Autore Topic: Ecco la storia di un ex reduce della Bosnia, raccontata dalla madre  (Letto 9741 volte)

cristiana

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17/10/08

La storia di mio figlio, reduce dalla Bosnia.
Nanoparticelle e psichiatri incompetenti.


Vi voglio raccontare la storia di mio figlio ex reduce della Bosnia.
Al suo rientro accusava dolori diffussi, nervosismo, sbalzi di umore, il medico curante mi diceva che erano sintomi psicosomatici.
Dopo pochi mesi si è ricoverato per un ernia discale e qui hanno riscontrato i valori epatici alterati,hanno disintossicato il fegato e dopo l'hanno operato aveva 24 anni.
Tutto procedeva bene, dopo circa due anni viene richiamato dall'Esercito Italiano come riservista, partecipa a un campo in Bulgaria, tra i vari richiami, rientra a casa a settembre 2001, non era più lui, quei sintomi che sopra ho elencato si erano ripresentati in forma più acuta, ha avuto una crisi convulsiva è stato soccorso e portato in ospedale, qui nuovamente i valori epatici sono stati trovati alterati e ci hanno consigliato una visita da un grastronterologo, questo medico vedendo i valori del fegato (GT e transaminasi) ci ha consigliato una visita neuropsichiatrica -stop all'alcool.
Naturalmente è prevalsa la tesi dei medici, e non quella nostra che continuamente dicevamo che aveva partecipato ad una missione per sei mesi a Sarayevo.
Arriviamo alla psichiatria, per sei lunghi anni non sono stati prese in considerazione le nostre parole, noi genitori siamo stati totalmente messi da parte perchè insistevamo sul fatto lui era cambiato dal rientro dalla missione e lì qualcosa era sicuramente successo, loro cercavano di convingerci che quella era un'altra storia ed è nato un braccio di ferro.
In questo arco di tempo mio figlio non ha mai visto la figura di uno psicologo.
Solo somministrazione di neurolettici mensilmente,non è stato mai richiesto un controllo del fegato, visto che nel frattempo gli era stata diagnosticata una epatopatia cronica.
Ho iniziato a fare ricerche e ho scoperto di tanti militari che avevano partecipato alle missioni erano morti e tantissimi malati, è stata fatta una biopsia al fegato e fatti analizzare i reperti dalla NANODIAGNOSTICS e abbiamo scoperto nel suo fegato presenza di metalli pesanti.
Carbonio-ferro-stagno-nichel-cobalto-titanio-cromo, questi materiali mettalici non sono né biodegradabili e né biocompatibili.
Col passare del tempo sono emersi gli effetti collaterali dei farmaci,aumento di peso(30kg), movimenti involontari, affanno, apatia e alternanza a momenti di euforia, questi segni purtroppo li vedevamo solo noi famigliari, ma al servizio non li vedevano, continuavano a dire che stava bene e che la mamma non voleva ancora tagliare il cordone ombellicale.
Naturalmente ho capito che erano degli incompetenti e negligenti, ho cambiato servizio in un'altra città e qui ho fatto una scoperta, è stato chiesto un ECG é risultato il QT alto,è stata sospesa la terapia, sono 10 mesi che non prende farmaci e si sta curando con la patologia che lui ha, avvelenamento.
In questi 6 anni la psichiatria non ha curato niente, ma ha danneggiato un quadro clinico di per sé grave.
Io ho reclamato alla Regione Puglia, al direttore generale, al direttore del dipartimento, all'urp, a tante associazioni di categoria e non, ai sindacati. Sapete cosa vi dico? C'è una grande collussione da far spavento.
Ma io sono testarda e vado avanti, non mi fermerò.
Vi saluto e grazie per la cortese attenzione .
Angela

Fonte: aipsimed.org
Cristiana

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