Autore Topic: Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co  (Letto 18805 volte)

cristiana

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Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« il: Luglio 24, 2010, 02:31:48 »
Vaccinazione contro il papillomavirus: casi di anafilassi




Europa: due morti sospette dopo somministrazione del vaccino Gardasil

L’EMEA ( European Medicines Agency ) ha comunicato che due giovani donne sono morte improvvisamente dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il papillomavirus.

Una delle morti è avvenuta in Austria e l’altra in Germania. La causa dei decessi non è stata identificata.

Gardasil è un vaccino quadrivalente contro 4 sierotipi di papillomavirus umano 6, 11, 16, e 18.

Queste due morti fanno seguito alla morte di altre tre ragazze ( 12, 19 e 22 anni ), avvenuta negli Stati Uniti, alcuni giorni dopo la sommnistrazione del vaccino.

L’FDA ha ricevuto anche 28 segnalazioni di aborto dopo somministrazione del vaccino anti-HPV Gardasil, in donne in stato di gravidanza.

L’EMEA ha annunciato che continuerà a monitorare strettamente la sicurezza di Gardasil, ma al momento ritene che i benefici della vaccinazione siano superiori ai rischi. ( Xagena2008 )

Fonte: EMEA, 2008
http://www.vaccinazioni.net/papillomavirus.html
« Ultima modifica: Agosto 02, 2010, 11:18:49 da cristiana »
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #1 il: Luglio 24, 2010, 02:33:22 »
Vaccinazione contro il papillomavirus:
i benefici ed i rischi non sono ancora completamente noti


Secondo l’Harvard Women’s Health Watch, benchè il vaccino contro il papillomavirus umano ( HPV ) rappresenti una grande scoperta medica, è necessario essere cauti nel suo impiego, perchè i benefici ed i rischi non sono ancora completamente noti.

E’ stato dimostrato che Gardasil, il nuovo vaccino, è in grado di proteggere contro 4 tipi di papillomavirus, considerati essere la causa, in un’alta percentuale dei casi, del tumori del collo dell’utero e dei condilomi genitali.

Non esistono ad oggi studi pubblicati che dimostino che il vaccino sia in grado di offrire una protezione per un’altra dozzina di sierotipi di HPV, associati al tumore della cervice. Inoltre il vaccino anti-PHV non è terapeutico, cioè non è in grado di fornire protezione nelle donne già infettate con il virus.

Le donne, anche dopo la vaccinazione, continueranno ad essere esposte ad un certo rischio di insorgenza di tumore.
Pertanto, è importante che continuino a sottoporsi regolarmente al PAP test e a prendere precauzioni contro le malattie sessualmente trasmesse.

Il vaccino contro il papillomavirus umano rappresenta una conquista medica che potrebbe in futuro salvare migliaia di vite ogni anno nel mondo, ma non è la soluzione perfetta al problema cancro della cervice. Ci sono ancora domande aperte circa la sicurezza del vaccino e la sua efficacia oltre i 5 anni, specialmente per le ragazze di 11 e 12 anni, individuate come gruppo target per la vaccinazione da parte delle Autorità sanitarie.

In conclusione si può affermare che il nuovo vaccino contro il papillomavirus umano sembra avere grandi potenzialità, ma considerate le molte domande ancora senza risposta circa la sua efficacia e la sua sicurezza, l’Harvard Women’s Health Watch suggerisce che la vaccinazione dovrebbe rappresentare una scelta individuale.

Fonte: Harvard Women’s Health Watch, 2007
vaccinazioni.net
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #2 il: Luglio 24, 2010, 02:34:57 »
Vaccinazione anti-HPV - Il caso Gardasil:
necessità o interesse?


Il New York Times ha dedicato un articolo al caso Gardasil, il vaccino antipapillomavirus che dovrebbe essere somministrato alle adolescenti con l’obiettivo di prevenire le infezioni da virus HPV, alcune delle quali sarebbero associate a sviluppo di tumore della cervice uterina.

La società produttrice di Gardasil, Merck & Co, sostiene la tesi che è necessario effettuare il più rapidamente possibile la vaccinazione per debellare la malattia.

Le associazioni dei consumatori sostengono che la vaccinazione non è necessaria, perché l’incidenza di carcinoma alla cervice è bassa.
Negli USA, su una popolazione superiore ai 250 milioni di abitanti, i nuovi casi di tumore alla cervice sarebbero 9.710 e 3.700 le donne che muoiono, ogni anno ( dati FDA ).

In Italia, ogni anno, si contano 3.500 nuovi casi di carcinoma con circa 1.000 morti ( dati ISS ).

L’obiettivo che si prefigge Merck è quello di indurre i legislatori a rendere obbligatoria la vaccinazione, in modo da vendere quantità più elevate di vaccino.

La mancata obbligatorietà avrebbe come conseguenza un numero decisamente più basso di vaccinazioni e minori guadagni.
Per raggiungere il proprio scopo, Merck & Co sta esercitando una forte azione di lobby.
Merck ha finanziatoin modo particolare l’associazione Women in Government, che raccoglie le donne legislatrici in modo bipartisan.
Negli ultimi 2 anni, Women Government ha tenuto cene e conferenze per tutti gli Stati Uniti promuovendo la lotta contro il tumore della cervice uterina.

Contro la vaccinazione anti-HPV, si sono schierati gli attivisti contrari all’impiego del vaccino, gruppi religiosi e associazioni dei consumatori.
Gli attivisti anti-vaccino sostengono che la sicurezza del vaccino nel lungo periodo non è stata dimostrata, così come non è noto per quanto tempo il vaccino conferisce immunità contro i tipi virali per i quali il vaccino è stato realizzato.
I gruppi religiosi temono che, essendo l’infezione da HPV una malattia sessualmente trasmessa, l’uso del vaccino possa favorire l’attività sessuale delle ragazze.
La protesta dell’associazione dei consumatori è rivolta soprattutto sull’obbligatorietà della vaccinazione.

Un altro argomento di discussione è il costo del vaccino Gardasil che negli Stati Uniti, costa 360 dollari per 3 iniezioni.

Secondo gli analisti, il mercato dell’infezione da HPV potrebbe produrre ricavi per 5 miliardi di dollari/anno, e Merck è in pole position.
Gli enormi interessi economici che stanno alla base della vaccinazione anti-HPV potrebbero spiegare il pressing di Merck sui politici per l’obbligatorietà della vaccinazione.

Sulla propensione di alcuni politici a rendere obbligatoria la vaccinazione anti-HPV, alcune persone ritengono che la concessione dell’obbligatorietà sarebbe un modo per risarcire Merck dalla perdita del Vioxx, il farmaco antinfiammatorio ritirato nel 2004 perché causa di gravi eventi avversi cardiovascolari.

Il vaccino, per esercitare la propria attività protettiva, deve essere somministrato a ragazze che non hanno avuto rapporti sessuali.
L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione con una stima di oltre il 75% delle donne sessualmente attive infettate dal virus HPV nel corso della vita.
La storia naturale dell’infezione è condizionata dall’equilibrio che si instaura tra ospite e virus HPV con tre possibili evoluzioni: regressione, persistenza e progressione.
La maggior parte delle infezioni da papillomavirus ( 70-90% ) è transitoria.
La persistenza dell’infezione virale è una condizione per l’evoluzione verso il tumore. L’insorgenza del tumore è anche favorita dal particolare tipo di virus HPV ( i tipi 16 e 18 sono oncogenici ), dall’alto numero di partner sessuali, dal fumo di sigaretta e dalla coinfezione con altre malattie infettive sessualmente trasmesse.
Di norma, il tempo che intercorre tra l’infezione da HPV e lo sviluppo di lesioni precancerose è di 5 anni, mentre lo sviluppo del tumore può richiedere decenni.
Il Pap-test è in grado di individuare le lesioni e di prevenire il tumore.

Fonte: 1) The New York Times, 2007; 2) EpiCentro ISS, 2007
vaccinazioni.net
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #3 il: Luglio 24, 2010, 02:36:40 »
Gardasil, vaccino anti papillomavirus
Informazioni cliniche


Indicazioni terapeutiche
Gardasil è un vaccino per la prevenzione della displasia di alto grado del collo dell’utero ( CIN 2/3 ), del carcinoma del collo dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado della vulva ( VIN 2/3 ) e delle lesioni genitali esterne ( condilomi acuminati ) causate dal Papillomavirus Umano ( HPV ) tipi 6, 11, 16 e 18.

L’indicazione è basata sulla dimostrazione di efficacia di Gardasil in donne adulte di età compresa tra 16 e 26 anni e sulla dimostrazione dell’immunogenicità di Gardasil in bambini ed adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni.
L’efficacia protettiva non è stata valutata nei maschi.

Posologia e modo di somministrazione
La vaccinazione primaria consiste di 3 dosi distinte da 0,5 ml, somministrate in accordo con la seguente schedula: 0, 2, 6 mesi.
Ove sia necessaria una schedula vaccinale alternativa, la seconda dose deve essere somministrata almeno 1 mese dopo la prima dose, e la terza dose almeno 3 mesi dopo la seconda dose. Tutte e tre le dosi devono essere somministrate entro il periodo di 1 anno.
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.

Gardasil non è raccomandato per l’impiego nei bambini di età inferiore ai 9 anni, poiché i dati di immunogenicità, sicurezza ed efficacia in questa fascia di età non sono sufficienti.

Il vaccino deve essere somministrato per iniezione intramuscolare. Il sito preferito è la regione deltoidea del braccio o l’area anterolaterale superiore della coscia.
Gardasil non deve essere iniettato per via intravascolare. Le somministrazioni per via sottocutanea e intradermica non sono state studiate e, pertanto, non sono raccomandate.

Controindicazioni
Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gli individui che sviluppano sintomi indicativi di ipersensibilità dopo aver ricevuto una dose di Gardasil non devono ricevere dosi ulteriori di Gardasil.

La somministrazione di Gardasil deve essere rimandata nei soggetti affetti da malattie febbrili gravi in fase acuta.
Tuttavia la presenza di un’infezione minore, come una lieve infezione del tratto respiratorio superiore o un lieve rialzo febbrile, non rappresenta una controindicazione all’immunizzazione.

Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Come per tutti i vaccini iniettabili, un adeguato trattamento medico deve essere sempre prontamente disponibile in caso di una rara reazione anafilattica a seguito della somministrazione del vaccino. Come con qualsiasi altro vaccino, la vaccinazione con Gardasil potrebbe non assicurare la protezione di tutti i soggetti vaccinati.
Gardasil proteggerà soltanto contro le patologie causate da HPV tipi 6, 11,16 e 18. Pertanto, devono continuare ad essere seguite precauzioni appropriate contro le malattie sessualmente trasmesse.

Gardasil non ha mostrato di avere effetto terapeutico. Il vaccino non è pertanto indicato per il trattamento del carcinoma del collo dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado del collo dell’utero, della vulva e della vagina o dei condilomi genitali. Il vaccino non è altresì indicato per prevenire la progressione di altre lesioni già esistenti correlate con il papillomavirus umano.

La vaccinazione non sostituisce l’abituale screening del collo dell’utero. Poiché nessun vaccino è al 100% efficace e poiché Gardasil non protegge contro i tipi HPV non contenuti nel vaccino o contro infezioni preesistenti da HPV, l’abituale screening del collo dell’utero mantiene importanza critica e deve essere effettuato in accordo con le raccomandazioni locali.

Non vi sono dati disponibili riguardo all’impiego di Gardasil nei soggetti con una risposta immunitaria ridotta.
I soggetti con una risposta immunitaria ridotta, dovuta all’impiego di una forte terapia immunosoppressiva, ad un difetto genetico, ad infezione da virus dell’immunodeficienza umana ( HIV ), o ad altre cause, possono non rispondere al vaccino.

Gardasil deve essere somministrato con cautela nei soggetti affetti da trombocitopenia o da ogni altro disturbo della coagulazione poichè in questi soggetti può verificarsi un sanguinamento a seguito della somministrazione per via intramuscolare. La durata della protezione conferita non è attualmente nota. Un’efficacia protettiva prolungata è stata osservata per un periodo di 4 anni e mezzo dopo il completamento del ciclo di 3 dosi. Sono in corso studi di follow-up a più lungo termine.

Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
In tutti gli studi clinici sono stati esclusi soggetti che avevano ricevuto immunoglobuline o prodotti derivati dal sangue umano nei 6 mesi precedenti la prima dose di vaccino.

Uso con altri vaccini
La somministrazione concomitante ( in siti diversi di iniezione per i vaccini iniettabili ) di Gardasil con il vaccino dell’epatite B ( ricombinante ) non interferisce con la risposta immunitaria ai tipi di HPV. La risposta al vaccino dell’epatite B è stata in qualche misura ridotta per quanto concerne le medie geometriche dei titoli anticorpali ( GMTs ). Il significato clinico di questa osservazione non è stato stabilito. I tassi di sieroprotezione ( proporzione di soggetti che raggiungono un livello sieroprotettivo anti-HBs maggiore o uguale a 10 mUI/ml ) non hanno subito modifiche ( 96,5% per la vaccinazione concomitante e 97,5% per il vaccino dell’epatite B somministrato da solo ).

La somministrazione concomitante di Gardasil con altri vaccini, diversi da quello dell’epatite B ( ricombinante ), non è stata studiata.

Uso con i contraccettivi ormonali
Nel corso degli studi clinici, il 57,5% delle donne ( di età compresa tra 16 e 26 anni ) che hanno ricevuto Gardasil faceva uso di contraccettivi ormonali. L’uso di contraccettivi ormonali non sembra abbia influenzato la risposta immunitaria a Gardasil.

Gravidanza e allattamento
Non sono stati effettuati studi specifici sul vaccino in donne in stato di gravidanza. Tuttavia, durante il programma di sviluppo clinico pre-registrativo, 2.266 donne ( di cui 1.115 avevano ricevuto il vaccino e 1.151 il placebo ) hanno presentato almeno una gravidanza. Nel complesso, la parte di gravidanze con esito negativo è stata paragonabile nelle donne che avevano ricevuto Gardasil ed in quelle che avevano ricevuto il placebo. Per le gravidanze con inizio stimato nei 30 giorni successivi alla vaccinazione, sono stati osservati 5 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto Gardasil rispetto a 0 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto placebo.
Nelle gravidanze con inizio dopo i 30 giorni successivi alla vaccinazione, sono stati invece osservati 10 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto Gardasil rispetto a 16 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto placebo.
Le tipologie di anomalie osservate sono state consistenti con quelle generalmente osservate nelle gravidanze di donne di età compresa tra i 16 ed i 26 anni.

Gli studi sugli animali non hanno indicato effetti pericolosi diretti o indiretti nei confronti della gravidanza, dello sviluppo embrionale/fetale, del parto o dello sviluppo postnatale.

I dati sulla somministrazione di Gardasil durante la gravidanza non hanno fornito alcuna segnalazione relativamente alla sicurezza di impiego. Tuttavia, tali dati sono insufficienti per raccomandare l’uso di Gardasil durante la gravidanza. La vaccinazione deve, pertanto, essere rimandata a dopo il completamento della gravidanza.

Nel corso degli studi clinici, durante il periodo di vaccinazione, un totale di 995 madri in allattamento ha ricevuto Gardasil o placebo. L’incidenza di reazioni avverse nelle madri e nei lattanti è stata paragonabile tra il gruppo che aveva ricevuto il vaccino e quello che aveva ricevuto placebo. Inoltre, l’immunogenicità del vaccino è stata paragonabile tra le madri in allattamento e le donne che non erano in allattamento durante la somministrazione del vaccino.

Gardasil può essere somministrato a donne in allattamento.

Effetti indesiderati
Nel corso di 5 studi clinici ( di cui 4 controllati con placebo ), i soggetti arruolati hanno ricevuto Gardasil o placebo nel giorno dell’arruolamento e dopo circa 2 e 6 mesi dall’arruolamento. Pochi soggetti ( 0,2% ) hanno interrotto la sperimentazione a causa di reazioni avverse.
La sicurezza è stata valutata, sia per l’intera popolazione in studio ( 4 studi ) che per un sottogruppo predefinito della popolazione in studio ( 1 studio ), sulla base della sorveglianza effettuata tramite la scheda di vaccinazione ( VRC - vaccination report card ), nei 14 giorni successivi ad ogni iniezione di Gardasil o di placebo. I soggetti che sono stati monitorati sulla base della sorveglianza effettuata tramite la scheda di vaccinazione VRC includevano 6.160 soggetti che avevano ricevuto Gardasil ( di cui 5.088 donne di età compresa tra 9 e 26 anni e 1.072 maschi di età compresa tra 9 e 15 anni, al momento dell’arruolamento ) e 4.064 soggetti che avevano ricevuto placebo.

Le seguenti reazioni avverse correlate al vaccino sono state osservate nei soggetti che hanno ricevuto Gardasil con una frequenza almeno pari all’1,0% ed inoltre con una frequenza maggiore rispetto a quella osservata nei soggetti che hanno ricevuto placebo.

Le reazioni sono state raggruppate per frequenza in accordo alla seguente convenzione: molto comuni ( maggiori o uguali a 1/10 ); comuni ( maggiori o uguali a 1/100, minori di 1/10); non comuni ( maggiori o uguali a 1/1.000, minori di 1/100); rari ( maggiori o uguali a 1/10.000, minori di 1/1.000); molto rari ( minori di 1/10.000 ).

Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione - Molto comune: piressia; molto comune: al sito di iniezione: eritema, dolore e gonfiore; comune: al sito di iniezione: sanguinamento, prurito.

Inoltre, nel corso degli studi clinici, sono state osservate, con una frequenza inferiore all’1%, reazioni avverse che sono state ritenute correlate al vaccino o al placebo dagli sperimentatori:

Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino - Molto raro: broncospasmo

Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo - Rari: orticaria.

Sette casi ( 0,06% ) di orticaria sono stati riportati nel gruppo Gardasil e 17 casi ( 0,18% ) sono stati osservati nel gruppo placebo contenente l’adiuvante.

Nel corso degli studi clinici, i soggetti facenti parte della popolazione valutata per la sicurezza di impiego hanno segnalato ogni nuova situazione clinica durante il periodo di follow-up fino a 4 anni. Nell’ambito di 11.813 soggetti che hanno ricevuto Gardasil e 9.701 soggetti che hanno ricevuto placebo, sono stati riportati 8 casi di artrite non specifica, di cui 6 nel gruppo Gardasil e 2 nel gruppo placebo.

Efficacia
Gardasil è un vaccino quadrivalente ricombinante non infettante preparato da particelle simili al virus ( VLPs ) dalla proteina capsidica maggiore L1 del papillomavirus umano ( HPV ) tipi 6, 11, 16 e 18 altamente purificate.
Le VLPs non contengono DNA virale, non possono infettare le cellule, riprodursi o causare malattia.
L’HPV infetta soltanto l’uomo, ma gli studi sugli animali con papillomavirus analoghi suggeriscono che l’efficacia dei vaccini L1 VLP sia mediata dallo sviluppo di una risposta immune di tipo umorale.

Dei tipi HPV contenuti nel vaccino:

• l’HPV 16 e 18 sono responsabili di circa il 70% dei casi di displasia del collo dell’utero di alto grado ( CIN 2/3 ) e di adenocarcinoma in situ ( AIS ), e di circa il 70% dei casi di displasia della vulva di alto grado ( VIN 2/3 ) nelle giovani donne in premenopausa. HPV 16 e 18 sono anche responsabili della maggioranza delle lesioni squamose di alto grado della vagina ( VaIN 2/3 ). Altri tipi di HPV non contenuti nel vaccino sono responsabili del restante 20-30% dei casi di CIN 2/3, VIN 2/3 e VaIN 2/3. CIN 3 è considerato un precursore diretto del carcinoma invasivo del collo dell’utero. VIN 3 è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma della vulva nelle giovani donne in premenopausa infettate dai tipi di HPV oncogeni;

• l’HPV 6 e 11 sono responsabili di circa il 90% dei casi di condilomi genitali;

• l’HPV 6, 11, 16 e 18 sono responsabili per una quota variabile dal 35 al 50% di CIN1 o displasia di basso grado del collo dell’utero.

L’efficacia del Gardasil è stata valutata in 4 studi clinici di Fase II e III, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo che includevano un totale di 20.541 donne di età compresa tra 16 e 26 anni che sono state arruolate e vaccinate senza effettuare uno screening preliminare per la presenza di una infezione da HPV.
Gli endpoint di efficacia primaria includevano le lesioni della vulva e della vagina ( condilomi genitali, VIN, VaIN ) correlati all’HPV tipi 6, 11, 16 o 18 e il CIN di qualunque grado ( Protocollo 013, Future I ), il CIN 2/3 e l’adenocarcinoma in situ ( AIS ) correlati all’HPV 16 o 18 ( Protocollo 015, FUTURE II ), l’infezione persistente correlata all’HPV di tipo 6, 11, 16 e 18 ( Protocollo 007 ) e l’infezione persistente correlata all’HPV 16 ( Protocollo 005 ). Come marker clinico surrogato del carcinoma del collo dell’utero è stata utilizzata negli studi clinici la Neoplasia Intraepiteliale Cervicale ( CIN ) di grado 2/3 ( displasia di grado da moderato ad alto ).

Efficacia della profilassi
Le analisi primarie di efficacia sono state effettuate nella popolazione per protocollo ( PPE Perprotocol Efficacy ) ( n = tutte e 3 le vaccinazioni entro 1 anno dall’arruolamento, nessuna deviazione maggiore dal protocollo di studio e naïve nei confronti dei relativi tipi di HPV prima della dose 1 e fino ad 1 mese dopo la dose 3 ( Mese 7 ) ). L’efficacia è stata misurata a partire dalla visita al mese 7.
Complessivamente il 73% dei soggetti erano naïve ( negativi alla PCR e sieronegativi ) per tutti e 4 i tipi di HPV.

Efficacia nei soggetti naïve ai tipi HPV contenuti nel vaccino

L’efficacia di Gardasil contro CIN ( 1, 2, 3 ) o AIS correlati all’HPV di tipo 6-, 11-, 16-, 18-, è stata del 100% nel Protocollo 013 dove era un endpoint primario e del 95,2% nei protocolli combinati insieme.

L’efficacia di Gardasil contro le CIN 1 correlate all’HPV 6, 11, 16 e 18 è stata del 100% nel Protocollo 013 e nell’analisi combinata è stata del 93,1%.

In un’analisi integrata ( Protocolli 007, 013, 015 ), l’efficacia di Gardasil contro le lesioni della vulva di alto grado ( VIN 2/3 ) correlate all’HPV tipi 6, 11, 16 o 18 è stata del 100%.

L’efficacia del vaccino contro le lesioni vaginali di alto grado ( VaIN 2/3 ) non ha raggiunto una significatività statistica. In tutto vi sono stati 8 casi di VIN 2/3 e 5 casi di VaIN 2/3, tutti osservati nel gruppo placebo.

Sulla base di una definizione a 12 mesi di infezione persistente ( ad esempio almeno 2 campioni positivi nell’arco di un intervallo minimo di 12 mesi ), l’efficacia contro l’infezione persistente da HPV 16 è stata del 93,3% nel Protocollo 005. Nel Protocollo 007, l’efficacia di Gardasil contro l’infezione persistente da HPV 16 o 18 è stata del 100%. Vi sono stati sei casi di infezione persistente da HPV 16 e due casi di infezione persistente da HPV 18 tutti nel gruppo placebo.

Efficacia nei soggetti con infezione in corso o prima dell’infezione

Non vi è stata evidenza di protezione dalla patologia causata dai tipi di HPV per i quali i soggetti erano positivi alla PCR e/o sieropositivi al basale. Tuttavia, gli individui che erano stati già infettati con uno o più tipi di HPV contenuti nel vaccino prima della vaccinazione sono risultati protetti dalla patologia clinica causata dagli altri tipi di HPV contenuti nel vaccino.

Reazioni avverse
In 5 studi, di cui 4 controllati con placebo, il vaccino anti-papillomavirus umano Gardasil è stato somministrato al momento dell’arruolamento e dopo circa 2 e 6 mesi.
La percentuale dei drop-out per il presentarsi di effetti indesiderati è risultata bassa ( 0.1% ).

Reazioni avverse comuni associate al vaccino
Gli effetti indesiderati che si sono manifestati con una frequenza dell’1% o più nei soggetti ai quali è stato somministrato Gardasil sono stati:

1) 1-5 giorni dopo la vaccinazione: dolore 83.9% ( 48.6% con placebo ), rigonfiamento 25.4% ( 7.3% con placebo ), eritema 24.6% ( 12.1% con placebo ), prurito 3.1% ( 0.6% con placebo );

2) 1-15 giorni dopo la vaccinazione: febbre 10.3% ( 8.6% con placebo ), nausea 4.2% ( 4.1% con placebo ), capogiri 2.8% ( 2.6% con placebo );

Gravi reazioni avverse
Un totale di 102 soggetti su 21.464 che hanno ricevuto Gardasil e placebo ha riportato un grave evento avverso 1-15 giorni dopo la vaccinazione:

- cefalea 0.03% ( 0.02% con placebo );

- gastroenterite 0.03% ( 0.01% con placebo );

- appendicite 0.02% ( 0.01% con placebo );

- malattia infiammatoria pelvica 0.02% ( 0.01% con placebo ).

E’ stato riportato un caso di broncospasmo e due casi di asma.

Mortalità
Tra i partecipanti agli studi clinici ( 21.464 soggetti ) ci sono stati 17 casi ad esito fatale. Gli eventi riportati erano in linea con gli eventi attesi nella popolazione sana.
La più comune causa di morte è stato l’incidente con veicoli a motore ( 4 soggetti che hanno ricevuto Gardasil e 3 placebo ), seguito da overdose/suicidio ( 1 soggetto con Gardasil e 2 con placebo ) ed embolia polmonare/trombosi venosa profonda ( 1 soggetto con Gardasil e 1 con placebo ).
Inoltre, ci sono stati due casi di sepsi, 1 caso di tumore al pancreas e 1 caso di aritmia nel gruppo trattato con Gardasil e 1 caso di asfissia nel gruppo placebo.

Disordini autoimmuni sistemici
Negli studi clinici i soggetti sono stati valutati per nuove condizioni mediche che si sono presentate nel corso di un periodo osservazionale di 4 anni.
Nel gruppo Gardasil sono stati segnalati: 1 caso di artrite giovanile, 2 casi di artrite reumatoide, 5 casi di artrite ed 1 caso di artrite reattiva.
Di contro, nel gruppo placebo sono stati osservati: 1 caso di lupus eritematoso sistemico e 2 casi di artrite.

Fonte: 1) FDA, 2007: 2 ) EMEA, 2007
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #4 il: Luglio 24, 2010, 02:38:36 »
VAERS: 371 gravi reazioni avverse dopo vaccinazione con Gardasil

5 Giugno 2007 - Judicial Watch, un’associazione di interesse pubblico, ha ottenuto dall'FDA ( Food and Drug Administration ) la possibilità di visionare gli effetti indesiderati correlati al vaccino contro il papillomavirus umano ( HPV ), Gardasil.

All'11 maggio 2007, il sistema di farmacosorveglianza post-marketing sui vaccini VAERS ( Vaccine Adverse Event Reporting System ) degli Stati Uniti, annoverava 1.637 reazioni avverse digitando la sigla HPV4, che corrisponde alla vaccinazione con Gardasil, un vaccino quadrivalente.
Di queste reazioni, 371 sono definite gravi.

Delle 42 donne che hanno ricevuto Gardasil mentre erano incinte, 18 sono andate incontro a reazioni avverse, che variavano tra l'aborto spontaneo ed i danni fetali.

La paralisi, la paralisi di Bell ( paralisi facciale ), la sindrome di Guillain Barre e le convulsioni sono alcuni dei gravi eventi avversi neurologici associati alla vaccinazione con Gardasil.

Nel database sono segnalati anche 3 casi di 3 persone morte dopo aver ricevuto il vaccino. Una ragazza è morta per trombosi 3 ore dopo aver assunto Gardasil.
Due ragazze di 12 e 19 anni sono morte per problemi cardiaci e/o per trombosi.
Secondo l'FDA queste morti non sarebbero correlate al vaccino.

Riguardo ai 1.637 effetti indesiderati riportati da Judicial Watch, l'FDA ritiene che siano in linea con i quasi 3 milioni di persone vaccinate negli Stati Uniti con Gardasil.
Inoltre non tutte le reazioni avverse sarebbero correlate alla vaccinazione contro il papillomavirus.

Nonostante la rassicurazione dell'FDA rimangono dubbi sulla sicurezza del Gardasil.

Descrizione di 20 casi dopo vaccinazione con Gardasil, scelti con modalità random, presenti nel VAERS line list Report dell'11 Maggio 2007

- Caso 1 definito grave: ragazza di 14 anni che immediatamente dopo somministrazione di Gardasil ha avvertito un dolore intenso al sito di iniezione. E' caduta ed ha perso i sensi per 10-15 secondi. La ragazza, che ha manifestato cefalea, visione offuscata, è stata inviata al Dipartimento d'Emergenza. L'esame neurologico è risultato normale. I medici hanno diagnosticato disidratazione e sincope vasovagale secondaria al dolore prodotto dall'iniezione al sito di somministrazione.

- Caso 2 definito grave: una ragazza di 18 anni con nessuna storia di allergie è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno dopo ha manifestato rash ed orticaria, non al sito di iniezione. Quando si è presentata al proprio medico curante presentava orticaria in tutto il corpo. E' stata trattata con Benadryl ( Difenidramina ), un antistaminico per os, e sottoposta a trattamento con Metilprednisolone ( Solu Medrol ).

- Caso 3 definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 17 anni dopo essere stata vaccinata con Gardasil ha presentato intorpidimento e formicolio ai piedi e alle mani, che sono persistiti e peggiorati. Dopo 25 giorni dalla vaccinazione la ragazza ha manifestato una grave forma di debolezza. E' stata ricoverata e gli è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre. E' stata trattata con Immunoglobulina. La ragazza sta lentamente migliorando, ma soffre sempre di debolezza.

- Caso 4 definito grave: una ragazza di 15 anni, che era stata precedentemente vaccinata per l'epatite A e vaccinata con vaccino meningocicco A CYW, dopo essere stata vaccinata con Gardasil, ha presentato convulsione in forma lieve. Inoltre ha avvertito un forte dolore al sito di iniezione. La ragazza è stata ricoverata per 1 giorno.

- Caso 5 definito grave: una ragazza di 17 anni affetta da asma, è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno successivo alla vaccinazione ha presentato pollice di aspetto edematoso, e le palme della mano sono diventate rosse e calde. La ragazza ha poi avvertito senso di oppressione a livello toracico. Alla ragazza è stato somministrato immediatamente una dose massiccia di Cetirizina ( Zyrtec; in Italia: Zirtec ), un antistaminico, ed Acetaminofene ( anche detto Paracetamolo ).

- Caso 6 definito grave: una ragazza di 17 anni che presentava allergia alle sulfonamidi, è stata vaccinata con Gardasil. Cinque giorni dopo la vaccinazione la ragazza ha presentato ingrossamento dei linfonodi a livello della clavicola, con problemi di movimento del braccio. Alla ragazza è stato consigliato l'intervento chirurgico per l'asportazione dei linfonodi.

- Caso 7 definito grave: una ragazza di 18 anni affetta da asma e sindrome dell'ovaio policistico, è stata vaccinata con Gardasil. La ragazza stava assumendo contemporaneamente Bupropione ( Wellbutin XL ), Litio e Risperidone ( Risperdal ). Alla sera dello stesso giorno della vaccinazione la ragazza ha sviluppato gonfiore del braccio sinistro e difficoltà respiratorie. Il giorno successivo la ragazza ha sviluppato gonfiore al volto.

- Caso 8 definito grave: una ragazza di 15 anni, affetta da asma, allergia alle arachidi ed una storia di anafilassi, è stata vaccinata con Gardasil. Dopo alcune ore la ragazza ha presentato una reazione anafilattica. Alla ragazza è stato somministrato immediatamente EpiPen ( autoiniettore di Adrenalina ), ed è stata trasportata al Dipartimento di Emergenza.

- Caso 9 definito grave: una ragazza di 18 anni è stata vaccinata con Gardasil. Dopo circa un'ora la ragazza ha avvertito brevità del respiro e stato febbrile. La paziente è stata subito ricoverata presso il Dipartimento d'Emergenza e sottoposta a terapia.

- Caso 10 definito grave, con disabilità permanente: una donna di 24 anni è stata vaccinata con Gardasil. Alcune ore più tardi la donna ha manifestato gonfiore agli occhi e prurito. E' stata trattata con Benadryl, un antistaminico, ed è stata mandata a casa. Successivamente è comparsa visione offuscata.

- Caso 11 definito grave: una ragazza di 16 anni, che era stata vaccinata con Gardasil, ha sviluppato debolezza alle estremità inferiori ed è stata ricoverata con diagnosi di sindrome di Guillain-Barre in forma lieve. Dopo trattamento con Gammaglobuline, la ragazza ha recuperato in modo quasi completo, ma è perdurato l'intorpidimento alle estremità degli arti.

- Caso 12 definito grave, con disabilità permanente: una ragazza di 15 anni con una storia di ipersensibilità agli allergeni, è stata vaccinata con Gardasil. La ragazza stava assumendo Ortho Tri-Cyclen LO, una pillola contraccettiva a base di Etinil Estradiolo e Norgestimato. La ragazza ha sviluppato prurito ed orticaria alle gambe e alle braccia.

- Caso 13 definito grave, minacciante la vita: una donna di 25 anni che aveva iniziato ad assumere Nitrofurantoina per un’infezione del tratto urinario qualche giorno prima della vaccinazione con Gardasil, ha manifestato orticaria. La donna è stata trattata con Metilprednisolone ( Medrol ). Venti giorni dopo, la donna ha presentato gonfiore della lingua e restringimento laringeo. Alla donna è stata somministrata immediatamente Epinefrina ( EpiPen ).

- Caso 14 definito grave: una ragazza di 15 anni affetta da diabete di tipo 1 ed in terapia con Insulina, è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno dopo la vaccinazione la ragazza è andata incontro a crisi di grande male ed è stata ricoverata per 3 giorni in ospedale.

- Caso 15 definito grave: Una donna di 20 anni dopo 2 ore che era stata vaccinata con Gardasil ha presentato vomito e dolore addominale, con successivo peggioramento tale da impedirle di stare supina. E' stata ricoverata in ospedale e sottoposta ad appendicectomia.

- Caso 16 definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 13 anni è stata ricoverata in ospedale con debolezza agli arti sia superiori che inferiori. La ragazza era stata vaccinata con Gardasil. Alla ragazza è stata diagnosticata una forma grave della sindrome di Guillan-Barre, ed infezioni delle vie respiratorie. Per il presentarsi di insufficienza respiratoria è stata sottoposta a ventilazione meccanica, e a tracheostomia con intubazione. Ha sviluppato dolore neuropatico ed ipertensione.

- Caso 17 definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 13 anni è stata vaccinata con Gardasil, con successiva presentazione di intorpidimento e formicolio ai piedi, che si è poi esteso alle mani. Ha presentato difficoltà a camminare, per la mancanza di sensibilità ai suoi piedi. Alla ragazza è' stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre.

- Caso 18 definito grave: una ragazza di 12 anni affetta da emicrania, è stata arruolata in uno studio clinico ed ha ricevuto le 3 dosi del vaccino per il papillomavirus, Gardasil. Tre mesi dopo l'ultima dose di vaccino, la ragazza ha presentato difficoltà a camminare ed è stata ricoverata in ospedale. La debolezza muscolare sofferta dalla ragazza è stata ritenuta essere correlata alla vaccinazione con Gardasil.

- Caso 19 definito grave, con disabilità permanente: una donna di 19 anni è stata vaccinata con Gardasil. La donna stava assumendo un antistaminico, Zyrtec ( Cetirizina ), e contraccettivi ormonali per os. La donna, subito dopo la vaccinazione, ha sviluppato un rash non al sito d'iniezione, ma nel braccio in cui è stata eseguita la vaccinazione. Inoltre, la donna ha accusato una forte mialgia sia agli arti superiori che agli arti inferiori, e la sua mano si è scolorita. Un esame ha rivelato un’infezione streptococcica, e la donna è stata trattata con antibiotici. E' stata evidenziata un'elevata conta leucocitaria.

- Caso 20 definito grave, con disabilità permanente: una donna di 18 anni senza storia di allergie, è stata vaccinata con Gardasil ( una sola dose ), e dopo aver manifestato rash maculopapuloso bilaterale alle estremità inferiori, gonfiore bilaterale agli arti inferiori con la gamba destra di dimensioni maggiori rispetto alla gamba sinistra, dolore muscolare intenso, particolarmente sotto le ginocchia, con difficoltà a camminare, è stata ricoverata in ospedale. Alla dimissione la donna era in terapia con Percocet ( Ossicodone ed Acetaminofene ), e Prednisolone.

Fonte: 1) Judicial Watch, 2007; 2) FDA, 2007

Documentazione

Clicca qui per vedere le morti riportate in VAERS all'11 maggio 200

Clicca qui per vedere le reazioni avverse riportate in VAERS all'11 maggio 2007

The Vaccine Adverse Event Reporting System is a cooperative program for vaccine safety of the Centers for Disease Control and Prevention ( CDC ) and the Food and Drug Administration ( FDA ). VAERS is a post-marketing safety surveillance program, collecting information about adverse events ( possible side effects ) that occur after the administration of US licensed vaccines.

Link al database sulla sicurezza di Gardasil(HPV4): VAERS
Fonte: Xagena2007
vaccinazioni.net
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #5 il: Luglio 24, 2010, 02:40:21 »
Vaccinazione anti papillomavirus:
dati di sicurezza del vaccino Gardasil dal database VAERS


Giovedì 11 Ottobre 2007 - La sicurezza del vaccino Gardasil non è ancora ben definita.
Le informazioni contenute nel database VAERS ( Vaccine Adverse Reporting System ) fanno ipotizzare che il vaccino quadrivalente ( HPV4 ) sia associato anche ad eventi avversi gravi.

Il sistema VAERS è un’iniziativa dei CDC ( Cennters for Disease Control and Prevention ) e dell’FDA ( Food and Drug Administration ), e raccoglie a partire dal 1990 le segnalazioni di reazioni avverse dopo somministrazione di vaccini, approvati negli Stati Uniti.
Tuttavia, non tutte le reazioni avverse riportate nel sistema VAERS sono da attribuire ai vaccini.

Vaccinazione contro il papillomavirus
Esempio di alcuni report con evidenziati i sintomi su 3.137 segnalazioni:

1 ) Sindrome di Guillain-Barre, orticaria
Pochi giorni dopo la vaccinazione con Gardasil, una ragazza di 13 anni, ha presentato sintomi di raffreddamento e le è stato prescritta Azitromicina ( Zitromax ).
Pochi giorni più tardi la paziente ha sviluppato orticaria e le è stata prescritta Amoxicillina.
Nove giorni dopo la ragazza è stata ricoverata in ospedale e le è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre.

2 ) Edema
Dopo la vaccinazione con Gardasil una donna di 19 anni ha sviluppato gonfiore ai piedi, alle mani e al viso. La donna è stata trattata con un antistaminico.

3 ) Crisi convulsive
Una ragazza di 17 anni il 21 novembre 2006 è stata vaccinata con la prima dose del vaccino anti HPV per via intramuscolare nel deltoide. Subito dopo essere stata sottoposta a vaccinazione, la paziente ha manifestato una crisi convulsiva ed è stata portata al Pronto Soccorso. La ragazza non ha ricevuto le altre 2 dosi del vaccino.

4 ) Paralisi di Bell, ipoestesia, dolore, paralisi
Ad una ragazza di 11 anni sono stati somministrati contemporaneamente il vaccino contro l’influenza ed il vaccino contro il papillomavirus umano il 10 di novembre. Il giorno successivo la ragazza ha avvertito intorpidimento sul lato destro della faccia. Al Pronto Soccorso è stata diagnosticata una paralisi del nervo facciale ( detta anche paralisi di Bell ) sul lato destro del viso. La ragazza era incapace di muovere la parte destra del volto e di chiudere l’occhio destro.
Prima di sottoporsi alla vaccinazione la ragazza era sana.

5 ) Astenia, sindrome di Guillain-Barre, ipoestesia
Una ragazza di 16 anni è stata vaccinata con la prima dose del vaccino anti HPV. Successivamente, la ragazza ha sviluppato debolezza agli arti inferiori e 2 giorni dopo è stata ricoverata in ospedale con diagnosi di sindrome di Guillain-Barre. Durante l’ospedalizzazione la ragazza è stata trattata con Gammaglobuline.
Successivamente la ragazza è ritornata a scuola, ma ha continuato a presentare un intorpidimento agli arti inferiori.

6 ) Rash maculopapuloso
Una donna è stata vaccinata con la prima dose del vaccino quadrivalente contro il papillomavirus. Entro 24 ore dalla vaccinazione la donna ha sviluppato rash maculopapuloso in tutto il corpo.

7 ) Dispnea, piressia
Dopo circa 1 ora dall’aver ricevuto il vaccino Gardasil, una donna di 18 anni ha presentato brevità del respiro e febbre. La paziente è stata trasportata al Pronto Soccorso e sottoposta a terapia.

8 ) Dolore
Una donna di 20 anni è stata vaccinata il 7 agosto 2006 con la prima dose del vaccino quadrivalente anti HPV. La donna ha dichiarato che subito dopo l’iniezione ha avvertito un forte dolore al braccio per tutto l’arco della giornata. Ha dichiarato che il dolore era simile ad una lama conficcata nel braccio.

9 ) Disturbo toracico, eritema, edema periferico
Una ragazza di 17 anni affetta da asma è stata vaccinata con il vaccino quadrivalente Gardasil. Il giorno dopo la paziente ha sviluppato gonfiore al pollice ed il palmo delle mani è diventato rosso e caldo. Più tardi la ragazza ha avvertito un senso di oppressione toracica.
Un medico ha immediatamente somministrato Cetirizina, un antistaminico, ed Acetaminofene ( Paracetamolo ).

10 ) Dolore toracico, dispnea, nausea, edema periferico, dolore alle estremità, gonfiore al volto, vomito
L’informazione ha riguardato una ragazza di 13 anni che è stata vaccinata con Gardasil. Nello stesso giorno la ragazza ha sviluppato gonfiore al braccio, dolore toracico e dolore al braccio, nausea, vomito, gonfiore facciale e difficoltà nella respirazione.
Al Pronto Soccorso alla ragazza è stato somministrato Phenergan ( Prometazina ), un antiallergico. L’esito è stato favorevole.

11 ) Peggioramento dell’asma, dispnea
Una donna di 23 anni affetta da asma dall’età di 5 anni e con allergie ambientali è stata vaccinata il 19 aprile 2007 con la prima dose di Gardasil nel deltoide sinistro.
La ragazza faceva uso di Singulair ( Montelukast ), Claritin D ( Loratadina + Pseudoefedrina ) e Ventolin ( Salbutanolo ).
Il 20 aprile 2007 la donna al risveglio ha avvertito brevità del respiro. Dopo aver fatto uso per alcuni giorni del Ventolin, la ragazza è stata ricoverata in ospedale dove è stata sottoposta ad intervento farmacologico con aggiunta di steroidi per via iniettiva.
La donna ha dichiarato di aver sperimentato il suo peggior attacco di asma. L’esito è stato favorevole.

12 ) Paralisi
Una donna di 21 anni è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno successivo la donna è rimasta paralizzata dal collo in giù ed è stata trasportata al Pronto Soccorso
La donna faceva uso concomitante di Loestin ( Etinil Estradiolo + Noretindrone ).

13 ) Sanguinamento gengivale
Una ragazza dopo essere stata vaccinata con Gardasil il 18 gennaio 2007 ( seconda dose ), ha presentato sanguinamento gengivale. La durata ed il grado del sanguinamento non sono noti. Non è noto se il sanguinamento sia peggiorato durante la seconda vaccinazione.
Secondo il padre della ragazza, specialista in chirurgia della bocca, il sanguinamento gengivale era correlato alla vaccinazione con Gardasil. Al momento della segnalazione il sanguinamento gengivale persisteva.

14 ) Dolore toracico, dispnea, spasmi muscolari
Una donna di 20 anni con storia familiare di malattia cardiaca e reazione allergica agli antibiotici è stata vaccinata il 2 febbraio 2007 con la prima dose di Gardasil. La donna ha avvertito dolorabilità al braccio. La terapia concomitante era a base di Ortho Tri-Ciclen Lo ( Norgestimato/Etinil Estradiolo ). Nell’aprile 2007, la donna è stata vaccinata con la seconda dose di Gardasil; dopo 1-1,5 ore la donna ha presentato spasmi muscolari a livello del torace con irradiazione al centro. La donna ha descritto il dolore come acuto, intermittente ed in grado di togliere il respiro. Il 18 aprile 200, la donna ha assunto Advil ( Ibuprofene ) per altri motivi e per questo ha ridotto un poco il dolore. Il 19 aprile 2007, la donna su consiglio del proprio medico si è recata al Pronto Soccorso. Al momento della segnalazione la donna non era ancora guarita.

15 ) Orticaria
Una ragazza di 16 anni è stata vaccinata con Gardasil il 12 febbraio 2007 senza presentare alcun sintomo. Il 9 aprile 2007 alla ragazza è stata somministrata la seconda dose di Gardasil. Tre giorni dopo la seconda vaccinazione, la ragazza ha presentato orticaria su tutto il corpo, soprattutto alle estremità degli arti e sulla faccia. E’ stata trattata con Benadryl ( Difenidramina ). Al momento della segnalazione, la paziente era in via di guarigione dall’orticaria.

16 ) Dolore al sito di iniezione, dolore alle estremità
Una ragazza è stata vaccinata il 14 marzo 2007 con la prima dose di Gardasil per via iniettiva nel deltoide destro. Subito dopo l’iniezione la ragazza ha avvertito dolore al sito di iniezione. In 1-2 giorni il dolore è scomparso per poi ripresentarsi il 18 marzo 2007. Il dolore è stato descritto come un dolore lancinante al sito di iniezione, che si manifestava quando il braccio veniva mosso. Non c’era dolore al tatto. Alla paziente sono stati prescritti Paracetamolo e Codeina. Al 9 aprile 2007 il dolore al braccio era ancora presente ed aveva subito un peggioramento.

17 ) Diplegia, sindrome di Guillain-Barre, dolore
Una ragazza di 14 anni che è stata vaccinata con Gardasil ha successivamente sviluppato sindrome di Guillain-Barre, descritta come dolore e paralisi alle gambe.

18 ) Disordini fetali, piede torto, anormalità del cordone ombelicale
Una ragazza di 18 anni, vaccinata il 27 ottobre 2006 con Gardasil, mentre aveva superato la 17a settimana di gravidanza, ha partorito un neonato con piede sinistro torto e cordone ombelicale a due vasi.

19 ) Dolore facciale, paralisi facciale, paresi facciale, dolore alle estremità
Una donna di 26 anni con nessuna storia medica, neppure di allergia, è stata vaccinata con Gardasil a giugno 2007. La donna ha presentato grave dolore al braccio, debolezza facciale, paralisi di Bell ( paralisi del nervo facciale ) e dolore facciale, dopo essere stata vaccinata con Gardasil. La paziente si è recata al Pronto Soccorso, ma non è stata ricoverata. Al momento della segnalazione la paziente non era guarita ed i sintomi riportati erano invalidanti.

20 ) Linfoadenopatia, intervento chirurgico
Un medico ha riportato il caso di sua figlia che è stata vaccinata con Gardasil. La ragazza stava assumendo Cetirizina ( Zyrtec ). Entro 2 settimane dalla prima vaccinazione, la paziente ha presentato ingrossamento dei linfonodi a diverse localizzazioni sullo stesso lato in cui è stato iniettato il vaccino. E’ stato eseguito un intervento chirurgico a livello ambulatoriale per rimuovere i linfonodi.
Entro 2 settimane dopo aver ricevuto la seconda dose di Gardasil, la ragazza ha presentato ingrossamento dei linfonodi a livello del collo. Al momento della segnalazione la ragazza non era guarita ed un altro intervento chirurgico era stato pianificato.

21 ) Dolore addominale, diarrea, affaticamento, nausea, dolore
Una donna di 26 anni con reazione allergica alla Ciprofloxacina ( Cipro; in Italia: Ciproxin ) è stata vaccinata il 19 marzo 2007 con Gardasil. Nello stesso giorno, la donna ha presentato crampi addominali, diarrea, nausea, senso di dolore in tutto il corpo ed affaticamento che sono durati per 24 ore. Il 20 marzo la sintomatologia è scomparsa.

22 ) Sindrome di Guillain-Barre, ipoestesia, debolezza muscolare
Una ragazza di 16 anni, vaccinata con una dose di Gardasil, ha manifestato nello stesso giorno della vaccinazione un progressivo intorpidimento alle gambe, e debolezza motoria. Il medico ha sospettato una sindrome di Guillain-Barre. Al momento della segnalazione l’esito non era noto.

23 ) Debolezza muscolare, parestesia
Una donna di 18 anni è stata vaccinata con la prima dose di Gardasil. La terapia concomitante era rappresentata dal vaccino meningococco. Dopo aver ricevuto l’iniezione la donna ha manifestato debolezza e formicolio al braccio sinistro ( sito di iniezione ) che si è diffuso fino alla mandibola, con difficoltà a masticare. Alla paziente è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre. Nell’arco di due settimane la sintomatologia si è risolta.

24 ) Dolore addominale, vomito, appendicite
Meno di 3 ore dopo la vaccinazione, una donna di 20 anni ha presentato gravi crampi addominali e vomito. Per la persistenza del dolore addominale, localizzato nel quadrante destro inferiore, è stata eseguita una tomografia computerizzata che ha rivelato un’appendicite. E’ stato richiesto consulto chirurgico, non sono noti al momento della segnalazione i giorni di ospedalizzazione.

25 ) Artralgia, dermografismo, edema periferico, orticaria
Una ragazza di 20 anni è stata vaccinata con il vaccino Gardasil.Quindici minuti dopo la vaccinazione, lividi sono comparsi sul collo della paziente e si sono diffusi in tutto il corpo. E’ stata riscontrata dermatografia. Le mani ed i piedi erano gonfi e la donna ha manifestato dolore alle articolazioni. La donna non era in grado di camminare a causa del dolore. La paziente è stata trattata con Cetirizina, Desametasone e Idrossizina. Al momento della segnalazione i sintomi persistevano ed erano invalidanti.

Fonte: VAERS, 2007

Xagena Medicina

Link: Farmacovigilanza.net

Link: MedicinaNews.it
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #6 il: Luglio 24, 2010, 02:42:37 »
15/10/2007
Altre 8 morti collegate al vaccino HPV
di WorldNetDaily
Ammontano a migliaia gli effetti indesiderati provocati dal Gardasil

Altre otto morti, avvenute nei mesi scorsi, stanno per essere ricondotte al Gardasil, il vaccino della Merck & Co. contro il papillomavirus umano trasmesso per via sessuale.
Secondo documenti rilasciati dal Judicial Watch, molti stati stanno valutando di rendere obbligatoria questa vaccinazione per tutte le donne in età scolare.
Si sono inoltre verificati altri 1.824 casi di effetti indesiderati del farmaco, portando il “totale noto” di questi problemi a quota 3.461, secondo il gruppo di interesse pubblico che indaga e persegue la corruzione nel governo.

“Alla luce di queste informazioni, è allarmante che gli stati e i governi locali possano imporre, in qualsiasi maniera, questo vaccino alle giovani ragazze,” dice Tom Fitton, presidente del gruppo. “I report di queste reazioni avverse indicano non solo che il vaccino provoca seri effetti collaterali ma che può risultare anche fatale”.
La nostra testata, WND, ha già riferito di come la Merck stesse facendo lobbying sui legislatori statali per rendere obbligatoria la vaccinazione, ed abbia poi smesso una volta che queste attività erano state svelate.
La WND ha anche già riferito quando un ricercatore di punta sul papillomavirus umano, cui è diretto il Gardasil, ha affermato che erano necessari ulteriori sperimentazioni, e di come anche il Centers for Disease Control abbiano suggerito che il vaccino non dovrebbe essere obbligatorio.

La disputa è stata incentrata primariamente sulle richieste di alcuni stati ed enti governativi affinché le scolare fossero vaccinate contro un’infezione trasmessa solo tramite contatto sessuale.
L’obbiettivo del vaccino è il cancro della cervice uterina, in quanto ci sono studi che mostrano che avendo avuto l’HPV si ha una probabilità maggiore di sviluppare più tardi questo tipo di cancro. Comunque, gli oppositori fanno osservare che tali cancri si sviluppano più spesso nelle donne anziane, mentre il progetto è di richiedere l’inoculazione per le ragazze dell’età di 11 o 12 anni. Citano inoltre la mancanza di prove che il vaccino possa avere un effetto prolungato negli anni.

Il Judicial Watch ha affermato di aver ottenuto i documenti dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti, a seguito del Freedom of Information Act, pagine che dettagliano i nuovi 1.824 casi.
Questi nuovi casi comprendono otto casi di decesso collegato al vaccino, rispetto alle tre morti verificatesi nei 1.637 precedenti casi di effetti collaterali.

Nei nuovi referti il Judicial Watch ha trovato:
- "Abbiamo ricevuto comunicazione … di una donna di 17 anni che nel giugno 2007 … è stata vaccinata con una prima dose di Gardasil … Nel pomeriggio dello stesso giorno, la paziente è stata rinvenuta inconscia (senza segni vitali) dalla madre. Il medico del pronto soccorso ha praticato la rianimazione ma senza successo. La paziente è quindi deceduta."
- "Abbiamo ricevuto comunicazione … di una paziente di 12 anni con una storia di insufficienza aortica e alla valvola mitralica … che era stata vaccinata il 01-MAR-2007 per via intra muscolare nel braccio sinistro con una prima dose di Gardasil … Il 01-MAR-2007 la paziente si è presentata al pronto soccorso con tachicardia ventricolare ed è morta."

- "Abbiamo ricevuto da un medico la prima segnalazione e i successivi aggiornamenti su di una paziente ‘per altri versi sana’ di 13 anni che era stata vaccinata con la sua prima e seconda dose di Gardasil. In seguito, la paziente ha accusato … paralisi dal petto in giù, lesioni del nervo ottico …Al momento della comunicazione, la paziente non si è ancora rimessa."

La marea di reazioni avverse verificatesi nel 2007 e riferite alla FDA dal Vaccine Adverse Event Reporting System (Sistema informativo sulle reazioni avverse ai vaccini), comprende 347 reazioni gravi.

"Delle 77 donne che hanno ricevuto il vaccino mentre erano incinte, 33 hanno accusato effetti collaterali quali aborto spontaneo o anomalie fetali.

Altre reazioni avverse continuano ad essere segnalate e includono, paralisi di Bells, sindrome di Guillain-Barre e convulsioni," dice il Judicial Watch.
E questi numeri potrebbero non riferirsi nemmeno a tutti i casi, dice il Judicial Watch, che ha intentato una causa questa settimana contro la FDA per avere omesso una risposta completa alle reiterate richieste di informazioni riguardanti il vaccino.

Nello specifico, Judicial Watch chiedeva l’accesso alla corrispondenza tra la Merck e la FDA in merito al vaccino, alle comunicazioni tra la FDA e la GlaxoSmithKline , che sta sviluppando un vaccino analogo, chiamato Cervarix, e ai resoconti dei consumatori, dei medici e altri resoconti concernenti i problemi riscontrati con il vaccino HPV.
Quando la faccenda dell’indagine della sua organizzazione sul vaccino HPV emerse, e i primi report cominciarono ad uscire, Fitton li descrisse come “un catalogo degli orrori.”

Un referto, N°. 275438-1, descrive la reazione come trombosi dell’arteria coronarica, immediata morte cardiaca. “Somministrato il vaccino Gardasil dose n.1 12/3/07. Collassata e morta il 26/3/07… L’ecocardiogramma ha rivelato il ventricolo destro molto allargato, il ventricolo sinistro piccolo assieme a vasti coaguli sanguigni nell’atrio destro e nel ventricolo destro.”
Un altro referto nota che la donna era stata vaccinata ed “era morta per un coagulo sanguigno otto ore dopo avere ricevuto il vaccino Gardasil.”
Funzionari della Abstinence Clearinghouse fanno notare in un documento di presa di posizione che gruppi quali la Texas Medical Association, l’American Academy of Pediatrics, l’Association of American Physicians and Surgeons, e l’American Academy of Environmental Medicine si sono schierate pubblicamente contro la vaccinazione obbligatoria.

“Il ragionamento di queste associazioni mediche è chiaro. Non si oppongono al progresso medico, e certamente sostengono qualsiasi sforzo volto a debellare le malattie mortali.

Il problema, per come lo vedono queste organizzazioni, sta nel fatto che il farmaco è passato attraverso una sperimentazione di soli tre anni e mezzo, lasciando la comunità medica piuttosto all’oscuro per quanto concerne le reazioni avverse che potrebbero avverarsi nel lungo termine,” sostengono questi gruppi.

Assieme alla questione della possibilità di gravi reazioni avverse c’è quella dell’efficacia.
Ci sono evidenze che, dopo approssimativamente quattro anni, la potenza del vaccino decresca significativamente. Il valore nel lungo termine del vaccino non è ancora stato determinato; se svanisse entro sei anni, le ragazze e le donne dovrebbero ripetere nuovamente la batteria di iniezioni che hanno già ricevuto?” E’ quello che chiede l’organizzazione.

Il Michigan, per primo, ha introdotto un piano per imporre il vaccino per le ragazze giovani, ma la proposta è fallita. Anche l’Ohio ha esaminato un progetto, poi fallito, nel 2006.
Quindi nel 2007, dopo l’aggressiva campagna lobbistica della Merck e le donazioni a Women in Government, I legislatori in almeno 39 stati e il District of Columbia hanno lavorato per sponsorizzare questi progetti.

© 2007 WorldNetDaily.com    Link alla pagina originale
Traduzione per disinformazione.it di Stefano Pravato

Fonte: disinformazione.it
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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #7 il: Agosto 02, 2010, 09:27:26 »
Vaccinazione anti papillomavirus: l’FDA ha respinto l’ampliamento d’uso di Gardasil

Merck & Co ha annunciato che l’FDA ( Food and Drug Administration ) ha respinto la domanda riguardante l’ampliamento delle indicazioni del Gardasil alle donne di 27-45 anni.

Gardasil è un vaccino contro 4 sierotipi di papillomavirus, di cui due oncogenici, HPV-16 ed HPV-18 e due, HPV 6 e HPV-11, contro i condilomi, anche noti come verruche genitali.

L’Agenzia statunitense per il controllo dei farmaci ha completato la revisione dei dati, ed ha individuato alcuni issue che impediscono l’approvazione di questa estensione.

Inoltre, l’FDA ha respinto la richiesta di Merck & Co riguardo all’uso di Gardasil contro sierotipi non presenti nel vaccino. ( Xagena_2008 )

Fonte: Merck & Co, 2008
Vaccini.net
MedicinaNews.it

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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #8 il: Agosto 02, 2010, 09:29:57 »
Critiche alla vaccinazione contro il papillomavirus:
un grande esperimento di massa

Negli Stati Uniti l’FDA e i CDC, dopo aver revisionato le segnalazioni de eventi avversi riportate con la vaccinazione anti-papillomavirus con il vaccino quadrivalente Gardasil, hanno comunicato di non aver riscontrato correlazioni tra il vaccino e gli eventi riportati.

Gardasil è stato approvato negli Stati Uniti nel giugno 2006; qualche settimana più tardi i CDC ( centers for Disease Control and Prevention ) hanno emesso una raccomandazione affinchè fossero vaccinate tutte le bambine di 11 e 12 anni.

Al 30 giugno 2008, gli effetti indesiderati dopo vaccinazione, riportati dal sistema VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System ) sono stati 9.749.
Di questi, il 6% era definito grave.
Venti ragazze/donne sono morte poco dopo la vaccinazione, ed altre hanno manifestato una rara malattia neurologica, sindrome di Guillain-Barre.

VAERS è un programma di sorveglianza post-marketing riguardante la sicurezza dei vaccini.
Le informazioni riportate nel sistema VAERS mancano di conferma clinica.

L’FDA ha chiesto alla società produttrice di Gardasil di aggiornare la scheda tecnica solo per le reazioni avverse definite minori, come: dolore muscolare, senso di fatica, debolezza fisica e malessere generale.

Merck & Co sta spingendo per rendere obbligatoria la vaccinazione, ed estenderla a fasce sempre più ampie di persone.

Uno dei maggiori esperti di vaccinazione contro il papillomavirus, Diane Harper della Dartmouth Medical School ha espresso perplessità su come questa vaccinazione viene effettuata.
Innanzitutto gli studi clinici effettuati con Gardasil sono stati incentrati su 25.000 donne di età compresa tra 15 e 26 anni. Nonostante la mancanza di dati per popolazioni di età inferiore ai 15 anni, l’FDA ha approvato vaccino per persone dai 9 ai 26 anni, ed i CDC hanno raccomandato la vaccinazione alle ragazze di 11-12 anni.

Secondo l’Harper il vaccino Gardasil non è stato adeguatamente valutato su ragazze al di sotto dei 15 anni.

Inoculazioni di più vaccini in età precoce può mandare in tilt il sistema immunitario, e non può essere esclusa l’insorgenza di reazioni di tipo autoimmune. ( Xagena_2008 )

Fonte: xagena.it
NHPR News, 2008
Infettivologia.it
MedicinaNews.it

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Re:Vaccinazione anti-HPV: il vero scopo di Merck & Co
« Risposta #9 il: Giugno 14, 2011, 11:25:27 »
21-05-11

INCHIESTA E VIDEO:
il vaccino anti HvP non previene il cancro

Ho ricevuto diverse lettere da parte di mamme di figlie adolescenti incerte se  aderire o meno alla campagna pro-vaccino anti virus HvP caldeggiata da Umberto Veronesi. “E’ un cancro che sparirà dalla faccia della terra – ha detto Veronesi l’altro giorno e anni prima, quando era arrivato il momento di presentare l’antidoto, aveva usato queste parole:  “Per la prima volta nella storia esiste un vaccino per un cancro”.

Quando ho iniziato a lavorare al Giornale, nel 1994, le vaccinazioni obbligatorie erano vere e proprie costrizioni, nessuna famiglia poteva scegliere di NON vaccinare il proprio figlio, pena la perdita della patria podestà. Ricordo storie di cronaca agghiaccianti, il dolore e l’impotenza di quei genitori che avevano visto  i loro primogeniti ammalarsi gravemente dopo il vaccino obbligati a percorrere lo stesso calvario con i fratellini più piccoli. Lo Stato italiano non permetteva alle famiglie di decidere in materia di vaccinazioni…

Con gli anni le cose sono cambiate, sono nate associazioni e movimenti per la libertà di scelta e oggi nessuno costringe più le famiglie a vaccinare i bambini, anche se si tratta di vaccinazioni obbligatorie. Questa premessa è d’obbligo: nessuno forza nessuno. Proprio per questo è importante che la scelta sia consapevole e non subìta.

Prima obiezione: il vaccino anti HvP protegge solo da due ceppi del virus, mentre sono almeno 15 quelli che provocano il cancro. Infatti a leggere per bene le raccomandazioni si vede che “anche dopo aver fatto il vaccino una donna deve comunque sottoporsi a pap test periodici”. E allora perchè farlo?

Seconda domanda: quanto è diffuso il cancro al collo dell’utero? I dati Oms dicono che questo tumore in un anno uccide 275mila donne nel mondo, 90 in Italia, insomma non è un flagello tale da giustificare una simile vaccinazione a tappeto. Oltrettutto sappiamo che se una donna fa un pap test all’anno riesce a individuare le cellule malate sul nascere e la sua guarigione è del 100%. Non solo: altri dati Oms rivelano che l’80 per cento delle donne nel corso della vita contrae uno o più virus HvP (in tutto sono 150, una trentina si trasmettono per via sessuale, di questi 15 sono considerati ad alto rischio) ma nella maggioranza dei casi il sistema immunitario li combatte. Solo quando l’infezione persiste negli anni si possono alterare le cellule ma con il pap test questa situazione balza subito all’occhio.

Terzo quesito: non si capisce quanto può durare la protezione di questo vaccino, nessuno lo dice (forse perché nessuno lo sa).

Tralascio di parlarvi degli effetti collaterali, delle morti e delle malattie autoimmuni attribuite al farmaco ma vi incollo il link del movimento Comilva che riporta svariati studi in proposito.

Ho trovato l’inchiesta “Dalla parte delle bambine” divulgata da una televisione svizzera il mese scorso, segnalatami dalla lettrice Sonia, è molto ben documentata. Guardatela, spiega che questo vaccino è il più costoso della storia, che ha bruciato le tappe (sviluppo del prodotto, autorizzazioni di mercato, rimborsi dalle casse), se avete una figlia adolescente abbiate la pazienza di guardarlo fino alla fine: i medici affermano che l’ efficacia del rimedio è del 20 per cento… un po’ pochino o no?




Fonte
Cristiana

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