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Avvelenamenti da acidi e alcali
« il: Agosto 11, 2010, 09:36:40 »
di Massimo Pacifici, 13 giugno 2009

Avvelenamenti da acidi e alcali: le sostanze tossiche saranno colorate

   

Presentato recentemente in Senato un nuovo disegno di legge per contrastare gli avvelenamenti.
Il ddl n. 1598 Disposizioni in materia di produzione di sostanze ad elevata concentrazione tossica, nonché in materia di custodia e di utilizzo delle medesime sostanze negli esercizi commerciali con licenza di somministrazione di bevande e di generi alimentari è stato presentato il 1 giugno scorso e co-firmato il 9 giugno da senatori degli opposti schieramenti politici. Attualmente è in attesa di essere avviato in Commissione Igiene e sanità.

E’ stato così accolto l’appello di Margherita Gerunda, procuratore della Repubblica di Frosinone, lanciato successivamente al grave episodio che l’ha vista protagonista a metà maggio in seguito all’ingestione di caustici in un esercizio pubblico, con il ricovero in ospedale e il trasferimento urgente in eliambulanza al Policlinico Gemelli di Roma.

Gli avvelenamenti e gli effetti tossici da sostanze caustiche non sono rari. Secondo gli ultimi dati disponibili, elaborati da Eumed.it, nel 2005 sono stati 1219 i ricoveri ospedalieri registrati in Italia dal Ministero della Salute ma è verosimile che questi eventi siano sottostimati per la non omogenea identificazione dei ricoveri.

Le conseguenze dell’ingerimento di caustici, qualora il pericolo per la vita stessa sia scongiurato, sono gravi e a volte permanenti. Il nuovo disegno di legge prevede finalmente l’obbligo di dotare tali prodotti di caratteristiche cromatiche ed olfattive tali da renderli immediatamente distinguibili dall’acqua e dalle altre bevande. Prescrive ai titolari ed ai gestori di esercizi pubblici, aventi la licenza di somministrare bevande e generi alimentari, di depositare le sostanze altamente nocive, utilizzate normalmente per l’igiene di superfici ed oggetti, in locali forniti di apposito spazio provvisto di serratura e ben lontano dal punto vendita. Le procedure da attuare sono tecnicamente semplici e dal costo contenuto.

Il provvedimento, dopo la sua approvazione, dovrà essere seguito da un regolamento attuativo: purtroppo è verosimile attendersi ostacoli e ritardi. E’ certo, invece, i casi sono tanti per il perdurare della stupida incuria di alcuni e si ha l’impressione che ci sia voluto l’eco di un incidente a un procuratore della Repubblica per ottenere dal legislatore un primo passo. Viene da pensare che la cultura della sicurezza nel nostro paese è ancora lontana dall’essere matura. Staremo a vedere. Il nostro auspicio è che si arrivi prestissimo alla definizione di questa materia.

Ma come comportarsi in caso di incidente?
E’ sempre indispensabile identificare la sostanza tossica. Reperite la confezione originale o il contenitore non etichettato: per i prodotti non noti, contenuti in recipienti non idonei o diluiti in acqua, in ospedale si potrà misurare il pH con una semplice cartina al tornasole.

Nei casi più gravi combattete prima di tutto lo shock e chiamate il 118.  Se occorre, dovete sostenere le funzioni vitali. Nei casi più lievi sentite il parere del vostro medico oppure chiamate direttamente un Centro Antiveleni.

Non agite di vostra iniziativa. Evitate:
- di indurre il vomito;
- di usare latte, carbone attivato o farmaci antiacidi;
- di usare altre sostanze: un acido non neutralizza gli effetti di un alcale, e viceversa, ma produce una reazione esotermica che aggrava le lesioni; il bicarbonato può produrre grandi quantità di anidride carbonica, con distensione dei visceri e rischio di perforazione.

Fonte
Cristiana

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