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La nicotina è una droga
« il: Maggio 16, 2011, 03:30:56 »
di Anna Lisa Bonfranceschi

23 anni fa, un medico statunitense lancia l’allarme sulla dipendenza dalle sigarette e su quanto siano dannose alla salute. Sarà soprannominato dalle case produttrici Dottor Morte

La nicotina è come l’eroina e la cocaina per il cervello. Era questa in sintesi la sentenza del documento stilato da Charles Everett Koop, presentato il 16 maggio 1988, con cui il direttore della sanità pubblica statunitense faceva ancora una volta tremare le grandi industrie del tabacco e milioni di fumatori.

E non sarebbe stata l’unica frecciatina tirata al mondo delle bionde: Koop avrebbe portato avanti la sua battaglia contro il fumo sostenendone il divieto sui luoghi di lavoro e si sarebbe apertamente opposto all’ esportazione del tabacco nei paesi in via di sviluppo. Non sappiamo quanto fu davvero efficace il suo lavoro, di certo riuscì a convincere il padre a smettere di fumare e diede una buona mano alla diffusione delle etichette sui rischi per la salute nei pacchetti di sigarette.

Che il fumo potesse avere effetti sulla salute era noto già dagli anni Sessanta, ma fu solo con Koop che le sigarette cominciarono a essere viste sotto una nuova luce. Negli otto anni in cui rimase in carica (dal 1981 al 1989 ), il direttore della sanità pubblica pubblicò otto report sui disastrosi effetti del fumo. Lui, che sognava “una società libera dal fumo entro il 2000”, agli inizi della sua carriera aveva dovuto far i conti con un’indifferenza diffusa sul tema sigarette e salute. Quando si era insediato sulla poltrona di direttore, infatti, l’Office on Smoking and Health, il centro per la prevenzione delle malattie e delle morti dall’uso di tabacco, praticamente non esisteva: poca forza lavoro e pochi fondi per intraprendere qualsiasi iniziativa di educazione per una società smoking-free .

Toccò a Koop porvi rimedio. Agli inizi degli anni Ottanta, dopo le prime pubblicazioni sulla dipendenza dal tabacco di William Pollin (il “Dottor morte” come era stato ribattezzato dai produttori di sigarette), Koop cominciò a raccogliere e diffondere informazioni sui pericolosi effetti del fumo come sostanza in grado di generare assuefazione .

Infatti, quello sulla dipendenza da nicotina fu uno degli aspetti su cui concentrò maggiormente la sua attenzione. E negli anni che seguirono anche la ricerca cominciò a interessarsi al tema, così che quando Koop nel 1988 pubblicò il suo rapporto erano già più di duemila gli studi sulla dipendenza da nicotina.
Nel frattempo si era aggiunta anche la scoperta che i meccanismi con cui si crea questa assuefazione sono simili a quelli di cocaina ed eroina.

Un buon motivo per aiutare la lotta contro il fumo con lo stesso spirito di quella contro le droghe, come scrisse in seguito: “Il fumo è responsabile di oltre 300mila morti l’anno negli Stati Uniti, circa il 16% di tutte le morti . Questa nazione ha stanziato enormi risorse per combattere le droghe illecite, ma dobbiamo dare anche priorità a una forma di dipendenza che sta uccidendo più americani all’anno di qualsiasi altra singola causa”.   

Quella contro il fumo non sarebbe stata l’unica lotta a caratterizzare il suo mandato. Everett Koop fu un vero bacchettone: fu un fervido sostenitore di diete equilibrate, invitò gli americani a ridurre i consumi di alcool e si batté fortemente per la diffusione di informazione e precauzioni contro l’ Aids.

Fonte
Cristiana

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