|
46
|
General Category / Danni, rimozione in protocollo protetto e qualsiasi domanda in proposito / Re: Notizie sulle resine composite, materiali odontoiatrici e tecniche
|
inserita:: Maggio 05, 2010, 06:29:37 pm
|
Il Titanio nelle applicazioni mediche L’alta resistenza, basso peso, singolare resistenza alla corrosione possedute dal titanio e dalle leghe di titanio, sono alla base di un’ampia e diversificata gamma di applicazioni di successo che richiedono elevati livelli di prestazioni affidabili nella chirurgia e nella medicina, così come anche nell’industria aerospaziale, automobilistica, chimica, della generazione di corrente, estrattiva di gas e petrolio, sportiva e in altri maggiori campi applicativi.Oltre 1000 tonnellate di dispositivi in titanio di ogni sorta e funzione sono impiantati ogni anno in pazienti di tutto il mondo. La richiesta di sostituzione di giunture è in continuo aumento poiché l’aspettativa di vita media è cresciuta e le persone si fanno male praticando sport di contatto o semplicemente facendo jogging, o si feriscono gravemente nel traffico stradale o in altri incidenti. Leggero, resistente e completamente bio-compatibile, il titanio è uno dei pochi materiali che risponde alle richieste di sostituzione per impianto nel corpo umano. Le leghe di titanio di grado medico hanno una resistenza significativamente maggiore al rapporto di peso dell’acciaio inossidabile. La gamma di leghe di titanio disponibili permette ai progettisti specializzati in forniture per la medicina di selezionare i materiali e le forme quasi settorialmente sulla base delle necessità dell’applicazione. L’ampia gamma di queste leghe va dal titanio altamente duttile e commercialmente puro usato dove è essenziale un’alta lavorabilità alle leghe completamente trattabili a caldo con una resistenza sopra i 1300MPa. Le leghe a memoria di forma basate sul titanio allargano ulteriormente la gamma di proprietà ed applicazioni utili. Forgiatura e fusione, lavorazione e montaggio sono le fasi di processo utilizzate per la costruzione dei prodotti medici. L’ingegneria di superficie spesso gioca un ruolo significativo in quanto estende le performance del titanio di molte volte oltre alle sue naturali proprietà. Le performance del titanio nelle applicazioni mediche“Messo e dimenticato” è una richiesta essenziale per cui il dispositivo, nelle applicazioni critiche, una volta impiantato non può essere sottoposto a manutenzione o sostituito facilmente. Da questo punto di vista non c’è utilizzo più impegnativo degli impianti effettuati nel corpo umano. Qui, l’efficacia e l’affidabilità degli impianti, gli strumenti e i dispositivi medici e chirurgici sono fattori essenziali per salvare vite umane e, nel lungo termine, preservare da sofferenza e dolore. Gli impianti rappresentano un potenziale attacco alla struttura chimica, fisiologica e meccanica del corpo umano. Non c’è nulla di simile a un impianto metallico, nel tessuto vivo. La maggior parte dei metalli nei fluidi e nei tessuti corporei è immersa in complessi organici stabili. La corrosione degli impianti metallici da parte dei fluidi corporei, dà luogo al rilascio di ioni metallici non richiesti, con possibile interferenza con le funzioni vitali. La resistenza alla corrosione non è di per sé sufficiente per sopprimere la reazione del corpo a metalli tossici per le cellule o elementi allergenici come il nichel, e perfino livello minimo di corrosione, seppure si tratti di piccolissime concentrazioni, può scatenare reazioni di rigetto. Il titanio è completamente inerte e immune alla corrosione da parte dei fluidi corporei e dei tessuti, ed per questo è completamente bio-compatibile. La scelta naturale del titanio per gli impianti è determinata da una serie di caratteristiche favorevoli che includono l’essere immune a corrosione, la bio-compatibilità, la resistenza, il basso modulo, la bassa densità e la capacità di congiungersi con il tessuto osseo e con altri tessuti (osteointegrazione). Le proprietà meccaniche e fisiche delle leghe di titanio si combinano a creare degli impianti che hanno un’alta tolleranza al danno. L’anatomia del corpo umano limita naturalmente la forma e i volumi possibili per gli impianti. Il basso modulo delle leghe di titanio se confrontate con l’acciaio, sono un fattore positivo nella riduzione del riassorbimento osseo. Due ulteriori parametri definiscono l’utilità della lega impiantabile, la sensibilità agli intagli, - il rapporto di resistenza alla trazione in condizioni di intaglio rispetto a quelle di non intaglio - e la resistenza alla propagazione di incrinature, o resistenza alla frattura. Il titanio dà ottimi risultati in entrambi i casi. I tipici rapporti NS/TS per il titanio e le sue leghe sono di 1.4 – 1.7 (1.1 è il coefficiente minimo per un materiale da impianto accettabile). La resistenza alla frattura, fra tutte le leghe ad elevata resistenza e impiantabili, è superiore ai 50Mpam-1/2 con lunghezze critiche di incrinatura ben oltre il minimo, per il rilevamento con metodi standard o test non-distruttivi. Specifiche mediche del titanioForme e specifiche mediche sono riportate in dettaglio in una serie di specifiche nazionali ed internazionali, che includono gli esempi ASTM e BS7252/ISO 5832: ASTM BS/ISO Indicazione della lega/leghe F67 Part 2 Titanio non in lega - CP Grades 1 - 4 (ASTM F1341 specifica il filo metallico) F136 Part 3 Ti-6Al-4V ELI lavorata plasticamente (ASTM F620 specifica forgiatura ELI) F1472 Part 3 Ti-6Al-4V grado standard (SG) lavorata plasticamente (F1108 specifica la fusione SG) F1295 Part 11 Ti-6Al-7Nb lavorata plasticamente - Part 10 Ti-5Al-2.5Fe lavorata plasticamente F1580 - CP andTi6Al-4V SG polveri per rivestimento di impianti F1713 - Ti-13Nb-13Zr lavorata plasticamente F1813 - Ti-12Mo-6Zr-2Fe lavorata plasticamente Sostituzione di ossa e giuntureNel mondo circa un milione di pazienti all’anno vengono sottoposti alla sostituzione totale di anche artritiche e giunture delle ginocchia. Le protesi hanno varie forme e misure. Le giunture per le anche normalmente hanno un gambo femorale metallico e una testa che si colloca in un’enartrosi di polietilene a bassa frizione e ultraelevato peso molecolare, entrambe assicurate nella posizione da cemento osseo polimetilacrilato. Alcuni modelli, incluso le giunture non cementate, utilizzano superfici bio-attive irruvidite (compresa l’idrossiapatite) per stimolare l’osteointegrazione, limitare il riassorbimento e perciò aumentare la vita dell’impianto per i destinatari più giovani. La fissazione delle fratture sia interne che esposte dà al titanio ulteriori campi di applicazione come anche i dispositivi per la fusione spinale, perni, basi-ossee, viti, chiodi intramidollari e fissatori esterni. Impianti dentaliL’uso di impianti in titanio ha permesso un cambiamento radicale nella pratica di odontoiatria conservativa in tutto il mondo. Una radice di titanio viene introdotta nell’osso mandibolare e gli viene lasciato il tempo per l’osteointegrazione. La sovrastruttura del dente viene poi costruita sopra l’impianto per permettere un’efficace restituzione. Trattamenti maxillo- e cranio-facciali La chirurgia per riparare danni facciali utilizzando i tessuti del paziente non dà sempre i risultati desiderati. Possono rendersi necessari gli impianti di parti artificiali per restaurare l’abilità di parola o la capacità di mangiare, come pure per trattamenti di chirurgia estetica, per sostituire parti della faccia perse in seguito ad infortunio o a malattia. Gli impianti al titanio osteointegrato rispondono a tutte le necessità di bio-compatibilità e resistenza e hanno reso possibili progressi senza precedenti nella chirurgia, per il trattamento efficace di pazienti con importanti difetti e condizioni finora altamente problematiche. Dispositivi cardiovascolariIl titanio è utilizzato con regolarità per le custodie dei pacemaker e i defibrillatori, come struttura portante nella sostituzione delle valvole cardiache, e per gli stent intravascolari. Protesi esterneIl titanio è adatto per i fissatori e i dispositivi esterni sia temporanei che di lungo corso così come per protesi ortottiche e arti artificiali: entrambi utilizzano il titanio estensivamente per la sua leggerezza, resistenza e resistenza alla corrosione. Strumenti chirurgiciUn’ampia gamma di strumenti chirurgici è fatta di titanio. La leggerezza del metallo è d’aiuto per ridurre l’affaticamento del chirurgo. Gli strumenti sono spesso anodizzati per dare una superficie non riflettente, caratteristica essenziale nelle operazioni di microchirurgia, per esempio nelle operazioni dell’occhio. Gli strumenti in titanio resistono a ripetute sterilizzazioni senza compromettere il filo o la qualità della superficie, la resistenza alla corrosione o la resistenza. Il titanio è un metallo amagnetico, e perciò non sussiste pericolo di danneggiamento dei piccoli e sensibili dispositivi elettronici impiantati. Fonte: http://www.stainless-steel-world.net/titanium/ShowPage_it.aspx?pageID=911
IMPIANTI DENTARI La riabilitazione protesica di pazienti che hanno perso alcuni o tutti gli elementi dentari rappresenta per il paziente e per il dentista uno degli eventi più impegnativi nell’ambito delle discipline odontoiatriche. Spesso la perdita di elementi dentari comporta un danno non solo da un punto di vista estetico (perdita del sorriso) o funzionale (insufficienza masticatoria) ma anche psicologico, con perdita della confidenza e difficoltà nella vita di relazione. Le tradizionali tecniche di riabilitazione protesica, sia fisse che mobili, richiedono la riduzione di elementi dentari sani o la applicazione di ingombranti manufatti che possono non rispondere alle aspettative del paziente. Ormai da oltre 30 anni in sostituzione di elementi dentari perduti sono disponibili impianti osteointegrati endo ossei. Cosa sono? Gli impianti dentari sono delle viti in titanio che vengono posizionate all’interno delle ossa mascellari e che fungeranno da sostegno per la ricostruzione protesica. In pratica gli impianti sostituiscono le radici dei denti che sono state precedentemente estratte. Come funzionano?Contrariamente a quanto spesso viene detto, gli impianti osteointegrati non sono soggetti a rigetto. Infatti il materiale da cui sono costituiti, il titanio, rappresenta un materiale assolutamente biocompatibile, che cioè viene riconosciuto dall’ospite come elemento naturale. Il principio biologico su cui si basa il successo degli impianti è la cosiddetta osteointegrazione. Questo fenomeno biologico, osservato e descritto per la prima volta dal professor P.I. Branemark nel 1965, rappresenta la capacità del titanio di guarire all’interno dell’osso, risultando in un intimo e perfetto contatto con quest’ultimo. Questa caratteristica rende gli impianti virtualmente immobili e capaci di sostituire denti perduti. Come vengono inseriti e restaurati?Due fasi successive sono necessarie perché gli impianti possano essere utilizzati. Una prima fase chirurgica consiste nella inserzione degli impianti stessi. A questa fase segue il periodo di guarigione dove avviene la osteointegrazione vera e propria. Questa fase può variare da 3 a 6 mesi in condizioni normali. Al termine di questa fase è necessario un secondo intervento per scoprire gli impianti fino a quel momento sommersi e posizionare la vite di guarigione. Una volta guarita la gengiva intorno all’impianto, è possibile per il protesista prendere impronte e trattare gli impianti analogamente a radici dentarie. La fase protesica si conclude con la inserzione dei manufatti protesici indicati per quel tipo di paziente. Che successo hanno e quanto possono durare?Studi longitudinali di oltre 20 anni, effettuati in Svezia e negli Stati Uniti, hanno dimostrato che gli impianti possono essere considerati una terapia di grande successo avendo una sopravvivenza compresa tra l’85 ed il 93%. Questo dato è ancora più significativo se viene paragonato a qualsiasi altra terapia odontoiatrica che mediamente non riesce a raggiungere una tale affidabilità. Sfortunatamente però, anche se in numero limitato, esistono i fallimenti degli impianti. Il fallimento avviene in una piccola percentuale di casi che varia a seconda della sede anatomica e del paziente. Le cause che portano al fallimento degli impianti sono diverse e possono essere sintetizzate in due grandi categorie: fallimenti chirurgici o precoci e fallimenti tardivi. Le cause dei fallimenti chirurgici possono essere un eccessivo trauma chirurgico, una infezione precoce del sito implantare, la presenza di condizioni anatomiche sfavorevoli (scarsa qualità e quantità di osso) e alcune abitudini del paziente come il fumo di sigaretta, il consumo di alcool o di droghe. I fallimenti tardivi possono essere causati da sovraccarico occlusale, sviluppo di infezioni croniche simili alla parodontopatia e dette peri-implantiti, inadeguato mantenimento igienico da parte del paziente e condizioni anatomiche sfavorevoli come scarsa qualità delle ossa alveolari. Cosa succede se fallisce un impianto?Spesso un impianto che fallisce precocemente può essere rimpiazzato con un altro impianto di dimensioni maggiori. Se l’impianto fallisce tardivamente invece, il tipo di protesi che esso sorregge detterà le condizioni di trattamento. E’ possibile, infatti, che nonostante il fallimento di alcuni impianti il manufatto protesico sia stabile e perfettamente funzionante. Chi può usufruire degli impianti?Non tutti i pazienti possono essere candidati agli impianti. Fortunatamente le moderne tecniche chirurgiche di rigenerazione ossea hanno drasticamente ridotto il numero di coloro che non possono ricevere impianti osteointegrati. Fattori che rappresentano controindicazioni a questo trattamento sono malattie sistemiche come il diabete scompensato, malattie cardiovascolari importanti, malattie del sangue e della coagulazione, osteoporosi grave, fumo di sigaretta in forte quantità. Particolarmente il fumo di sigaretta da solo è in grado di raddoppiare il numero dei fallimenti. Inoltre pazienti con una scarsa predisposizione alla igiene orale domiciliare o poco motivati non possono essere considerati buoni candidati a questa forma di riabilitazione. Come sapere di essere o meno un candidato per gli impianti?Per sapere se si hanno i requisiti per poter ricevere impianti è necessario consultare un parodontologo o un odontoiatra che si occupa di implantologia. Spesso un esame clinico tradizionale e la esecuzione di una radiografia panoramica delle arcate dentarie non sono sufficienti per stabilire la possibilità o meno di intervenire con impianti. In questi casi esami più sofisticati, come la TAC, possono fornire informazioni sullo stato delle ossa mascellari. In generale pazienti totalmente edentuli o che abbiano perso uno o più elementi dentari e che siano in buone condizioni fisiche generali possono candidarsi ad una riabilitazione protesica con impianti osteointegrati. Fonte: dentalcenterweb
|
|
|
|
|
47
|
General Category / Danni, rimozione in protocollo protetto e qualsiasi domanda in proposito / Re: Notizie sulle resine composite, materiali odontoiatrici e tecniche
|
inserita:: Maggio 05, 2010, 06:08:04 pm
|
INFORMAZIONI SULLA "ZIRCONIA" La zirconia in odontoiatriaLa biocompatibilità della zirconiaDICHIARAZIONE DI SICUREZZA DI QUELLA USATA DA UN MIO DENTISTA DI FIDUCIAUna carissima amica che mi ha aiutato nella ricerca di documenti, ha trovato un datasheet tutto in italiano che descrive un tipico prodotto per uso odontoiatrico (blocchi per fare ponti e corone CAD CAM). Contiene tutti i riferimenti normativi ISO e CE, che a loro volta contengono norme per la verifica della biocompatibilità, radioattività etc etc. Troverete il riferimento di 1 Bq/grammo per la radioatività consentita. Chiaramente questo dato non dice niente di per sé a chi non si occupa di radioprotezione. In realtà é un valore bassissimo, simile a quello dei tessuti ed a metà degli oggetti comuni che ci circondano. Per dare un riferimento allego un paio di link: http://www.burggrafenamt.com/it/merano-citta-di-cura/terme-di-merano-/le-acque-termali.htmlhttp://www.lnf.infn.it/lnfadmin/radiation/radioattivitanaturale.html In buona sostanza molte acque termali sono radioattive nella misura di 500 - 2000 Bq/litro, così come la sabbia di Lido D'Ostia é più attiva di quei materiali ceramici. L'osso umano é a circa 200 Bq/kg. Una fonte da radioterapia é 100.000.000.000.000 Bq..
Nel 1998 con i primi studi effettuati nella clinica odontoiatrica dell'università di Zurigo vennero utilizzate delle corone e ponti in ossido di zirconio prodotte con il sistema DCM che dimostrarono da subito una straordinariamente elevata resistenza alla rottura. La Degussa Dental (oggi Degudent azienda del gruppo Dentsply) ha acquisito nel 1990 i diritti del sistema DCM sviluppando il sistema "CAD-CAM Cercon". Visto il suo elevato grado di biocompatibilità e leggerezza sta divenendo oggi il materiale d'eccellenza nella realizzazione di restauri dentali di alta qualità. La tecnologia CAD/CAM si realizza mediante fresatura blocchi di ossido di zirconio presinterizzato ad uno stato di consistenza morbida e di buona lavorabilità denominato Y-TZP. Dopo la fresatura del materiale morbido si procede alla sinterizzazione a 1350 °C per circa 6/7 ore. La zirconia così diventa stabile, con caratteristiche meccaniche eccellenti e potrà essere utilizzata come supporto per la ceramica dentale. Tra i grandi pregi della Zirconia, in luogo delle altre leghe dentali, va menzionato il fattore estetico di certo non raggiungibile con i metalli, soprattutto in termini di traslucidità, è inoltre notevole la compatibilità biologica e la stabilità ionica, nonché il peso specifico ridotto.Altro grande pregio è la durezza, ma soprattutto è notevole la sua resistenza alla flessione 1.320 MPa, e la resistenza alla rottura, che permettono di apportare spessori di ceramica che arrivano sino a meno di 0,6 millimetri e di costruire ponti estesi, leggeri e robusti, anche con più elementi mancanti. Fattore molto importante è che nel procedimento di ceramizzazione la forma (macrostruttura) della struttura cristallina non si modifica sostanzialmente, dunque la parte interessata non subisce alterazioni. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ossido_di_zirconio
|
|
|
|
|
48
|
General Category / IL PROGETTO DI CRISTIANA (Appoggi, interventi, adesioni, collaborazioni, consensi, ecc.) / II° INCONTRO SCILIPOTI: ROMA - 24/05/10 ORE 14
|
inserita:: Maggio 04, 2010, 09:24:05 pm
|
confermare la propria presenza, tramite mail, alla segreteria: Chi non potrà partecipare fisicamente all'incontro-conferenza stampa, potrà farlo lo stesso scrivendo una mail all'onorevole raccontando brevemente e in modo chiaro, la propria esperienza. Tutte le mail saranno catalogate e lette dall'Onorevole durante l'incontro, quindi chiunque può essere presente ugualmente e attivamente. EVITATE DI PROFUMARVI PERCHE' I MALATI DI MCS NON POTREBBERO PARTECIPARE ALL'INCONTRO DIVULGATE E CONDIVIDETE IL PIU' POSSIBILE INVITATE TUTTI
|
|
|
|
|
49
|
General Category / Danni, rimozione in protocollo protetto e qualsiasi domanda in proposito / Alcune informazioni di base sugli amalgami al mercurio
|
inserita:: Maggio 04, 2010, 11:11:48 am
|
Le "amalgame al mercurio" (otturazioni dentali) sono pericolose!So bene che grammaticalmente si dovrebbe scrivere amalgami dentali, ma per agevolare le persone nella ricerca sui motori in internet, ho preferito usare il termine più digitato dalla gente, mettendolo tra virgolette, proprio per evidenziare il termine gergale. Comunemente quell'intruglio di metalli tossici tenuto insieme dal mercurio che ha la funzione di collante, viene anche chiamato "piombatura" anche se non contiene piombo, "restauro", "otturazione in argento", anche se non contiene argento e non ricordo se esistono altri termini. Chiarito questo che considero solo un dettaglio, passo alle cose importanti. La considero la mia missione informare quanti più possibile, sulla pericolosità degli amalgami al mercurio, che sono i classici restauri dentali color grigio-grigio scuro (a seconda di quanto siano vecchie), con le quali ancora, purtroppo, vengono otturati i denti, dopo che è stata tolta la carie. Nel momento in cui i dentisti li inseriscono nella nostra bocca gli amalgami al mercurio anche se non sono mai stati testati, sono definiti presidio medico, ma al momento della rimozione diventano rifiuti altamente tossici da smaltire in contenitori speciali. Non è inquietante?I denti dovrebbero essere otturati con materiali alternativi validissimi, resistenti, non pericolosi e più estetici, come il "composito", che però anche se il costo è praticamente identico, non tutti i dentisti sanno lavorarlo, quindi cercano di sconsigliarlo ai pazienti. A proposito vi invito a leggere il documento sul seguente link: http://www.webcristiana.it/bugieandi.htmGli amalgami in teoria non dovrebbero essere più utilizzati già dal 2001 (Decreto Sirchia), purtroppo non è così, ma la cosa più pericolosa è che solo alcuni odontoiatri sanno applicare il PROTOCOLLO DI RIMOZIONE PROTETTA, che serve ad evitare che sia il paziente, che il dentista stesso, respirino polveri e vapori di amalgama, composta da metalli tossici e per più del 50% da MERCURIO, metallo tossico secondo solo al Plutonio come pericolosità e che evapora alla temperatura corporea. L’OMS e il Parlamento Europeo hanno dichiarato che gli amalgami dentali sono la principale fonte di esposizione al mercurio per la maggior parte delle persone nei paesi industrializzati e che per l’80% delle malattie non causate dai virus, la responsabilità è dell’intossicazione da metalli pesanti. Avere più di 3 grossi amalgami in bocca può essere causa di INTOSSICAZIONE CRONICA da metalli tossici (cosa ben diversa dall'intossicazione acuta), rilevabile soltanto con un test chiamato "MINERALOGRAMMA". Tale tipo d'intossicazione può essere causa, altresì, di svariate patologie più o meno serie, a seconda del grado d'intossicazione cronica, del grado di resistenza del sistema immunitario di ognuno e di tanti altri fattori... c'è chi avvertirà solo nervosismo o mal di testa e chi invece si ammalerà di patologie autoimmuni serie ed invalidanti. In più dopo circa 7 anni gli amalgami iniziano ad ossidarsi e possono causare infezioni croniche, specialmente alle vie urinarie. Il rimedio è rimuoverli in protocollo protetto e solo successivamente, cioè quando non si avranno più fonti tossiche in corpo, iniziare a disintossicarsi integrando e riequilibrando gli oligoelementi, rivolgendosi a medici competenti. I chelanti non funzionano su alcuni metalli come mercurio, o alluminio in caso d'intossicazione cronica, senza contare che solo alcuni riescono ad oltrepassare la barriera ematoencefalica ed inoltre sono pericolosi soprattutto per i reni. In Italia siamo in attesa di una legge (alcuni parlamentari se ne stanno già occupando) che bandisca gli amalgami dentali ed obblighi i dentisti ad imparare una valida tecnica di rimozione protetta, ma se l'opinione pubblica ed i mezzi d'informazione non si faranno sentire e non la pretenderanno, sarà molto difficile poterla ottenere... Un altro serio problema, una cosa sconosciuta dall'opinione pubblica, è che mentre gli odontoiatri sono tutelati con una legge dai problemi di salute creati dalle amalgame, ai pazienti si continua a ripetere che non sono pericolose... (D.M. 27 Aprile 2004, G.U. n.134 del 10 Giugno 2004), infatti gli amalgami al mercurio sono inclusi tra le cause di alcune serie malattie professionali... All'estero sono già stati presi provvedimenti contro gli amalgami al mercurio. In Norvegia, Svezia e Danimarca sono vietati. Anche l'FDA ha dichiarato che sono pericolosi, come anche l'OMS ed il Parlamento Europeo. Queste sono solo alcune poche informazioni sugli amalgami dentali, ma in questo Forum troverete di tutto: dai documenti , ai video, alle testimonianze di gente intossicata cronicamente ed ex intossicati che ce l'hanno fatta ad uscire da questo tunnel, come me...
|
|
|
|
|
51
|
General Category / Come Disintossicarsi / Re: Dove fare il test?
|
inserita:: Aprile 30, 2010, 07:09:51 pm
|
Questo laboratorio non esegue il test in Italia ed usa un sistema di lettura dei risultati computerizzata, cioè su dati standard elaborati dal computer e non da un medico. Questo sistema di analizzare, che io ho rinominato "taglia unica" diciamo che può dare una certa idea della situazione, ma come tutte le cose standard o a taglia unica, c'è a chi va stretto e a chi va largo.Il mineralogramma DSD Il mineralogramma - cioè l'analisi spettrofotometrica dei minerali contenuti in un campione di capelli - viene usato sempre più spesso in campo medico e nutrizionale, a integrazione degli esami di routine, come possibile indicatore di eccessi o di carenze minerali ma anche come conferma (o segnale) di alcune patologie, soprattutto nelle fasi vitali più delicate. Gli impieghi più importantiLa valutazione con il mineralogramma è particolarmente opportuna in queste circostanze: - Gravidanza (valutazione dell'esposizione ai metalli pesanti e ai loro antagonisti come calcio, ferro e selenio) - Allattamento (carenze nutrizionali) e prima infanzia - Menopausa - Astenia - Patologie immunitarie (malattie autoimmuni, deficit, ipersensibilità, ecc.) - Osteoporosi - Alterazioni endocrine e dismetaboliche - Alterazioni delle funzioni sessuali (infertilità) - Alterazioni della nutrizione (disbiosi croniche, malattie intestinali, bulimia, patologie tumorali) - Sovrappeso e ritenzione - Medicina di prevenzione I dati del mineralogramma sono clinicamente importanti perché i capelli concentrano i minerali circolanti, e quindi - a differenza dei fluidi corporei, molto più soggetti a fluttuazioni - permettono di identificare e misurare anche elementi a bassissime concentrazioni (minerali tossici, minerali traccia).L'autorevole rivista Journal of American Medical Association, in un articolo ampiamente pubblicizzato, ha segnalato alla comunità scientifica internazionale il rischio di imprecisione nei dati e di interpretazioni “selvagge” nel mineralogramma; anche l'OMS, che ne ha segnalato l'importanza diagnostica soprattutto nei momenti più vulnerabili, come la gravidanza e l'allattamento, ha ribadito l'esigenza di procedure standardizzate e di tecniche di alta precisione. Queste prese di posizione, che sono state interpretate da qualcuno come una svalutazione della diagnosi minerale, sono in realtà un richiamo all'uso corretto e serio di uno strumento molto diffuso e a volte abusato, ma in grado di fornire al medico indicazioni utilissime e non ottenibili con altri esami diagnostici.Per questo, nonostante l'ampia disponibilità di prodotti analoghi sul mercato italiano, Driatec distribuisce in esclusiva un proprio mineralogramma: il Mineralogramma DSD, elaborato in accordo con SMA in base a specifiche estremamente elevate. Il Mineralogramma DSD offre ai medici dati di particolare valore perché unisce un'altissima precisione di analisi (realizzata nei laboratori americani della DDI, al massimo livello di esattezza oggi disponibile) a un software interpretativo elaborato specificamente per gli alimenti e le abitudini nutrizionali italiane.
|
|
|
|
|
53
|
General Category / Come Disintossicarsi / Re: Dove fare il test?
|
inserita:: Aprile 30, 2010, 03:40:21 pm
|
Non è per fargli pubblicità a discapito degli altri, ma solo perchè ne conosco la serietà, affidabilità e compentenza, dato che ormai sono una cliente fissa come i miei familiari ed amici, invito chiunque sia interessato a contattare la " Mineral Test", al quale mi sono rivolta io stessa. Come potrete constatare nella sezione "Testimonianze", grazie al dottore ricercatore di quel laboratorio ora sono completamente disintossicata, così come moltissime persone che conosco personalmente o solo per corrispondenza tramite internet. La Mineral Test nasce, dopo anni di ascolto e di osservazioni, per dare una risposta ad una crescente domanda, che nascondeva una certa impotenza, su come e cosa fare per conoscere meglio se stessi ed il proprio ambiente; alle esigenze, espresse e non, di prevenzione e benessere, di un ambiente migliore, di una alimentazione più sana e sicura. Lo strumento individuato per rispondere alle esigenze di cui sopra, è l’Analisi Minerale Tissutale, interpretato in maniera innovativa. Come Effettuare il Mineralogramma Primo esameTagliare un grammo di capelli (equivalente circa alla quantità contenuta in un cucchiaio ), il più vicino possibile al cuoio capelluto; una lunghezza di 3 o 4 cm al massimo, costituisce la parte utile per effettuare l’analisi. L’eccedenza deve essere scartata. Il prelievo deve essere effettuato nella zona indicata in figura. In casi particolari è possibile prelevare il campione dal pube, specificandolo nell'apposita casella della scheda anamnestica. Se i capelli sono trattati ricordarsi di specificarlo nella scheda anamnesica. Controlli successivi Il prelievo per il controllo deve essere effettuato almeno dopo 2 mesi dalla fine dell'integrazione da noi consigliata. Il campione deve essere prelevato con le modalità già descritte il più vicino possibile al cuoio capelluto, ma deve avere una lunghezza massima di 2 cm. Inserire il campione pilifero in una bustina di plastica trasparente igienica e sigillata. Inviare per posta, se si è impossibilitati a recarsi lì personalmente, unitamente al campione la scheda anamnestica scaricabile dal sito della Mineral Test compilata e firmata. Le risposte e la prescrizione galenica per far preparare al proprio farmacista l'integrazione mirata di oligoelementi, verranno inviate direttamente a domicilio dopo pochi giorni la consegna dei campioni da analizzare. A richiesta il laboratorio fa preparare da una farmacia il preparato galenico* e lo spedisce dove richiesto.
(*) La galenica è la preparazione di farmaci e rimedi a partire da droghe grezze, sostanze chimiche e sostanze ausiliarie (oggi si chiama anche “tecnologia farmaceutica” e il nome originario proviene da Galenus, un medico antico).
La Procedura d'analisi Le ricerche effettuate negli ultimi 20 anni sull’analisi minerale tissutale (TMA o Mineralogramma) e sulla successiva applicazione clinico- nutrizionale, hanno contribuito alla diffusione dell’analisi dei minerali del capello, tanto da farla diventare, negli USA, un’importante procedura clinica di screening. riconosciuta ed utilizzata dall’EPA (Enviromental Protection Agency), dipartimento scientifico americano dell’ambiente. Questa analisi è considerata uno screening-test relativamente semplice, progettato per fornire una considerevole quantità di informazioni in modo rapido ed a basso costo. I campioni dì capello che arrivano nel laboratorio, per prima cosa vengono tagliati in piccole parti con forbici. Quindi ad un esatto quantitativo pesato di capelli vengono aggiunti 5 ml di acido nitrico ultra puro e I ml di acido perclorico ultra puro o acqua ossigenata ultra pura. Per sciogliere i capelli viene adottato un sistema a microonde MLS-1200 che, con i nuovi contenitori della tecnologia MDR (Microwave Digestion Rotor), è stato sviluppato come strumento completo da laboratorio per la preparazione di campioni analitici per la spettrometria ad emissione atomica accoppiata induttivamente al plasma d’argon (ICP-AES). Quindi vengono reidratati e bruciati tra gli 8.000 ed i 10.000°C. A questa temperatura ciascun minerale emette una luce specifica di lunghezza d’onda. L’apparecchio ICP-AES ha un tubo rilevatore fotomoltiplicatore per ogni elemento analizzato. Per ottenere letture accurate sono essenziali una precisa calibrazione ed il controllo della temperatura della fiamma. Con questo metodo possono essere misurati contemporaneamente fino a 60 elementi. Sarà il dott. Gerardo Rossi, medico e ricercatore, a fornire la corretta lettura dell'analisi e ad elaborare una specifica integrazione dei minerali da prescrivere. I servizi Attualmente la Mineral Test offre i seguenti servizi:· Analisi Minerale Tissutale ( 37 elementi ) con range Mineral Test · L’ Interpretazione dell’Analisi Minerale Tissutale secondo il metodo Mineral Test · Soluzioni mirate per il riequilibrio dei minerali ed eliminazione dei metalli tossici · Fornitura di integrazione personalizzata in formulazione galenica · Consulenza Medica in linea telefonica ed Internet · Ricerca e Statistiche · Monitoraggio Ambientale (uomo,acque, suolo, vegetali, alimenti, animali) · Rilevamento dei minerali tossici (nell’uomo, negli animali, nei vegetali, negli alimenti e nell’ambiente) · Mineral Test per la Medicina del Lavoro e Medicina Preventiva · Mineral Test per la Medicina dello Sport · Mineral Test per la Scienza Veterinaria e la Zootecnia
|
|
|
|
|
56
|
General Category / Danni, rimozione in protocollo protetto e qualsiasi domanda in proposito / Re: CONSIGLI SULLA RIMOZIONE E LINK DI ALCUNI DENTISTI
|
inserita:: Aprile 28, 2010, 03:06:59 am
|
Ciao a tutti, sono nuovo del forum, volevo dire che la trovo un'ottima cosa quella di condividere con gli altri le proprie esperienze, sia positive che negative, in particolare quando si tratta di salute.
Siccome ho un dente devitalizzato, riempito con amalgama che arriva fino in fondo alla radice (come ho visto in una radiografia tempo fa) ed inoltre ho altri tre denti curati con amalgama, di cui un molare molto pieno, volevo domandare cortesemente due cose:
1- E' normale che nel colore dell'amalgama del molare si inizino a vedere delle sfumature color bronzo al centro? E se si, perchè?
2- Se qualcuno conosce o ha avuto delle esperienze positive con qualche dentista di Perugia o dintorni per ciò che riguarda la rimozione delle amalgame.
Grazie mille, ciao. Mario.
Niente di affidabile in Umbria. Se l'amalgama ha più di 7 anni è possibile che abbia iniziato ad ossidarsi. Se non trovi il dentista contattami in privato e provo ad aiutarti 
|
|
|
|
|
57
|
General Category / Come Disintossicarsi / I buoni motivi per scegliere la disintossicazione dolce
|
inserita:: Aprile 25, 2010, 05:40:19 am
|
I buoni motivi per scegliere la disintossicazione dolce attraverso integrazione mirata di oligoelementi Dopo aver studiato una miriade di documenti ero giunta alla conclusione che la strada giusta, anzi l’unica strada che mi avrebbe portato a liberarmi definitivamente dall’accumulo dei metalli tossici da tutto il corpo, quindi anche dal cervello, era riuscire a farmi prescrivere da un bravo medico, la giusta integrazione mirata di oligoelementi. La terapia chelante EDTA e tutti i chelanti chimici non mi hanno mai convinto e difatti ne avevo motivo. Non l’ho mai fatta neanche a scopo diagnostico soprattutto per non squilibrare ancora di più gli oligoelementi del mio organismo. Oggi l'EDTA è sintetizzato essenzialmente a partire da etilendiammina (1,2-diamminoetano), formaldeide (metanale), e cianuro di sodio.[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_etilendiamminotetraaceticoETILENDIAMMINA: La sensibilizzazione allergica e la conseguente irritazione ed edema sono degli effetti comuni che si possono riscontrare in seguito all’esposizione ad agenti sensibilizzanti come il toluene diisocianato, l’anidride maleica, l’etilendiammina, l’isocianato di metile, ecc. FORMALDEIDE: La formaldeide, essendo molto solubile in acqua, provoca facilmente irritazione alle mucose con cui viene a contatto. Sono quindi interessati occhi, naso, gola e vie respiratorie. Per gli occhi si manifestano arrossamenti, congiuntivite e tumefazione delle palpebre. Nelle vie respiratorie possono presentarsi, oltre all’irritazione, anche l'iperattività bronchiale e l'asma. L’intossicazione acuta è nota per ingestione accidentale mentre il contatto può provocare dermatite. L’esposizione può anche avere delle conseguenze a livello neurologico, traducendosi in stanchezza, angoscia, emicranie, nausea, sonnolenza o vertigini. Inoltre recentemente l’IARC (International Agency for Research on Cancer) ha concluso che la formaldeide è cancerogena per l’uomo. CIANURO DI SODIO: Il cianuro di sodio è un sale di idrossido di sodio e dell'acido cianidrico. A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco dal tenue odore di mandorle amare. È un composto molto tossico, pericoloso per l'ambiente. La sua struttura cristallina è simile a quella del cloruro di sodio, un reticolo cubico occupato alternativamente dagli ioni sodio e dagli ioni cianuro. Principalmente l’idea di farmi attraversare le vene da un acido potenzialmente nefrotossico mi spaventava a morte, per di più non superava la barriera ematoencefalica, quindi avrebbe ripulito solo il mio sangue e non mi avrebbe liberata dall’accumulo dei metalli tossici nel cervello. Inoltre, ancor prima dei metalli tossici che trovava nel sangue, cioè quelli che giornalmente entrano nel corpo attraverso cibo, aria, acqua, farmaci, ecc., non quelli accumulati da anni, avrebbe chelato calcio e magnesio, minerali indispensabili all’organismo. In molti documenti e studi viene specificato che i chelanti chimici sono totalmente inefficaci in caso d’intossicazione cronica da alluminio.Da qui la mia scelta di fare il test denominato mineralogramma presso un laboratorio serio dove ci operasse un medico capace dell’esatta lettura dei risultati e di prescrivermi l’integrazione mirata per disintossicarmi e allo stesso tempo reintegrare i minerali carenti. Copio qui di seguito alcune frasi da alcuni documenti che mi hanno portata a tali conclusioni e alla scelta felice di optare per la disintossicazione dolce, efficace, non invasiva e indubbiamente estremamente economica.http://www.anagen.net/edta.htm EDTA o acido etilendiamminicotetracetico è uno dei più potenti antiossidanti disponibili (insieme a NAC ed altri), in medicina nel trattamento dell'avvelenamento da metalli pesanti. Viene somministrato soltanto per per fusione venosa lenta, da 1 a 3 volte la settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della normalità o meno della funzione del rene, dato che il chelato (Edta + metallo) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene. Il miglioramento dei disturbi inizia dopo 3-5 perfusioni. Fu ottenuto sinteticamente nel 1930 e nel 1935 fu utilizzato nell’industria dei coloranti, del tessile, dei saponi e dei detersivi, etc. Nel 1947 fu utilizzato da Rubin per la prima volta, nell’uomo, nelle intossicazioni acute da piombo (Pb), da calcio (Ca), nelI’ipercalcemia da iperparatiroidismo e nell’intossicazione digitalica con risultati ottimi. Tuttora può essere considerato il farmaco di elezione in queste drammatiche circostanze. L’EDTA non attraversa le membrane cellulari, le pareti endoteliali e la barriera ematoencefalica, per cui, mentre riesce ad estrarre rapidamente il piombo che si trova nel sangue, non è in grado di raggiungere quello depositato all’interno delle cellule. L’azione dell’EDTA nei confronti del piombo intracellulare è solo indiretta e si riferisce a quella quantità di piombo che lentamente diffonde dalle cellule verso il torrente sanguigno.http://www.autismoparliamone.org/Portale/index.php?topic=5548.msg%msg_id%L'EDTA disodico trasporta il rischio di rovesciamento dell'equilibrio di elettrolito dell'anima in quanto rimuove il calcio, il magnesio, lo zinco ed altri oligometalli e causa l'escrezione del potassio. Questo effetto ha il potenziale di causare le aritmia cardiache, i grippaggi e la morte. I pazienti segnalano frequentemente la nausea, il vomito, la diarrea, gli spasmi addominali e l'anorexia. La gestione prolungata ha prodotto le lesioni dermatologiche. Altre complicazioni segnalate comprendono il dolore o la sensazione di bruciore al luogo di infusione, al thrombophlebitis, alla parestesia circumoral transitoria, all'intorpidimento, all'emicrania, all'ipotensione, alla febbre, ai freddi, all'anemia, alla glicosuria, al hyperuricemia, alle eruzioni di pelle eritematico, alla dermatite exfoliative, ad altre reazioni della membrana mucosa e della pelle, a spossatezza, a malessere, a sete, ad affaticamento, a dolore alla schiena, agli spasmi del muscolo, alla debolezza muscolare e al embolization del calcio.www.erboristeriaedaltro.com http://www.erboristeriaedaltro.com/minerali%20INTOSSICAZIONE%20DA%20METALLI.htmL’alluminio non puo’ essere chelato e va RIMOSSO, con l’aiuto di MAGNESIO, CALCIO, VITAMINA B6, diminuendo contemporaneamente la assunzione di FOSFORO L'alluminio tende ad accumularsi nelle arterie, nei polmoni, nel fegato, nella tiroide, nel cervello. BIBLIOGRAFIA J.I.Rodale e collaboratori " Il libro completo dei minerali per la salute" Ed Giunti Martello Staff del Prevention Magazine " Il libro completo delle vitamine" Ed Giunti Martello Sheldon Soul Hendler " Enciclopedia delle Vitamine e dei Minerali" Ed Tecniche Nuove Adolfo Panfili " Medicina Ortomolecolare" Tecniche Nuove Gayla J. Kirschmann - John D. Kirschmann " Almanacco della Nutrizione " Alfa Omega Editrice Roma Patrick Holford " Guida completa alla nutrizione" Ed. Tecniche Nuove
|
|
|
|
|
58
|
General Category / Come Disintossicarsi / Re: LA TERAPIA CHELANTE: a volte è inevitabile...
|
inserita:: Aprile 25, 2010, 04:00:28 am
|
http://www.studio-duranti.it/documenti/tc.pdfMETALLI TOSSICI & TERAPIA CHELANTE:(Dr. Sante Guido Zanella) I metalli tossici sono sostanze inquinanti che, non essendo biodegradabili, penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, abiti e trasporti. Una volta penetrati nell’organismo i metalli tossici si accumulano lentamente negli organi (ossa, fegato, sistema nervoso) e nei tessuti (adiposo) dove svolgono la loro azione dannosa!Non tutti i metalli sono tossici, infatti, alcuni quali ferro, zinco, cromo, rame e selenio sono indispensabili, in bassissime concentrazioni, per lo svolgimento delle funzioni metaboliche.I principali metalli tossici sono: piombo, mercurio, alluminio, cadmio, arsenico; essi esercitano i loro effetti tossici sull’organismo anche a basse concentrazioni e sono oggi ritenuti tra le sostanze più dannose e pericolose per la salute.Il loro meccanismo di azione è quello di bloccare l’attività di numerosi complessi enzimatici a molti e diversi livelli con conseguente danno metabolico ed energetico inducendo una vasta gamma di sintomi spesso di difficile interpretazione. La sintomatologia da metalli tossici è svariata e può comprendere:Alluminio: anoressia, atassia, coliche, demenza, dispnea, esofagiti, gastroenteriti, epatopatie, nefriti, mialgie, psicosi e stanchezza. Principali fonti di inquinamento: Acqua potabile; preparazioni alimentari e prodotti farmaceutici; lattine contenenti bibite e cibi; cottura in tegami in alluminio di cibi soprattutto acidi; caffè preparato in caffettiere di alluminio; foglio di alluminio per la conservazione e cottura dei cibi; aspirina tamponata. Arsenico: gusto metallico, alitosi, agliosi, pirosi gastrica, vomito, diarrea anche emorragica, disidratazione, tachicardia, ipotensione, shock ipovolemico, danno epatico e renale, coma e convulsioni; può essere letale. Principali fonti di inquinamento: Acqua potabile (Bangladesh: avvelenamento di massa); in odontoiatria per devitalizzare la polpa dentaria sotto forma di anidride arseniosa; insetticidi; industria vetraria; semiconduttori e laser; fuochi artificiali. Cadmio: alopecia, anemia, anoressia, anosmia, enfisema, affaticabilità, epatopatie, psicosi, stanchezza, ipertensione, osteoporosi, lombalgia, pelle secca e denti gialli. Principali fonti di inquinamento: fumo di sigaretta; batterie Ni-Cd; utilizzato come additivo nei carburanti aerei; emissione marmitte catalitiche; pesticidi, fertilizzanti. Piombo: anemia, anoressia, ansietà, difficoltà di concentrazione, confusione, costipazione, depressione, facile affaticabilità, cefalea, ipertensione, in coordinazione, irritabilità, turbe della memoria, ridotto quoziente intellettivo, iperattività, dolori addominali, dolori alle ossa, muscoli e tremore. Principali fonti di inquinamento: Fino a pochi anni fa, benzina contenente piombo; vernici; acqua potabile che attraversa vecchie condutture in piombo; cibi in scatola per errori di saldatura; frutta e verdura coltivata in terreni contaminati, batterie auto. Mercurio: anemia, anoressia, atassia, coliti, depressione, dermatiti, instabilità emotiva, eretismo, affaticabilità, cefale, calo dell’udito, ipertensione, in coordinazione motoria, insonnia, irritabilità, ridotto quoziente intellettivo, iperattività, deficit della memoria, sapore metallico, parestesie, psicosi, stomatiti, tremori, calo del visus, affaticabilità. Principali fonti di inquinamento: Amalgame dentarie; vaccini; rottura di termometri, barometri e sfigmomanometri; pesce (soprattutto pesci grassi e di grossa stazza: tonno, salmone, spada); cosmetici; deodoranti; farmaci (pomate antipsoriasi). La semplice misurazione dei metalli tossici nel sangue e nell’urina è inattendibile, perché i metalli si depositano in gran parte nei tessuti dove esercitano il loro effetto pro-ossidante.Il metodo oggi più valido per la reale determinazione della tossicità da metalli tossici è rappresentato dal Test Diagnostico di Chelazione messo a punto nel 1996 da Verzella – Zanella.Questo test consiste nel confronto dei valori di metalli tossici esaminato in due campioni di urina rispettivamente prima e subito dopo la somministrazione di una sostanza chelante (EDTA o DMSA). I valori del secondo campione sono quelli reali poiché i metalli depositandosi negli organi e nei tessuti necessitano di una sostanza chelante per essere mobilizzati, legati ed eliminati attraverso l’urina. I nostri dati statistici riportano infatti che oltre la metà dei soggetti che presentavano valori normali prima della assunzione della sostanza chelante presentano in realtà valori al di fuori della norma nel secondo dosaggio per quanto riguarda Piombo e Alluminio mentre il Mercurio, apparentemente nei limiti nel primo campione di tutti i soggetti testati, presentava nel secondo campione valori patologici nel 50% dei casi. I nostri risultati dimostrano dunque che il Test da carico con infusione di EDTA e DMSA dovrebbe oggi rappresentare la tecnica di elezione per valutare il reale stato di intossicazione da metalli tossici. Terapia Chelante:Il termine deriva dalla parola greca “chele” che significa legare. L’azione chelante avviene quando un minerale accetta uno scambio di almeno due elettroni con la molecola dell’EDTA. Una volta chelato il minerale perde le sue proprietà fisiologiche o tossiche, in quanto viene sequestrato all’interno della struttura dell’EDTA ed eliminato attraverso la via urinaria. L’EDTA chela inoltre gli ioni calcio presenti nel sangue. La riduzione del valore del calcio ematico induce una attivazione del paratormone con richiamo degli ioni calcio dai tessuti ectopici (comprese le fibrocellule muscolari delle pareti dei vasi: maggior flessibilità => aumento del flusso sanguigno) per compensare la riduzione del calcio ematico. Il paratormone aumenta la mobilizzazione del calcio sottraendolo innanzitutto alle placche in via di formazione. In campo medico fu usata per la prima volta nel 1950 sui marinai americani che al termine della seconda guerra mondiale furono impiegati a ridipingere le navi da guerra. Le vernici utilizzate ricche in piombo ed altre sostanze tossiche determinarono saturnismo (intossicazione da piombo). I marinai furono sottoposti a Terapia Chelante per la detossificazione dal piombo e molti di questi pazienti precedentemente affetti da altre patologie quali angina pectoris, claudicatio intermittens, ipertensione riscontrarono beneficio, oltre che per il saturnismo, anche per la malattia vascolare. Poiché il fatto clinico aveva rilievo “scientificamente significativo”, molti studiosi del settore cominciarono ad intraprendere questo trattamento per la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le sostanze chelanti da noi utilizzate sono: EDTA e DMSA. EDTA: (Acido etilen diamino teracetico)L’EDTA è un aminoacido sintetico, complessante dei metalli, che quando viene introdotto endovena chela i seguenti ioni con attività decrescente : - Cromo ; ione ferrico ; mercurio ; rame ; piombo ; zinco ; alluminio, ione ferroso ; manganese ; calcio e magnesio. La chelazione del Ferro e del Rame avviene quando essi non fanno parte di complessi enzimatici o di sistemi di trasporto, ma solo quando si trovano in forma libera. Il meccanismo d’azione è dunque “selettivo e mirato”. Infusione: endovenosa lenta (circa 3 ore) Metabolismo: 1 ora dopo la somministrazione il 50% dell’EDTA è eliminato dall’organismo e 24 ore dopo ne è eliminato oltre il 90%. Effetti diretti: - Chela i metalli tossici - Chela il calcio dalla pareti dei vasi Indicazioni: - A scopo diagnostico: avvelenamento cronico da metalli pesanti; - Avvelenamento acuto da metalli pesanti;- Affezioni vascolari e metaboliche quali: cardiopatie, angina, ipertensione arteriosa, diabete, degenerazione maculare senile, infarto del miocardio, ictus, collagenopatie, tabagismo. Controindicazioni: - Nefropatie in fase acuta - Epatopatie acute - Gravidanza Effetti Collaterali:- Ipoglicemia - Ipotensione - Spasmi muscolari da ipocalcemia durante la infusione. La fleboclisi effettuata in ambiente medico, si protrae per circa 3 ore; il paziente viene monitorato per la pressione arteriosa e la glicemia prima, durante e dopo la infusione. N H2 H2 N HOOC HOOC COOH COOH C C La successione delle flebo prevede un intervallo minimo di 7 giorni. Comunemente vengono proposti cicli di 10 fleboclisi, che nei casi gravi possono raggiungere il numero di 30-40. A scopo di mantenimento viene indicata una fleboclisi ogni 2 mesi. Per i Pazienti che si sottopongono alla terapia vengono richiesti sistematicamente esami di laboratorio che variano in rapporto alle condizioni generali del paziente. In Italia la Terapia Chelante non è stata ancora ufficialmente approvata per la cura delle patologie cardiovascolari mentre è universalmente approvata per la cura delle intossicazioni da metalli tossici. A tutt’oggi, in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, sono state effettuate oltre 1 milione di infusioni senza gravi effetti collaterali quando vengono rispettate le linee guide dell’Associazione statunitense ACAM. DMSA: (acido 2,3 meso dimercaptosuccinico) COOH | H - C - SH | H - C - SH | COOH Agente chelante a bassa tossicità (FDA, USA), attraversa la barriera ematoencefalica. Somministrazione: per via orale Picco di concentrazione entro 2 ore dalla assunzione Eliminazione: entro 48 ore per via renale, in minima parte attraverso polmoni e feci. Indicazioni: Intossicazioni da piombo, mercurio, arsenico. Controindicazioni: Gravidanza, insufficienza renale acuta, bambini al di sotto dei 12 mesi di età. Effetti collaterali: Brividi e febbricola, lievi disturbi gastrointestinali Bibliografia: www.ifa.it/sitec (Società Italiana Terapia Chelante) o www.acam.org (ACAM) Bibliografia Internazionale EDTA CHELATION THERAPY Bibliografia a cura di Stephen F. Olmstead, M.D. Clinical Assistant Professor of Medicine Division of Cardiology University of Washington School of Medicine Funded in part by a grant from the A.C.A.M. American College for the Advancement of Medicine
|
|
|
|
|
|