Autore Topic: Ormai è allarme: il cartone dei contenitori contaminano la pizza  (Letto 8339 volte)

cristiana

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21/06/08

Assieme alla pizza meglio che
non vi mangiate anche il cartone

Allarme sui contenitori di materiale riciclato. E vietata anche la presenza di scritte all'interno dei contenitori


Ogni giorno in Italia 1,5 milioni di pizze vengono trasportate in confezioni di cartone che, per legge, devono contenere solo cellulosa "vergine". Secondo l’Unione nazionale consumatori in molti casi le scatole sono invece fatte con cellulosa ricavata da carta riciclata, e c’è il rischio che alcune sostanze tossiche finiscano nella pizza. Il più delle volte si tratta di ftalati, utilizzati per rimuovere inchiostro e coloranti dal materiale di riciclo.

FTALATI - Il problema è che alcuni di questi ftalati, sospettati di interferenze con l’apparato endocrino, sono stati banditi dai contenitori per alimenti e dai giocattoli per i bambini più piccoli; l’Associazione consumatori ha dunque lanciato un appello all’Istituto superiore di sanità e al Ministero della salute per risolvere la questione. «Nei cartoni — spiega Elena Venditti dell’Unione nazionale consumatori — la temperatura può raggiungere i 60/65°C e, poiché le pizze appena uscite dal forno restano all’interno del cartone per molti minuti, si pone un problema di "migrazione" di possibili sostanze tossiche. L’aspetto paradossale è che su alcuni cartoni ci sono scritte che suggeriscono di riscaldare la pizza nel forno conservandola nei contenitori!», «Nel 2007 — spiega Silvio Borrello, responsabile della Direzione generale sicurezza alimentare e nutrizione, del Ministero della salute — è iniziata un’operazione di controllo dei Nas. Sono state fatte 57 ispezioni in aziende e sono in corso analisi su 74 campioni affidati ai laboratori dell’Iss e dell’Arpa». Misure dovute al fatto che sul mercato ci sono grosse partite di cartoni provenienti da Germania e Paesi dell’Est europeo che contengono uno o due strati di cartone riciclato. Il rivestimento a diretto contatto con la pizza è di cellulosa vergine, ma quelli all’esterno sono di cellulosa riciclata e potrebbero "cedere" ftalati a quello interno. «

NIENTE SCRITTE - La legge italiana è tra le più severe in Europa - precisa Maria Rosaria Milana, dell'Istituto superiore di sanità.— Oltre all’uso di cartone riciclato è vietata anche anche la presenza di scritte all'interno dei contenitori. Precauzioni necessarie per evitare qualsiasi contatto tra possibili inquinanti e un alimento come la pizza, che essendo umido, ricco di grassi e caldo è in grado di "estrarre" dal cartone sostanze sgradite». «I problemi non riguardano solo il cartone della pizza — ricorda Gianluigi Vestrucci, Divisione Food Packaging Materials del CSI, Centro di certificazione e analisi — si sono intensificati i controlli delle dogane su pentole di acciaio e tegami di ceramica cinesi. Le analisi verificheranno se i livelli di cessione dei metalli pesanti (nichel e cromo per pentole, cadmio e piombo per ceramiche) sono nei limiti di legge».

Fonte: corriere.it
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Re:Ormai è allarme: il cartone dei contenitori contaminano la pizza
« Risposta #1 il: Agosto 05, 2010, 12:32:14 »
Post del 27/10/06

Cartoni pericolosi nella pizza? Silenzi e ritardi come per l'Itx


Anna Bartolini, Membro italiano nel Gruppo consultivo Ue dei consumatori

Ci risiamo! Ancora una volta la tutela della salute dei consumatori è messa a dura prova da notizie allarmanti che non trovano però riscontri seri da parte delle autorità sanitarie che ancora tacciono. Mi riferisco ai recenti casi delle vaschette in alluminio e delle confezioni in cartoncino che vengono utilizzate per la pizza d'asporto come ha denunciato la scorsa settimana “Il Salvagente”. In base a prove realizzate dal professor Fernando Tateo dell'università di Milano, attraverso il cartoncino su cui poggia la pizza calda trasmigrerebbero sul cibo sostanze tossiche. Nel corso della settimana abbiamo cercato di capire se la responsabilità è da attribuirsi a tutti o al alcuni produttori di cartoncino per alimenti o se si tratta dell'errore di un solo produttore (delinquente) che al posto della carta vergine ha usato carta riciclata (compresa carte copiativa) trattata con sbiancanti e collanti. Nel contatto della scatola con la pizza calda, attraverso il vapore che si forma nella scatola, anche per la consuetudine di molti di mangiare la pizza dalla stessa scatola di imballaggio, ingeriamo molte sostanze potenzialmente pericolose . Una responsabilità ci pare evidente: quella degli organi preposti alla tutela della nostra salute che non si sono mossi. Ci ritroviamo come in un film già visto, nella situazione del caso Itx (l’inchiostro migrato nel latte e succhi). Risulta infatti che le autorità regionali abbiano informato delle vicenda "pizza" il ministero della Sanità circa un anno fa e che ancora una volta nel luglio scorso questi abbia fatto come Ponzio Pilato: se n'è lavato le mani scaricando sull'Istituto superiore di sanità la procedure di analisi, chiedendo di essere informato. Tutto bene dunque? Mica tanto. il dipartimento della prevenzione, in assenza di risposte, aveva il compito di sollecitare entrambi per ottenere un quadro esauriente a tutela della salute e di informare la gente. Tutto tace mentre a nostro avviso dal 23 maggio del 2005 ad oggi ci sarebbe stato tutto il tempo per potere dare ai consumatori risposte definitive. è il metodo all'italiana: si insabbia tutto in attesa del prossimo scandalo!

Fonte: ilsalvagente.it
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