Autore Topic: Neurotossicità da inalazione cronica di mercurio  (Letto 14369 volte)

cristiana

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    • Intossicazioni croniche da accumulo di elementi tossici
Neurotossicità da inalazione cronica di mercurio
« il: Marzo 11, 2012, 11:48:06 »
PROGRAMMA FINALE - ABSTRACT

Neurotossicità da inalazione cronica di mercurio elementare associata a positività di un nuovo biomarker: descrizione di un caso clinico

Authors
A. Giampreti (1), T. Coccini (1), D. Lonati (1), VM. Petrolini (1), S. Vecchio (1), M. Aloise (1), F. Chiara (1), D. Flachi (1), E. Roda (1), D. Acerbi (1), A. Ronchi (2), P. Apostoli (3), L. Manzo (1), CA. Locatelli (1)
 
1. Centro Antiveleni di Pavia, IRCCS Fondazione Maugeri e Università di Pavia
2. Laboratorio Misure Ambientali e Tossicologiche, IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri, Pavia
3.Dipartimento di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale, AO Spedali Civili di Brescia e Università Statale di Brescia

Abstract
L’esposizione prolungata a vapori di mercurio può tradursi in quadri clinici di intossicazione cronica. L’intossicazione cronica, prevalentemente descritta in seguito ad esposizione professionale, dopo un iniziale un quadro sindromico simil-influenzale si caratterizza per segni e sintomi a carico dell’apparato respiratorio, gastroenterico e del sistema nervoso centrale e periferico. L’esposizione a vapori di mercurio è possibile anche in ambiente domestico in seguito a rottura di dispositivi contenenti mercurio quali termometri, barometri o sfigmomanometri.
Obiettivo: Descrivere un caso di intossicazione cronica da inalazione di vapori di mercurio in seguito a rottura, in ambiente domestico, di un barometro liquido a colonna di mercurio.
Caso clinico: Un uomo, 72 anni di età (70 kg di peso corporeo), si presenta presso il Servizio di Tossicologia con un quadro clinico caratterizzato da sintomi neurologici ingravescenti a carico del sistema nervoso periferico da 10 anni. L’anamnesi lavorativa risulta negativa per una precedente esposizione a metalli. Il paziente riferisce la presenza, nel suo studio, di  un barometro liquido di circa un metro di altezza, rotto alla base, mantenuto vicino a una fonte di riscaldamento negli ultimi 10 anni. Alla valutazione clinica l’obiettività conferma un quadro di ridotta sensibilità tattile agli arti inferiori, Romberg positivo,  atassia della marcia ed ipertono spastico agli arti inferiori. Le indagini neurofisiologiche evidenziano una lieve polineuropatia assonale, motoria e sensitiva, interessante gli arti inferiori e superiori. La risonanza magnetica nucleare dell’encefalo, eseguita cinque anni prima, è negativa. I livelli di mercurio ematici ed urinari al momento del ricovero sono risultati 27 e 1.4 mcg/L rispettivamente; dopo test di mobilizzazione con DMSA 24.5 e 5.2  microgrammi/L rispettivamente (vn: sangue 1-4.5, urine 0.1-4.5 mcg/L). La speciazione del mercurio urinario ha confermato la presenza di mercurio elementare e metil-mercurio; quest’ultimo in concentrazioni dell’1% rispetto alla forma elementare. Nuovi biomarker ematici di neurotossicità da mercurio, quali i recettori muscarinici linfocitari (MRs) e l'attività della monoamino-ossidasi piastrinica (MAO-B), sono stati misurati, evidenziando una forte positività dei MRs (205,43 fmoL/milioni di cellule; riferimento 8-16), e la non modificazione dell’attività MAO-B piastrinica (10,46 nanomoL/mg proteine/ora; riferimento 7-11). Il paziente, stato sottoposto a due cicli, della durata di 19 giorni l’uno, di terapia chelante mediante somministrazione orale di DMSA, presenta una progressiva normalizzazione dei livelli di mercurio sia ematici che urinari ed un miglioramento della sintomatologia neurologica.
Conclusioni: Il mercurio elementare, moderatamente volatile a temperatura ambiente, evapora notevolmente quando esposto a fonti di calore. La graduale e progressiva volatilizzazione del mercurio elementare può causare tossicità cronica non solo in ambiente occupazionale ma anche domestico. L’aumento dei recettori muscarinici linfocitari è stato descritto come biomarker sensibile di tossicità da mercurio in studi pre-clinici su animali (1). Nel caso descritto, la storia anamnestica, le manifestazioni cliniche e i livelli di mercurio hanno confermato la diagnosi di intossicazione; il significativo aumento dei recettori muscarinici linfocitari sembra supportare tale biomarker come indicatore sensibile di tossicità cronica da mercurio nell’uomo.
Bibliografia: 1. Coccini T, et al. Environ Health Perspect. 2000, 108:29-33.


Fonte
Cristiana

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