrici ai doccia-shampoo, quando acquistiamo questi prodotti dovremmo passare in rassegna i componenti indicati in etichetta. Meglio infatti stare alla larga, per esempio, da quei cosmetici che contengono il triclosan, un antibatterico dalla struttura chimica simile alla diossina utilizzato come conservante e classificato dall’Epa statunitense come pesticida. Ma non è finita qui. Da temere anche i cosiddetti ftalati (in primis in DEHP) e pure i cessori di formaldeide, cioè quelle sostanze che nel tempo rilasciano una molecola giudicata cancerogena dall’Oms.

Oggi vogliamo invece fare il punto sulle alternative naturali.
Anziché passare in rassegna tutti i componenti di un cosmetico alla caccia di quelli potenzialmente dannosi, è infatti decisamente più comodo scegliere quei prodotti che già ci assicurano di non utilizzare sostanze chimiche tossiche.
Ma chi ci garantisce che effettivamente dietro alla dicitura “cosmetico naturale” ci sia una crema, un rossetto o un profumo davvero realizzato senza l’utilizzo di composti pericolosi?
Entrate in una qualunque profumeria vedrete che campeggiano in bella vista centinaia di barattoli che si spacciano come assolutamente rispettosi della nostra pelle perché prodotti con materie prime naturali. Un consiglio: fate molta attenzione e controllate comunque in maniera scrupolosa l’etichetta. In Italia, infatti, non c’è una normativa che regolamenti il mercato dei cosmetici naturali.
E così sotto la dicitura “naturale” possono nascondersi sonori inganni a danno di noi consumatori. Che fare allora?
La soluzione è quella affidarsi ai cosmetici biologici
, prodotti cioè con materie prime provenienti da coltivazioni certificate e che sono preparati seguendo disciplinari ad hoc redatte dai maggiori enti che in Italia si occupano di agricoltura biologica come l’Aiab[/b], l’Icea e il CCPB. A onor del vero va però detto che questo tipo di certificazione non è ufficiale. O meglio non è “normata” a livello legislativo come invece accade nel campo alimentare. Mentre gli agricoltori che vogliono produrre in maniera biologica, apponendo poi il logo identificativo sulla merce, sanno esattamente a quali procedure stabilite a livello europeo devono obbligatoriamente sottostare, nel campo della cosmesi non c’è nulla di tutto ciò. Non esiste infatti ancora una normativa riconosciuta dall’Ue che stabilisca i criteri da adottare per produrre un cosmetico bio. Ma non solo. Non c’è nemmeno un indirizzo unitario a livello italiano. E così, nell’attesa che questo vuoto legislativo venga colmato, chi vuole mettere in vendita un cosmetico biologico può decidere di seguire le linee guida proposte o dall’Aiab-Icea o dal CCPB che a loro volta, a fronte di rigidi controlli, daranno alle aziende l’ok per apporre in etichetta il logo di cosmetico biologico.
La prima a proporre una certificazione nel mondo della cosmesi è stata l’AIAB (associazione italiana di agricoltura biologica) che, in collaborazione con l’ICEA, già dal 2002 ha elaborato un suo disciplinare, di anno in anno poi aggiornato, con relativo logo “bio-eco.” Logo che un’azienda può mettere sulla sua linea cosmetica solo a patto che non abbia fatto uso di materie prime Ogm, che non abbia utilizzato le sostanze chimiche vietate come formaldeide, siliconi, e così via (in tutto la lista “nera” comprende più di 4500 composti off-limits) e che impieghi prodotti agricoli o zootecnici da agricoltura biologica. “I controlli – spiega il dott. Spadoni, responsabile Icea del settore – spettano a un’apposita commissione composta di autorevoli esponenti del mondo accademico, scientifico nonché rappresentanti dei consumatori e dei produttori.” Un altro requisito imposto dall’Aiab riguarda gli imballaggi: i cosmetici “bio-eco” devono infatti essere collocati in confezioni singole possibilmente realizzate con materie prime riciclabili perché oltre alla tutela della salute dei consumatori, questi cosmetici vanno nella direzione della salvaguardia ambientale.

Tutto bene, direte voi. Sì, anche se in realtà il consumatore non ha garanzie sull’effettiva quantità di prodotto biologico contenuto nel cosmetico che va ad acquistare.
Il disciplinare dell’AIAB-ICEA non stabilisce infatti una soglia minima di ingredienti bio che devono essere presenti in un cosmetico che poi si fregia di questo titolo, ammettendo per altro deroghe all’utilizzo di composti bio nel caso in cui non siano rintracciabili sul marcato italiano. Ma AIAB-ICEA interpellata sull’argomento non ci sta a passare come troppo lassista. Dichiara infatti il dott. Spadoni “non è possibile certificare come eco-bio un cosmetico che non contenga ingredienti biologici perché l’ok alla certificazione non lo diamo noi, ma un’apposita commissione”
Una soglia minima la ritroviamo, invece, nel disciplinare del CCPB, che, come ci ha illustrato il dottor Piva, prevede una certificazione a due livelli. Fatto salvo il principio in base al quale il 95% degli ingredienti deve essere naturale o di origine naturale è prevista la distinzione tra “cosmetico biologico” e “cosmetico con ingredienti biologici”. In sostanza nel primo caso almeno il 10% del totale degli ingredienti dev’essere bio, nel secondo caso il limite minimo è del 5%. “Potrebbe sembrare una percentuale troppo scarsa – precisa Piva – però non dimentichiamo che spesso molti cosmetici contengono acqua al 40-50 o anche 90%.”

Per concludere la panoramica sul settore della cosmesi naturale vanno senza dubbio citati due storici marchi conosciuti a livello mondiale: Weleda e Wala-Dr.Hauschka, che si affidano alla certificazione tedesca (il marchio BDIH) che rispetta i criteri più restrittivi dell’agricoltura biodinamica, rientrando nell’approccio filosofico dell’antroposofia (per approfondire consulta il nostro dossier: ANTROPOSOFIA, SCIENZA DELLO SPIRITO)

Alessandra Mariotti
5/1/2007


Fonte: www.buonpernoi.it
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #2 il: Agosto 16, 2010, 04:33:00 »
Rossetti: qui c’è il trucco e anche l’inganno

Per un sorriso ammaliante un bel rossetto rosso è quello che ci vuole. Immancabile nella trousse di ogni donna che ama farsi bella, a volte però il caro rossetto può essere un trucco con un gran bell’inganno.

Sin dai tempi dei tempi le donne amavano farsi belle per sentirsi bene con se stesse e con gli altri, agghindandosi con vesti eleganti e colorando le labbra con rossetti infuocati. Archeologicamente la prima evidenza dell’uso dei cosmetici risale all’Antico Egitto, intorno al 4000 a. C.
Ne fecero poi grande uso anche le donne degli antichi Greci e dei Romani che però senza saperlo usavano per colorare le loro labbra sostanze contenenti un elemento fortemente tossico come il mercurio.

A dire la verità, però, anche al giorno d’oggi c’è il rischio, truccandosi, di “infarcire” la propria pelle con composti dannosi. Infatti nella maggior parte dei nostri cosmetici di uso quotidiano, come ombretti, mascara e rossetti, si nascondano insidie chimiche e tossiche non indifferenti.

Quante volte infatti, guardando sulla confezione del nostro rossetto preferito ci è capitato di trovare fra gli ingredienti nomi strani come butilbenzilftalato, dibutilftalato, dietilesilftalato, dietilftalato o dimetilftalato.

Gli ftalati, della cui tipologia fanno parte i 5 composti appena elencati, sono dei prodotti chimici di sintesi ottenuti mediante operazioni di distillazione industriale e numerosi studi hanno rivelato che provocano danni all’apparato riproduttivo umano.

Tuttavia sono utilizzati nella formulazione di alcuni prodotti cosmetici, ma anche come agenti plastificanti nella fabbricazione degli oggetti in cloruro di polivinile (PVC). Il che significa che il bel rosso cangiante che ci stendiamo meticolosamente sulle labbra, potrebbe avere le stesse identiche caratteristiche di un “chimicissimo” foglio di PVC.

Ma quali sono i rossetti che contengono più ftsalati e dai quali è meglio stare alla larga?

Test commissionati da Greenpeace hanno constatato la presenza di ftalati in 52 dei 72 cosmetici esaminati, puntando il dito contro grandi marche come l’Oreal, per i rossetti Mabelline, Shiseido, ed Esteé Lauder per i rossetti della linea Clinique.

Queste grandi aziende, interrogate da Greenpeace riguardo all’utilizzo di prodotti chimici di sintesi nella formulazione dei loro prodotti, non sono risultate idonee all’ottenimento della “grazia etica”, meritando il bollino rosso nella “lista nera” dell’associazione ambientalista per l’inadeguatezza a standard ecologici.

Bollino verde invece per i rossetti formulati dalle aziende naturali Wala, Lavera e Logona, meritevoli di aver passato il test ecologico a pieni voti.

Tra gli altri ingredienti della cosmetica moderna è possibile poi trovare sostanze meno inquinanti ma che destano comunque una certa sorpresa: è bene sapere infatti che per i rossetti con “pearl essence”, i cosidetti perlati, si utilizza una sostanza presa dalle scaglie di aringhe, mentre il rosso carminio viene ricavato dalla pressatura di coccinelle.

Ma se proprio non si vogliono correre rischi e si preferisce rispettare il più possibile la natura anche nel farsi belli, il consiglio allora è di fare come le geishe giapponesi che per dipingersi labbra e guance usano un composto super naturale fatto con petali di cartamo e zafferano schiacciato.

Valeria Botrugno
22/2/2007


Fonte: buonpernoi.it
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #3 il: Agosto 16, 2010, 04:44:36 »
Il piombo nel rossetto:
ancora una volta non si parla del rischio accumulo

L’America in allarme per i giocattoli cinesi contenenti metalli pesanti si scopre un nuovo nemico in casa e questa volta non si tratta di un prodotto d’importazione: molti dei rossetti prodotti negli Stati Uniti contengono piombo in quantità molto superiori ai livelli consentiti e l’uso quotidiano mette a rischio la salute di milioni di donne, che possono incorrere in problemi anche gravi, dall’infertilità all’aborto.

I test di prodotto, eseguiti a settembre da un laboratorio indipendente nell’ambito della Campagna per la sicurezza dei cosmetici, hanno rilevato consistenti tracce di piombo nel 61% dei rossetti in esame.

In oltre un terzo dei campioni la quantità di piombo presente è superiore a 0,1 parti per milione, limite di sicurezza stabilito dalla Food and Drug Administration per le caramelle, ma che dovrebbe essere valido per ogni prodotto che può essere ingerito, anche se la Fda stessa non ha definito regole precise per i rossetti.

Fra i marchi sotto accusa, veri giganti della cosmesi come L’Oreal, Cover Girl e Christian Dior.

Il prezzo non è una discriminante valida per difendersi dal rischio del piombo: un rossetto da 8 dollari di Revlon non contiene tracce del metallo, al contrario del costoso omologo di Dior.

I promotori della campagna chiedono ora che le case produttrici rivedano la formulazione dei propri rossetti e che la Fda regolamenti in modo rigoroso anche il settore dei cosmetici.

Fonte: lastampa.it



L’allarme-rossetti al piombo parte dagli Stati Uniti, ma gli esperti sono decisi: è solo una leggenda metropolitana

Labbra rosse, labbra…al piombo, verrebbe da dire stando all’allarme lanciato recentemente negli USA. Secondo un test che il Bodycote Testing Group di Santa Fe Spring ha condotto su trentatre marche e tipi di rossetti acquistati in diverse città statunitensi, il 61% dei rossetti attualmente in commercio contiene una concentrazione significativamente alta di piombo.

L’Oreal Colour Riche True Red, L’Oreal Colour Riche Classic Wine, Cover Girl Incredifull Lipcolor Maximum Red, Dior Addict Positive Red, sono solo alcune delle marche di rossetto prese in esame che sono state bocciate secondo gli esperti californiani perché contengono una quantità di piombo variabile tra 0,003 e 0,65 parti per milione: una concentrazione che supera ampiamente i limiti imposti dalla Food and Drug Administration fissati in 0,1 ppm per le caramelle, ad esempio.

Il piombo è noto per provocare danni all’apprendimento, al linguaggio, al comportamento ed è pericoloso soprattutto per donne incinte e bambini.

La FDA (l’ente preposto a controllare la sicurezza di alimenti e farmaci negli Stati Uniti d’America) ha ritenuto opportuno fissare un limite massimo di concentrazione di piombo nei cibi. Ma nessuna regola, spiegano i ricercatori californiani, riguarderebbe invece i rossetti, anche se usati da milioni di donne in tutto il mondo ogni giorno e spesso ingeriti.

I rossetti incriminati, quindi, non sono affatto fuorilegge e il 39% dei prodotti analizzati nei laboratori americani ha una quantità di piombo perfettamente in linea con i limiti fissati dalla scienza.

I risultati della ricerca hanno avuto vasta eco in tutto il mondo ma hanno sortito pareri contrastanti. Se il vicepresidente della Science Cosemtic, Toiletry and Fragrance Association (associazione che raggruppa tutte le aziende produttrici di cosmetici statunitensi), John Bailey, ha ribadito che, al contrario di quanto dichiarato dai ricercatori, la FDA ha fissato strette limitazioni per ciò che riguarda la quantità di piombo presente nei colori utilizzati per i rossetti e che i prodotti incriminati non superano quei livelli, il presidente della Connecticut Coalition for Envirmental Justice, Mark Mitchell, ha ribadito che nonostante i limiti, le concentrazioni di piombo riscontrate nei rossetti è decisamente troppo alta e mette a rischio la salute delle consumatrici: “visto che è possibile creare dei rossetti senza dover utilizzare il piombo sarebbe bene che le aziende lo facessero” ha dichiarato.

La domanda sorge spontanea: ma in Italia i rossetti che si acquistano in supermercati e profumerie possono essere a rischio-piombo? L’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, UNIPRO, si è affrettata a rendere noto che non esiste alcun rischio che i rossetti venduti in Italia contengano piombo: nell’Unione Europea, infatti, il piombo è stato vietato e non viene utilizzato volontariamente come ingrediente dei rossetti.
 
Secondo i produttori di cosmetici, infatti, il piombo è un elemento presente in natura e viene ingerito continuamente con i cibi, l’acqua e l’aria che respiriamo: può accadere, quindi, che minime quantità siano contenute anche nei rossetti ma “nessuna azienda utilizza volontariamente il piombo come ingrediente dei cosmetici”. Nemmeno quelle statunitensi, fanno sapere i colleghi italiani che appoggiano la Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association, sottolineando che nei prodotti utilizzati nel test californiano le concentrazioni di piombo sono comunque sicuri perché rispettano i limiti imposti dalla FDA.

La quantità di piombo alla quale una donna che utilizza il rossetto verrebbe in contatto, inoltre, sarebbe mille volte inferiore rispetto a quella alla quale viene continuamente esposta ogni giorno mangiando, respirando e bevendo acqua. Su questa scia anche il parere della Food and Drug Administration che ha reso noto che non intende intervenire in alcun modo a seguito della analisi della campagna statunitense per la sicurezza dei cosmetici e che quello della presenza di piombo nei cosmetici era un problema nel passato, ma oggi è del tutto superato grazie ai limiti imposti e ai prodotti che vengono continuamente monitorati prima di essere immessi sul mercato; si tratterebbe, dunque, solo di una “leggenda metropolitana”.

Fonte: paginemediche.it
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #4 il: Agosto 16, 2010, 04:55:14 »
MASCARA AL MERCURIO:
l'industria cosmetica e le sostanze tossiche
dal mercurio nel mascara al benzyl, la lista delle sostanze da evitare

di Paola Pagliaro

L’uso del mercurio nel mascara è pericoloso per la salute del nostro organismo. Con questa motivazione il Minnesota è stato il primo Stato americano a vietarne l’impiego come conservante nei cosmetici.
Avere ciglia da cerbiatto e uno sguardo ammaliante dal 1 gennaio del 2008 è più sicuro per le donne del Minnesota.
Il rischio per i commercianti che continuano a vendere prodotti cosmetici con l’aggiunta intenzionale di mercurio per preservarne le caratteristiche, è quello di pagare multe salatissime, che vanno dai 700 dollari per i venditori al dettaglio ai 10000 dollari per i produttori che non dichiarano sulle etichette dei prodotti la presenza di mercurio.

Sanzioni così pesanti non sono ingiustificate, dal momento che è stato dimostrato che gli effetti a lungo termine del mercurio, sono deleteri per il nostro organismo.
Secondo il senatore John Marty, democratico di Roseville che ne ha proposto il divieto:
"il mercurio, anche in piccolissime percentuali, provoca seri danni neurologici".

Non la pensa così John Bailey, a capo degli scienziati del Personal Care Products Council di Washington:
"La maggior parte delle case produttrici di cosmetici hanno abbandonato l’uso del mercurio nei prodotti di bellezza, ma in alcuni prodotti per gli occhi, come il mascara e l’eye liner, viene ancora utilizzato come conservante e contro i germi. La legge federale permette la presenza di una percentuale di mercurio non superiore alle sessantacinque particelle su un milione. L’esposizione dell’occhio a quantità così irrisorie di questa sostanza non provocherebbe alcun danno".

Ma sentiamo il parere più obiettivo di Carl Herbrandson, tossicologo al Dipartimento di Stato per la salute:
"I trucchi per gli occhi che contengono mercurio non causano problemi immediati per la salute, ma il mercurio si accumula nel corpo, ecco perché è sconsigliabile l’acquisto di prodotti che contengano mercurio, anche in piccole percentuali. Il mercurio è nocivo per l’organismo, in tutte le forme in cui può entrare nel corpo.
Il corpo potrebbe inalare una quantità di mercurio, anche da un contenitore di crema aperto, o dal mascara durante l’applicazione. I rischi non sono da sottovalutare: possibilità di sviluppo ridotto del cervello dei bambini e del feto, che sono più vulnerabili e maggiormente esposti agli effetti tossici del metallo. Ma può causare danni neurologici anche negli adulti".

Come evitare dunque il contatto con il mercurio? Una soluzione è controllare sempre bene l’etichetta dei cosmetici. Il problema è che molte volte non viene neanche segnato. Bisogna cercare di privilegiare prodotti il più naturali possibili, ma soprattutto saper distinguere le sostanze pericolose presenti nei cosmetici. Non è facile, visto che i nomi, per i non addetti ai lavori, dicono ben poco.
A questo proposito, una direttiva del 3 aprile della Commissione europea ha elencato tutte le sostanze che verranno vietate nell’industria cosmetica, a decorrere dal 4 ottobre 2009.

Potete leggere la lista cliccando qui, e sarete così sicuri di quali componenti siano consentite e quali no. Fate attenzione alle etichette, dunque!

Fonte: medicinalive.com
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #5 il: Agosto 16, 2010, 05:19:03 »
Giovedì 14 Maggio 2009

Bellezza tossica: maxi sequestro di cosmetici con sostanze proibite



Contenevano un quantitativo massiccio di un potente allergene della pelle, il “metilbromoglutaronitrile” (noto come Mdbgn) in grado di provocare gravi dermatiti e danni permanenti all’epidermide.
La Guardia di Finanza di Bolzano a sequestrato in 160 punti vendita di 52 province italiane oltre 22 mila prodotti per il make up, shampoo e detersivi per la casa e l’igiene intima contraffatti di cui 15.608 sono risultati, da analisi di laboratorio, altamente tossici.
La sostanza incriminata, la Mdbgn, vietata da una legge europea nel 2005 per i gravi danni che può provocare sulla salute del consumatore, era presente nei prodotti in un quantitativo 8 volte superiore a quello rilevabile strumentalmente; Le creme per il corpo, rossetti, profumi e bagnoschiuma erano tutti prodotti in Germania dalla Asam Gmbh & C Betriebs. Ad importarli in territorio italiano la Sms Distribution di Bolzano che li distribuiva nei negozi della catena “Nine-T-Nine” presenti in tutte le regioni d’Italia. L’ex amministratore della ditta importatrice è stato iscritto nel registro degli indagati per importazione di prodotti pericolosi per la salute pubblica mentre il responsabile tedesco dell’azienda produttrice verrà indagato a conclusione della rogatoria internazionale. In totale sono venticinque le persone sono state denunciate per reati amministrativi.
“Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Igor Secco della Procura di Bolzano sono iniziate dopo il sequestro amministrativo di circa 6.000 confezioni prive dell’etichetta in lingua italiana nell’ambito di un’operazione di polizia economica a tutela del corretto funzionamento dei mercati e dei consumatori” precisa Claudio Di Gregorio, comandante provinciale Guardia di Finanza di Bolzano. Dopo il maxi sequestro della Finanza italiana è scattata l’allerta per la commercializzazione di questi prodotti anche in tutta Europa. In Italia, solo nei primi quattro mesi del 2009, le fiamme gialle hanno sequestrato in due distinte operazioni oltre 600 mila prodotti cosmetici tossici.
Cosmetici pericolosi anche a Napoli. Mercoledì 14 i carabinieri del Nas del capoluogo campano hanno sequestrato in un’azienda di commercio all’ingrosso, gestita da un cittadino cinese, 44 mila confezioni di profumi, rossetti e fondotinta. I prodotti per il make up, sui quali saranno effettuate nei prossimi giorni analisi di laboratorio, venivano importati sia dalla Cina che da altri Paesi europei. Sulle confezioni non erano indicate la data di scadenza, il numero di lotto di fabbricazione e altri elementi previsti dalla normativa italiana che potessero garantire il corretto utilizzo del prodotto e di conseguenza, la salute del consumatore.

Ma gli italiani, malgrado i rischi, non rinunciano alla cura del corpo e nel 2008 si registra un forte incremento della cosmetica fai da te a fronte di una sostanziale stabilità dell’industria della cosmetica che mantiene un fatturato pari a 8,3 miliardi di euro (+0,3 per cento) secondo i dati presentati da Unipro (l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche).
E allora di fronte ai crescenti rischi per la salute o più semplicemente per la voglia di recuperare uno stile di vita più naturale ritornano i trucchi della nonna nella cura della bellezza che, con maschere, lozioni e balsami, fanno registrare un vero boom. Ecco il commento della Coldiretti sull’operazione dei finanzieri del Comando provinciale di Bolzano.

Le antiche ricette per maschere di bellezza ma anche infusi e tisane salutari, derivano tutte - sottolinea la Coldiretti - da prodotti naturali, hanno mille varianti, sono economiche e sono semplicemente alla portata di tutti.

Maschera contro i punti neri a base di zucca gialla e panna, impacchi per l’acne ricavati da succo di arancia e limone, “terapia d’urto” dopo notti brave realizzata con una miscela di miele, latte fresco e farina bianca e ancora maschera decongestionante ottenuta dalla lessatura di un bel cespo di lattuga o il più classico dei detergenti naturali per eliminare polvere e trucco a base di latte e foglie di menta sono solo alcuni dei segreti per una bellezza fai da te tutta al naturale.
E ancora, nel dettaglio, è utile sapere che, per esempio, lo yogurt è un addensante naturale con grandi proprieta’ emollienti, il miele è molto idratante, cicatrizzante e nutriente, tutta la frutta di stagione è ottima per rendere la pelle luminosa e l’olio extravergine d’oliva, invece, è una fonte inesauribile di salute per la pelle perché, grazie alla sua acidità, fortemente compatibile con quella dell’epidermide, svolge una funzione emolliente e protettiva ed è anche un ottimo antiossidante e anti radicali liberi che quotidianamente, a causa di variazioni climatiche, fumo e inquinamento, rovinano la pelle.

Fonte: blog.panorama.it
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #6 il: Agosto 19, 2010, 02:33:20 »
18 agosto 2010  di Aldo Agutoli

Con i trucchi e con l'inganno:
quanto sono cancerogeni i nostri cosmetici
Liberamente ispirato dal video The story of cosmetics (vedi a fondo articolo)

Dopo il grande successo del video di come "vanno le cose", il progetto didattico e di denuncia "the stuff of things" raccontato da Annie Leonard per conto della Tides foundation & Funders workgroup for sustainable production and consumption, è la volta adesso della storia dei cosmetici, di quei prodotti cioè di cui nessuno può ormai fare a meno (non a caso sono sempre più venduti anche i prodotti "for men"). Ecco la nostra traduzione:

Questa è la storia del mondo ossessionato dalle cose. È la storia di un sistema in crisi. Stiamo buttando il pianeta nella spazzatura. Stiamo buttando noi stessi nella spazzatura e non ci stiamo neanche divertendo. La cosa buona è che quando iniziamo a capire il sistema iniziamo a trovare vari modi per intervenire e trasformare i problemi in soluzioni. Ma iniziamo dal principio. Posso dirvelo? Adoro il mio shampoo Panten Pro V. Di circa una dozzina di prodotti per la cura personale che uso ogni giorno è quello senza il quale non potrei vivere. Dice di dare ai miei capelli opachi "i riflessi per splendere".

Ma come fa? Me lo sono chiesto un giorno mentre mi  insaponavo i capelli. Così ho letto gli ingredienti: Laurisolfato di sodio (Sodium laureth sulfate), Tetrasodio EDTA,  Metilisotiazolinone. Che cosa sono? Ho fatto una ricerca ed è venuto fuori che il mio "Pantene" contiene sostanze chimiche cancerogene. E molti altri prodotti che abbiamo in bagno, dalla protezione solare al rossetto di  mia moglie e addirittura il baby shampoo contengono anch'essi sostanze chimiche cancerogene o legate ad altri problemi come disturbi d'apprendimento, asma ma anche dannosi per lo sperma.

Come molti genitori ho provato a tenere al sicuro la mia famiglia ma adesso ho scoperto che il bagno è un campo minato di tossine. Cosa dobbiamo fare? Per trovare una risposta dobbiamo tornare su uno dei fattori chiave della nostra economia dei materiali: "Toxics in Toxics out". Se in fabbrica versi sostanze chimiche tossiche in un prodotto come il baby shampoo finisci con il fare... baby shampoo tossico, e nell'intossicare lavoratori, comunità,  e, (toh!) bambini. Diamo quindi un'occhiata più da vicino a questa minaccia tossica, dove si annida nella nostra vita di ogni giorno: in bagno.

La donna media negli USA utilizza quotidianamente circa 12 prodotti per la cura personale, l'uomo medio circa sei. Ogni prodotto contiene almeno dodici sostanze chimiche. Meno del 20% delle sostanze chimiche usate in cosmetica sono state valutate sicure (dagli esperti di sicurezza industriale). E non conosciamo i loro effetti quando li utilizziamo.

Voleresti mai con una compagnia che verifica solo il 20% dei suoi aerei? Ovviamente non tutte le sostanze chimiche sono dannose ma non sappiamo quali. Alcune sono cancerogene, altre sono neurotossine e tossine della riproduzione, il che vuol dire che possono intralciare lo sviluppo cerebrale e riproduttivo degli animali. Ma... anche noi siamo animali! È come un esperimento gigante stiamo utilizzando queste misteriose sostanze chimiche e aspettiamo di vedere che succede.

Una cosa che dobbiamo sapere è che penetrano nel nostro corpo. Siamo tutti portatori di una certa dose di mercurio, liquidi ritardanti, triclosano e piombo. Anche i neonati stanno nascendo pre-inquinati. Ora, so bene che non possiamo vivere in un mondo senza piombo, ma lo devono per forza mettere anche nel rossetto di mia moglie? Non lo so, forse mi sbaglio, forse ho solo comprato il prodotto sbagliato.

Nei negozi la scelta sembra infinita. Posso trovare rossetti in 49 sfumature o shampoo per capelli troppo secchi, grassi, sottili, sfibrati o mossi. Ma cosa ci dicono sulle scelte realmente importanti? Come la scelta di prodotti sicuri? Viene fuori che la decisione più importante non avviene quando decido di prendere un prodotto dallo scaffale. Ma avviene quando le compagnie e i governi decidono cosa deve essere messo sugli scaffali. Ma chi sono queste compagnie?

Una tra le più grandi è la Procter&Gamble. Sono quelli che producono "Herbal essences" (essenze alle erbe), il secondo shampoo più venduto in America. Contiene sostanze petrolchimiche tossiche estratte dal petrolio. Da quando il petrolio è un'erba? Sulle etichette dei cosmetici espressioni come "alle erbe", "naturale" e addirittura "biologico" non hanno definizione legale. Questo significa che chiunque può mettere qualsiasi cosa in una confezione e chiamarla "naturale" e lo fanno.

T'immagini un prodotto ultravenduto chiamato "essenza petrolifera"? Rozzo. Ciò che dà ancora più fastidio è una crema lisciante per capelli destinata a bambine di 5 anni, e creme sbiancanti per la pelle. Queste sono supertossiche sia negli ingredienti che nel messaggio che danno su cosa sia la bellezza. Ma non solo. C'è Estee Lauder che offre l'opportunità di aiutare la ricerca sul cancro al seno! Opportuno! Ma aspetta... anche loro utilizzano sostanze chimiche cancerogene.

Non pensate che il miglior modo per Estee Lauder di combattere il cancro sia in primis smettere di utilizzare sostanze chimiche cancerogene?  Quindi veramente ci tocca scegliere fra affermazioni senza senso sulle confezioni mentre questi marchi hanno la reale possibilità di decidere cosa va in quelle confezioni. Perché i produttori di questi cosmetici usano tutte queste sostanze tossiche? Cercano di avvelenarci?

No, stanno semplicemente lavorando su una mentalità anni '50 quando la gente era totalmente travolta dal  "vivere meglio grazie alla chimica". In quest'eccitazione si sono dimenticati di preoccuparsi dell'impatto sulla salute. Questo succedeva un po' di anni fa ma loro continuano ad usare le stesse vecchie sostanze chimiche tossiche. Attualmente i grandi produttori di cosmetici sostengono che le dosi di veleno nei loro prodotti sono così piccole da essere innocue. Si! Forse se le usi una volta l'anno! Suppongo non abbiano mai notato che i loro prodotti vengono utilizzati e combinati con altri prodotti una volta al giorno: un po' di sostanze tossiche sotto le ascelle, un altro po' sui capelli e sulle labbra. Estetisti e parrucchieri ne sono a contatto tutto il giorno. Quindi l'industria è abituata a fare in questo modo e possono, poiché anche ora che i ricercatori hanno collegato i prodotti chimici che utilizzano a problemi di ogni tipo, non ci sono leggi per liberarsene.

Starai pensando: "Veramente? Ma dai! Nessuno si sta assicurando che le cose che ci spalmiamo su tutto il corpo siano sicure? No! La Food and drug administration (FDA, l'ente federale di controllo) non stabilisce la sicurezza dei prodotti di cura della persona o dei suoi ingredienti. Dal 1938 hanno vietato solo 8 di oltre 12.000 ingredienti usati in cosmesi.

Non sono neanche obbligati a indicare tutti gli ingredienti sull'etichetta. Questo è un esempio su cui possiamo essere tutti d'accordo, un ulteriore intervento da parte del governo sarebbe di grande aiuto!

La mancanza di regole lascia un buco enorme che l'industria cosmetica è fin troppo lieta di riempire. Hanno creato un loro comitato per auto-regolamentare i loro prodotti e l'osservanza alle loro "raccomandazioni" è volontaria! Così, l'industria cosmetica si fa le regole e poi decide se rispettarle o meno. Quindi capirai che non è colpa nostra se abbiamo tutte queste sostanze tossiche in bagno.

È un sistema totalmente guasto che ignora la semplice regola: Toxics in - Toxics out. Leggi più intelligenti forzerebbero le compagnie a sorpassare la mentalità degli anni '50. E a capire come farci essere puliti e splendenti senza sostanze chimiche tossiche. Possono? Assolutamente! Molte società di cosmesi stanno già immettendo sul mercato prodotti più sicuri.

La "chimica verde" sta sviluppando sostanze studiate per essere prima di tutto sicure e non tossiche. I governi europei hanno richiesto la rimozione di molte sostanze chimiche tossiche e le compagnie hanno studiato come obbedire. Quando i cosmetici sono riformulati per essere sicuri e con un etichetta onesta possiamo finalmente sentirci a nostro agio con le scelte che facciamo nei negozi Possiamo scegliere capelli elastici o capelli folti, rossetti brillanti o matti.

Possiamo anche scegliere di sentirci belli senza utilizzare 20 prodotti. Ma sapremo che per qualsiasi cosa scegliamo, la scelta più importante, la scelta di essere sicuri e in salute, è stata già fatta.

VIDEO:

Fonte: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=6300
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #7 il: Marzo 17, 2011, 01:32:06 »
COSMETICI: METALLI PESANTI NEL ROSSETTO,
GDF SEQUESTRA 2700 'PEZZI'

(AGI) - Ravenna, 17 mar. - La Guardia di Finanza di Ravenna, nell'ambito di controlli in negozi di profumeria e cosmetici a Ravenna e Lugo, ha sequestrato 2.770 'pezzi' tra rossetti, fondotinta, smalti, correttori, matite per labbra o occhi, ciprie e ombretti. Nei campioni analizzati sono stati infatti trovati metalli pesanti quali il cobalto, il nichel e il cromo, altamente nocivi per la salute e in grado di provocare eruzioni cutanee, reazioni allergiche da contatto e ulteriori patologie estremamente aggressive.
Le indagini avevano preso le mosse da una inchiesta nata nel Savonese e che aveva portato al sequestro di oltre 300mila prodotti di cosmesi confezionati da un'azienda italiana dell'Italia centrale e distribuiti a livello nazionale. (AGI) Mir

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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #8 il: Marzo 24, 2011, 02:30:19 »
24/03/2011

Forlì - 4000 cosmetici pieni di metallo
Sequestrati nel territorio provinciale dalla guardia di finanza
circa 7mila euro di prodotti dannosi per la salute

FORLI' - Quattromila prodotti cosmetici infarciti di metalli pesanti in quantità ben superiore a quella consentita. Questo il risultato del sequestro della guardia di finanza della provincia di Forlì-Cesena, un sequestro del valore di circa 7mila euro.
All'interno di diverse attività commerciali della Provincia i finanzieri hanno trovato cipria, ombretti, rossetti, fondo tinta, smalti per le unghie e burro cacao, tutti pronti per essere venduti e tutti contenenti nichel, cobalto e cormo in alta quantità. Quantitativi che avrebbero potuto causare danni alla salute umana come dermatiti allergich come risultato dagli esami tossicologici e chimici.

Fonte

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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #9 il: Marzo 25, 2011, 01:34:11 »
Fiamme gialle sequestrano
14mila cosmetici 'pericolosi'

Migliaia di prodotti di bellezza sono stati sequestrati perché contenevano quantità di metalli pesanti di molto superiori ai limiti consentiti. Le verifiche sono state fatte tra Modena e provincia

Modena, 24 marzo 2011. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 14mila cosmetici nell’ambito di un’importante operazione nel settore della sicurezza dei prodotti, su delega della Procura della Repubblica.

I militari della compagnia di Modena, della tenenza di Sassuolo e di Mirandola nei giorni scorsi hanno sequestrato rossetti, matite per occhi, correttori, fondotinta, cipria, burro cacao contenenti metalli pesanti, quali nichel, cobalto e cromo, in quantità superiori ai limiti consentiti, risultando quindi pericolosi per la salute ed in grado di provocare o aggravare malattie della pelle.

I controlli sono stati effettuati in nove esercizi commerciali, di cui tre gestiti da cittadini di origine cinese, nei comuni di Modena, Sassuolo, Fiorano Modenese, Mirandola e San Felice sul Panaro. Nei confronti degli esercenti, ignari della pericolosità dei prodotti, non c'è stata nessuna contestazione, in quanto la società italiana produttrice, conosciuta a livello nazionale, aveva dato loro le più ampie garanzie di sicurezza.

Tutti i prodotti sequestrati erano venduti al pubblico ad un prezzo concorrenziale rispetto ai marchi di cosmetici più noti.

Le analisi chimico-tossicologiche del materiale sequestrato, fatto analizzare dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA), hanno evidenziato che i cosmetici sequestrati contenevano una quantità di metalli pesanti superiore ai limiti consentiti dalla norma.

Il successivo parere medico-specialistico, fornito da un dermatologo, ha ulteriormente evidenziato la pericolosità di dette sostanze, in grado di provocare lesioni cutanee, dermatiti allergiche da contatto ed altre manifestazioni patologiche in soggetti, principalmente donne, anche di minore età, sensibili od intolleranti a metalli pesanti rinvenuti.

Le verifiche sul territorio stanno continuando, con controlli capillari effettuati a partire dalla rete di distribuzione diretta dell’azienda umbra, della quale, al momento, risulta indagata la sola rappresentante legale che è stata denunciata per il reato di “commercio di sostanze adulterate che prevede, quale sanzione, la reclusione da uno a cinque anni o la multa non inferiore ad euro 309,00 e per il reato sulla produzione e la vendita dei cosmetici, che prevede la reclusione da uno a cinque anni e la multa non inferiore a  mille e 32 euro.

Fonte
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #10 il: Maggio 20, 2011, 08:13:35 »
20/05/11 di Francesca Mancuso
Cosmetici:
nuovo studio shock canadese
rivela metalli pesanti
nascosti nei prodotti più popolari

Piombo, arsenico e cadmio. Starete immaginando gli ingredienti di un ordigno esplosivo. Niente di più sbagliato. Solo i cosmetici che utilizziamo comunemente. A rivelarlo è stato un nuovo studio shock condotto dall'Environmental Defence del Canada realizzato insieme alla campagna Safe Cosmetics, che ha svelato l'orrore. Secondo il rapporto, dei cosmetici esaminati gran parte conterrebbero metalli pesanti tossici.

Lo studio ha testato 49 prodotti anche di marchi piuttosto noti tra cui Laura Mercier, MAC, L'Oreal, Mary Kay e Sephora e ha riscontrato che il 100 per cento dei prodotti conteneva nichel, il 96 per cento conteneva piombo e il 90 per cento berillio.
Un solo prodotto, la Mineral Pigment Dus di Annabelle, è stato trovato privo di metalli pericolosi. E la cosa ancora più sconcertante evidenziata dal rapporto è che nessuno dei prodotti “incriminati” riportava la presenza di tali elementi nell'etichetta.

Ma diamo un po' di cifre. In media, in tutti i prodotti esaminati sono stati trovati almeno quattro degli otto metalli più preoccupanti, ossia mercurio, arsenico, berillio, cadmio, nichel, piombo, selenio e tallio.
Il peggiore è stato il gloss Benefit Benetint che conteneva il più alto livello di piombo (110ppm), 10 volte superiore al limite fissato dalla sanità canadese.

Tuttavia, le case produttrici hanno risposto che i metalli pesanti presenti nei prodotti testati sono stati classificati come “sostanze contaminanti involontarie” per cui non sono tenuti a indicarle sulle etichette."Singole esposizioni a questi metalli anche in piccole quantità non rischiano di provocare danni, ma i metalli pesanti possono accumularsi nel corpo nel tempo e può aumentare il rischio di avere una varietà di problemi di salute” fanno sapere i responsabili della campagna Safe Cosmetics. Ciò significa che l'uso quotidiano di tali prodotti, a lungo andare, potrebbe danneggiare la nostra salute.

Volete sapere quali? Scarica la lista dei cosmetici analizzati.


E in Europa? Cosa ci tutela? È recente la notizia che sul sito del Ministero della Salute sarà possibile segnalare, a partire dal prossimo anno, le incongruenze riscontrate su qualsiasi prodotto usato per l’igiene o per il make up, sulla base di quanto stabilito dalla normativa UE.
Ma fino ad allora? Cerchiamo di optare per cosmetici biologici, il più naturali possibile e ovviamente non testati su animali.

Francesca Mancuso


Fonte
« Ultima modifica: Luglio 21, 2012, 07:23:40 da cristiana »
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #11 il: Luglio 21, 2012, 07:34:31 »
10/07/12

Ingredienti tossici nei cosmetici:
la lista nera

I cosmetici dai trucchi per il viso alle creme per il corpo, fino alle protezioni solari, le creme anticellulite e così via, tutti potrebbero contenere degli ingredienti tossici, dei conservanti o degli emollienti non naturali che sono da considerare nocivi se applicati sulla pelle, vicino agli occhi o sui capelli, ecco quindi la lista nera degli ingredienti tossici che possono essere contenuti nei cosmetici.

Tutti i cosmetici e le creme che acquisterete dovranno avere sul retro o sulla confezione la lista degli ingredienti che li compongono, ecco quelli che sono da considerare tossici per la nostra pelle ed il nostro organismo.

Uno dei motivi per cui vengono utilizzati degli ingredienti tossici per il confezionamento dei cosmetici è per permettere ai consumatori di conservarli per più tempo, infatti si tratta di conservanti che spesso hanno origine dal silicone. Tra i più comuni eccone alcuni:

QUATERNIUM 15: è presente in moltissimi cosmetici per il trucco degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo, nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. Viene considerato tossico perchè rilascia formaldeide, è tossico e può dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione.

KATHON CG: si tratta di un antimicrobico incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici in particolare nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Il Kathon CG è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. Sulle etichette ingenere viene segnalato come Grotan, Euxil, o Isotiazoline.

FORMALDEIDE: questa sostanza viene spesso utilizzata per prodotti come fondotinta, shampoo e smalti ed è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti.

PARABENI: questi vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, quindi in molti cosmetici di uso quotidiano. Queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. I Parabeni sono delle sostanze legalmente autorizzate dall’Unione Europea, ma sono seriamente sospettati di essere cancerogeni. I sei principali parabeni che si trovano sulle etichette dei cosmetici sono: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben.

MEA-DEA-TEA: questi li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.

PARAFENILENDIAMINA(PFD): è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli, dà spesso luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che è stato bandita da molti paesi europei.

FTALATI: secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici, queste sono tra le più incriminate nell’ambito degli ingredienti tossici nei cosmetici.

TENSIOATTIVI: questi sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono cancerogeni ma, essendo molto aggressivi è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati.

TOLUENE: è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto, può causare danni ai reni.

ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di molti prodotti anche alimentari. Nei cosmetici in particolare lo troviamo nei deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. Questa sostanza può favorire l’insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule.

FONTE
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Re:Il pericolo nascosto nei cosmetici
« Risposta #12 il: Gennaio 23, 2013, 11:08:50 »
16-01-13

Cosmetici al mercurio. Attenzione, sono tossici

Comunicato di Primo Mastrantoni
Attenzione a usare cosmetici contenenti mercurio. Sono tossici. I prodotti possono essere illegalmente venduti come sbiancanti per la pelle e trattamenti anti-eta' per la rimozione di macchie, lentiggini, rughe o contro l'acne giovanile.

I prodotti sono fabbricati all'estero, venduti online o attraverso il commercio illegale. Nei mesi scorsi sono state sequestrate partite di cosmetici al mercurio a Torino. Nella Ue non e' consentito vendere cosmetici contenenti mercurio.

L'esposizione al mercurio puo' avere conseguenze gravi per la salute. Puo' essere assorbito dalla pelle o inalato dai vapori provenienti dai cosmetici. "Puo' danneggiare i reni e il sistema nervoso, e interferire con lo sviluppo cerebrale del feto e dei bambini molto piccoli", dichiara la FDA americana.

Cosa fare dunque? La prima cosa e' controllare l'etichetta. Se vedete le parole "cloruro mercuroso," "calomelano", "mercurio" o composti contenenti mercurio, evitate di utilizzare tali cosmetici.
Se non c'e' nessuna etichetta non utilizzare il prodotto.
La norma richiede che gli ingredienti siano elencati in etichetta. Se si sospetta di aver usato un prodotto con il mercurio, smettete di usarlo immediatamente, lavate accuratamente le mani e le altre parti del corpo che sono venute a contatto con il prodotto e telefonate al vostro medico.

FONTE
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