Autore Topic: Termovalorizzatori: l’unico filtro che funziona è quello dell’informazione  (Letto 10187 volte)

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lunedì 9 febbraio 2009
di Roberto Topino , Rosanna Novara


Il 29 gennaio 2009, Specchio dei tempi, de La Stampa di Torino, ha pubblicato una nostra lettera, che riportiamo integralmente.

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=195&ID_articolo=468&ID_sezione=395
Perplessità sui termovalorizzatori: ci sono rischi per la salute e non eliminano le discariche»
Alcuni fatti di cronaca hanno richiamato l’attenzione sui termovalorizzatori, che alcuni amministratori vogliono realizzare al Gerbido e a Settimo Torinese.
Studi medici internazionali hanno ormai ben documentato, oltre ogni ragionevole dubbio, la pericolosità di questi impianti, che si traduce in un aumento di tumori, di infarti e di malformazioni fetali.
L’attenzione degli studiosi si è concentrata sulle diossine, sulle nanopolveri e sui metalli pesanti, che vengo emessi nell’aria e nell’ambiente.
Senza dimenticare che un impianto delle dimensioni di quelli che si vogliono realizzare, costa come un ospedale (ma non cura le malattie) e distrugge risorse, che si potrebbero riutilizzare, risultando quindi assolutamente antieconomico.
Vorremmo sottolineare che esistono alternative ecocompatibili, in primo luogo la raccolta differenziata, e che è falsa l’affermazione che l’inceneritore elimina le discariche, infatti anche gli impianti più moderni richiedono una discarica di servizio della dimensione di circa il 30% dei rifiuti trattati.
Studi medici internazionali hanno ormai ben documentato, oltre ogni ragionevole dubbio, la pericolosità di questi impianti, che si traduce in un aumento di tumori, di infarti e di malformazioni fetali.

ROBERTO TOPINO E ROSANNA NOVARA
Dopo alcuni giorni, il 2 febbraio 2009, Specchio dei tempi ha pubblicato una lettera dell’assessore Angela Massaglia.
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=195&ID_articolo=472&ID_sezione=395

«Il termovalorizzatore sarà sicuro»
L’assessore alla Pianificazione ambientale della Provincia di Torino risponde:

Il termovalorizzatore del Gerbido (come quello che sorgerà a Settimo) sarà costruito con le più moderne tecnologie, scelte da una commissione specializzata. I pericoli paventati da Torino e Novara sono riferiti agli inceneritori di vecchia generazione, diffusi in Europa negli Anni 60-70. Negli ultimi anni le emissioni di diossine da impianti di termovalorizzazione si sono ridotte del 96%, molto più che per altre fonti di diossine come le industrie e il traffico. Le emissioni rilevate oggi sui moderni impianti per tutti gli inquinanti (polveri, metalli, gas acidi, diossine ecc.) sono da 10 a 100 volte inferiori ai limiti di legge. Rispetto alle nanopolveri, meno del 2% può essere correlato ai termovalorizzatori, contro percentuali ben più alte per gli autoveicoli (il 60% in Inghilterra, il 43% in California).
La raccolta differenziata non può essere un’alternativa al termovalorizzatore, tuttavia per noi è prioritaria. Grazie all’impegno dei cittadini e a ingenti risorse della Provincia oggi siamo quasi al 50% di riciclo (eravamo al 25% nel 2003!) e cresceremo ancora. Se non ci fosse la raccolta differenziata, il termovalorizzatore - che non distrugge risorse, ma produce energia elettrica e termica per il teleriscaldamento - non potrebbe funzionare: infatti è stato progettato per bruciare circa il 50% dei rifiuti prodotti. Le scorie della combustione sono il 20% del rifiuto incenerito.
E’ vero, i costi di un termovalorizzatore sono elevati. Certo, rispettare l’ambiente costa, buttare tutto in una buca sarebbe (a prima vista) più facile, ma l’Europa e le nostre convinzioni ce lo impediscono».

ANGELA MASSAGLIA
Siccome le nostre considerazioni si basavano su dati scientifici pubblicati a livello internazionale e la lettera dell’assessore può ingenerare nel lettore un senso di sicurezza, che non trova nessun riscontro scientifico, abbiamo prontamente risposto al giornale, il quale non ha pubblicato la replica.
Il termovalorizzatore sarà sicuro soltanto secondo l’assessore alla Pianificazione ambientale della Provincia di Torino.
Si direbbe che l’assessore Massaglia non abbia letto il quarto rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica, che ha illustrato dettagliatamente anche i rischi degli inceneritori di nuova generazione e ha svelato i trucchi e gli imbrogli per far sembrare sicuri gli impianti.
Anche un recente articolo apparso sulla rivista dell’Ordine dei Biologi ha ampiamente dimostrato che il sistema di trattamento dei rifiuti basato sull’incenerimento fa acqua da tutte le parti.
Tutta la documentazione scientifica pubblicata è a disposizione.

Dott. Roberto Topino
Specialista in Medicina del Lavoro



La documentazione scientifica, di cui abbiamo parlato nelle lettere, è veramente notevole e molto ben circostanziata.
A titolo di esempio, per ben comprendere quanto è noto agli amministratori, ma viene filtrato dalle varie fonti di informazione, alleghiamo un documento realizzato da TRM (l’azienda che dovrebbe realizzare l’impianto) in collaborazione con il Politecnico di Torino.
Il documento è stato discusso in un’assemblea pubblica con il Presidente di TRM Giuseppe Vallone.
Il documento contiene una stima in euro dei danni alla salute, che saranno provocati dal termovalorizzatore “sicuro”.
Due esempi: il cancro da cromo costa 58.178 euro e il cancro al polmone da idrocarburi policiclici aromatici costa 7.854 euro.
Ci sembra agghiacciante che si parli in termini monetari di malattie, che possono colpire tutti noi e mi chiedo come sia possibile che qualcuno cerchi ancora di dire che non esiste nessuna evidenza di effetti negativi sulla salute umana nelle città dove è attivo un inceneritore.
Abbiamo inviato questa lettera anche all’Ordine dei Giornalisti invocando il diritto di replica di cui all’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948.
VIDEO: No all'inceneritore del Gerbido di Torino

Cordiali saluti

Dott. Roberto Topino
Specialista in Medicina del Lavoro

Dr.ssa Rosanna Novara
Biologa con Dottorato di Ricerca in Oncologia


Fonte: agoramagazine.it
Cristiana

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