Autore Topic: Tutto su veleni, avvelenamento e chi contattare  (Letto 17470 volte)

cristiana

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    • Intossicazioni croniche da accumulo di elementi tossici
Tutto su veleni, avvelenamento e chi contattare
« il: Agosto 11, 2010, 10:46:29 »
Si parla di  avvelenamento ogni qualvolta una sostanza chimica, una tossina, un veleno sia stato assunto volontariamente, a scopo di suicidio o per incidente oppure se un gas è stato respirato o un cibo contaminato da sostanza assunto involontariamente. La prima cosa da fare in caso di avvelenamento è:

a)       Chiamare il 118
b)       Contattare i centri antiveleno


I centri antiveleno in Italia:

- Bologna   Ospedale Maggiore   Via Largo Negrisoli 2 - tel. 051/6478955
- Catania  Ospedale Garibaldi Centro Rianimazione  Piazza S. Maria Gesù - tel. 095/7594120
- Cesena Ospedale Maurizio Bufalini  Viale Ghirotti - tel. 0547/352612
- Chieti Ospedale Sant.ma Annunziata tel. 0871/345362
- Genova  Ospedale Gaslini - 010/3760873 Ospedale San Martino Via Benedetto XV, n. 10 - tel. 010/352808
- La Spezia Ospedale Civile S. Andrea  Via Vittorio Veneto - tel. 0187/533296
- Lecce   Ospedale Regionale Vito Fazzi  Via Moscati - tel. 0832/351105
- Messina  Unità degli Studi di Messina  Villag. Santissima Annunziata - tel. 090/2212451
- Milano  Ospedale Niguarda Ca' Grande  Piazza Ospedale Maggiore 3 - tel. 02/66101029
- Napoli Ospedali Riuniti Cardarelli  Via Antonio Cardarelli 9 - tel. 081/5453333 
  Istituto Farmacologia e Tossicologia  Via Costantinopoli 16 - tel. 081/459802
- Padova  Istituto di Farmacologia Universitaria  Largo Egidio Meneghetti 2 - tel. 049/931111
- Pordenone  Ospedale Civile Centro Rianimazione  Via Montereale 24 - tel. 0434/399698
- Reggio Calabria   Centro Rianimazione Azienda Ospedaliera "Bianchi - Melacrino - Morelli"  Via G. Melacrino - tel. 0965/811624
- Roma   Policlinico Agostino Gemelli  Istituto di Anestesiologia e Rianimazione  Largo Agostino Gemelli 8 - tel. 06/3054343
  Policlinico Umberto I  Viale del Policlinico - tel. 06/490663
- Torino  Università di Torino  Via Achille Mario Dogliotti - tel. 011/6637637
- Trieste  Istituto per l'Infanzia  Via dell'Istria 65/1 - tel. 040/3785373

 
Le cause di un avvelenamento, pertanto, sono molteplici:
a) Avvelenamento per via alimentare
b) Avvelenamento per via respiratoria
c) Avvelenamento per via cutanea
d) Avvelenamenti cronici specifici (per es, da cadmio, piombo, benzene, arsenico, mercurio ecc.)


L'avvelenamento per via alimentare
Avviene tramite l'assunzione di cibi che si fanno facili vettori di tossine batteriche (cfr botulismo) o sostanze velenose; va precisato, ad ogni modo, che l’ambiente acido dello stomaco, nella maggior parte dei casi, è in grado di degradare le sostanze tossiche e lo stesso dicasi per i fermenti digestivi: succo pancreatico, amilasi, tripsina, chimo tripsina. Inoltre la stessa cottura degli alimenti può distruggere le tossine e questo vale, ad esempio, per le tossine dei funghi, anche se non di tutti (amanita falloides!!) Le tossine presenti nei funghi possono agire rapidamente, dopo 1- 6 ore, ma anche dopo 8 -48 ore. Nel primo caso i sintomi sono generalmente nausea, vomito, diarrea e tremori muscolari, eccitazione psichica, tachicardia. Con il vomito e la diarrea le tossine vengono eliminate. E' bene comunque ospedalizzare d'urgenza, se possibile con i residui del cibo ingerito che saranno analizzati. Nel secondo caso le tossine portano a sintomi come vomito, diarrea, dolori addominali, shock cardiogeno. E' inutile provocare il vomito, perché dopo 8 48 ore le tossine sono state completamente assorbite. E' necessario ospedalizzare d'urgenza, se possibile con i residui del cibo ingerito che saranno analizzati.

L'avvelenamento per via respiratoria
In effetti è quello di tutti i giorni, quando siamo immersi nel traffico, poiché respiriamo polveri e sostanze tossiche che producono avvelenamento per via aerea. Altre volte, l’uomo conla sua stupida intelligenza prepara delle sostanze chimiche, dette “gas nervini” che vengono impiegati a scopo bellico, come una sorta di “insetticidi”, ma stavolta al dosaggio opportuno per colpire l’uomo. Essi bloccano l’acetilcolinesterasi, enzima che si trova nelle terminazioni delle sinapsi e che, dunque, rende impossibile la degradazione del neurotrasmettitore acetilcolina, rendendo così impossibile la trasmissione nervosa, a cui consegue uno spasmo dei muscoli, compresi quelli respiratori. Chi vi scrive, per esempio, ha dovuto soccorrere un signore che affetto da enfisema e problemi neuromuscolari da esiti di poliomielite, non riuscendo a respirare di suo, dopo aver inalato un insetticida per le blatte, è stato colto da improvvisa insufficienza respiratoria e dispnea ingravescente. Ci riferiamo ai gas tossici, al fosgene, che riempe gli alveoli di plasma, per lesione del setto alveolare e rende di fatto impossibile la respirazione, ancora all’iprite;  l’acido cianidrico, invece, blocca il ferro trivalente ed il ferro bivalente ed impedisce il trasporto di ossigeno dello stesso nell’ambito dell’emoglobina e delle ferro proteine mitocondriali. Altre volte sostanze come l’ossido di carbonio si producono dalla combustione imperfetta dei motori e della legna e si possono avere delle intossicazioni nei periodi invernali, stante la grande affinità che ha il monossido di carbonio per la molecola dell’emoglobina, che, letteralmente, calamita il CO e si blocca nella sua funzione di trasporto dell’ossigeno ai tessuti, causando pericolose condizioni di asfissia o soffocamento. (cfr primo soccorso ) . Inoltre, la sostanza tossica dev'essere diffusibile attraverso la parete dell' alveolo polmonare, il cui spessore medio è di soli 2 μm. Le sostanze di natura idrofoba (lipofila) sono le favorite in questo caso. Infine, essa o dev'essere idrofila (indispensabile condizione per esser veicolata dal plasma e diffondere ai tessuti.

Avvelenamento per via cutanea
L'avvelenamento per via cutanea è una modalità meno comune di avvelenamento sistemico. Le sostanze che riescono a produrre gli effetti tossici per questa via devono essere tutte di tipo lipofilo, in quanto solo le sostanze solubili nei grassi riescono ad attraversare la cute. Fra queste sostanze ricordiamo il benzene, famoso dopo l’esperimento avvenuto nell’800, quando un medico dimostrò che era possibile trasmettere il tumore alla cartilagine delle orecchie di un coniglio, spalmandone continuamente con pomate a base di nero fumo. A tal proposito, ricordiamoci, che perfino manipolare il toner può causare problemi di neoplasia o di intossicazione cronica. Il benzene ed altri composti chimici agiscono con modalità sovrapponibili:  etere ed acquaragia ed acetone. A grandi linee, si può qui concludere che gli avvelenamenti per via cutanea sono appannaggio di alcune categorie professionali (tintori, benzinai, metallurgici, imbianchini e simili). Infatti,  sono tra i più comuni inquinanti in grado di attraversare la cute integra, di penetrare nelle cellule, specialmente in quelle del sangue e causare oncogenesi e tumori della linea ematologica, attraverso un danno alla molecola del DNA cellulare (linfomi e leucemie). Ci sono studi in tal senso (cfr inquinamento Rischio di cancro e malformazioni nelle aree del petrolchimico Rischio di malformazioni nelle aree del petrolchimico Rischio di cancro del respiratorio ed inquinamento industriale linfomi  leucemia anemie_mielodisplasiche).
Intossicazione da arsenico.
È un comune inquinante delle centrali elettriche a carbone e delle fonderie e dei cementifici. E’ presente anche nei pesticidi. Essendo il carbone utilizzato molto nei cementifici è molto probabile trovarlo come inquinante dell’aria ma si assorbe anche attraverso il digerente.Passa la placenta e genera danno al feto, oltre che cancro al polmone, rene, e fegato e tumore della cute. Le forme chimiche che procurano intossicazione sono l'arsenico elementare e l'As-inorganico, gli arsenicali organici e l'arsina (AsH3). Il danno è determinato dal disaccoppiamento delle reazioni di fosforilazione ossidativa, cioè l’arsenico antagonizza il fosforo e non si procede ATP dalla reazione ADP+Pi.  Ancora reagisce con i gruppi sulfidrili e blocca gli enzimi come la piruvato deidrogenasi.

Avvelenamenti specifici
Fra tutte le forme di avvelenamento esistono alcune che vanno trattate diversamente dalle altre:
- Avvelenamento da farmaci
- Avvelenamento da alcali
- Avvelenamento da farmaci antiaritmici
- Avvelenamento da agenti anticolinergici
- Avvelenamento da anticonvulsionanti
- Avvelenamento da cadmio
- Avvelenamento da calcioantagonisti
- Avvelenamento da antidepressivi triciclici
- Avvelenamento da etilenglicole
- Avvelenamento da allucinogeni
- Avvelenamento da isoniazide
- Avvelenamento da alcol isopropilico
- Avvelenamento da piombo
- Avvelenamento da litio
- Avvelenamento da mercurio
- Avvelenamento da sostanze industriali
 
Sintomi
I sintomi sono svariati. Generalmente sono riconducibili a nausea, vomito, crampi e dolori addominali.
Qualora le sostanze tossiche siano ingerite involontariamente, per esempio per intossicazione da funghi, o da alterazioni di cibi che producono tossicosi alimentari come il botulismo, non è sempre facile collegare i sintomi a ciò che si è ingerito, soprattutto se è passato del tempo.
Pronto soccorso.
Che cosa fare?
Se capita un incidente telefonare subito al più vicino centro antiveleni e spiegare esattamente che tipo di sostanza è stato ingerito, se si tratta di un prodotto per l'igiene o la casa munirsi della confezione, così da poter leggere la composizione chimica riportata sull'etichetta. Tenere in casa una confezione di carbone attivo e di dimeticone, sostanze utili in alcuni casi, da assumere solo se lo dice il medico. Il carbone attivo è in grado di assorbire alcune sostanze presenti nello stomaco, evitando così che si diffondano nell'organismo, e di trascinarle verso l'eliminazione da parte dell'intestino. Il dimeticone invece è una molecola, presente anche in molti farmaci da banco, utilizzata comunemente per combattere le coliche gassose. In caso di ingestione di detersivi o saponi evita la formazione di schiuma nello stomaco, eventualità questa molto pericolosa: la schiuma, in caso di rigurgito, potrebbe travasare nei polmoni soffocandoli.
Cosa non fare?
Non bere latte: contrariamente a quanto si crede è inutile quando non controproducente. Non tentare di indurre il vomito: se la sostanza ingerita è caustica, infatti, rigurgitarla aumenta i danni a carico dell'esofago e della bocca. Non assumere nessun tipo di medicinale, nel tentativo di alleviare i sintomi dell'avvelenamento, senza prima aver consultato un medico. In caso d'insoddisfacente, o nulla, risposta telefonica non aspettare altre informazioni: presentarsi al pronto soccorso più vicino.

Fonte
« Ultima modifica: Agosto 11, 2010, 11:04:25 da cristiana »
Cristiana

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