Autore Topic: Controlli per autisti di bus, tassisti e piloti  (Letto 7490 volte)

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Controlli per autisti di bus, tassisti e piloti
« il: Settembre 01, 2010, 11:24:25 »
ROMA (23 agosto) - Dalla strada alle fabbriche, agli uffici, alle aziende di trasporto. Presto scatteranno i test antidroga sui lavoratori che svolgono mansioni a rischio.

Il provvedimento, prima di diventare operativo, verrà discusso con le Regioni e i Comuni l’11 settembre. Intanto il Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio ha messo a punto un protocollo, che verrà presentato all’appuntamento con gli enti locali.

Una commissione di quaranta esperti ha concluso i lavori dopo avere definito meglio le categorie interessate.
Gli autisti sono in cima alla lista, chi ha la responsabilità di guida verrà controllato: conducenti con patente c, d, e, compreso i tassisti. Test anche ai conducenti di bus, tram e metropolitane, ai piloti di aereo, al personale di bordo, agli addetti alla manutenzione, ai controllori di volo, al personale marittimo e ai collaudatori di aerei e navi.
Tra le categorie controllate anche gli addetti alla guida di gas tossici, macchine di movimento terra e merci.

Ma non finisce così, perchè il sottosegretario Carlo Giovanardi ha detto che «le categorie successivamente potranno essere ampliate». Probabilmente «ai chirurghi, che quando hanno il bisturi in mano possono decidere della vita di un paziente».

Tutto è cominciato con un provvedimento dell’ex ministro Livia Turco che dopo il grave incidente provocato da un autista di scuolabus che aveva assunto droga ha dato attuazione alla legge n. 131 del 2003, che prevede l’accertamento di «assenza di tossicodipendenza» nelle persone dalle quali può dipendere la sicurezza.
Così alla Conferenza unificata Stato-Regioni del 30 ottobre 2007 è stata firmata un’intesa. Però mancava il protocollo attuativo, ora c’è. «Chi viene trovato positivo - spiega ancora il sottosegretario Carlo Giovanardi - verrà rimosso dall’incarico, allontanato dalla mansione a rischio, ma non perderà il posto di lavoro».

Come si svolgeranno i controlli?
«I test avranno - sostiene Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento antidroga - due diversi livelli, il primo da parte del medico aziendale. Il secondo controllo da parte del Sert se si scopre che il lavoratore ha assunto sostanze stupefacenti. Questo doppio livello di controllo lo ha introdotto la Commissione che ha lavorato per il Dipartimento. L’altra novità è che la sospensione dal lavoro è prevista anche per i tossicodipendenti non abituali, ma occasionali. Basta che il lavoratore anche una sola volta sia trovato positivo per essere allontanato dall’incarico».

«Il controllo si fa sulle urine e sui capelli - continua Serpelloni - ma trattandosi di accertamenti diagnostici il dipendente può rifiutarsi di effettuarli. In quel caso, però, l’interdizione dall’incarico rischioso scatta egualmente perché la legge prevede che debba essere accertato se ci sia o meno un uso di sostanze, ripeto, anche occasionali, non solo derivanti da dipendenza».
E se si scopre che un lavoratore è tossicodipendente? «Non perde il posto - ribadisce Serpelloni - Anzi, viene aiutato a intraprendere un percorso di recupero, l’obiettivo è che si curi e si reintegri appieno».

Ma il narcotest potrebbe essere alterato con qualche trucco. Su Internet fioccano già le offerte di urina sintetica, sistema usato da tempo nel mondo dello sport per superare i controlli antidoping. Basta avere in tasca il flacone di liquido sintetico (oppure quello di un amico “pulito”) perché di solito il controllore non assiste al prelievo.

Intanto, dal mondo scientifico arriva una buona notizia. Presto potrebbe esserci una terapia anti cocaina. Antonello Bonci, docente di neurologia all'Università di San Francisco, ha scoperto che «una singola esposizione alla cocaina produce una memoria cellulare chiamata ”long-term potentiation” Ltp o potenziamento a lungo termine delle connessioni nervose».
Tale memoria dura circa una settimana dopo la singola assunzione. La polvere bianca, ha accertato il ricercatore, ha una “memoria” persistente capace di promuovere la dipendenza.
Bonci è convinto che se rimuove la memoria delle cellule nervose si può di conseguenza ridurre il craving alla cocaina, ossia il desiderio di assumere la sostanza e di conseguenza il rischio di ricadute.
A. Ser.

Fonte: ilmessaggero.it
Cristiana

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