Autore Topic: Punture da insetti vettori  (Letto 21690 volte)

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Punture da insetti vettori
« il: Settembre 07, 2010, 01:20:38 »
Malattie da insetti

I morsi degli insetti non sono solo fastidiosi e dolorosi ma possono anche nascondere insidie ben più gravi. Molti germi che sono patogeni per l'uomo, ovvero che possono causare malattie, non lo sono, invece, per molti animali e per gli insetti. Ecco allora che l'insetto diventa un vettore: un portatore sano in grado di trasportare il microrganismo patogeno dall'animale che lo ospita (o da una persona infetta) all'uomo. Per evitare spiacevoli sorprese occorre evitare di farsi pungere, non solo durante i viaggi all'estero ma anche quando si effettuano gite in campagna, nei boschi o comunque in zone dove ci siano animali (mucche, maiali, cavalli, uccelli). Qualora si venga punti ugualmente non sottovalutare i sintomi che compaiono nei giorni seguenti: d'estate o in vacanza anche poche linee di febbre o la comparsa di macchie rosse (come quelle delle malattie esantematiche dei bambini) non sono un evento normale, meglio consultare un medico.
Di seguito un breve elenco delle malattie che si possono contrarre dagli insetti, raggruppate in base al vettore che le può trasmettere.

Zanzare

Malaria
La malaria è una malattia recidivante causata da protozoi del genere Plasmodium, i principali plasmodi sono: falciparum, vivax, ovale, malariae. Tali protozoi vengono trasmessi da malato a sano attraverso la puntura della femmina di zanzara del genere Anofele. A volte la trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza. La prognosi della malattia è in relazione al plasmodio responsabile (la malaria da falciparum è la più grave), alla sua resistenza ai farmaci antimalarici, alla precocità della diagnosi e del trattamento. I sintomi sono molto variabili, in genere sono presenti: accessi intermittenti di febbre, vomito, brividi, mal di testa, dolori muscolari e simil-influenzali, talora anemia e ittero. La malaria da falciparum, se non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.

Febbre gialla
E' una malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia Togaviridae, genere Flavivirus, il quale viene trasmesso da uomo a uomo dalla puntura di zanzare. In Africa nelle aree urbane il vettore appartiene alla specie Aedes Aegypti, mentre nella giungla le zanzare Haemagogus in sud America, Aedes africanus e Aedes simpsoni in Africa centrale, sono responsabili della trasmissione del virus dalla scimmia all'uomo. Il periodo di incubazione, dopo la puntura, è di 3-6 giorni poi compaiono brividi, febbre alta, mal di testa retrorbitario, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito la malattia peggiora con ittero, emorragie, bradicardia, iperpiressia, oliguria. La terapia è solo sintomatica è la prognosi è grave: morte nel 30% dei casi; la miglior difesa è la vaccinazione profilattica.

Virus del Nilo occidentale
 Il virus viene trasmesso all'uomo dalla puntura delle zanzare ma anche gli uccelli, migratori o domestici, giocano un ruolo cruciale perchè permettono lo spostamento del virus dall'Africa alle zone temperate: le zanzare pungono gli uccelli migratori e asportano così sangue infetto, infettando sè stesse e ogni altro animale, uomo compreso. Per gli infettivologi nella maggior parte dei casi il virus è asintomatico o presenta solo sintomi febbrili, quindi è facile che sfugga: «per ogni caso grave che si manifesta - spiegano - vanno considerate infette almeno 150 persone prive di sintomi». Il virus, però, può colpire anche il sistema nervoso centrale e nei casi più gravi può provocare gravi forme di encefalopatia o meningoencefaliti. Generalmente i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare (come piogge abbondanti, irrigazioni o temperature alte) sono condizioni che fanno aumentare il numero dei casi di contagio. Al momento non esiste un vaccino che protegga dal virus e le uniche strategie sono la protezione dalle punture di zanzara e il controllo del territorio con interventi di disinfestazione.

Dengue
E' una malattia di origine virale dovuta al Dengue virus (ne esistono almeno 4 tipi), genere Flafivirus, famiglia Togaviride (RNA). Il virus viene trasmesso mediante la puntura della femmina della zanzara Aedes aegypti; ma anche la specie Aedes albopictus (zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore. La Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno. E' diffusa in centro e sud America, nell'Africa subsahariana, in India, Indocina e nel sud-est asiatico. Dopo 6-8 giorni d'incubazione la malattia inizia improvvisamente con febbre alta, cefalea orbitaria e frontale, dolori alle articolazioni e ai muscoli, bradicardia. Dopo 4-5 giorni compaiono esantema, simile a quello del morbillo o della scarlattina, congestione al viso, disturbi gastrointestinali e respiratori, leucopenia. Raramente la malattia può presentarsi nella forma emorragica che è molto più grave. Le cure sono sintomatiche e la prognosi in genere favorevole; non esiste vaccino.

Filariosi
Sono malattie causate da vermi cilindrici (nematodi) della famiglia delle filarie, trasmessi da uomo ad uomo o da animale a uomo, mediante la puntura di insetti (zanzare, tafani, simulidi). Sono diffuse soprattutto in Africa e Sud America.

Filariosi linfatica (f. di Bancroft)
Causata dalle filarie delle specie Wuchereria bancrofti e Brugia malayi che sono veicolate dalle zanzare Culex Pipiens e da varie specie di Aedes. I vermi adulti causano infiammazione e ostruzione delle vie linfatiche degli arti inferiori, con ristagno della linfa e conseguente edema. Le larve circolano nel sangue durante la notte, infatti la malattia si definisce anche di filariosi notturna.

Leishmaniosi
Sono malattie a decorso cronico, causate da piccoli parassiti (protozoi) del genere Leishmania. Si conoscono numerose specie di Leishmanie: tropica, donovani, infantum, braziliensis, responsabili di forme differenti della malattia. Il periodo d'incubazione è piuttosto lungo per tutti i tipi di leishmaniosi e va da uno a qualche mese. I protozoi vengono trasmessi all'uomo mediante la puntura di insetti appartenenti al genere Phlebotomus. Benché si conoscano centinaia di specie di flebotomi (pappataci), solo una trentina sono responsabili della trasmissione della malattia. E' la femmina del flebotomo che, nel succhiare il sangue dei mammiferi (cani, volpi, scimmie) e dell'uomo, trasmette la malattia dagli animali all'uomo o da uomo ad uomo. Questo insetto vettore è diffuso in tutte le regioni intertropicali e temperate del mondo.
Leishmaniosi cutanea: dovuta a Leishmania tropica è caratterizzata da lesioni ulcerose sulla pelle del viso, delle gambe e delle braccia. Le lesioni iniziano con una macula rossa che poi evolve in nodulo duro, ricoperto di squame e ulcerato al centro, ma non doloroso. La papula guarisce in 1-2 anni ma lascia una cicatrice indelebile.
Leishmaniosi cutaneo-mucosa: causata dalla Leishmania brasiliensis, è una forma più grave della precedente in cui le ulcere sono estese su tutto il corpo e interessano anche le mucose (bocca, fosse nasali), dove generano granulomi ulcerati. La prognosi è riservata.
Leishmaniosi viscerale, conosciuta anche col nome di Kala azar, è provocata dalla Leishmania donovani. L'inizio è subdolo, caratterizzato da accessi febbrili irregolari, perdita di peso, turbe gastroenteriche, astenia, ingrandimento del fegato e della milza. Successivamente si sviluppano anemia intensa, piastrinopenia con epistassi, tumefazioni linfoghiandolari e leucopenia spiccata; se non trattata la mortalità è altissima.

Febbre da flebotomi (f. dei tre giorni, dengue adriatico)
Malattia virale acuta autolimitata, diffusa nel bacino del Mediterraneo, presenta sintomi simili a quelli dell'influenza. L ‘Arbovirus (RNA) viene trasmesso nei centri urbani da uomo a uomo, tramite il morso del Phlebotomus papatasii,in America tropicale, invece, il vettore è la mosca silvestre della sabbia (Lutzomyia).

Mosche

Filariosi oculo-cutanea (oncocercosi)
E' causata dalla filaria Onchocerca volvulus che viene trasmessa all'uomo dal simulium (un simulide), insetto simile ad un moscerino. La filaria femmina adulta ha grandi dimensioni (fino a 50 cm.). Le lesioni più comuni sono: eruzioni cutanee, maculo papule, noduli, elefantiasi dei genitali esterni femminili; ma il quadro più grave è la cecità che si può verificare quando il verme si localizza al collo o al capo.

Tripanosomiasi africana (malattia del sonno)
E' una malattia presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud. I protozoi (tripanosomi) responsabili della malattia vengono trasmessi all'uomo mediante la puntura della mosca Tse Tse, un grosso insetto grigio-marrone che punge di giorno. La mosca è attratta da oggetti in movimento e da colori scuri contrastanti e riesce a pungere anche attraverso vestiario leggero. Nella forma cronica, sostenuta dal tripanosoma brucei gambiense, i sintomi di malattia possono essere assenti per mesi o anni, dopo l'avvenuta infezione. In generale essi sono: febbre, linfoadenopatie, edemi cutanei, tachicardia, ipotensione, ingrandimento del fegato e della milza, meningo-encefalite con letargia. La presenza di detti sintomi è variabile da caso a caso. La forma acuta, sostenuta dal tripanosoma brucei rhodesiense, si presenta soprattutto con i sintomi della meningo-encefalite letargica, che insorge già dopo 6-28 giorni dall'infezione.

Tripanosmiasi americana (malattia di Chagas)
E' una malattia diffusa in centro e sud America. E' dovuta ad un protozoo, il Tripanosoma Cruzi, che viene trasmesso all'uomo attraverso le feci di cimici alate del genere Triatoma. Queste ultime pungono la persona infetta per alimentarsi del suo sangue ed in questo modo assumono il parassita che poi si moltiplicherà nel loro intestino e verrà escreto con le feci. Sono le feci infette di tali cimici che, a contatto con piccolissime lesioni della pelle, possono consentire al tripanosoma di penetrare nell'organismo umano. Inoltre il tripanosoma può essere trasmesso anche con le trasfusioni di sangue. Nella forma acuta la malattia si presenta con edema sulla zona cutanea infetta, febbre ed infiammazione ghiandolare. A volte si hanno scompenso cardiaco, aritmie, meningoencefalite. Nella forma cronica si può avere: cardiopatia, megaesofago, megacolon e bronchiettasie.

Filariosi da Loa Loa (diurna)
Filariosi oculo-cutanea causata dalla filaria della specie Loa-loa, trasmessa dalla "mosca del mango", una specie di tafano del genere Chrysops. E' caratterizzata da edemi superficiali al livello del volto o delle articolazioni con modica febbre. A volte il verme è visibile sotto la pelle e si muove; il fenomeno può interessare anche la congiuntiva e le sierose, le larve circolano nel sangue nelle ore diurne.

Zecche

Le zecche sono parassiti degli animali (cani, topi, uccelli, ovini, animali selvatici) dei quali succhiano il sangue che serve loro da nutrimento. Le zecche utilizzano particolari propaggini articolate, i cheliceri, per trafiggere la pelle in modo indolore e raggiungere un capillare sanguigno, poi consolidano la presa con l'aiuto di appendici uncinate e, quando sono sazie, si staccano senza alcuna conseguenza per l'ospite. Occasionalmente anche l'uomo può esserne vittima e alcune specie possono trasmettergli, con la saliva, gravi malattie come la rickettsiosi, la meningoencefalite virale (TBE) e la borreliosi di Lyme.

Borreliosi di Lyme
Malattia multisistemica ricorrente, causata da una spirocheta, Borrelia burgdorferi, trasmesso all'uomo dalla zecca Ixodes dammini (I. ricinus in Europa). Esordisce nella maggior parte dei casi con eritema cronico migrante, una caratteristica lesione cutanea che si espande, artralgie migranti e sintomi similinfluenzali (infezione localizzata). Dopo alcuni giorni, o settimane, l'infezione si diffonde attraverso il sangue e può provocare meningite, polineuriti, turbe della conduzione cardiaca, miocardite, paralisi del nervo facciale. Mesi o anche anni più tardi, dopo una fase di latenza, la malattia può ripresentarsi in maniera persistente con artrite cronica o intermittente, encefalopatia cronica, polineuropatia, acrodermatitis cronica atrophicans. Tuttavia, l'infezione tardiva cronica è piuttosto rara: con terapia antibiotica adeguata, infatti, la prognosi alo stadio 2 (infezione disseminata) è generalmente positiva.

Febbre di Crimea-Congo
La febbre emorragica di Crimea-Congo fu descritta per la prima volta nel 1944 in Crimea. Poiché il virus causale fu successivamente individuato come il responsabile anche della febbre emorragica del Congo, il nome definitivo dato alla malattia è stato quello di febbre di Crimea-Congo. Benché si tratti principalmente di una zoonosi, anche nell'uomo si sono verificate epidemie. Il virus che causa la malattia appartiene al genere Nairovirus e alla famiglia dei Bunyaviridae. Esso viene trasmesso all'animale o all'uomo attraverso la puntura di diverse zecche, tra cui le più comuni sono quelle del genere Hyalomma.Tra gli animali più colpiti dall'infezione ci sono i bovini, gli ovini, le capre, ma anche gli struzzi e altri animali selvatici. L'uomo può essere infettato anche mediante il contatto con il sangue o i tessuti di animali infetti; molti casi infatti si sono verificati fra macellai, allevatori e veterinari. Anche il contatto col sangue o i tessuti di malati può risultare infettante.

Febbre purpurica (f. del Colorado, f.delle montagne rocciose)
E' una malattia causata da Rickettsia rickettsi, endemico in tutto il continente americano, soprattutto negli stati Uniti. Il batterio viene trasmesso all'uomo dalla puntura della zecca Dermacentor Andersoni, che lo assume nutrendosi del sangue di roditori (scoiattoli, ricci ecc.) o cani infetti. Dopo un periodo di incubazione, variabile da un giorno ad un massimo di due settimane, insorgono rapidamente febbre, dolori muscolari, vertigini, dolore e rigidità nucale, mal di schiena, cefalea, dolori oculari e fotofobia. Circa 3-4 giorni più tardi compare l'esantema maculo-papuloso, prima rosso purpureo poi emorragico (petecchiale), caratterizzato cioè da emorragie cutanee e mucose, cui si possono aggiungere tachicardia, irrequietezza, insonnia, stato confusionale e convulsioni. Se trattata in tempo con antibiotici si risolve, altrimenti può essere mortale, tuttavia è anche possibile vaccinarsi in anticipo.

Febbre emorragica di Omsk
E' una malattia virale trasmessa da zecche, diffusa in Siberia nella regione di Omsk e di Novosibirsk. Il virus responsabile di questa malattia è simile a quello che determina la febbre emorragica della foresta di Kyasanur (India). Il vettore del virus è la zecca (Dermacentor pictus e Dermacentor marginatus) che funge da trasportatore del virus da roditori, quali il topo muschiato, e dall'uomo. Dopo un periodo di incubazione di 3-8 giorni la malattia si manifesta con febbre, cefalea, dolori al dorso e agli arti, spossatezza. e con la comparsa di una eruzione sul palato molle. Nei casi più gravi si hanno emorragie soprattutto a carico delle gengive e dell'apparato digerente. La mortalità è bassa, ma la guarigione è piuttosto lenta, il periodo febbrile può durare infatti fino a 2 settimane.

Encefaliti europea e giapponese
Appartengono ad un'ampia casistica di malattie (encefaliti, meningoencefalite, meningomieloencefaliti) di origine virale, trasmesse da zecche o zanzare, che si differenziano a seconda dell'area geografica in cui si presentano. L'encefalite centro-europea e quella giapponese, veicolate rispettivamente da una zecca (Ixodes ricinus) e da una zanzara (Culex), sono molto diffuse. I virus responsabili della malattia appartengono al gruppo B dei Flavivirus, famiglia Togaviridae. La zecca può trasmettere il virus anche attraverso le uova, inoltre il virus si ritrova nel latte non pastorizzato di animali infetti (mucche, pecore e capre). Le encefaliti hanno una sintomatologia comune e difasica: inizio acuto simil-influenzale, breve remissione, poi ripresa con comparsa dei segni neurologici fino al coma. La terapia è sintomatica e la prognosi riservata, fatta eccezione per le forme benigne.

Febbre bottonosa (eruttiva mediterranea, del Carducci)
La febbre bottonosa è una malattia infettiva acuta causata da un germe, la Rickettsia conori trasmessa all'uomo dalla puntura della zecca del cane. E' diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa. La zecca vettore, Riphicephalus sanguineus, è un tipico parassita del cane, ma anche roditori, bovini, ovini, conigli possono fungere da serbatoio. La zecca stessa può essere infettata dal Rickettsia, in questo caso essa può trasmettere la rickettsiosi anche attraverso le sue uova. I sintomi sono: febbre alta e continua per 1-2 settimane, brividi, cefalea, congiuntivite, dolori articolari e muscolari. L'esantema maculo-papuloso compare dopo 3-4 giorni agli arti, al tronco, sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, con eruzioni isolate e rilevate (a forma di bottone). Si cura con antibiotici e la prognosi è benigna.

Pidocchi

Tifo esantematico (petecchiale)
Il tifo esantematico è una malattia infettiva dovuta alla Rickettsia prowazeki, un germe che viene trasmesso all'uomo mediante le feci di pidocchi, Pediculus humanus corporis, infetti. In passato, soprattutto a seguito di guerre o carestie che compromettevano le condizioni igienico-sanitarie delle popolazioni, la malattia era molto frequente, anche in Europa. Oggi si verificano solo casi limitati o piccoli focolai, soprattutto in Africa, Sud-Est asiatico, America Latina, Europa dell'Est. La malattia riguarda esclusivamente l'uomo; non esistono infatti serbatoi animali. La trasmissione da un individuo all'altro avviene allorché il pidocchio succhia il sangue di un individuo infetto e deposita le feci sulla pelle o sulle mucose di un individuo sano. La rickettsia presente nelle feci penetra nell'individuo sano attraverso le lesioni da grattamento o, più raramente, attraverso le mucose. Dopo 1-2 settimane d'incubazione l'infezione si manifesta bruscamente con brividi, cefalea, dolori lombari, vertigini, vomito e febbre alta con delirio e tremori. Dopo 3-4 giorni compare l'esantema a piccole macchie, lungo il tronco e gli arti, che causano poi piccole emorragie (petecchie). Il tifo può dare complicanze cardiache, polmonite, nefrite, otite, flebiti.

Febbre quintana (f. dei cinque giorni, f. volinica)
Malattia acuta ma autolimitata dovuta all'infezione da Rickettsia quintana, trasmessa dal pidocchio del corpo (Pediculus humanus). Si presenta con febbre alta e intermittente, dolori generalizzati e particolarmente intensi alle creste tibiali, brividi, sudori e vertigini. Può comparire anche un esantema fugace (dura solo 2 giorni) maculo-papuloso simile a quello del tifo e, talora, si presentano recidive.

Pulci

Peste
E' una malattia batterica contagiosa, causata da un bacillo denominato Yersinia pestis che viene trasmesso all'uomo dalla puntura delle pulci del ratto. Questo germe può essere trasmesso anche da malato a sano per via aerea, con la tosse, lo starnuto o le secrezioni oro-faringee. L'incubazione dura al massimo una settimana, poi insorgono febbre alta, brividi, tachicardia, vomito, diarrea, vertigini, delirio e altre complicazioni. Il decorso è sfavorevole nelle forme polmonare e setticemica, curabili invece, se l'intervento è tempestivo, la peste bubbonica e quella cutanea.

Tifo murino
Il tifo murino, detto anche tifo endemico da pulci, è una malattia causata da un germe: la Rickettsia mooseri trasmessa all'uomo dalla pulce del ratto. La malattia può interessare ogni Paese, attualmente si presenta generalmente con casi sporadici e colpisce soprattutto coloro che vivono in abitazioni o in ambienti di lavoro infestati da ratti. La pulce responsabile, Xenopsylla cheopis, una volta punto il ratto infetto deposita le feci sulla pelle dell'individuo sano, il quale a sua volta si infetta inoculandosi il germe attraverso le lesioni da grattamento. Più raramente l'infezione si verifica per ingestione o inalazione di prodotti inquinati da feci di ratti o di pulci infetti. La sintomatologia è simile a quella del tifo esantematico ma molto attenuata, si cura con antibiotici e la prognosi è favorevole.

Elisa Lucchesini

Fonti: “Diagnostica e terapia” A.S. Roversi Edizioni Mediche Italiane 1994
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