Autore Topic: Che cosa sono le nanopatologie?  (Letto 6868 volte)

cristiana

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Che cosa sono le nanopatologie?
« il: Agosto 09, 2010, 12:56:47 »
Per "nanopatologie" s'intendono le malattie provocate da micro- e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell’organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto.

Le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagl’incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. In genere, le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e degl’inceneritori.

I concetti fondamentali da ricordare sono:
1. Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato.
2. Più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte.
3. Più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti.
4. Non esistono meccanismi biologici od artificiali conosciuti capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato sequestrato da un organo o un tessuto.

Documenti:

"La guerra in casa" di Antonietta M. Gatti
"La guerra invisibile" di Antonietta M. Gatti
"Le due guerre" di Antonietta M. Gatti
"O i rifiuti o noi" di Stefano Montanari, pubblicato su Villaggio Globale, Anno X, Numero 37, Marzo 2007-03-14 pagg. 31-36
"Nanopatologie: cause ambientali e possibilità di indagine", pubblicato su Ambiente Risorse Salute, n110 settembre/ottobre 2006
Che cosa sono le nanopatologie

Fonte: nanodiagnostics.it
Cristiana

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Re:Che cosa sono le nanopatologie?
« Risposta #1 il: Gennaio 20, 2013, 03:41:46 »
Ciao cara Cristiana e a chi ti segue sperando che il nuovo anno porti solo bene a tutti :-*
Mi accodo a questo vecchio post per sollevare una questione relativa appunto alle nanopatologie ed alla loro genesi. Proprio ieri ho ascoltato una interessantissima conferenza sui danni correlati alle vaccinazioni a cui partecipava anche Montanari il quale ha esposto la sua parte relativa alle nanoparticelle etc. egli citava la pericolosità di qualunque materiale a prescindere dal fatt che foss eun pezzo di ferro piuttosto che titanio per dire, proprio per la casualità con la quale questi 'pezzi di ferramenta' come li chiama lui, girano nel corpo e si insidiano facendo danni in modo ETERNO. Citava, tra le innumerevoli fonti che tutti conosciamo (inceneitori ma anchje la stessa aria di città etc.), un dentifricio che pubblicizza proprio il suo contenuto in biossido di silicio e che è in grado di riparare lo smalto in modo micro etc..ora lui non hafatto nomi ma io credo si riferisse all'unico dentifricio di questo tipo cioè il Biorepair, che guarda caso è proprio quello che il mio stimastissimo dentista mi ha consigliato per la sensibilità e l'unico mi pare senza fluoro né biossido di titanio né parabeni. Insomma ero tranquillissim pensando di farlo usare anche al bimbo tra un po', ma Montanari mi ha messo la pulce all'orecchio ed ora non sono più così certa che sia davvero migliore di altri dentifrici magari più naturali e senza promesse  di MICRO-RIPARAZIONI.
Cercando qualcosa di più naturale mi sooi mbattuta nella Natural Brush a quanto pare una radice (Salvadora Persica) usata sin dagli antichi per pulire sbiancare in modo naturale i denti:

La sewak, dal punto di vista chimico-fisico contiene: elevate quantità di fluoro e silicio, vitamina C, zolfo, salvadorina, trimetilamina, piccole quantità di tannini, saponine, flavonoidi steroli ed enzimi naturali. Contiene inoltre minerali come il potassio, il sodio cloridro, il bicarbonato di sodio ed alcuni ossidi di calcio (tutti ottimi sbiancanti e rinforzanti dello smalto).

Mi interesserebbe un parere su questo Biorepair in relazione alle nanoparticelle.
Ma anche sulla Natural Brush, se sia igienica e non aggressiva sullo smalto ad esempio io ho problemi di sensibilità, accentuati dopo le rimozioni (ad es. quando mangio cose dolci, di qualsiasi consistenza)

Grazie a a presto ;)

cristiana

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Re:Che cosa sono le nanopatologie?
« Risposta #2 il: Gennaio 20, 2013, 04:52:11 »
Ciao, anch'io uso Biorepair e non sapevo che secondo Montanari le particelle vanno in circolo, io sapevo che erano "progettate" per andare a riparare le microfratture, proprio come hanno scritto QUI

Non conosco l'altro dentifricio, ma per ora continuerò ad usare quello che ho, perchè ho imparato che le nanoparticelle più nocive le respiro con l'aria, le bevo con l'acqua e le ingoio anche quando mangio l'insalata più fresca e sana, perchè, anche se fosse stata coltivata in serra, conterrebbe comunque nanoparticelle nocive e metalli tossici, assorbiti dal terreno, dall'aria e dall'acqua.

Quando avrò la conferma scientifica, o almeno una prova che mi convinca della reale pericolosità, a quel punto credo che per cercare di evitare i rischi, sarà meglio tornare a fare come gli antichi, che si pulivano i denti con le foglie di salvia.
« Ultima modifica: Gennaio 20, 2013, 05:05:51 da cristiana »
Cristiana

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