Autore Topic: Qualche notizia sul Polonio  (Letto 10225 volte)

cristiana

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Qualche notizia sul Polonio
« il: Agosto 09, 2010, 06:35:28 »
14-08-08

Post del 26/11/06

Il Polonio è un elemento metallico radioattivo di simbolo Po e numero atomico 84, appartenente al gruppo 16 (o VIB) della tavola periodica. Fonde a 254 °C, bolle a 962 °C e ha densità relativa 9,4.

La sua scoperta si deve ai coniugi Marie Curie e Pierre Curie, resa pubblica il 20 aprile 1902. Chiamato anche "radio F", venne poi battezzato polonio in omaggio alla Polonia, terra natale di Marie Curie con l'intenzione di porre alla pubblica attenzione anche la lotta per l'indipendenza della Polonia, all'epoca provincia dell'impero russo. Fu in questo senso il primo elemento chimico a legarsi esplicitamente ad una controversia geopolitica.
Fu scoperto mentre questi cercavano la fonte della radioattività della pechblenda i cui campioni continuavano a manifestare radioattività anche dopo essere stati depurati dal radio e dall'uranio che essi contenevano.
È uno degli elementi della famiglia del decadimento radioattivo dell'uranio-radio ed è presente in minerali contenenti radio. Si trova in varie forme isotopiche di massa compresa tra 192 e 218. Il polonio 210, detto anche radio F, è l'unico isotopo presente in natura; ha tempo di dimezzamento di 138 giorni.
Poiché molti isotopi del polonio si disintegrano con emissione di particelle alfa, l'elemento viene ampiamente usato nella ricerca nucleare. Trova impiego anche negli strumenti per la stampa e la fotografia, in particolare per la fabbricazione di dispositivi che ionizzano l'aria.

È un metalloide radioattivo raro, chimicamente simile al tellurio e al bismuto, e si trova nei minerali di uranio. Si è preso in esame questo elemento per un possibile uso nel riscaldamento dei veicoli spaziali.

Questa sostanza radioattiva si scioglie facilmente in ambiente acido ma è difficilmente solubile in ambiente alcalino; il suo comportamento chimico è molto simile a quelli di bismuto e tellurio. Il polonio è un metallo volatile, di cui il 50% si vaporizza in aria dopo 45 ore a 328 K (55 °C). Non ha isotopi stabili ma oltre 50 isotopi instabili: è estremamente tossico e molto radioattivo. Il polonio è stato rinvenuto come contaminante nel fumo di tabacco e nei minerali di uranio.

Quando è mescolato in lega con berillio, il polonio può essere usato come sorgente di neutroni. Altri usi:

Questo elemento è stato usato in dispositivi per eliminare la carica statica nelle manifattura di stoffe, ma è stato rimpiazzato da sorgenti di raggi beta, più facilmente disponibili e meno pericolose.
Si usa su speciali spazzole che tolgono la polvere accumulata sui negativi fotografici. Il polonio in queste spazzole è sigillato e schermato in modo da minimizzare i rischi da radiazioni.

Il polonio-210
Questo isotopo del polonio è un emettitore alfa con una emivita di 138,39 giorni. Un milligrammo di tale metalloide emette lo stesso numero di particelle alfa di 5 grammi di radio. Il decadimento di questo elemento rilascia anche una grande quantità di energia: mezzo grammo di polonio-210, se viene termicamente isolato dall'ambiente, può raggiungere rapidamente temperature di oltre 750 K, e sviluppa circa 70 watt in energia termica. Pochi curie (gigabecquerel) di polonio-210 emettono una luminescenza blu dovuta all'eccitazione dell'aria circostante per effetto Compton. Poiché praticamente tutta la radiazione alfa viene facilmente bloccata dai normali contenitori e rilascia la sua energia appena colpisce una superficie, il polonio-210 è stato usato come una fonte di calore dal peso ridotto per alimentare celle termoelettriche nei satelliti artificiali, ma a causa della sua breve emivita il polonio-210 non poteva alimentare queste celle per tutta la vita utile di un satellite. Perciò questa applicazione è stata attualmente abbandonata.

Il polonio in natura è un elemento molto raro. Si trova nei minerali dell'uranio in concentrazione di circa 100 microgrammi per tonnellata, ovvero una parte su 1010. La sua abbondanza è circa lo 0,2% di quella del radio.

Nel 1934 un esperimento ha dimostrato la possiblità di produrre il polonio per bombardamento del bismuto con neutroni:

209Bi + n → 210Bi → 210Po + β-
in questo modo, il polonio può essere prodotto sfruttando i neutroni prodotti nei reattori nucleari in quantità dell'ordine dei milligrammi.

Sono noti 25 isotopi del polonio, tutti radioattivi, le cui masse atomiche variano da 194 a 218.

Il polonio-210 è l'isotopo più disponibile.

209Po (emivita: 103 anni) e 208Po (2,9 anni) possono essere prodotti tramite bombardamento del piombo o del bismuto con particelle alfa, protoni o deuteroni, sono tuttavia sintesi molto costose.

Il polonio è un elemento tossico, altamente radioattivo e pericoloso da manipolare, persino in quantitativi dell'ordine del milligrammo o meno. Le particelle alfa che emette danneggiano i tessuti dell'organismo.

Il limite massimo tollerabile di radioattività da ingestione del polonio è 1100 Bq (0,03 µCi), una quantità corrispondente a quella prodotta da 6,8 × 10-12 grammi (6,8 miliardesimi di milligrammo) di polonio. La massima concentrazione ammissibile di composti di polonio nell'aria è circa 7500 Bq/m3 (2 × 10-11 µCi/cm3).

Si ipotizza la morte della spia dissidente Alexander Litvinenko avvenuta il 23 novembre 2006 sia stata causata dal polonio, in particolare dall'isotopo 210. Tracce di polonio sono state individuate in diversi locali nei quali Litvinenko si trovava, in particolare in un Sushi bar. Litvinenko ha accusato direttamente il presidente Vladimir Putin come responsabile della sua morte.

Fonte: Wikipedia


Fonte: www.tg5.mediaset.it

Che cosa è il polonio 210 radioattivo

Deve il suo nome a Marie Curie che insieme al marito Pierre lo scoprì nel 1898. Uno strano elemento, molto radioattivo, che decise di chiamare polonio, in onore alla sua patria. Dal punto di vista chimico è un metalloide volatile, molto raro. Si trova solo nei minerali di uranio, in concentrazioni minime: per ricavarne un decimo di milligrammo, un granellino, bisogna scavare una tonnellata di minerale. L'isotopo 210, quello trovato oggi anche nelle urine di Mario Scaramella, è il più pericoloso tra quelli del polonio, soprattutto se viene ingerito o inalato. È infatti un emettitore alfa, una radiazione che, all'esterno del corpo, non riesce normalmente a penetrare lo strato di cellule morte della pelle. Ma se penetra nell'organismo, sciolto in una tazza di tè o su un pezzo di sushi, come sembra sia successo a Londra, o anche attraverso una ferita, inizia a bombardare dall'interno, con effetti devastanti. L'emissione è infatti intensissima: per fare un paragone con il radio - nell'immaginario la quintessenza della sostanza radioattiva - il polonio è 5000 volte più potente, e mezzo grammo di polonio 210 può sviluppare energia termica fino a 500 gradi. Pochi i laboratori che possono isolarlo, complicato reperirlo. E il polonio usato dai killer in Gran Bretagna può aver lasciato anche la traccia della miniera di provenienza: Canada, Sudafrica oppure - guarda caso - Russia.
Cristiana

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