Autore Topic: I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA  (Letto 17770 volte)

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I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« il: Agosto 02, 2010, 10:17:50 »
01/09/09

VACCINAZIONE DI MASSA: GLI INGREDIENTI DEL DISASTRO


A CURA DELLA DR.SSA MAE-WAN HO E DEL PROF JOE CUMMINS
Institute of Science in Society


Il seguente rapporto è stato sottoposto a Sir Liam Donaldson, Direttore Medico del Regno Unito, e all'Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali (Food and Drug Administration, FDA) degli USA.

Nell'aprile 2009 ci fu lo scoppio dell'influenza suina in Messico e negli USA, propagatosi velocemente in tutto il mondo trasmettendosi tra uomini. A giudicare dai primi dati pubblicati a maggio, il nuovo tipo A H1N1 dell'influenza è diverso da qualsiasi altro tipo registrato fino a quel momento [1,2].

Si tratta di un'eteroclita combinazione di sequenze di ceppi virali dell'influenza aviaria, umana e suina del Nordamerica e dell'Eurasia. Un eminente virologo di Canberra ha dichiarato ai media che il virus potrebbe essere stato creato in laboratorio e liberato accidentalmente [3]. Alcuni analisti suggeriscono addirittura, senza prove a sostegno, che sia stato creato intenzionalmente come arma biologica [4], mentre altri incolpano l'industria dell'allevamento intensiva e il grande traffico di animali su grandi distanze, che fornisce molte possibilità per la generazione di ricombinanti esotici [5].

Ciò che preoccupa maggiormente i cittadini, sono però i programmi di vaccinazione di massa che i governi stanno preparando per combattere la pandemia, che potrebbero essere peggio della pandemia stessa.


Un'organizzazione si oppone alla vaccinazione lampo degli alunni
Il governo statunitense conta di vaccinare tutti i bambini a settembre, quando incomincerà il nuovo anno scolastico, e il gruppo National Vaccine Information Center (NVIC) ha richiesto al governo Obama e a tutti i governatori degli Stati che mostrino che questa decisione è “necessaria e sicura” [6] e ha preteso “solidi meccanismi di raccolta dati, registrazione, supervisione e notifica della sicurezza del vaccino, così come l'indennizzo economico per le possibili lesioni che potrebbe causare”.

Poco dopo lo scoppio dell'influenza suina ad aprile, i Dipartimenti della Salute e della Sicurezza Interna degli USA, hanno dichiarato lo stato d'emergenza nazionale per la salute pubblica. Sono state chiuse alcune scuole, sono state messe in quarantena alcune persone e le compagnie farmaceutiche hanno ricevuto contratti dal valore di 7 miliardi di dollari per la fabbricazione di vaccini ora oggetto di un controllo urgente da parte della FDA [7]: questo vuol dire che saranno testati in solo qualche settimana su centinaia di bambini e adulti volontari, prima di essere somministrati a tutti gli alunni in autunno.

Inoltre, secondo la legge federale approvata dal Congresso dal 2001, una Autorizzazione di Uso d'Emergenza fa sì che le compagnie farmaceutiche, i responsabili sanitari e chiunque somministri a qualche statunitense vaccini sperimentali durante uno stato d'emergenza di salute pubblica, siano protetti contro qualsiasi possibile denuncia nel caso di persone lese. La Segretaria del Dipartimento della Salute e Servizi Umani degli USA, Kathleen Sebelius, ha concesso ai fabbricanti di vaccini la totale impunità davanti alla legge contro qualsiasi processo penale che possa derivare dalla somministrazione di nuovi vaccini dell'influenza suina, e alcuni Stati hanno persino dichiarato legalmente obbligatoria la vaccinazione.

La NVIC vuole sapere se gli Stati sono preparati a rispondere alle norme di sicurezza sulle vaccinazioni del National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che includono: 1) Dare ai genitori informazioni scritte sui benefici e i rischi del vaccino prima che i bambini siano vaccinati; 2) Avere un registro delle vaccinazioni fatte ai bambini, incluso il nome del fabbricante e il numero di lotto; 3) Registrare le vaccinazioni somministrate nella storia clinica del bambino e 4) Annotare nella storia clinica del bambino i gravi problemi di salute che sorgono dopo la vaccinazione e darne comunicazione immediata al Sistema Federale di Informazione sulle conseguenze dannose del vaccino.

La NVIC vuole anche sapere se gli Stati sono pronti a indennizzare i bambini lesi dalle vaccinazioni dell'influenza suina, se i genitori riceveranno “informazioni complete e veritiere sui rischi del vaccino dell'influenza suina” e se hanno il diritto di “rifiutare” la vaccinazione.

Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente dell'NVIC, ha dichiarato [6]: “I genitori e i legislatori dovrebbero chiedersi subito: perché sono i bambini a ricevere per primi le vaccinazioni sperimentali dell'influenza suina? Le scuole hanno gli strumenti per ottenere il consenso informato con la firma dei genitori prima della vaccinazione, per avere registri esatti di ogni vaccinazione e per selezionare biologicamente i bambini che corrono un rischio elevato di avere reazioni al vaccino? Coloro che somministrano queste vaccinazioni, sapranno come controllare in seguito i bambini e registrare, comunicare e trattare i gravi problemi di salute che si presenteranno? E gli Stati, avranno i mezzi economici per indennizzare i bambini danneggiati?

L'OMS e la febbre della vaccinazione di massa
L'ordine di vaccinazione di massa viene dall'Organizzazione Mondiale della Sanità [8]. All'inizio di luglio, un gruppo di esperti in vaccinazioni è giunto alla conclusione che la pandemia è incontenibile, e Marie-Paul Kieny, direttrice dell'OMS per la ricerca sui vaccini, ha detto che tutte le nazioni dovevano avervi accesso e che già a settembre dovrebbe esserci un vaccino disponibile.

I critici sottolineano che gli “esperti in vaccini” sono controllati dai fabbricanti di vaccini, i quali faranno benefici con i contratti assai lucrativi di vaccini e farmaci antivirali firmati dai governi. Però, l'argomento decisivo contro le vaccinazioni di massa è semplicemente il fatto che i vaccini iniettabili dell'influenza non funzionano e sono pericolosi [9].

I vaccini iniettabili dell'influenza sono inefficaci e aumentano i rischi di asma
Ci sono ragioni ampiamente conosciute per cui le vaccinazioni per l'influenza non daranno nessun risultato, come già era stato detto sulle tanto annunciate vaccinazioni contro la “pandemia di influenza aviaria” che ancora deve arrivare [10] (How to Stop Bird Flu Instead, SiS 35). Il virus dell'influenza cambia velocemente – anche senza l'aiuto dell'ingegneria genetica in laboratorio e soprattutto con l'aiuto dell'industria dell'allevamento intensiva -, mentre i vaccini mirano a ceppi specifici. Inoltre, il vaccino contro l'influenza non è permanente e deve essere fatto ogni anno; i vaccini sono difficili da produrre in forma massiccia e alcune varietà non si sviluppano in nessun modo nei laboratori.

Numerosi studi hanno mostrato che i vaccini iniettabili dell'influenza offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni e le malattie e non c'è ragione di credere che i vaccini contro l'influenza suina saranno diversi. Una rianalisi di 51 diversi studi su più di 294.000 bambini ha stabilito che, a partire dai due anni di età, i vaccini a base di virus attenuato dell'influenza somministrati con atomizzatori nasali impedirono l'82% dei casi di malattia, mentre i vaccini iniettabili fabbricati a partire da virus inattivi ne impedirono solo il 59%. La prevenzione della “sindrome pseudoinfluenzale”, causata da altri tipi di virus, fu rispettivamente solo del 33% e del 36%. Nei bambini di età inferiore ai due anni, l'efficacia del vaccino fu simile a quella del placebo. Non fu possibile analizzare la sicurezza dei vaccini degli studi per l'assenza di informazioni e la mancanza di standardizzazione delle poche informazioni disponibili [11]. Un rapporto pubblicato nel 2008 stabilì che i vaccini antinfluenzali nei bambini piccoli non diminuirono la quantità di visite mediche e ospedaliere dovute all'influenza [12].

Allo stesso tempo, uno studio su 800 bambini asmatici stabilì che coloro che ricevettero un vaccino influenzale corsero un rischio significativamente maggiore di visite mediche e al pronto soccorso legate all'asma [13]; i quozienti di probabilità erano rispettivamente di 3,4 e di 1,9. Questo è stato confermato da un rapporto pubblicato nel 2009, secondo il quale i bambini asmatici a cui venne somministrato il FluMist corsero un rischio tre volte maggiore di ricovero.

I vaccini influenzali sono inutili anche per gli adulti e gli anziani, dato che offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni o le malattie come la pneumonia (Vedi nota [9]).

Coadiuvanti tossici in alcuni vaccini influenzali
I vaccini possono essere pericolosi in quanto tali, in particolare quelli creati con virus vivi, attenuati o i nuovi vaccini ricombinanti di acido nucleico [10]; hanno il potenziale per creare virus tramite ricombinazione e gli acidi nucleici ricombinanti potrebbero causare malattie autoimmuni.

Un'altra fonte importante di tossicità nei vaccini influenzali sono i coadiuvanti, sostanze aggiunte per migliorare l'immunogenità dei vaccini. C'è una notevole letteratura medica sulla tossicità dei coadiuvanti. La maggior parte dei vaccini influenzali contengono concentrazioni pericolose di mercurio sotto forma di thimerosal un conservante letale 50 volte più tossico dello stesso mercurio [9]. In dosi sufficientemente elevate, può causare disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche, motorie e comportamentali a lungo termine. All'avvelenamento da mercurio si associano anche l'autismo, il deficit di attenzione, la sclerosi multipla, le deficienze del linguaggio e dell'articolazione della parola. L'Istituto di Medicina ha avvertito che a lattanti, bambini e donne incinte non dovrebbero essere fatte iniezioni contenenti thimerosal, ma la maggior parte dei vaccini influenzali ne contengono 25 microgrammi.

Un altro coadiuvante comune è il potassio-allume o idrossido di alluminio, che può causare allergie al vaccino, anafilassi, fibromialgia macrofagica, una sindrome da infiammazione cronica. Nei gatti, l'alluminio provoca anche fibrosarcoma nella zona dell'iniezione [15]. I numerosi coadiuvanti apparsi in tempi recenti non sono certo migliori: potrebbero addirittura essere peggio. Secondo uno studio apparso in una rivista dedicata alla scienza e al business farmaceutico [15], la maggior parte dei nuovi coadiuvanti, incluso l'MF59, l'ISCOMS, il QS21, l'AS09 e l'AS04, hanno “una reattogenia e una tossicità sistemica locale sostanzialmente superiori a quelle del potassio-allume”.

Situazione attuale dei vaccini per l'influenza suina
Cinque diverse compagnie hanno ricevuto contratti per produrre il vaccino su scala mondiale: Baxter International, GlaxoSmithKline, Novartis e Sanofi-Aventis e AstroZeneca [16]. Dati i problemi per la produzione in grandi quantità, queste aziende hanno la ferma intenzione di far sì che dosi inferiori di vaccini agiscano più velocemente con una maggiore gamma di coadiuvanti [17]. E questo con l'approvazione dell'OMS (si veda più avanti). I vaccini per l'influenza si producono solitamente con virus non virulenti dell'influenza (attenuati o indeboliti). Per essere efficaci, i geni del virus non virulento usato, devono corrispondere a quelli del ceppo virale che si diffonde nella popolazione. L'attivazione del sistema immunitario per esposizione alla forma non patogena del ceppo patogeno dà origine alla produzione di anticorpi che danno una protezione contro il ceppo patogeno. La produzione del virus non virulento implica in primo luogo l'identificazione e in seguito, la riproduzione dei sottotipi di due delle proteine di superficie del virus, l'emagglutinina (H) e la neuramidasi (N), che determinano la virulenza del ceppo e la capacità di diffusione e che sono anche le proteine obiettivo dei vaccini.

Virus influenzali
Esistono tre tipi di virus influenzali: A, B e C. Il virus dell'influenza di tipo A è la principale causa di malattie negli uccelli e nei mammiferi. Il suo genoma consiste in 8 segmenti RNA codificanti per 11 proteine e i virus si classificano secondo il sottotipo in base alle due glicoproteine di superficie principali (proteine con complesse catene laterali di carboidrati): l'emagglutinina (H) e la neuramidasi (N) [18]. Il genoma segmentato permette al virus di “ricombinare” nuovamente i segmenti, così come di ricombinarli nei segmenti, aumentando così considerevolmente il tasso di evoluzione e di generazione di nuovi ceppi. La ricombinazione è ampiamente realizzata anche in laboratorio nel processo di creazione di ceppi vaccinali. Fino ad ora, i sottotipi 16H e 9N in numerose combinazioni sono stati individuati tra uccelli selvatici [19].

Innanzitutto si creano i virus che servono da materiale di partenza per la produzione su grande scala di virus vivi non virulenti dell'influenza. I virus che servono da “seme” sono stati approvati dall'OMS e dall'FDA statunitense. Il metodo tipico di produzione del virus che serve da seme è la ricombinazione. Si inietta in uova di pollo un ceppo standard non patogeno di influenza che si sa svilupparsi bene in quell'ambiente, e il ceppo portatore dei geni che esprimono i sottotipi delle proteine H e N del vaccino voluto. I due virus si moltiplicano e e i loro otto segmenti di genoma si raggruppano, con 256 combinazioni possibili. Si selezionano quindi i virus ricombinanti ottenuti, alla ricerca del virus desiderato, con sei segmenti di genoma che permettono al ceppo standard di svilupparsi facilmente nelle uova, più i geni H e N del ceppo in circolo. Il virus che fa da seme viene quindi iniettato in milioni di uova per la produzione del vaccino. Questo metodo convenzionale di produzione di una scorta di “semi” si completa in circa uno o due mesi [20].

È possibile che i sistemi di coltura cellulare sostituiscano eventualmente le uova di pollo. Baxter International ha richiesto il brevetto per un processo che usa la coltura cellulare per produrre quantità di virus infettivi, che vengono raccolti, inattivati con formaldeide e luce ultravioletta, e in seguito con detergente [21]. Baxter ha prodotto vaccini del virus H5N1 completo in una linea cellulare Vero ricavata dal rene di scimmia verde africana, e ha realizzato test clinici di fase 1 e 2 con e senza idrossido di alluminio come coadiuvante [22,23]. Il principale risultato è che il coadiuvante tossico non ha aumentato gli anticorpi neutralizzanti contro il ceppo del vaccino. Baxter è riuscita a creare il vaccino contro l'H1N1 alla fine di luglio o inizio agosto, ma non ha ancora rivelato pubblicamente i dettagli della produzione di questo vaccino [16].

A dicembre, una succursale della Baxter in Austria inviò un vaccino dell'influenza umana contaminato con il mortifero virus aviario vivo H5N1 a 18 paesi, tra cui la Repubblica Ceca, dove test clinici dimostrarono che causò la morte dei furetti a cui questo venne iniettato [24]. I giornali cechi si chiesero se la Baxter volesse deliberatamente cominciare una pandemia.

Anche Novartis, altro gigante dell'industria farmaceutica, ha annunciato il 13 giugno di aver creato un vaccino contro l'influenza suina con una tecnologia basata su cellule e sul coadiuvante registrato MF59®. Il coadiuvante MF59® ha una base oleosa e contiene Tween80, Span85 e squalene [25]. In studi su topi, realizzati con coadiuvanti a base oleosa, gli animali rimasero storpiati e paralizzati. Lo squalene produsse gravi sintomi di artrite nei topi e gli studi su esseri umani che ricevettero tra 10 e 20 ppb (parti per miliardo) di squalene, mostrarono un grave impatto sul sistema immunitario e lo sviluppo di disturbi autoimmuni [26].

Novartis fece notizia nel 2008 con un test clinico del vaccino H5N1 in Polonia. L'esperimento fu condotto da infermiere e medici locali che somministrarono il vaccino a 350 indigenti, dei quali 20 morirono. I medici e le infermiere partecipanti furono portati in tribunale dalla polizia polacca [27,28]. Novartis disse che le morti non erano legate al vaccino H5N1 [29], che era stato “somministrato a altre 3.500 persone senza che nessuna di queste morisse”.

GlaxoSmithKline fabbricherà il proprio vaccino con antigeni del ceppo influenzale recentemente isolato; conterrà anche il proprio coadiuvante AS03 con marchio registrato, approvato dall'Unione Europea nel 2008 insieme al suo vaccino per l'influenza aviaria H5N1. Secondo la Relazione di Valutazione Pubblica Europea [30], il coadiuvante AS03 è composto da squalene (10,86 milligrammi), DL-α-tocoferolo (11,86 miligrammi) e polisorbato 80 (4,85 miligrammi). Anche il vaccino H5N1 contiene 5 microgrammi di thimerosal, così come polisorbato 80, octoxinolo 10 e diversi sali inorganici. La compagnia promuove con forza diversi sistemi di coadiuvanti, come il suo “ventaglio di coadiuvanti”, che riduce la dose dei vaccini [31].

Un recente studio dell'OMS sui principali produttori di vaccini ha concluso che lo scenario migliore è la potenziale produzione di 4.900 milioni di dosi di vaccino H1N1 all'anno, tenendo conto tra i vari fattori che ogni produttore scelga la formulazione di dosi più basse (che includeranno coadiuvanti tossici) e che si abbia la maggior capacità di produzione. La dottoressa Margareth Chan, direttrice generale dell'OMS, e il segretario generale dell'ONU, Ban-Ki-Mon, si sono riuniti il 19 maggio con alti funzionari dei fabbricanti di vaccini e hanno chiesto loro di riservare parte della loro capacità di produzione per i paesi poveri che, altrimenti, avrebbero poco, o nessun accesso al vaccino in caso di pandemia [32].

L'ultima vaccinazione di massa negli Stati Uniti fu un disastro. Nel 1976, vennero scoperti casi di influenza suina tra i soldati di Fort Dix (New Jersey) e uno di questi morì, probabilmente più per esaurimento fisico che per l'infezione [7]. Questo portò al lancio di una vaccinazione di massa di 40 milioni di persone contro una pandemia che non si verificò mai. Ci furono migliaia di richieste di risarcimento dei danni. Almeno 25 persone morirono e 500 svilupparono la sindrome paralitica di Guillain-Barré [33,34].

La maggior parte delle sindromi dell'influenza suina sono lievi
Il 22 luglio 2009, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) contarono un totale di 40.617 casi negli USA, di cui 319 morti, ossia un quoziente di morti/caso dello 0,8%; il tasso reale delle morti, però – tra tutti i casi di infezione, includendo i lievi, che non vengono comunicati – è probabilmente più basso. Gli esperti pensano che viene comunicato solo un caso ogni 20 [36].

Il Regno Unito è il paese europeo più toccato e della pandemia si è parlato ogni giorno nei giornali del mese di luglio. Il 23 luglio è stato diffuso un nuovo numero di assistenza telefonica perché la gente possa avere informazioni e Tamiflu senza andare da un medico. Questa settimana c'è stato un aumento record dei casi fino a 100.000 e un totale di 30 morti fino ad ora [37], ossia un quoziente di morti/caso dello 0,03%, che dà un'idea più esatta del tasso reale di morte.

Sir Liam Donaldson, direttore medico del Regno Unito, ha ordinato al NHS (Sistema sanitario nazionale) di prepararsi a un totale di 65.000 morti, con un picco di 350 al giorno [38]. Fino ad ora non è stato programmato nessun piano di vaccinazione di massa, ma il governo del Regno Unito ha chiesto in anticipo 195 milioni di dosi di vaccino a GlaxoSmithKline (GSK).

Il vaccino che la GSK sta sviluppando sarà testato su un piccolo numero di persone, dato che secondo alcune informazioni [39], la compagnia farmaceutica britannica “valuta il pericolo di una pandemia rispetto ai rischi di un vaccino non sicuro”. Il professor Hugh Pennington, microbiologo in pensione dell'Università di Alberdeen (Scozia), ha definito che è questo, ad essere “pericoloso”: “Limitando i test clinici, Glaxo alza il pericolo che la dose di vaccino non sia calibrata in modo adeguato, e questo potrebbe portare a vaccini che non proteggono dal virus o che, nella peggiore delle ipotesi, non siano sicuri”, ha detto.

Pennington ha aggiunto che la capacità del vaccino di attivare le difese dell'organismo è fondamentale e richiede test per determinare la dose migliore e, se richiesto, un coadiuvante che incrementi l'immunità (come si sa, GSK sta definitivamente promuovendo una nuova gamma di coadiuvanti tossici). Ha fatto riferimento anche all'incidente di Fort Dix del 1976.

La Francia ha richiesto i vaccini a Sanofi, GSK e Novartis, però non vede la ragione di chiedere ai fabbricanti di ridurre o saltare i test clinici [16]. Sanofi-Aventis, il produttore farmaceutico francese che sviluppa il proprio vaccino per l'influenza suina, dovrebbe aver cominciato a testare il prodotto all'inizio di agosto e pensa di aver bisogno di due mesi e mezzo di esperimenti prima di avere un vaccino che sia “sicuro e efficace”; secondo Albert Garcia, che parlava a nome dell'Unità Vaccini della compagnia, “il vaccino sarà pronto a novembre o dicembre”.

Tuttavia, Baxter dovrebbe aver prodotto un vaccino all'inizio di agosto per test clinici.

Anche Glaxo ha annunciato di star sviluppando una maschera facciale coperta di antivirus per evitare le infezioni e di star accelerando la produzione del suo Relenza per i pazienti già affetti da influenza suina.

È evidente che ci sono modi più sicuri e efficaci di combattere la pandemia che le vaccinazioni di massa: lavarsi spesso le mani, starnutire in un fazzoletto di carta che si può presto buttare, evitare riunioni non necessarie e ritardare l'inizio dell'anno scolastico – tutto questo, consigliato dai governi – e, potremmo aggiungere, mangiare sano, fare esercizio e assumere abbastanza vitamina D per aumentare la propria immunità naturale [10].

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« Risposta #1 il: Agosto 02, 2010, 11:08:17 »
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Bibliografia

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7. “Now legal immunity for swine flu vaccine makers” F, William Engdahl, Global Research 20 July 2009, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14453

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37. “Swine flu website overwhelmed by demand as new cases double in a week”, Owen Bowcott and Severin Carrell, The Guardian, 23 July 2009, http://www.guardian.co.uk/world/2009/jul/23/swine-flu-website-overwhelmed

38. “Swine flu: medical chief orders NHS to prepare for 65 000 deaths – with a toll of as many as 350 a day”, Daniel Martin, The Daily Mail, 17 July 2009, T, http://www.dailymail.co.uk/news/article-1200012/Swine-flu-Every-child-16-vaccinated--when.html

39. “Glaxo to limit tests of flu vaccine, citing urgency”, Jason Gale and Trista Kelley, Bloomberg Press, 22 July 2009, http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601102&sid=apkg_4J.PCEw



© Copyright Mae-Wan Ho, Institute of Science in Society, 2009

Mae-Wan Ho è una genetista britannica famosa per la sua opposizione all'ingegneria genetica. Joe Cummins è professore emerito di Genetica del Dipartimento di Biologia dell'Università Western Ontario (Canada). Appartengono entrambi all'Institute of Science in Society.

Titolo originale: "The vaccines are far more deadly than the swine flu"

Fonte: http://www.i-sis.org.uk/
Link
27.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI

Fonte: comedonchisciotte.org
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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #2 il: Agosto 02, 2010, 11:34:38 »
16/09/09

Lettera di Romina Power ai ministri: "Dico no ai vaccini e vi spiego perché"


Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro. Vi scrivo in merito alla supposta "pandemia" A/H1N1, meglio nota come "febbre suina". Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l'Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all'inizio del 2010. Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all'opportunità della campagna di vaccinazione.

1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell'influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta. E mentre l'influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato "soltanto" poco più di 700 decessi in tutto il mondo.

2. E' perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.

3. Gravissime accuse contro l'OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.

4. L'ingiunzione dell'affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell'epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa. Sulla base dell'ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un'ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani. Per quanto le gravissime accuse mosse contro l'OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di "buttarsi a pesce" nell'avventura di una vaccinazione di massa.

5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che "nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione".

6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell'OMS.

7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l'acquisto dei vaccini ammonterebbe a "poche centinaia di milioni di euro". Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in "periodi di magra" come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese! Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l'A/H1N1 indicata dall'OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell'OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell'eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa. Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate.

Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto. Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo. Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina - preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio "terrorismo mediatico")- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di "militarizzazione" della sanità e di recare danno alla salute della popolazione. Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

Romina Power

Fonte: scienzaverde.it
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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #3 il: Agosto 02, 2010, 11:41:28 »
VIDEO:
David Icke - Vaccino contro l'influenza suina: non fatelo

David Icke ci parla del vaccino contro l'influenza suina, sottolineandone la pericolosità
e dandoci un consiglio: non fare il vaccino. Sottotitolato in italiano. - infoliberaevera.blogspot.com


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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #4 il: Agosto 02, 2010, 11:44:02 »
02/10/09

Scatta la campagna vaccinale per l'influenza:
alcune evidenze scientifiche sulle complicanze


Vaccino per l'influenza e sindrome di Guillain-Barrè.
La sindrome di Guillain-Barrè è una poliradicoloneurite demielinizzante che evolve in una progressiva paralisi. Sebbene l’esatta origine non sia nota, è stato supposto un meccanismo immunologico con attivazione dell’immunità umorale e cellulare. Si ritiene che un’infezione virale (campylobacter jejuni, virus di Epstein-Barr, virus epatite B, citomegalovirus) possa determinare un’immunizzazione crociata verso gli antigeni della mielina. Diversi vaccini sono stati associati alla comparsa di sindrome di Guillain-Barrè, ma il vaccino antinfluenzale è quello più frequentemente interessato.E’ stato suggerito un ruolo causale del vaccino antinfluenza A / New Jersey in seguito ad una campagna per la vaccinazione negli Stati Uniti nel 1976-1977 (1). Un aumento dei casi riportati di sindrome di Guillain-Barrè, manifestatisi entro settimane (soprattutto entro le prime 5 settimane) dalla somministrazione del vaccino, ha portato alla temporanea sospensione del programma di vaccinazione. Ulteriori indagini hanno dimostrato che l’incidenza della sindrome era 4-8 volte superiore nella popolazione vaccinata rispetto alla popolazione generale. Il numero in eccesso di casi era di 1 caso in più ogni 100.000 vaccinazioni. Studi epidemiologici che hanno valutato il rischio di sindrome di Guillain-Barrè non sono stati in grado di riprodurre questi risultati nelle successive campagne di vaccinazione. Tuttavia, un’analisi retrospettiva delle campagne di vaccinazioni effettuata nel 1992-1993 e 1993-1994 ha mostrato che i casi riportati di sindrome di Guillain-Barrè si manifestavano principalmente entro le 6 settimane, ma la stima dell’eccesso del rischio era soltanto 1 caso in più su 1 milione di vaccinazioni (2).Un’analisi dei dati del Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS) (3) ha riscontrato un aumento del rischio di sindrome di Guillain-Barrè acuta e severa in associazione al vaccino antinfluenzale in confronto al vaccino tetano+difterite. Tale studio ha identificato una variazione significativa nell’incidenza di sindrome di Guillain-Barrè fra le diverse aziende produttrici del vaccino antinfluenzale, suggerendo che una diversa concentrazione dell’endotossina in tali vaccini può essere importante per lo sviluppo della malattia.Raramente è stato valutato il rischio di recidive della sindrome di Guillain-Barrè dopo successive vaccinazioni. Un caso isolato di recidiva della malattia è stato riportato in 2 pazienti rivaccinati con il ceppo implicato nell’epidemia del 1976 (4), mentre in un altro caso non vi sono state recidive in un paziente che aveva ricevute diversi ceppi di virus influenzale nell’arco dei 15 anni successivi all’episodio di sindrome di Guillain-Barrè (5).Un altro studio condotto su pazienti con precedente storia di tale sindrome o con poliradicoloneurite infiammatoria cronica suggerisce che il rischio di ricomparsa di sintomi neurologici é minimo dopo la vaccinazione soltanto con sintomi minori, compresi i pazienti in cui è stata suggerita una relazione temporale tra l’episodio iniziale e una precedente vaccinazione (6).

Vaccino per l’epatite B e sclerosi multipla.
La sclerosi multipla è un disordine autoimmunitario infiammatorio del sistema nervoso centrale con una distruzione della guaina mielinica che circonda i neuroni. E’ noto che la malattia è causata da un insieme di fattori genetici ed ambientali, tuttavia non è chiara la sequenza degli eventi che la scatenano. Alcuni case report descrivono la manifestazione di sintomi demielinizzanti subito dopo la vaccinazione (7), anche se essendo casi isolati non possono garantire una relazione causale, ma possono rappresentare una semplice coincidenza temporale. Il primo report che associava il vaccino per l’epatite B alla demielinizzazione in due pazienti è stato pubblicato su Lancet nel 1991 (8 ). In seguito, alcuni neurologi francesi hanno descritto 35 casi di demielinizzazione primaria manifestatasi 8 settimane dopo la vaccinazione per l’epatite B, successivamente confermata come sclerosi multipla nella metà dei pazienti (9). Nel 1998, la raccolta delle segnalazioni spontanee di sclerosi multipla da parte del sistema di farmacovigilanza francese ha portato il Ministero della Salute a sospendere temporaneamente il programma di vaccinazione nelle scuole per l’epatite B iniziato nel 1995.Nonostante non esistano evidenze dirette a sostegno di una plausibilità biologica di un’associazione fra vaccino per l’epatite B e la sclerosi multipla, nella comunità scientifica e nei media ciò ha provocato un fervido dibattito e la mancanza di dati epidemiologici contribuisce a tale confusione.Dal 1994, più di 1000 segnalazioni di disturbi demielinizzanti a livello centrale o periferico (di cui nell’80% dei casi si trattava di sclerosi multipla) sono state riportate al sistema di farmacovigilanza francese. L’analisi di queste segnalazioni spontanee non evidenzia caratteristiche cliniche particolari di tali pazienti e la maggior parte dei casi corrisponde all’epidemiologia nota della sclerosi multipla. In particolare, non è stato identificato nessun caso di sclerosi multipla in bambini al di sotto dei 3 anni. Inoltre, non vi è una correlazione fra la comparsa dei sintomi e lo schema di vaccinazione.In Francia sono stati vaccinati per l’epatite B circa 30 milioni di pazienti, ma i dati delle segnalazioni spontanee non consentono una corretta valutazione del problema, per tale motivo sia in Francia che in altri Paesi sono stati condotti diversi studi epidemiologici.Anche utilizzando diversi disegni (pre- e post-esposizioni, caso-controllo, studi di coorte comparativi retrospettivi), 7 studi non sono stati in grado di evidenziare un aumento statisticamente significativo del rischio di sclerosi multipla dopo vaccinazione per l’epatite B in soggetti sani, né tra gli adulti né tra gli adolescenti (10-15).In base a tali risultati negativi, l’Istituto di Medicina americano ed altre commissioni d esperti sono arrivati alla conclusione che vada rigettata l’evidenza di tale correlazione (16).Un’analisi rischio-beneficio, su una popolazione di pre-adolescenti vaccinati in Francia, ha portato alla conclusione che i benefici associati a tale vaccino superano notevolmente l’aumento massimo ipotetico del rischio del primo episodio di malattia demielinizzante centrale (17). Soltanto uno studio caso-controllo molto recente all’interno del General Practice Research Database suggerisce che il vaccino ricombinante per l’epatite B somministrato entro i 3 anni prima dell’esordio dei primi sintomi della sclerosi multipla può essere associato ad un aumento significativo del rischio di malattia (18).Bisogna sottolineare però che la maggior parte degli studi risultati negativi mancavano di un potere statistico tale da rilevare anche un lieve aumento dell’incidenza della patologia. L’esistenza di una sottopopolazione suscettibile ad un maggior rischio di sviluppare la malattia può non causare un aumento globale dell’incidenza della malattia e pertanto non può essere escluso.Inoltre, nonostante i case report individuali, le evidenze epidemiologiche attuali non sostengono un’associazione causale con diversi altri vaccini (quali influenza, tetano, morbillo, parotite, rosolia) e l’esordio o l’esacerbazione della malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale, al di là del tempo di vaccinazione (11).

Vaccinazione e diabete di tipo 1 (Usa aumento Diabete dopo campagna vaccinale). 
Si ritiene che fattori genetici ed ambientali siano coinvolti nell’insorgenza del diabete mellito di tipo 1, una malattia che deriva dalla distruzione autoimmune delle cellule beta pancreatiche. Inoltre, alcune evidenze suggeriscono un ruolo delle infezione nella patogenesi di tale malattia in soggetti predisposti, ma i meccanismi con cui l’infezione virale provoca diabete autoimmune non sono ancora chiariti (19).Diversi dati sperimentali hanno suggerito che la vaccinazione potrebbe proteggere o aggravare la comparsa di diabete, in base al momento della vaccinazione (20).In accordo a ciò, Classen e Classen (21) hanno ipotizzato che diversi vaccini somministrati alla nascita possono ridurre il rischio di sviluppare diabete mellito mentre la vaccinazione effettuata a 2 mesi dalla nascita ne aumenta il rischio.Tale teoria è basata sui risultati di un aumento del rischio di diabete autoimmune in topi diabetici non obesi (NOD) dopo somministrazione di vaccini pediatrici (22). Tuttavia altri ricercatori, che hanno utilizzato lo stesso modello animale e un simile schema di vaccinazione, non sono stati in grado di riprodurre gli stessi risultati dopo 10, 12 e 14 settimane e hanno persino suggerito una lieve riduzione dell’incidenza di diabete autoimmune o una moderata riduzione della glicemia (23).La raccolta dei dati relativi agli esseri umani da diversi studi epidemiologici non conferma un’associazione causale fra vaccinazione e aumento del rischio del diabete di tipo 1 (19). Studi caso-controllo o ecologici indicano che né il vaccino per la pertosse né quello per la tubercolosi hanno un effetto significativo sull’incidenza della malattia diabetica (24,25).In uno studio caso-controllo canadese, l’incidenza relativa al vaccino BCG era simile nei pazienti con diabete di tipo 1 e nei controlli. Tuttavia, gli autori suggeriscono un ritardo nell’insorgenza di diabete nel gruppo vaccinato alla nascita rispetto ai non vaccinati (26). Uno studio caso-controllo svedese non ha evidenziato un aumento del rischio di diabete a seguito di altre vaccinazioni, addirittura con il vaccino per il morbillo è stata riscontrata una riduzione del rischio (27).Un ampio studio caso-controllo basato sulla popolazione ha utilizzato i dati di 4 Organizzazioni Sanitarie (HMO) negli Stati Uniti in modo da esaminare gli effetti di diversi vaccini (28). I bambini con diabete mellito di tipo 1 congenito sono stati accoppiati a 3 controlli in base al tipo di HMO, al sesso, alla data di nascita e durata del programma sanitario.Valutando 252 casi di diabete mellito di tipo 1 e 768 controlli, non è stato evidenziato un aumento del rischio di diabete con nessun vaccino somministrato di routine.Non vi era differenza nel rischio di diabete fra bambini vaccinati alla nascita contro l’epatite B e quelli che hanno ricevuto la loro prima dose a 2 mesi dalla nascita o successivamente, suggerendo che la data di vaccinazione non influiva sulla probabilità di sviluppare diabete. Infine uno studio caso-controllo su 317 bambini con familiarità (primo grado) per diabete mellito di tipo 1 non ha dimostrato un’associazione significativa fra lo sviluppo di autoimmunità verso le cellule beta e l’esposizione a più vaccini e nessuna influenza rispetto al momento dell’esposizione (29).In Finlandia, il dibattito è stato focalizzato sul possibile aumento del rischio d’incidenza del diabete mellito di tipo 1 associato temporalmente con l’introduzione a livello nazionale del vaccino contro l’haemophilus influenzae di tipo B (Hib). Tuttavia, un ampio studio di follow-up della durata di 10 anni su 110.000 bambini finlandesi, che hanno partecipato ad un trial clinico sul vaccino Hib, non ha evidenziato un aumento del rischio di diabete nei bambini vaccinati per la prima volta all’età di 24 mesi in confronto ad una coorte nata nei precedenti 24 mesi prima del periodo di vaccinazione (30).Classen e Classen (31) hanno ri-analizzato questi dati, giungendo alla conclusione che vi era un aumento dell’incidenza cumulativa nei bambini vaccinati a 3 mesi che hanno ricevuto 4 dosi rispetto ai non vaccinati.Un altro studio di follow-up, della durata di 10 anni condotto su bambini statunitensi, non è riuscito ad identificare un aumento del rischio di diabete da Hib (32).Uno studio recente suggerisce che l’Hib rappresenti un fattore di rischio per lo sviluppo di autoanticorpi misurati ad un anno di età (33).Gli autori ipotizzano che tale vaccino provochi un effetto policlonale stimolante aspecifico con un’importanza clinica maggiore in presenza di altri fattori che stimolano le cellule beta.Sebbene siano necessari ulteriori dati riguardanti gli effetti del vaccino Hib per risolvere tale problematica, non è chiaro se il vaccino può essere associato ad un aumento del rischio di diabete, indipendentemente dal tempo della vaccinazione e dal fatto che i bambini abbiano familiarità per il diabete.

Vaccinazione e artrite reumatoide e lupus.
Le uniche evidenze si basano su case report isolati e su piccoli gruppi di pazienti che sviluppano artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico alcuni giorni o settimane dopo la vaccinazione (7,34). La presenza dell’antigene HLA B27 nella maggior parte dei pazienti che sviluppano artrite reumatoide suggerisce un possibile ruolo della vaccinazione in soggetti predisposti.Poiché la maggior parte delle segnalazioni riguardano il vaccino per l’epatite (35,36), sono stati effettuati due studi caso-controllo utilizzando i dati inglesi del General Practice Research Database, allo scopo di esaminare una possibile associazione tra il vaccino per l’epatite B ed il rischio di artrite reumatoide o lupus (37,38). I risultati non hanno evidenziato un aumento del rischio di entrambe le malattie dopo vaccino per l’epatite B e, dal momento che esiste un notevole incremento del rischio di lupus nella sottopopolazione di pazienti con più di 40 anni, è necessario ampliare gli studi.
Vaccinazione nei pazienti affetti da malattia autoimmune.
In uno studio randomizzato in doppio cieco su 104 pazienti con sclerosi multipla, il rischio di relapse o progressione della malattia in un periodo di follow-up di 6 mesi è risultato simile nei pazienti esposti a vaccino antinfluenzale o a placebo (39).
Un ampio studio caso-crossover utilizzando i dati di 643 pazienti inclusi nel Database Europeo per la Sclerosi Multipla non è stato in grado di identificare un aumento del rischio di relapse nei 2 mesi successivi alla vaccinazione per epatite B, tetano e influenza in confronto ai periodi controllo senza vaccinazione (40). Tuttavia, bisogna sottolineare che tali risultati si basavano soltanto su 89 pazienti vaccinati nei 12 mesi prima del giorno del “relapse” della sclerosi multipla.
Il vaccino antinfluenzale non sembra esacerbare i sintomi dell’artrite reumatoide o l’attività del lupus eritematoso sistemico, se si fa un confronto rispetto a soggetti non vaccinati(34,41,42). Risultati simili sono stati riportati in pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico immunizzati con vaccini contro lo pneumococco, il tossoide del tetano o Hib (34,43). In un campione di
pazienti affetti da artrite reumatoide, la vaccinazione antiepatite B è stata considerata sicura rispetto alla mancata vaccinazione (44).Sebbene sia necessaria un’ulteriore indagine, tali studi indicano che la vaccinazione non deve essere scoraggiata nei pazienti affetti da una malattia autoimmune progressiva.

Conclusione:
sebbene i vaccini di solito siano considerati sicuri, esiste un dibattito riguardante gli effetti avversi potenzialmente severi. In passato molti ricercatori hanno indagato su una possibile correlazione fra immunizzazione e comparsa di malattie autoimmuni, ma in base ai dati disponibili non sono emerse delle evidenze conclusive (45).
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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #5 il: Agosto 02, 2010, 11:53:21 »
continua

Bibliografia
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37.Sturkenbbom MC, et al. Vaccinations against hepatitis B and lupus erythematosus. Pharmacoepidemiology Drug Saf 2000; 9 (suppl. 1): S71.
38.Sturkenbbom MC, et al. Vaccinations against hepatitis B and rheumatoid arthritis. Pharmacoepidemiology Drug Saf 2000; 9 (suppl. 1): S71.
39.Miller AE, et al. A multicenter, randomized, double-blind, placebo-controlled trial of influenza immunization in multiple sclerosis. Neurology 1997; 48: 312-314.
40.Confavreux C, et al. Vaccinations and the risk of relapse in multiple sclerosis. Vaccines in Multiple Sclerosis Study Group. N Engl J Med 2001; 344: 319-326.
41.Chalmers A, et al. Immunization of patients with rheumatoid arthritis against influenza: a study of vaccine safety and immunogenicity. J Rheumatol 1994; 21: 1203-1206.
42. Abu-Shakra M, et al. Influenza virus vaccination of patients with systemic lupus erythematosus: effects on disease activity. J Rheumatol 2000; 27: 1681-1685.
43.Battafarano DF, et al. Antigen-specific antibody responses in lupus patients following immunization. Arthritis Rheum 1998; 41: 1828-1834.
44.Elkayam O, et al. Safety and efficacy of vaccination against hepatitis B in patients with rheumatoid arthritis. Ann Rheum Dis 2002; 61: 623-625.
45.Wraith DC, et al. Vaccination and autoimmune disease: what is the evidence? Lancet 2003; 362: 1659-1666.
http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_sicuri.htm

Fonte: disordinedeimedici.blogspot.com
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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #6 il: Agosto 02, 2010, 11:56:12 »
26/10/09

Si avvera l'incubo: primi morti a causa del vaccino H1N1

Il discusso vaccino distribuito per cercare di ostacolare il diffondersi dell'influenza H1N1 ha presumibilmente prodotto le prime morti (voce modificata a seguito della confusione generata dall'uso del termine "morti accertate" utilizzato poichè allo stato attuale la vaccinazione è l'unica causa del decesso che viene valutata), sono quattro donne svedesi che, in quanto infermiere, rientravano nelle categorie a rischio indicate dai governi e si sono sottoposte a vaccinazione usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene.

Aumentano anche i casi di effetti tossici dovuti all'inoculamento del vaccino. Sono ormai centinaia i ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche seguite alla vaccinazione; i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.

Sono più frequenti i fatti che rendono sempre più difficile inquadrare il reale peso del problema legato all'influenza da H1N1:

mentre il presidente degli USA Obama dichiara lo stato di emergenza trapela la notizia che non farà vaccinare le sue due figlie
a Milano, prima città italiana in cui giunge il vaccino, sei medici su dieci rifiutano il vaccino.

Pochissime le fonti reperibili per approfondire questo annoso dilemma; l'unico quotidiano che ha pubblicato un chiaro articolo di denuncia è lo svedese Expressen o il sito web Flucase

Fonte: http://susannaambivero.blogspot.com/2009/10/si-avvera-lincubo-primi-morti-causa-del.html
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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #7 il: Agosto 02, 2010, 11:58:16 »
28/10/09 by starlight

Il vaccino contro l’influenza suina da virus A/H1N1:
alcune domande che esigono risposte.


Si parla molto dell’influenza da virus A/H1N1 chiamata anche influenza suina e del suo vaccino. Il governo italiano ha acquistato 48 milioni di dosi del nuovo vaccino da somministrare a tappeto a partire dalle categorie a maggior rischio: le forze dell’ordine, i medici, i sanitari, gli infermieri e i malati cronici, per poi estendere la vaccinazione ai 15 milioni di bambini e giovani, compresi tra i 2 e i 27 anni, che frequentano asili, elementari, secondarie e università. Si prevedono in tutto 23 milioni e mezzo di italiani vaccinati a breve, circa 4 su 10.
Ad annunciarlo il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, confermando quanto già anticipato alla stampa dal viceministro Ferruccio Fazio. Un articolo uscito sul Daily Express (ma ve ne sono moltissimi in internet) a firma di Lucy Johnston dice che il nuovo vaccino contro l’influenza suina contiene una tossina mortale per il cervello legata all’autismo, il morbo di Alzheimer e la sclerosi multipla. Il vaccino contiene metalli pesanti, quali il mercurio e un altra sostanza nota come squalene usata per stimolare il sistema immunitario a rispondere al vaccino.

Alcuni scienziati ritengono che lo squalene sia responsabile di malattie autoimmuni, tra cui la sclerosi multipla, artrite reumatoide e il lupus.

I professionisti medici e attivisti di salute sono preoccupati per i rischi di cocktail di sostanze chimiche in esso contenuti. Il Dr. Richard Halvorsen, autore di “La verità riguardo ai Vaccini“, ha dichiarato: “Il mercurio è una delle sostanze più tossiche conosciute per l’uomo. Mai dovrebbe trovare posto in alcun vaccino o medicina!”.


Ci possiamo quindi fidare completamente?

Ci possiamo fidare completamente dopo aver appreso che l’OMS ha ammesso il rilascio di una pandemia del virus nella popolazione attraverso i vaccini Mock-Up in modo da ottenere più velocemente un vaccino per quando questo sarà necessario?
 
Ci possiamo fidare completamente dopo aver saputo che il Segretario statunitense alla Salute e ai Servizi alla persona, Kathleen Sebelius, ha firmato un decreto con il quale si concede ai produttori di vaccini la totale immunità giuridica da ogni azione legale che risulti da qualsiasi nuovo vaccino contro l’influenza suina?

Ci possiamo fidare completamente sapendo che purtroppo le notizie allarmistiche ed esagerate di molti media hanno già convinto numerose persone a fare il vaccino, sebbene questa influenza sia meno pericolosa di quella normale? Per la felicità delle solite note aziende farmaceutiche, che vedranno arrivare miliardi di euro nelle loro casse.

Possiamo quindi porci dei ragionevoli dubbi su tutta la storia dell’influenza suina? Perchè il Governo Italiano si adopera per il risarcimento dei danni provocati da trasfusioni e vaccinazioni, se questi fossero sicuri al 100%?


Articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

Almeno nella nostra splendida Costituzione possiamo definirci migliori degli Americani?


Fonte
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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #8 il: Agosto 03, 2010, 12:00:49 »
Lo Stato Italiano ha acquistato il vaccino per l’influenza H1N1 Focetria della Novartis, sia in formulazione monodose che  multidose.
Di seguito trovate un estratto di un documento ufficiale, destinato al pubblico, dell’EMEA (European Medicines Agency).

Ho evidenziato in grassetto gli aspetti più incredibili (o inquietanti).
In rosso la dichiarazione ufficiale per il pubblico riguardo alla presenza di un tranquillo adiuvante contenente olio (squalene) :o :o :o.
 E qui siamo di fronte ad una informazione che è pura disinformazione: il “composto contenente olio” è  a base di Squalene che può, quando iniettato, scatenare reazioni autoimmunitarie (cioè malattie come l’artrite reumatoide, sclerosi multipla) e malattie neurodegenerative .
Mentre nella formulazione monodose del vaccino troviamo lo squalene, in quella multi dose oltre allo squalene è presente anche il
Mercurio (Thiomersal).
   >:( >:( >:(

Focetria

vaccino influenzale pandemico (antigene di superficie, inattivato, adiuvante) A/California/7/2009 (H1N1)


Sintesi destinata al pubblico Questo documento è la sintesi di una relazione pubblica di valutazione europea (EPAR). L’EPAR descrive il modo in cui il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha valutato gli studi scientifici effettuati e ha formulato le raccomandazioni su come usare il medicinale.
Per maggiori informazioni riguardanti le proprie condizioni di salute o la terapia, leggere il foglio illustrativo (accluso all’EPAR) oppure di consultare il medico o il farmacista. Per maggiori informazioni riguardo le motivazioni delle raccomandazioni del CHMP, leggere la discussione scientifica (anch'essa acclusa all'EPAR).

Che cos’è Focetria?
Focetria è un vaccino. Si tratta di una sospensione per iniezione che contiene frazioni (“antigeni di superficie”) del virus influenzale. Il medicinale contiene un ceppo influenzale denominato A/California/7/2009 (H1N1) ceppo di tipo v (X-179A).

Per che cosa si usa Focetria?
Focetria è un vaccino per la protezione contro l’influenza “pandemica”. Deve essere usato per l’influenza pandemica A (H1N1) che è stata ufficialmente dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità l’11 giugno 2009. Un’influenza pandemica si verifica quando un nuovo ceppo di virus influenzale può diffondersi facilmente da persona a persona perché non si è immunizzati (protetti) contro di esso. Una pandemia può colpire la maggior parte dei paesi e regioni nel mondo. Focetria viene somministrato in base a raccomandazioni ufficiali.
Il vaccino può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica.

………… Il vaccino contiene, inoltre, un “adiuvante” (un composto contenente olio) per stimolare una risposta migliore. ……………

Quali studi sono stati effettuati su Focetria?
All’inizio Focetria è stato sviluppato come vaccino “prototipo” (mock-up) contenente un ceppo H5N1 del virus influenzale denominato A/Vietnam/1194/2004. La ditta ha studiato la capacità di questo vaccino prototipo di innescare la produzione di anticorpi (“immunogenicità”) contro questo ceppo di virus influenzale prima della pandemia.
Dopo l’inizio della pandemia H1N1, la ditta ha sostituito il ceppo virale presente in Focetria con il ceppo H1N1 che provoca la pandemia, presentando i dati su questa sostituzione al comitato per i medicinali per uso umano (CHMP).

Perché è stato approvato Focetria?
Il CHMP ha deciso che, sulla base delle informazioni ottenute con il vaccino prototipo e delle informazioni fornite sul cambiamento del ceppo, i benefici di Focetria sono superiori ai suoi rischi per la profilassi dell’influenza nella situazione pandemica H1N1 ufficialmente dichiarata. Il comitato ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio per Focetria.
Focetria è stato autorizzato in “circostanze eccezionali”. Ciò significa che non è stato possibile ottenere informazioni complete sul vaccino pandemico.
L’Agenzia europea per i medicinali provvederà a rivedere ogni anno tutte le nuove informazioni disponibili sul medicinale e, se necessario, questa sintesi sarà aggiornata.

Quali informazioni sono ancora attese per Focetria?
La ditta che produce Focetria raccoglierà informazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino e presenterà questi dati al CHMP per una valutazione.

Quali sono le misure prese per garantire l’uso sicuro di Focetria?
La ditta che produce Focetria raccoglierà informazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino nel corso del suo impiego, ovvero informazioni sugli effetti indesiderati e sulla sicurezza per i bambini, le donne in gravidanza, i pazienti con malattie gravi e le persone con problemi al sistema immunitario.

2. Quality aspects
Introduction

Focetria is manufactured with the same process and has the same adjuvant used for Fluad, a trivalent
seasonal influenza vaccine nationally authorised through a MRP for several years in 12 EU countries
and currently on the market. The MF59C.1 adjuvant contained in Focetria and Fluad is an oil-in-water
emulsion, composed mainly of squalene that is an intermediate metabolite in the synthesis of
cholesterol.
The formulation proposed for Focetria, selected based on the Clinical Trials performed using
pandemic strains, contains 7.5 μg HA of antigen/dose. It is 6-times lower than the total amount of HA
present in a conventional trivalent seasonal influenza vaccine, that is 15 μg HA per strain (or 45μg
HA/dose).
The vaccine is presented as a suspension for injection in a pre-filled syringe (single dose) or in vials,
single dose or multi-dose.
The vaccine in multi-dose vials is formulated with Thiomersal.

Fonte: http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/focetria/H-710-en6.pdf

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Re:I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
« Risposta #9 il: Agosto 03, 2010, 12:10:27 »
Venerdì 5 febbraio 2010

MI MANDA RAI TRE
VIDEO

Fa il vaccino contro la suina e rimane paralizzata: è successo a una donna di 29 anni, ed è uno dei possibili - per quanto rari - effetti collaterali del vaccino contro l'influenza A. E' possibile chiedere un indennizzo? E a chi?
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