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Farmacovigilanza / Re:Il caso Tamiflu ( Oseltamivir )
« il: Luglio 31, 2010, 01:36:59  »
Il tamiflu darebbe allucinazioni
Si indaga in Giappone sul suicidio di due giovani in terapia   
 
La casa farmaceutica Chugai, branca giapponese della svizzera Roche, ha
segnalato alle autorità sanitarie di Tokyo la morte di due giovani il
cui comportamento era stato alterato dalla terapia di Tamiflu cui erano
sottoposti. Durante il fine settimana, la stampa giapponese aveva dato
ampio rilievo alla morte di due ragazzi: un diciassettenne che si è
buttato sotto un camion e un ragazzino della scuola media caduto dal
nono piano dell'edificio in cui abitava."Non possiamo escludere che ci
sia un legame tra l'assunzione del farmaco e le due morti" ha detto un
portavoce della Chugai, "e per questo ne abbiamo riferito al governo".
La casa farmaceutica aveva avvertito i medici del rischio di
comportamenti anormali e allucinazioni nell'assunzione del Tamiflu,
considerato la linea del fronte in caso di pandemia di influenza
aviaria, ma le autorità sanitarie giapponesi, secondo quanto afferma la
Chugai, hanno deciso di non intraprendere altre iniziative.
 
Da: greenplanet.it -  Affari Italiani, 14 novembre 2005 

Altri effetti indesiderati:

1862
Farmacovigilanza / Il caso Tamiflu ( Oseltamivir )
« il: Luglio 31, 2010, 01:32:22  »
Eventi neuropsichiatrici con Tamiflu, un farmaco per l’influenza

Roche ha informato gli HealthCare Professional riguardo ad un aggiornamento della scheda tecnica di Tamiflu ( Oseltamivir ).
Le revisioni del foglio di prodotto sono il risultato delle raccomandazioni fatte dall’FDA Pediatric Advisory Committee.

La sezione Precauzioni di Tamiflu capsule e sospensione orale ora contiene la seguente informazione:

Eventi neuropsichiatrici
L’influenza può essere associata ad una varietà di sintomi neurologici e comportamentali che possono includere eventi come allucinazioni, delirio e comportamento anormale, in alcuni casi ad esito fatale.
Questi eventi si possono presentare in un ambiente di encefalite o di encefalopatia, ma possono manifestarsi anche senza una grave malattia.

Ci sono state segnalazioni postmarketing ( principalmente dal Giappone ) di delirio e comportamento anormale ed in alcuni casi ad esito fatale, nei pazienti con influenza che hanno assunto Tamiflu.

Poiché questi eventi sono stati riportati volontariamente durante la pratica clinica, non può essere fatta una stima di frequenza dell’evento, ma appare essere non frequente sulla base dei dati d’uso di Tamiflu.

Questi eventi sono stati riportati principalmente tra i pazienti pediatrici, e spesso avevano un inizio improvviso ed una rapida risoluzione.
Il contributo di Tamiflu a questi eventi non è stato stabilito.

I pazienti con influenza dovrebbero essere strettamente monitorati per segni di comportamento anormale.
Qualora i sintomi neuropsichiatrici si dovessero presentare, i rischi ed i benefici riguardanti la continuazione del trattamento dovrebbero essere valutati per ogni singolo paziente. ( Xagena2008 )

Fonte: FDA, 2008
Farma2008 Inf2008
farmacovigilanza.net

1863
Sono stati riportati casi di gravi reazioni cutanee, tra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, associati all’impiego degli antagonisti del TNF-alfa.

La scheda tecnica di Infliximab ( Remicade ) è stata aggiornata.

L’FDA ( Food and Dru Administration ) sta compiendo analisi per verificare se la revisione della scheda tecnica sia necessaria anche per Etanercept ( Enbrel ) ed Adalimumab ( Humira ).

Infliximab, Etanercept ed Adalimumab agiscono bloccando il TNF-alfa, una citochina infiammatoria, mediante diversi meccanismi.
Infliximab ed Adalimumab sono anticorpi monoclonali che si legano al Tumor Necrosis Factor alfa ( TNF-alfa ), mentre Etanercept è una proteina di fusione dimerica costituita da una porzione del recettore del TNF-alfa umano, associato alla porzione FC di IgG1 umano.

Gli inibitori del TNF-alfa sono stati approvati per ridurre i segni e i sintomi dell’artrite reumatoide ( Remicade, Enbrel, Humira ), artrite psoriasica anchilosante ( Remicade, Enbrel, Humira ), artrite idiopatica giovanile poliarticolare ( Enbrel, Humira ), colite ulcerosa ( Remicade ) e malattia di Crhon ( Humira, Remicade ), e nel trattamento dei pazienti con psoriasi a placche cronica, forma moderata-grave ( Enbrel, Remicade, Humira ).
Infliximab è somministrato per infusione, Etanercept ed Adalimumab sono dati per via sottocutanea.

Infliximab
Dalla data dell’approvazione nell’agosto 1998 all’agosto 2006, l’FDA ha ricevuto 21 segnalazioni di pazienti adulti che hanno presentato gravi reazioni avverse cutanee associate ad Infliximab, tra cui 15 casi di eritema multiforme, 5 casi di sindrome di Stevens-Johnson ed 1 caso di necrolisi epidermica tossica.
Di questi 21 casi, 16 erano segnalazioni postmarketing.
Il 76% dei pazienti che hanno manifestato gravi reazioni cutanee erano di sesso femminile. Nella maggioranza dei casi i pazienti avevano ricevuto Infliximab per il trattamento dell’artrite reumatoide. Il tempo mediano all’insorgenza dell’evento avverso dopo infusione è stato di 28 giorni.
Il 71% ha riportato di aver assunto in modo concomitante 1 o più farmaci ( Sulfalasalazina, Mercaptopurina, Leflunomide ).
Dodici paazienti hanno richiesto ospedalizzazione.

Etanercept
Dalla data di approvazione nel novembre 1998 a novembre 2006, l’FDA ha ricevuto 22 segnalazioni di casi di gravi reazioni avverse cutanee associate con Etanercept, che hanno coinvolto un adolescente e pazienti adulti.
Di queste segnalazioni, 17 erano postmarketing.
Tredici casi hanno riguardato l’eritema multiforme, 4 casi la necrolisi epidermica tossica, 4 casi la sindrome di Stevens-Johnson, ed 1 caso la necrosi epidermica tossica e la sindrome di Stevens-Johnson.
Il 64% dei pazienti era di sesso femminile.
La maggioranza dei pazienti aveva fatto uso di Etanercept per il trattamento dell’artrite reumatoide.
Il tempo di insorgenza dell’evento è stato riferito solo per 2 casi, ed era di 5 giorni e 9 giorni dalla somministrazione di Etanercept.
Nel 68% dei casi è stato riportato l’impiego concomitante di altri farmaci tra cui Isoniazide, Indapamide, Ciprofloxacina, Terbinafina, Etinil Estradiolo / Levonorgestrel.
Unidici pazienti hanno richiesto l’ospedalizzazione a causa della reazione cutanea.

Adalimumab
Dalla data dell’approvazione ( dicembre 2002 ) a novembre 2006, l’FDA ha ricevuto 7 segnalazioni di gravi reazioni avverse cutanee, di cui: 4 casi di eritema multiforme, 2 casi di sindrome di Stevens-Johnson, ed 1 caso di eritema multiforme e sindrome di Stevens-Johnson.
La maggior parte delle pazienti era di sesso femminile ( 85% ); il 71% dei pazienti avevano ricevuto Adalimumab per trattare l’artrite reumatoide.
Il tempo mediano dall’inizio dell’evento è stato di 60 giorni dopo somministrazione di Adalimumab.
Due pazienti erano stati trattati anche con Metotrexato.
Un paziente ha richiesto ospedalizzazione. ( Xagena_2008 )

Fonte: FDA, 2008
farmacovigilanza.net
Farmacologia.net
MedicinaNews.it

1864
Farmacovigilanza / Il caso "Ketek"
« il: Luglio 31, 2010, 01:21:44  »
Grave tossicità epatica con l’antibiotico Ketek

La rivista Annals of Internal Medicine ha pubblicato un articolo che riporta i casi di 3 pazienti che sono andati incontro a grave tossicità epatica dopo assunzione dell’antibiotico Ketek, il cui principio attivo è la Telitromicina.

L’FDA sottolinea che allo stato attuale delle conoscenze è difficile determinare l’incidenza di queste gravi reazioni avverse.

L’FDA ha fornito le seguenti raccomandazioni per i medici ed i pazienti:

- i medici dovrebbero tenere sotto osservazione i pazienti che assumono Ketek per individuare segni e sintomi di disturbi epatici. Il farmaco dovrebbe essere sospeso nei pazienti che sviluppano segni o sintomi di disturbi epatici;

- i pazienti che manifestano colorazione giallastra degli occhi o della cute, o vista offuscata, dovrebbero contattare il proprio medico immediatamente.

Tutti e 3 i casi, riportati su Annals of Internal Medicine, hanno presentato sviluppo di ittero ed alterazioni della funzione epatica.

Un paziente è stato sottoposto a trapianto di fegato ed uno è morto.
Quando il fegato di questi pazienti è stato esaminato ha mostrato una massiva necrolisi.
I due pazienti hanno riferito di aver fatto uso di alcol.

Tutti e 3 i pazienti, prima di assumere Ketek, erano sani e non stavano assumendo altri farmaci.

Negli studi clinici di pre-marketing la presentazione di disturbi epatici è risultata non frequente e generalmente reversibile.

Sulla base dei dati di pre-immissione in commercio, il rischio di danno epatico da Telitromicina era simile a quello di altri antibiotici commercializzati.

La Telitromicina è un antibiotico della classe dei ketolidi.
L’FDA ha approvato nell’aprile 2004 Ketek per il trattamento delle infezioni respiratorie negli adulti causate da diversi tipi di batteri sensibili, tra cui lo Streptococcus pneumoniae ed Haemophilus influenzae.

Fonte: FDA, 2006


Warning per l’antibiotico Ketek per grave danno epatico


Sanofi-Aventis ha inserito un warning nella scheda tecnica dell’antibiotico Ketek riguardo ad un possibile grave danno epatico associato all’impiego del farmaco.

Negli Stati Uniti, Ketek è stato approvato nell’aprile del 2004 per il trattamento delle infezioni respiratorie nei pazienti adulti.

La decisione dell’FDA di emettere un warning ha preso avvio dalla pubblicazione su Annals of Internal Medicine di 3 casi di grave danno epatico dopo assunzione di Ketek. Un paziente è deceduto.

Fonte: FDA, 2006


L’antibiotico Ketek sarebbe associato ad elevata tossicità, secondo alcuni funzionari dell’FDA

Il The New York Times ha riportato una serie di comunicazioni avvenute all’interno della Food and Drug Administration ( FDA ), l’Agenzia per il Controllo dei Farmaci negli Stati Uniti, sull’antibiotico Ketek.

Una di queste comunicazioni è quella di David Graham, un funzionario del Drug Safety Office dell’FDA, che segnalava che non c’erano prove che Ketek fosse superiore ad altri farmaci o fosse più sicuro.
Anzi, i dati ADR ( Adverse Drug Reactions ) della stessa FDA sembravano indicare che la Telitromicina presentasse una maggiore tossicità rispetto agli altri farmaci.

David Graham nella sua missiva aveva chiesto l’immediato ritiro dal mercato dell’antibiotico Ketek.

Sulla base dei documenti in possesso del The New York Times, anche altri 4 funzionari dell’FDA avevano espresso serie preoccupazioni sulla sicurezza dell’antibiotico Ketek.

Due settimane dopo l’e-mail di Graham, l’FDA ha indotto Sanofi-Aventis a modificare la scheda tecnica di Ketek.

In rare circostanze Ketek può causare gravi danni epatici, insufficienza epatica o morte.

Dalla data di approvazione di Ketek ( 2004 ), nei soli Stati Uniti le prescrizioni sono state attorno a 5 milioni; 14 pazienti adulti sono andati incontro ad insufficienza epatica dopo aver assunto Ketek.
Almeno 4 persone sono morte, altri 23 pazienti hanno sofferto di un grave danno epatico.

Nel 2000, l’FDA aveva bocciato la richiesta di approvazione presentata da Aventis ( ora Sanofi-Aventis ) ed aveva chiesto alla società farmaceutica ulteriori dati di sicurezza.

Ketek è impiegato nel trattamento della polmonite contratta in comunità di grado lieve-moderato, dell’esacerbazione acuta di bronchite cronica, della sinusite acuta, della tonsillite/faringite provocata da Streptococchi beta di gruppo A come alternativa agli antibiotici beta-lattamici quando questi non sono adeguati.

Fonte: The New York Times, 2006


Il caso Ketek: le irregolarità commesse nello studio 3014

Nel mese di maggio 2006 il The Wall Street Journal nella sua edizione online aveva raccontato la controversa approvazione di Ketek negli Stati Uniti, avvenuta nel 2004.

Quattro anni prima, nel 2000, l’FDA aveva richiesto alla società farmaceutica produttrice del Ketek, Aventis ( ora Sanofi-Aventis ) ulteriori dati di sicurezza prima di approvare l’antibiotico.

Aventis aveva organizzato uno studio, denominato studio 3014, arruolando più di 24.000 pazienti.

Un’inchiesta dell’FDA aveva dimostrato che erano state commesse delle irregolarità da parte di alcuni medici ad insaputa di Aventis.

Le irregolarità erano state considerate gravi.

Il medico che aveva arruolato più pazienti è stato successivamente condannato ad 1 anno di reclusione da scontare in un penitenziario federale.
Ad un altro medico, che aveva commesso irregolarità, è stata ritirata la licenza.

L’FDA, pertanto, decise di non tener conto dei dati dello studio 3014, perché non ne veniva garantita l’integrità e dovette far riferimento solo ai dati di sorveglianza postmarketing forniti da Aventis.

Fonte: The Wall Street Journal, 2006
Xagena 2006


1865
30-07-10

Studi per lesioni a midollo spinale, anni prima di terapia

ROMA - I primi test clinici sull'uomo di cellule staminali derivate da embrioni stanno per cominciare. La Food and Drug Administration, l'agenzia federale americana che si occupa di farmaci, ha tolto gli ultimi ostacoli agli esperimenti che erano stati autorizzati e poi fermati nel 2009 per motivi di sicurezza. I test saranno condotti dalla Geron Corporation con l'Universita' della California a Irvine in alcuni pazienti con danni al midollo spinale. La Fda aveva autorizzato questo tipo di test gia' nel gennaio 2009 con una decisione che era stata giudicata una pietra miliare nel dibattito sulle staminali. Tuttavia, poco prima che iniziassero le prove cliniche, gli studi vennero sospesi perche' vennero scoperte delle cisti nei topi ai quali erano stati iniettate le cellule. Da allora la Geron ha sviluppato altri metodi e messo a punto una tecnica migliore per rendere piu' pure le nuove cellule. La Geron ha annunciato oggi in un comunicato che la Fda ha revocato il bando. ''Se funziona sara' una rivoluzione'', ha dichiarato Richard Fessler, professore di chirurgia neurologica alla Northwestern University, una delle universita' coinvolte nella ricerca.

Le staminali embrionali possono trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula dell'organismo ma sono controverse perche' la loro creazione comporta la distruzione di embrioni umani. La Geron e' una societa' all'avanguardia nel campo della ricerca sulle staminali: detiene alcuni diritti di brevetto sul loro uso anche perche' fu nei suoi laboratori che vennero isolate alla fine degli anni Novanta le prime cellule derivate da embrioni. Nell'esperimento in questione le staminali vengono trasformate in precursori di cellule di supporto neurale noti come oligodendrociti che saranno iniettati nel midollo spinale sul luogo della lesione. La speranza - scrive il New York Times che da' notizia del via ai test - e' che le cellule iniettate riparino l'isolamento, noto come mielina, attorno alle cellule nervose, ripristinando la capacita' di alcuni nervi di portare segnali. Il primo esperimento verra' condotto su un numero limitato di pazienti e mira in primo luogo a verificare la sicurezza dell'uso delle cellule. Ci vorranno anni prima che la terapia sara' pronta a entrare nei protocolli di cura sempre che ne venga dimostrata l'efficacia.

Fonte: ansa.it

1866
29/07/09

di Adriana Albini


Secondo il Centro Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) i lettini solari aumentano le probabilità di melanoma

Le lampade possono far male alla pelle. È il risultato di una ricerca condotta dal Centro Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa capo all'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). I raggi UV artificiali aumenterebbero di molto il rischio di melanoma, il tumore della pelle più pericoloso.

Fino ad oggi l'esposizione ai lettini solari era considerata una pratica 'probabilmente cancerogena', ma questa ricerca ha alzato il grado di pericolosità, definendola 'cancerogena'. Se l'uso avviene prima dei 30 anni la percentuale di rischio sarebbe addirittura del 75%.

Nella graduatoria di pericolosità stilata dal centro, i lettini solari hanno lo stesso grado di fumo, arsenico e amianto.

Fonte: mentelocale.it

1867
Sla, guarigione a Lourdes
I medici: "Non è spiegabile"

Antonia Raco

Miracolo a Lourdes-Guarigione di Antonia Raco del 1.08.2009-TG5
Antonia Raco guarita miracolosamente da SLA, a Lourdes(il 31.07.2009) a "Porta a Porta"

La scienza, che non sa spiegare, e la fede. «Quando ho sentito la notizia avevo grandi dubbi, ma adesso posso dire che la regressione della malattia non è spiegabile con i mezzi di cui scientificamente dispongo». Adriano Chiò è il neurologo responsabile del centro per la sclerosi laterale amiotrofica dell´ospedale Molinette di Torino, 250 pazienti in cura.

La visita è appena terminata e lui parla con affetto di Antonia Raco, la donna di Francavilla sul Sinni (Potenza) che, in cura dal 2005, era condannata alla carrozzina e dopo il pellegrinaggio a Lourdes arriva alle Molinette camminando senza sforzi. Medico e paziente restano distanti, non si fanno fotografare insieme.

Il neurologo spiega, con le parole della scienza, come il deficit motorio dall´ultima visita di giugno si sia quasi del tutto annullato (resta un piccolo deficit della gamba sinistra, le braccia hanno recuperato la normale funzionalità), un evento «paragonabile a nessun altro caso di sla visto finora».

E la donna, accompagnata dalla sorella Maria e dal marito Antonio, dice che la "voce femminile" udita era forse quella della Madonna. A Lourdes, durante il bagno del primo agosto, un forte dolore alle gambe e il primo messaggio: «Non aver paura». A casa, il secondo: «Diglielo, diglielo», un richiamo che lei dopo qualche esitazione ha interpretato: «Ho chiamato mio marito, che mi aveva regalato quel viaggio cui tenevo da sempre, e mi sono accorta che potevo camminare. Gli sono andata incontro e ci siamo abbracciati». Una gioia, confessa commossa, «solo pari a quella provata quando mi sono sposata». La parola miracolo non la pronuncia, il marito neppure: «Non so come chiamarlo, forse un dono».

Il medico confessa la sua sorpresa: «È un fenomeno che io stesso impiegherò tempo ad elaborare, ma la visita di oggi non era programmata per accertare un miracolo, di questo si occupano le autorità ecclesiastiche». Impossibile prevedere adesso gli sviluppi futuri della malattia, una forma di sla a lenta evoluzione: «Abbiamo disposto che vengano ripetuti alcuni esami che la signora ha fatto in Basilicata, abbiamo eliminato dei farmaci, ma quello che abbiamo visto finora è senza dubbio una regressione della malattia. In alcuni casi capita che la patologia si arresti, in altri la morte può arrivare dopo pochi mesi. Qui abbiamo avuto pazienti deceduti in sei mesi, pochi giorni fa è mancato un uomo che era in cura da noi da 38 anni. Miglioramenti, mai». 

Possibile che un grande stress positivo possa influire sul decorso di una malattia come la sla? Chiò nega: «Nessuna evidenza scientifica che gli aspetti psicologici possano portare ad un regressione». Nessun dubbio pure che possa esserci stato un errore di diagnosi e che la malattia di cui soffre Antonia non sia sclerosi laterale amiotrofica: «Posso escluderlo». Adriano Chiò scriverà la relazione che consegnerà alla famiglia confermando che medicina e fede resteranno distanti: «Saranno loro a decidere cosa farne». Antonia invece, dopo una grande festa celebrata con la sorella e i familiari che vivono vicino a Biella, tornerà a casa. Dove la aspettano i quattro figli, il parroco a cui per primo ha raccontato la sua storia e tutti gli abitanti del suo paese. «Sono felice, ma mi sento un po´ in colpa, altri continuano a soffrire e io pregherò per loro». (26 agosto 2009)

Fonte: torino.repubblica.it

1868

Non è mai facile affrontare i vari problemi non solo fisici, o psichici, ma anche burocratici, fiscali, lavorativi, ecc., quando ci si trova improvvisamente catapultati in un mondo completamente sconosciuto ai più...
Questo è un sito dove potrete trovare spero tutte le risposte alle infinite domande e tutte le soluzioni ai problemi pratici da risolvere per poter esercitare a pieno ogni diritto sancito dalle leggi. Diritti che riguardano non solo la persona con disabilità, ma anche i familiari che se ne prendono cura.

1869
19 ottobre 2008
 
Testamento biologico? No, grazie
In un libro le riflessioni di un disabile non arruolato:
Mario Melazzini, medico e malato di Sla
Ecco il secondo capitolo del libro “Ma che cosa ho di diverso?
Conversazioni sul dolore, la malattia e la vita” (Edizioni San Paolo, 12 euro), nelle librerie.



Diritto di morire o libertà di vivere?
Eutanasia o accanimento terapeutico? Autodeterminazione o relazione clinica? Il confronto serio e costruttivo con tutti i protagonisti del dibattito in corso passa da una condizione preliminare: intendersi sulle parole, imbastire sine ira ac studio un lessico condiviso. La sensazione, però, è un’altra. Il caso esemplare è quello del testamento biologico. In Parlamento sono state depositate numerose proposte di legge in materia. Mario è molto critico, e ha i suoi buoni motivi. “Per me queste proposte legislative non hanno molto senso in quanto non sono necessarie. Il testamento biologico consiste in un documento in cui io, mentre sono in vita, dico che vorrei – a determinate condizioni, quando non sarò in grado di esprimere un mio parere – che una determinata procedura mi venga applicata o meno. Più che altro si tratta di una volontà negativa: mettere dei paletti mentre ancora sono sano. In questo c’è una grande confusione lessicale. Bisogna distinguere tra l’autodeterminazione del malato, il testamento biologico e le dichiarazioni anticipate di trattamento”, le cosiddette Dat.

Una confusione sintomatica.
“Sì, perché questi termini sono presi come sinonimi quando invece dicono cose diverse. Basta guardare il vocabolario. Comunque, a proposito del testamento biologico le posizioni sono variegate: chi lo ritiene necessario, chi inutile, chi indifferente. Secondo il mio modestissimo parere, lo dico da uomo e da medico, non si ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, ognuno nel proprio campo. Per il medico vale il codice deontologico che pone i paletti fondamentali della nostra professione: ci sono articoli che riguardano il consenso del paziente, altri che sanciscono il rispetto dell’autonomia del malato e la salvaguardia dell’accompagnamento. Questo significa applicare la propria professione in scienza e coscienza. Significa non fare accanimento né diagnostico né terapeutico, non praticare l’eutanasia, non istigare al suicidio assistito né favorire atteggiamenti o decisioni dannose da parte del malato e dei familiari. Altri riferimenti fondamentali sono l’articolo 32 della Costituzione, la convenzione di Oviedo, e altri ancora ”.

Una normativa già molto estesa.
“Però succede che, a volte, un paziente o più spesso i suoi familiari chiedano la sospensione di un trattamento vitale. A quel punto interviene il magistrato che cerca di interpretare non tanto il contenuto della volontà del malato quanto la norma di legge nella maniera corretta. Alla fine il magistrato con la sua competenza giuridica si sostituisce alla competenza medica”. Una deriva legalistica abbastanza evidente: ci si illude che le Dat possano garantire da sole una “buona morte” o risolvere la tragedia di una disabilità grave. “Io dico: se il medico accompagna il paziente e la sua famiglia lungo l’intero percorso terapeutico, si viene a creare un’autentica condivisione che permette al malato di prendere consapevolezza della propria situazione e al medico di sentirsi parte delle sue decisioni. Tutti e tre, malato medico e famigliari, possono condividere le strategie terapeutiche e costruire ciò che può rendere concreto il rapporto medico/paziente: la vera alleanza terapeutica. D’altronde è ciò che succede quotidianamente negli ospedali”. Quindi il testamento biologico non serve. “Potrebbe addirittura essere dannoso. Infatti se, come malato disabile, faccio i conti della serva al Sistema sanitario nazionale, mi viene qualche dubbio in più.
Ho paura che il testamento biologico, così com’è ipotizzato negli undici provvedimenti di legge attualmente allo studio del Parlamento, possa diventare una sorta di cavallo di Troia dell’abbandono terapeutico e, alla lunga, dell’eutanasia passiva.
Mantenere i malati costa, certi tipi di malati ancor di più. Io dico sempre ai politici: se ci tenete tanto legiferate pure in tema di testamento biologico, però che garanzie ci sono per i malati che un giorno si potrebbero trovare in condizioni in cui non sono in grado di esprimere la propria volontà ma che adesso vogliono essere mantenuti in vita?”.

Un rovesciamento del discorso:
non tanto impiantare una serie di paletti giuridici quanto mettere nero su bianco alcune garanzie precise. “Basta guardare alla situazione concreta. Quella dei malati terminali, ad esempio. A fine 2007 sul territorio nazionale erano attivi 130 hospice, di cui 103 al centro-nord. E allora cominciamo a destinare fondi per l’assistenza domiciliare che non viene garantita neppure a Milano!”. Qualche segnale sembra esserci. “Personalmente non condividevo l’ideologia politica del ministro della Salute, Livia Turco, ma c’è stato un grande rispetto reciproco e questo ci ha permesso di condividere una serie di obiettivi per le persone fragili. D’altronde non possiamo affrontare certi argomenti se prima non garantiamo queste prestazioni primarie. Adesso c’è un altro governo, vedremo come si comporterà”.

Questo logica elementare sembra sparita dal dibattito pubblico.
Ci si logora in interminabili schermaglie dialettiche sui massimi sistemi e si perdono di vista i bisogni delle persone in carne e ossa. Si ha un bel parlare dei diritti dell’individuo. In realtà questo individualismo, l’ideologia ufficiale della civiltà postilluminista, è un individualismo del ruolo e non della persona. In questo crocevia radicali e progressisti, conservatori e liberali sono di fatto indistinguibili. “Il confronto è fondamentale, con chiunque, ma l’autodeterminazione come viene comunemente intesa è un’altra cosa rispetto alla libertà che il malato sia soddisfatto nell’assistenza più elementare. Assistenza non vuol dire solo ottima assistenza ospedaliera; c’è l’assistenza territoriale, l’accompagnamento…”. Un’impresa molto più organica di quanto non s’immagini.
Resta il fatto che i radicali sostengono che nella vicenda Welby non ci sia stata alcuna strumentalizzazione ma sia stato lo stesso Welby, in prima persona, a lottare per certi obiettivi. “Ovvio, lui era diventato vicepresidente del partito, cosa doveva fare? Certo, ognuno può manifestare come vuole le proprie idee, però la chiarezza è necessaria”. Anche tu avrai delle simpatie politiche. Alla presentazione dell’appello “Liberi di vivere”, il 4 dicembre 2007, eri circondato da esponenti del centrodestra. “Io non cerco appoggi e non ne do. E poi all’interno dei due schieramenti ci sono posizioni molto diverse. Alcuni membri della Margherita e dei Ds sono vicini alle mie idee, alcuni di Lega, Forza Italia e An sono sul fronte opposto. Questa è una battaglia genuinamente bipartisan perché stiamo parlando di un valore fondamentale: il rispetto della persona umana. E il rispetto non lo si deve solo in senso negativo, cioè non ostacolare colui che decide di farla finita, ma anzitutto in senso positivo, assicurando la presa in carico globale dei malati, delle persone fragili, dei disabili, cosa che adesso concretamente non si fa – oppure si fa solo parzialmente”. Insomma, prima si risolvono queste urgenze e poi ci si può addentrare nele questioni ultime. “Negli Stati Uniti se non hai i soldi per l’assicurazione ti lasciano in mezzo alla strada, non ti curano. Certo, un malato di Sla tracheotomizzato costa: l’assicurazione il primo anno te lo paga, il secondo pure, il terzo no. Intanto, anche gli americani non sono più tanto convinti del testamento biologico e tornano a parlare di consenso informato. Da noi, invece, sembra quasi che senza il testamento biologico gli ammalati restino vittime di accanimento, pompati, intubati… In questi casi serve sempre il buon senso e la responsabilità della professionalità del medico”.

In questa partita i mezzi di comunicazione giocano una parte decisiva.
Spesso viene data carta bianca ai tuttologi diplomati. “Finché ci sono personaggi come Umberto Veronesi che intervengono su tutto e a volte a sproposito… Non riesco a comprendere come Lui abbia esercitato o eserciti la professione di medico, che cosa significhi realmente per lui il rapporto medico/paziente. Certo, è più facile andare nei salotti televisivi parlando a ruota libera”. Anche tu li bazzichi non poco, ultimamente. “Il rischio di perdere di vista l’obiettivo c’è. Ecco perché non mi sono mai prestato a giochi politici. Gli obiettivi che mi sono prefissato come malato e presidente dell’Aisla, nonché come uomo che crede in determinati valori, sono più raggiungibili se resto una persona libera e indipendente e non se divento deputato o senatore di questo o quel partito. Comunque ho ricevuto alcune proposte, da entrambi gli schieramenti”. Certo la tua nomina avrebbe avuto una sua carica eversiva. Non saresti stato il primo disabile con incarichi di governo, ma restava un bel un pugno nell’occhio. “Non lo farò mai. Se me lo chiedessero di nuovo, provocatoriamente risponderei che voglio un incarico tecnico, sottosegretario alla sanità o alle politiche sociali, in modo da poter dire la mia con cognizione di causa”.

Sarebbe un modo per fare un po’ di chiarezza.
“Non c’è una competenza specifica per trattare questi temi. Alcune persone e alcuni gruppi si peritano di dire certe cose a partire da un singolo caso senza però averlo indagato a fondo, quindi non comprendendo perché si è arrivati a determinate richieste”. Incompetenza e superficialità, dunque. “Si fa una grande confusione, basti pensare a tutte le discussioni sull’alimentazione e l’idratazione. Manca l’umiltà, da parte di tutti, di dialogare sui bisogni concreti. Le norme e le leggi che oggi vengono invocate servono invece a deresponsabilizzare certi comportamenti, non a tutelare la persona”. Da qui, una proliferazione legislativa strumentale ma ritenuta dai più assolutamente indispensabile. Una fede assoluta nelle virtù taumaturgiche del diritto, malgrado i fatti – è evidente, se ci si ferma un momento a riflettere – pongano sempre una certa resistenza alla loro regolazione. Senza contare che la retorica dei diritti oscura l’evidenza dei doveri. “Così come viene presentata, la legge sul testamento biologico serve a stabilire se posso o non posso staccare la spina, cioè se il medico rischia o no di andare in galera. Ma questa legge tutela veramente la persona malata? Quando chiedo a chi serve il testamento biologico, nessuno è in grado di rispondermi. Serve al malato? No, perché se il percorso con il medico e i familiari è condiviso le scelte sono chiare. Perché non ci domandiamo come mai, grazie a un evidente accanimento terapeutico, si resuscitano persone con parametri vitali azzerati salvo poi chiedersi, quando sono confinate nello stato vegetativo, se staccare la spina o no?

Noi medici dobbiamo fare i conti con il senso di onnipotenza.
Per un caso di anossia dovuto a una fatalità ce ne sono nove in cui il tentativo di strappare il paziente all’esito naturale è palese”. Nel dibattito, però, si enfatizza quell’unico caso e si tace degli altri nove. “Appunto. Bazzicando i politici, mi sto rendendo conto che spesso per loro è importante trovare argomenti spendibili sul piano mediatico. In compenso, c’è carenza di informazione corretta. Forse per questo trovo un sacco di gente che mi ferma per strada e mi dice: da quando l’ho sentita parlare di questi argomenti finalmente ci ho capito qualcosa. Io non voglio fare il paladino di una procedura piuttosto che di un’altra, non sto lì a ripetere in continuazione: bisogna ventilare e idratare sempre e in ogni caso. Non si può generalizzare, è un sintomo di superficialità”. Però la semplificazione paga. “Se anche chi fa politica mette al primo posto l’interesse collettivo, quindi del cittadino, farà attenzione a come informarlo in modo tale che possa farsi un’idea oggettiva dei problemi sul tappeto”. Anzitutto chiamando le cose con il loro nome. E questo non per fare del passatismo ma piuttosto per affrontare con un’attrezzatura adeguata le nuove sfide della convivenza civile, tra cui la questione della disabilità che sta guadagnando, sia pur a fatica, uno spazio di rilievo.

di Mario Melazzini
e Marco Burini


Fonte: ilfoglio.it

1870
29/10/08
Ricevo da Legambiente e pubblico:

Comunicazione di servizio

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile.

Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
 
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.

Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency).
E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.

 
Il consiglio è di tenere nella rubrica del proprio cellulare i numeri da contattare, appunto, in caso di emergenza registrandoli con il seguente formato: 1ICE-mamma, 2ICE-papà, 3ICE ecc.


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Il programma ICE (In Caso di Emergenza - In Case of Emergency) è stato concepito dal paramedico Bob Brotchie nel maggio 2005. L'idea dietro a questo programma è di permettere ai primi soccorsi (paramedici, pompieri, polizia) di identificare le persone e di contattare i loro parenti prossimi per ottenere informazioni mediche. Il consiglio è di tenere nella rubrica del proprio cellulare i numeri da contattare, appunto, in caso di emergenza registrandoli con il seguente formato: 1ICE-mamma, 2ICE-papà, 3ICE eccetera. Il numero iniziale permette di far sì che i contatti ICE siano sempre in cima alla rubrica. La popolarità del programma ha attraversato tutta l'Europa, ed ha cominciato a crescere anche nell'America Settentrionale.

 Simbolo ICEPer promuovere maggiormente l'uso di ICE, è stato studiato un nuovo simbolo, facilmente riconoscibile, per aiutare il personale di emergenza a reperire rapidamente i parenti, in caso ci sia bisogno di informazioni mediche d'emergenza per un paziente in stato di incoscienza.
Il simbolo ICE è stato sviluppato da Mark Balduzzi, un infermiere di Syracuse (New York) nel luglio 2005 per dare al pubblico degli strumenti fai-da-te, così da poter promuovere il programma ICE da parte di organizzazioni e di singoli individui per aiutare il reperimento di informazioni d'emergenza. Per esempio, il simbolo ICE sotto forma di etichetta su un cellulare permette ai paramedici di sapere immediatamente che il paziente ha inserito i numeri di emergenza nella rubrica secondo questo criterio. Il simbolo è stato sviluppato per essere gratuito e con libertà di distribuzione. Tutti sono incoraggiati ad usare questo simbolo per promuovere la sicurezza individuale e la prontezza dei soccorsi.

Nei paesi sviluppati, circa l'80% o più delle persone possiede un telefono cellulare, e la polizia o i paramedici spesso lo utilizzano per identificare le vittime di incidenti stradali o di altro tipo. L'idea di ICE e che ognuno metta un contatto di emergenza con il relativo numero nel telefono sotto la parola "ICE". Questo permetterebbe al personale d'emergenza di avere un posto fisso dove guardare.

A seguito di ricerche effettuate dalla Vodafone che mostravano come meno del 25% delle persone portassero con sé chiare informazioni su chi avrebbero voluto che fosse informato in caso di un grave incidente, nel maggio 2005 è stata avviata una campagna per incoraggiare le persone a fare questo da parte di Bob Brotchie dell'East Anglian Ambulance Service nel Regno Unito. L'idea ha preso campo dopo gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra.

Intervistato il 12 luglio 2005 sul programma radiofonico della BBC "Today programme", Brotchie ha detto:

« Stavo riflettendo su qualche chiamata difficile a cui ho risposto, dove le persone erano incapaci di rispondermi a causa delle ferite o della debolezza e noi non riuscivamo a capire chi fossero. Ho scoperto che molte persone, ovviamente, hanno un cellulare e l'abbiamo usato per scoprire chi fossero. Mi è venuto in mente che se avessimo avuto un modo sempre uguale di cercare un contatto d'emergenza in un telefono cellulare, allora sarebbe stato più facile per tutti. »
 (Bob Brotchie)


Brotchie ha anche spronato le fabbriche di telefoni cellulari a supportare la campagna, aggiungendo un titolo ICE nella lista delle rubriche di tutti i nuovi cellulari.

Circa nello stesso periodo - almeno attorno al 12 luglio - sono state messe in circolazione email allarmiste che suggerivano che la campagna fosse "la fase uno di un virus per cellulari che si sta spianando la strada per propagarsi molto rapidamente", o che l'uso di questo "servizio" sarebbe stato addebitato sul conto dei clienti.
Questa affermazione è stata successivamente smascherata come una leggenda metropolitana. Matt Ware, dell'East Anglian Ambulance Service, ha chiesto al pubblico di ignorare le email che facevano queste affermazioni.

"Sono stato sommerso di email e telefonate da parte di persone preoccupate che, mettendo ICE nei loro telefonini, la società avrebbe loro addebitato il costo di tale operazione", ha aggiunto. "Vorremmo assicurare alla gente che non è così."



Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile in caso di emergenza.

Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali.

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/ICE_(In_Caso_di_Emergenza)
http://fontemeravigliosa.wordpress.com/2008/08/04/in-case-of-emergency-ice/
http://www.icecontact.com/
http://www.pibua.net/2007/03/25/ice-in-case-of-emergency/
http://www.soccorritori.it/joomla/index.php?option=com_content&task=view&id=18&Itemid=2
http://www.motoblog.it/post/6927/ice-in-case-of-emergency
http://www.lifegate.it/salute/articolo.php?id_articolo=1692
http://nuvolepensierose.it/2007/04/19/ice-in-case-of-emergency/

1871
05.10.07

Qui l'articolo dal titolo
Proposta di legge - Intossicazione da metalli pesanti

Un grazie di cuore a http://www.laleva.org/  :D

1872
21/11/08

Qui l'articolo dal titolo
Il mercurio nella bocca:
otturazioni in amalgama, sclerosi multipla e cure naturali


Un sincero grazie a http://scienzamarcia.blogspot.com/ :D

1873
Questo testo gira da un bel po’ di tempo su Internet in varie versioni.
Ci sono racchiuse tante piccole verità, quindi è un bel testo su cui riflettere.


Ho imparato che nessuno è perfetto finché non ti innamori.

Ho imparato che la vita è dura, ma io di più!

Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu, le prende qualcun altro.

Ho imparato che non esiste modo migliore per ferire una persona dell’indifferenza.

Ho imparato che bisogna essere coerenti con se stessi e con gli altri.

Ho imparato che bisogna avere consapevolezza delle azioni che si compiono.

Ho imparato che ignorare i fatti non cambia la realtà. Essa resta.

Ho imparato che un’amicizia può finire, quando ti accorgi che l’altro è diverso da come pensavi che fosse.

Ho imparato che quando vuoi vendicarti di qualcuno, lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male.

Ho imparato che un sorriso è il modo più semplice per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato che non posso scegliere come mi sento, ma posso sempre fare qualcosa per stare meglio.

Ho imparato che tutti vogliono vivere in cima alla montagna, ma la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.

Ho imparato che meno tempo spreco più cose faccio.

Ho imparato che bisogna prendere delle decisioni e accettarne le conseguenze.

Ho imparato che basta una persona che mi dice che gli ho migliorato la giornata per migliorare la mia.

Ho imparato che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza per aiutarlo in altro modo.

Ho imparato che se anche la vita vuole che io sia serio, tutti abbiamo bisogno di un amico per divertirci.

Ho imparato che spesso ad una persona serve solo una mano da tenere e un cuore che capisce.

Ho imparato che sotto la corazza di ciascuno di noi c’è sempre qualcuno che vuole essere amato e apprezzato per quello che è.

Ho imparato che l’amore, non il tempo, guarisce le ferite.

1874
Come mai le toilette riservate ai disabili
non fanno nessuna differenza tra uomini e donne?


Il 16/10/08 finalmente, dopo secoli di discriminazione, è stata inaugurata la prima toilette per gay.
I disabili invece, oltre alle altre continue discriminazioni ed umiliazioni, devono continuare a subire anche quella di non avere riconosciuto il diritto alla propria sessualità.


Infatti, nei luoghi pubblici, anche negli ospedali, ci sono toilettes per uomini, per donne e per disabili quando sono presenti tra l'altro, senza distinzione di sesso, come se appunto un disabile non abbia una propria identità sessuale.
QUESTO E' OLTRAGGIOSO E NON PIU' TOLLERABILE!


Articolo 3 della Costituzione Italiana
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.



Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità
“Dove si rispettano di diritti umani? A cominciare dai posti più modesti ed ordinari”
Dal discorso di Louise Arbour, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani


Siglata il 30 marzo 2007 a New York, è la prima grande Convenzione Internazionale del Terzo Millennio.
E ha al suo attivo un significativo record: 81 Paesi firmatari nel primo giorno (il 13 dicembre 2007), quattro volte il numero di firme in genere raccolte da una Convenzione per essere adottata.
Significativo, anche, il cospicuo numero di firme raccolte dal Protocollo facoltativo (ben 44), che regolamenta l’azione del Comitato internazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità nel recepimento delle denunce di violazione.
La Convenzione rappresenta un cambio di paradigma e di impostazione verso la condizione delle persone con disabilità. Particolarmente importante nell’applicazione a livello nazionale, sarà il rispetto della capacità giuridica di tutte le persone con disabilità: un cambiamento sostanziale per l’intero sistema della giustizia in tutti i Paesi. Anche il diritto all’educazione e all’educazione inclusiva, ha sottolineato l’Alto Commissario, rappresenta una rivoluzione: un sistema educativo aperto a tutti produrrà un grande vantaggio per l’intera società.
Di fondamentale importanza i principi generali della Convenzione:1. il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone
2. la non discriminazione
3. la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società
4. il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa
5. la parità di opportunità
6. l’accessibilità
7. la parità tra uomini e donne
8. il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità
9. il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità
La Convenzione, che riguarda oltre 650 milioni di persone che in tutto il mondo sono costrette a convivere con le difficoltà legate alla loro condizione e alle discriminazioni più diverse, riafferma i diritti inalienabili che appartengono a ciascun individuo e che non possono essere negati proprio alla parte più fragile della popolazione.

DIRITTI FONDAMENTALI NELL'AMBITO DELL'UNIONE EUROPEA
ATTO
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 1° giugno 2005, "Strategia quadro per la non discriminazione e la parità di opportunità per tutti" [COM(2005) 224 - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
SINTESI
La garanzia di una protezione giuridica efficace contro le discriminazioni
Nel 2000, l'Unione europea ha adottato due direttive (direttiva 2000/43/CE e 2000/78/CE) che vietano le discriminazioni dirette o indirette basate sulla razza o sull'origine etnica, sulla religione o sulle convinzioni, sull'handicap, sull'età ovvero sull'orientamento sessuale. Tali testi contengono definizioni precise della discriminazione diretta e indiretta, nonché delle molestie.


Costituzione federale della Confederazione Svizzera Stato di diritto in senso materiale
Art. 8 Uguaglianza giuridica
1 Tutti sono uguali davanti alla legge.
2 Nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell’origine, della razza, del sesso, dell’età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.
3 Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l’uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.
4 La legge prevede provvedimenti per eliminare svantaggi esistenti nei confronti dei disabili.


1875
In primo luogo è opportuno precisare che le cose in lattice non sono tossiche, ma che ci sono dei soggetti allergici a quel materiale, come me  :( sono anche allergica alla pesca ma non è tossica, sono allergica alla penicellina che salva la vita spesso e volentieri. Bisogna stare attenti ai termini che si usano, perchè c'è un'enorme differenza tra tossicità e allergia e non si può accusare ingiustamente dichiarando addirittura il falso, il proprio dentista di usare materiale tossico.... solo l'amalgama è tossica perchè composta da metalli tossici.

La prima cosa che si deve imparare è che le persone come noi che hanno questi problemi particolari devono comunicarlo per tempo agli operatori sanitari di qualsiasi settore... per esempio in caso di una visita ginecologica (se sei allergica al lattice e ti dimenetichi di dirglielo, poi ti garantisco che non ripeterai l'errore una seconda volta  :'( ), o un prelievo di analisi, o un'operazione, di modo che possano procurarsi il materiale alternativo per poter operare.

Un soggetto allergico ha il preciso dovere di portare sempre con se, insieme al documento di riconoscimento, i referti delle analisi allergologiche fatte in ospedale, o almeno l'elenco delle cose a cui sa di essere allergico,  perchè in caso di un ricovero urgente (es: incidente stradale) si evitano complicazioni che spesso possono costare la vita, ma se il medico non lo sa, non ne ha colpa.

Perciò dovrai informare per tempo il tuo dentista di essere un soggetto allergico e lui così potrà premunirsi e procurarsi il materiale ipoallergico adatto a te, proprio come quando andando in pizzeria una persona allergica ai latticini avvisa il cameriere di non mettere la mozzarella sulla sua pizza  :D


1876
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Altomeni.

Michele ALTOMENI. Ringrazio l’Assessore perché a partire da questa interpellanza (che prima era una mozione) si è posta l’attenzione sulla problematica rispetto alla quale, invece, l’atteggiamento generale, quindi non solo nella regione Marche ma anche in diversi Paesi oltre al nostro, era quello di fingere che il problema non esistesse.
Personalmente ritengo che di fronte a queste situazioni il principio che dovrebbe valere, come fatto nei Paesi scandinavi, sia quello della precauzione.
Anche l’Assessore ci ha ora detto che gli studi scientifici sono in qualche modo contraddittori e contrastanti. Però se esistono studi scientifici che fanno temere le conseguenze poi il principio che dovrebbe valere dovrebbe essere quello, appunto, della precauzione e dell’attenzione. Anche perché abbiamo una normativa nazionale – come ci ha detto l’Assessore – che vieta l’utilizzo delle amalgame dentarie al mercurio nelle donne in gravidanza e nei bambini.
Il problema è che una donna può rimanere incinta anche una settimana o un mese dopo aver impiantato un amalgama dentaria al mercurio. Quindi il problema è presente. Per cui se il principio è quello che dice che è meglio non utilizzarlo sulle donne in gravidanza e sui bambini, per lo meno la misura minima dovrebbe almeno essere quella di non utilizzarlo nelle donne in età fertile, perché queste comunque possono rimanere incinte in qualunque momento e avere già in bocca l’amalgama dentaria al mercurio.
Come ogni dentista sa, nel momento in cui queste amalgame vengono rimosse successivamente vengono smaltite secondo le procedure di attenzione ambientale le più elevate possibili, proprio perché sono considerate un rifiuto assolutamente tossico, pericoloso, un rifiuto che può inquinare e fare danni devastanti all’ambiente, sicché vanno smaltite secondo procedure particolare in discariche particolari.
Allora appare paradossale che questo materiale, che appunto riceve tutte queste attenzioni, al momento dello smaltimento possa invece stare tranquillamente nella bocca di un essere umano per anni e anni.
Credo che le contraddizioni di una simile questione, al di là del dibattito scientifico, vadano tenute presente e fatta la massima attenzione.
L’auspicio naturalmente è che l’attenzione che l’Agenzia sanitaria sta rivolgendo a questa tematica, come ci ha riferito l’Assessore a seguito di questa interpellanza, non sia una semplice attenzione al dibattito scientifico che c’è in giro per il mondo e alle iniziative che fa la Food and Drug Administration, ma sia anche uno studio come quello ad esempio suggerito dall’interpellanza al punto 1.
L’auspicio è anche che il Parlamento si faccia carico di questa problematica, ossia che a livello nazionale si svolgano studi scientifici indipendenti, affinché si rilevi in maniera definitiva quale sia il livello della problematica, e quindi si adottino misure, come è stato fatto nei Paesi scandinavi, per risolvere la problematica per intero.
Nel ringraziare l’Assessore mi auguro che la tematica sia mantenuta sotto controllo e che intanto la Regione, almeno per la sua parte, per le sue strutture sanitarie, adotti il principio di precauzione da subito
L’Assessore ci ha detto che le alternative sono tantissime, ci sono 500 materiali alternativi all’amalgama al mercurio, quindi non si capisce perché si debba comunque mantenere l’utilizzo di un materiale dove c’è il dubbio rispetto ad altri che invece non presenta dubbio alcuno.
L’invito e l’auspicio è che intanto la Regione faccia la sua parte e nelle sue strutture sanitarie prenda i provvedimenti conseguenti ai dubbi che ci sono, in ottemperanza al principio di precauzione che in materia di dibattito sanitario dovrebbe sempre guidarci.

1877
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. In relazione al problema relativo alle amalgame dentarie si osserva quanto segue.
Esiste in verità un vivace dibattito sull’utilizzo del mercurio per le otturazioni dentali tra gli specialisti del settore, e molti autorevoli professionisti hanno denunciato gravi rischi per la salute dalle ricorrenti crisi di cefalee, alle depressioni, ai disturbi neurologici ecc.
Nel corso degli anni è stata di molto modificata la composizione delle amalgame che per molto tempo è stato il materiale di elezione per le otturazioni nei distretti posteriori (resistente, facile da usare, duraturo, economico), fino a quando è cominciata una revisione critica sul suo uso e sui suoi possibili effetti collaterali dovuti al fatto che la presenza delle otturazioni possa comportare rilascio di mercurio superiore a quanto si potesse supporre in passato.
Sulla tossicità del mercurio esistono pochi dubbi. Il metallo, dopo assorbimento per inalazione o ingestione, va ad interferire con il sistema immunitario, renale, intestinale, riproduttivo, nervoso.
A livello immunitario, con prove su topi, si sono avuti casi di malattie autoimmuni. Nel rene si è visto che influisce su insulina, sodio e albumina. La normale flora batterica intestinale può venire alterata e dare luogo a fenomeni di disbiosi (c.d. candida) con vari effetti collaterali.
Quanto al sistema nervoso centrale c’è l’ipotesi che intervenga nei prodromi dell’Alzheimer al pari di altri metalli pesanti. E le otturazioni che ruolo hanno? Secondo alcuni, al contrario di quanto si pensa, il mercurio non è stabile una volta inserito in bocca. L’emissione di vapori al mercurio dall’amalgama è costante, ma più accentuata durante la masticazione, lo spazzolamento dei denti e l’assunzione di bevande calde. Il rischio è molto più alto all’atto dell’immissione dell’amalgama e soprattutto nelle fasi della sua rimozione e della sua lavorazione. I sintomi possono essere i più vari e banali: cefalea, irritabilità e depressione, dermatiti ad eziologia sconosciuta, stanchezza cronica, psicoastenia, deficit della memoria, tremori. L’assorbimento avviene per via polmonare con passaggio immediato ad organi importanti quali rene, fegato e soprattutto cervello e sistema nervoso, così si spiegano sintomi come la cefalea e la stanchezza cronica.
Sull’argomento la letteratura scientifica è molto ricca, ma contraddittoria per l’insieme enorme di disturbi potenzialmente causati dal mercurio ma riconducibili anche ad altre cause. Si va da uno studio della rivista “Environmental Health Perspectives” che non ha trovato alcuna associazione tra numero di carie ricostruite con amalgama di mercurio e argento e la probabilità di sviluppare disordini neurologici, a una lettera di alcuni ricercatori italiani alla rivista Lancet, i cui dati suggeriscono che la quantità di mercurio rilasciata dall’amalgama sia piuttosto alta e quindi potrebbe essere necessario sostituire tutte le otturazioni. Una percentuale che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Associazione Dentisti Americani non supera l’1% della popolazione. A Upsala esiste la “Clinica dell’amalgama”, ovvero l’unica struttura pubblica al mondo che si occupa di patologie associate al mercurio e ad altri metalli pesanti. Se i livelli di mercurio riscontrati nel liquido spinale e nel sangue sono alti, lo staff valuta se è il caso di eliminarli o meno, e in quel caso il consiglio è di togliere le otturazioni in uno studio dentistico esperto nelle rimozioni. Sempre per rimanere in Europa, in Germania ci sono 83 associazione di vittime da metalli usati in odontoiatria.
In Italia il Ministro della Salute in un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 9 novembre del 2001 fa divieto di utilizzo e di immissione in commercio sul territorio nazionale di amalgami dentali non preparati sotto fauna i capsule predosate. Inoltre, raccomanda di evitare per precauzione l’utilizzo di tali prodotti nei pazienti allergici all’amalgama, nelle donne in gravidanza e in allattamento, nei bambini sotto i sei anni e nei pazienti con gravi nefropatie.
Un provvedimento che si allinea con quello di altri paesi europei, come la Francia, la Svizzera, la Germania, l’Olanda e la Svezia.
La regione Lombardia ha invitato ospedali e studi odontoiatrici ad accertare che il paziente non abbia allergie prima di utilizzare su di lui gli amalgami e di non utilizzarli, conformemente al decreto ministeriale.
Per ciò che riguarda il futuro la strada potrebbe essere quella di un approccio da parte di professionisti ed operatori più consapevole alla propria ed altrui salute con l’uso di sostanze che non alterino gli equilibri biologici dell’organismo.
In particolare si porrà il problema non tanto dell’uso dell’amalgama, ormai obsoleto ed affiancato da almeno 600 resine nuove, ma dalla sua rimozione che sarà in futuro il più grosso problema in questo settore della medicina.
D’altro canto esiste una straordinaria uniformità tra le associazioni odontoiatriche di tutto il mondo per le quali l’amalgama non è tossica e ci possono essere solo rari effetti collaterali. Come a dire che la fine della diatriba è ancora lontana.
Conclusione. Il dibattito scientifico sulla pericolosità delle otturazioni dentali costituite da amalgama (lega contenente mercurio) è tuttora in atto. Ci sono contributi orientati sia ad affermare l’innocuità della lega sia, all’opposto, a sostenere che è dimostrato che esistono depositi di mercurio nei tessuti dei portatori di otturazioni di questo tipo. Sia, infine, a ritenere dimostrata una correlazione tra alcune patologie neurodegenerative e le otturazioni medesime.
Va dato atto peraltro che i divieti all’uso di questi materiali (in Svezia, Norvegia e Danimarca) sono stati motivati da considerazioni sul potenziale inquinamento ambientale e non da evidenze sulla dannosità per la salute dei singoli individui.
E’ dunque opportuno monitorare il dibattito in corso, quindi a tal fine l’Agenzia sanitaria regionale attua continuamente una ricognizione della letteratura scientifica sull’argomento. In modo da poter disporre di eventuali evidenze che possano indurre a provvedimenti a tutela della salute pubblica, quali quelli indicati nell’interpellanza, che lo stato delle informazioni attualmente disponibili non sembra giustificare. Tale revisione sistematica della letteratura è ben più fattibile e produttiva di uno studio ad hoc sul territorio quale quello suggerito al punto 1) dell’interpellanza.
L’ultima significativa notizia sull’argomento è che la FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia federale statunitense che regolamenta l’uso dei farmaci e degli ausili terapeutici, autorevolissima in materia, il 29 Luglio /2009 ha espresso una valutazione sui rischi dell’uso di amalgama. La FDA, esaminati oltre 200 studi sull’argomento, ha concluso che questo materiale non è tossico e che i vapori rilasciati dalle otturazioni in amalgama non rappresentano alcun pericolo per la salute. Tuttavia la FDA passa questo materiale dalla classe I che indica un “rischio basso”, alla classe II che indica un “rischio moderato”, e raccomanda la presenza delle seguenti indicazioni sull’etichettatura delle amalgame dentali:
- “Attenzione: contiene mercurio”
- “Attenzione: può essere pericoloso se si inalano i vapori”
- Precauzione: usare un’adeguata ventilazione
- Precauzione: conservare in luogo fresco e ventilato.
Viene indicata anche la percentuale di mercurio per peso.
Ulteriori eventuali dati ed evidenze scientifiche saranno dall’Agenzia portati a conoscenza dell’Assessore e da questo all’Assemblea legislativa nello spirito di quanto proposto specificamente al punto 4 dell’interpellanza presentata dal Consigliere Altomeni.

segue

1878
Resoconto seduta n.159 del 01/12/2009

Interpellanza n. 59
del Consigliere Altomeni
“Amalgame dentarie”
(Svolgimento
)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interpellanza n. 59 del Consigliere Altomeni, che ha la parola per illustrarla.

Michele ALTOMENI. Con questa interpellanza si vuole sapere qual è l’orientamento della Giunta rispetto alle questioni in essa poste. Peraltro questa interpellanza è la trasformazione di una mozione. Allora in apertura di questa mia illustrazione vorrei porre un problema. Ossia non capisco perché in questa legislatura l’Aula abbia fatto la scelta – non so se era consuetudine anche in passato – di mutilarsi di una sua prerogativa.
L’Assemblea legislativa ha una funzione importante, ovvero quella di indirizzo e di controllo. Il controllo si fa attraverso le interrogazioni che vengono normalmente espletate, anche se con tutte le difficoltà che abbiamo visto anche questa mattina dovute alle assenze degli Assessori, mentre lo strumento dell’indirizzo viene espletato tramite le mozioni. E l’Aula in questo quinquennio ha scelto di mutilarsi di questa sua funzione non utilizzando appunto tale strumento. Se facessimo una valutazione di quante mozioni sono state discusse in quest’Aula in questo quinquennio ci renderemmo conto che è stata una scelta deliberata di cui tutti siamo responsabili. Noi avevamo una funzione ma abbiamo scelto di non esercitarla. Ritengo che dal punto di vista della democrazia sia una castrazione purtroppo preoccupante.
La conseguenza naturale di questo è che temi posti come mozioni, quindi la volontà di un Consigliere e dell’Assemblea legislativa di dare degli indirizzi, non potendo essere esercitati in questi modo poi li si debbano trasformare presentando interrogazioni e interpellanze almeno per sapere se la Giunta ha riflettuto sulle questioni poste.
La questione che si pone in questa interpellanza è quella delle amalgame dentarie e quindi di quei pericoli che fino a poco tempo fa erano minimizzati ma che ormai sono considerati importanti.
Ci sono Paesi come la Svezia, la Norvegia e la Danimarca che su questo hanno preso delle misure drastiche, hanno infatti vietato le amalgame al mercurio proprio per la conseguenze che hanno sul piano sanitario.
Negli Stati Uniti, dove anche lì per anni si è negato il problema, di recente la Food and Drug Administration ha introdotto delle misure per limitare l’uso e per valutare le conseguenze sanitarie di questo preparato.
Siccome le alternative sicure esistono, è bene che, come si sta facendo anche in altre Regioni – tra l’altro anche in Parlamento vi è una discussione in corso su questa tematica –, si adottino delle misure almeno per la parte che compete alla Regione. Per cui sulle scelte delle proprie strutture, oltre che per una sensibilizzazione dell’informazione dei cittadini e l’orientamento del mercato.
Quindi oggi l’interpellanza (e la mozione allora) interroga la Giunta per capire se c’è una volontà di farsi carico di tale problematica.

(segue)


1879
I VIAGGI DELLA SPERANZA

Molti riempiono spazi pubblicitari enormi in internet, Tv a pagamento, carta stampata, asserendo di riuscire a guarire completamente operando all'estero (Cina in primis, ma anche Olanda, ecc.) i malati affetti da ogni patologia, anche degenerativa.
Per essere ancora più convincenti affermano di non poter operare in Italia perchè le leggi italiane, sono state fatte per favorire le multinazionali farmaceutiche e non per salvaguardare la salute dei malati. Quindi  portando avanti certe argomentazioni si presentano come dei grandi scienziati benefattori dell'umanità perseguitati dalle leggi sanitarie in Italia...
Questi "salvatori dell'umanità" dietro compensi stratosferici, promettono di far guarire le persone affette da malattie invalidanti neurodegenerative croniche e da ogni tipo di patologia grazie alla loro tecnica di trapianto di cellule staminali. Ho letto che alcune volte in qualche luogo ha lasciato a desiderare anche dal punto di vista igienico-sanitario.
Intanto pullulano specialmente in internet, i siti dove si chiede di fare la "colletta" per raccogliere il denaro che permetterà a Tizio o a Caio di fare il trapianto che lo farà tornare sano come un pesce.
Non è un bel business?
MA DOVE SONO TUTTI QUESTI MIGLIAIA DI PAZIENTI GUARITI DOPO IL TRAPIANTO? LI AVETE MAI VISTI IN QUALCHE TRASMISSIONE TELEVISIVA CON CARTELLA CLINICA A SEGUITO?
SIETE DAVVERO DISPOSTI A SPENDERE MIGLIAIA DI EURO, VENDERVI LA CASA DOVE VIVETE, PER ANDARE A FARVI OPERARE ALL'ESTERO, TORNARE E SCOPRIRE CHE POI SPESSO STATE ANCHE PEGGIO DI PRIMA?




Alcuni articoli

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Tratto da un forum:
"Stefania,sono di corsa perché sto in un internet café (sono in Germania con mio figlio).La storia delle staminali é un pò più complicata di quello che possono far sembrare i ricercatori dicui parli (é un business anche quello,non una opera benefica neiconfronti dell'umanità,ricordalo!).
Quel che ti posso ribadire é che quando una scoperta é validata,non é che le case farmaceutiche cercano di affossarla,ma si buttano immediatamente per partecipare al business.Al momento sperimentazioni sugli umani validate non ne esistono e quello che fanno in Cina,non é certamente vietato in Cina ed esiste la libertà di scelta del trattamento.In questo caso però,non 'é alcuna evidenza scientifica,sui risultati e sui potenziali rischi sul lungo termine.Il problema non sono le stsaminali da cordone,che già vengono utilizzate anche in Italia,é che non sono la cura per qualsiasi cosa.Se fai una semplice ricerca su google,di metodi miracolo per risolvere qualsiasi patologia ne trovi a centinaia,e tutti raccontano le stesse cose che hanno raccontato a te.
Personalmente sto facendo con mio figlio un trattamentonon disponibile in Italia.Solo che prima ,ho fatto tutte le ricerche del caso e solo quando un organismo indipendente ha pubblicato una conferma di aver replicato lo stesso trattamento,aver avuto gli stessi risultati di chi l'ha "inventato" e aver riconfermato che dopo oltre 5 anni di pratca abituale non sono stati rilevati effetti collaterali ho messo mio figlio nelle mani di questi medici.45 milaeuro per andare in Cina a fare un trattamento validato dall'hunan medical journal unicamente,non lo avrei fatto."

Da italiasalute.it
C'è chi però, in occidente, ha voluto preoccuparsi di prendere in esame le condizioni dei pazienti che tornavano dalla Cina. "All'inizio ero piuttosto scettico", spiega il dott. Paul Cooper, chirurgo alla New York University School of Medicine. "Poi ho visto che molte delle persone che andavano li' non riuscivano nemmeno a tenere un oggetto fra le mani, ma dopo l'operazione erano in grado di farlo".
I pazienti già sottoposti alla terapia hanno avuto esiti controversi: alcuni hanno potuto notare dei miglioramenti nel giro di giorni; alcuni hanno continuato ad avere gli stessi problemi sofferti prima della terapia. Altri sono morti. È lo stesso dottor Huang, però, a specificare come pur avendo i risultati sui pazienti, non ha ancora le prove sul perché la sua terapia ha successo: "spero che un giorno la ricerca dia una spiegazione, ma la mia cura funziona, i pazienti recuperano i movimenti".


Dal forum di molecularlab.it

ALCUNE TESTIMONIANZE

Dal forum di ideamultipla.it
Dal forum di ideamultipla.it
Dal forum di ideamultipla.it



Nella seguente discussione ho  messo xxxxxxxx al posto di nomi e azienda perchè non voglio fare loro pubblicità.

[/b]http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=215687&%20;L1=10
I nuovi "viaggi della speranza" curarsi con le staminali in Cina
Niente regole né restrizioni e un martellante battage su Internet hanno creato questo mercato

da: riccardo olgiati
Data: 8 Aprile 2008

ancora bufale da xxxxxxx, caro xxxxxxx, piantala di mettere in pubblico la xxxxxx e le sue ricerche quando lei e xxxxxxx non siete garantisti di quello che fanno nel trattamento di staminali da voi spiegato. Trattamento di lesioni lesioni spinali? tu sai che ci sono stato, miglioramenti nessuno. atassia? nessun miglioramento, Sla? tre mesi di beneficio e poi catastrofi fino al decesso!!! quando ci siamo incontrati a xxxxxxx ti ho fatto una domanda secca: sei sicuro che fanno cellule staminali? tu mi hai risposto di NO!!!! tu sai che sono stato in Cina a Aprile 2006 e ti ho anche detto che se era una truffa non mi sarei fermato contro di Voi , piantatela di dire cose che non ne conoscete la realta'!!!, io ho fatto il trattamento e so cosa mi e' stato fatto ma non so ancora cosa mi hanno iniettato, al primo tumore che mi viene verro' a trovarvi , xxxxxxx e' vicina.

da: xxxxxxx
Data: 17 Aprile 2008

Eg. sig. Olgiati,al posto di diffondere notizie false al limite della diffamazione, perchè, Lei e la sua banda di amici, non ci fornite i risultati delle analisi che avete fattoi per poterli mandare in Cina.
Ve lo abbiamo chiesto 4-5 volte, ma fate orecchie da mercante.
Mi sembra che sioate voi a diffondere bufale.
xxxxxxx

da: riccardo olgiati
Data: 18 Aprile 2008
caro xxxxxxx, l'associazione a banda finalizzata alla truffa l'avete voi, nel mettervi insieme per carpire la buona fede di gente disperata, ti prego denunciami pure, spero che come infermiere hai piu' testa del xxxxxxx ex disk jokey, e non fare il codardo quando mi presento davnti a te, ve l'avevo detto che xxxxxxx e vicina a xxxxxxx ....io non mi fermo .. a proposito... la fattura che mi avete dato e' fasulla ...

da: xxxxxxx
Data: 18 Aprile 2008

Caro Riccardo,
io non ho intenzione di denunciare nessuno perchè con tipi come lei non ne vale la pena. Nei pochi e lontani anni in cui ho fatto l'infermiere ho saputo considerare la dignità del paziente e capirne i lati psicologici. Sappia dunque che la comprendo, ma che non condivido le sue affermazioni fasulle. Il fatto e che lei e i suoi amici spargono voci diffamatorie, ma alle richieste di portare i documenti sono sordi. Non sarà mica per caso che le ASl rimborsano i trattamenti della xxxxxxx. Anzi mi risulta che anche lei abbia fatto domanda. A proposito iniettare si scrive con la in. E come disse Totò "ma mi faccia il paicere"...
xxxxxxx, dr. sc. soc.

da: riccardo olgiati
Data: 20 Aprile 2008

a xxxxxxx!
ASL non ASI , ignorante!!! la tua preparazione inferieristica psicologica l'hai raffinata per perpetrare i tuoi fini criminali e sistematici sulla drammaticita' dei casi, i documenti sulle vostre scelleratezze, imboccati dalla xxxxxxx, sono al vaglio delle autorita' competenti, e i riscontri sono vicini, e se l'unica fonte di dialettica che avete e' quella di contestare errori grammaticali beh ...siete arrivati alla frutta ...xxxxxxx e' vicina.

da: xxxxxxx
Data: 20 Aprile 2008

Sig. Olgiati, Lei è completamente impazzito e la diffido formalmente dal dire altre ignobili menzogne.
Si vergogni
xxxxxxx

da: riccardo olgiati
Data: 21 Aprile 2008

Diffidarmi ? ?? !!!
dal fatto che sono stato un paziente xxxxxxx? dal fatto che dopo aprile 2006 e dopo aver pagato a xxxxxxx 31000 $, per 4 mesi ho cercato di mettermi in contatto con i medici, senza una risposta?
che l'unica risposta Vostra e' stata i medici sono molto impegnati!!! ma non seguono i pazienti ? non fanno un censimento dei casi? tutti i pazienti italiani che pubblicate sul sito sono contenti del trattamento e del posto, anche io lo sono stato. Compreso il sostenere il Vostro Presidente portandogli il caffe' e pranzo a letto, e' vero che i primi tre mesi ci sono dei miglioramenti ... ma xxxxxxxsa che c'e' gente che sta male e sta morendo? no perche' a lui e i suoi compari interessa incassare e poi chi se visto se visto, la gente che sta male e' fuori della loro casistica , il loro comportamento e le risposte alle mie qui' espresse sono cio' che sono : dei venditori di viaggi !!! sulla pellaccia di gente in carrozzina come me !!!! c'e' riguardo nel tono dei loro discorsi fino a quando non metti in dubbio le loro certezze e il loro sentito dire, che miseria di personaggi, invece di latrare contro chi vi giudica in maniera chiara e certa.... (ps. xxxxxxx e' una pubblicazione dal sito xxxxxxx ) potreste cercare di informarvi di persona , possibile che tutti gli italiani del mio periodo stanno tutti male? possibile? xxxxxxx studi meglio il temino che vi ha dato xxxxxxx perche' dovrete ripeterlo di persona a gente che e' in piedi non come me un rompicoglione in carrozzina ....che non vi molla!!
PS. chiunque vuole notizie su casi di gente andata in cina italiani e non contattatemi al 3393956023 vi faro' parlare con loro, grazie.

da: xxxxxxx
Data: 21 Aprile 2008

E continua a raccontare storie senza prove e inventate.
Riccardo, Riccardo, xxxxxxx è vicina
xxxxxxx

da: riccardo olgiati
Data: 21 Aprile 2008

chi va con gli zoppi impara a zoppicare , va a fare fatture false, tipografo.

da: riccardo olgiati
Data: 22 Aprile 2008

Le vie del turismo sanitario battono una rotta che suscita tanto interesse quanto perplessità. È il made in China delle biotecnologie, in particolare dell’universo pregnante e controverso delle cellule staminali. Ma non si tratta di export, perché la Cina si sta piuttosto imponendo come terra promessa per molti pazienti occidentali, affetti soprattutto da invalidanti patologie del midollo spinale. Si tratta di viaggi della speranza verso ospedali e centri di ricerca specializzati, che offrono trattamenti immediati per quelli che in Occidente sono spesso giudicati handicap irreversibili: come le paralisi degli arti, causate da malattie degenerative o da traumi.
Le informazioni sono allettanti e incontrollate: il battage è prodotto in special modo su siti web come xxxxxxx che propongono preziose chance per i pazienti di molti paesi, Stati Uniti ma anche Europa. Il costo delle trasferte supera i 20mila euro. Una consistente macchina di marketing sanitario, quella dei siti tematici, che si vale di un lievito efficace: le testimonianze di malati che hanno sperimentato le cure, traendone presunti risultati positivi. «Abbiamo risultati sorprendenti», afferma xxxxxxx, primario del dipartimento di neurochirurgia dell’ospedale di xxxxxxx. Ma stando ai medici occidentali, l’ottimismo  si attenua bruscamente. Il problema sarebbe l’infondatezza scientifica delle terapie e dei dichiarati effetti. Culture mediche incompatibili? Non sembrerebbe, visto che diversi guru cinesi delle staminali hanno acquisito titoli di studio in Occidente.
Come il dottor xxxxxxx, formazione in Svezia e poi in Canada, fondatore di xxxxxxx, leader del settore. Sul suo portale web per l’Europa (xxxxxxx) vanta la collaborazione «dei migliori e più brillanti scienziati e gruppi cinesi attivi nel campo delle cellule staminali». xxxxxxx afferma di aver trattato già mille pazienti, tra cui 300 stranieri da 40 paesi. Com’è noto, nel mondo occidentale la ricerca sulle staminali, in particolare su quelle di origine embrionale, è severamente regolata da norme che recepiscono dense questioni etiche. Viceversa, in Cina c’è abbondanza di fonti da cui attingere per ricavare le preziose cellule, soprattutto proprio quelle embrionali. Già un rapporto datato 2002 dell’ambasciata americana in Cina, sottolinea l’ascesa della ricerca locale sulle staminali embrionali, mettendo in guardia dalla falsità di molti annunci, «fatti soltanto per attirare l’attenzione dei media». Il principale ostacolo per i laboratori, dichiara il rapporto, è ottenere scorte di embrioni di qualità. «Questo ha creato un mercato di embrioni umani che è senza regole. E anche in caso di eventuali leggi, mancherebbero comunque i controlli adeguati».
Ma un reportage dell’Associated Press cita alcuni pazienti di ritorno dagli ospedali cinesi. Jim Savage, un uomo di Huston paralizzato da un incidente, dice di riuscire a muovere il braccio destro. Una signora che vive alle Hawaii, Penny Thomas, afferma che i tremori causati dal suo Parkinson sono quasi spariti. Si è curata in un centro importante, xxxxxxx di Pechino, una jointventure internazionale, dotata di biglietto da visita online (xxxxxxx). E ci sono i genitori di una bambina del Missouri, Rylea Barlett, con problemi agli occhi fin dalla nascita: dicono che ora vede. Affermazioni toccanti e piene di speranza, ma la cautela è d’obbligo. I medici negli Stati Uniti, dove le partenze per tali trasferte sanitarie sono numerose, cominciano a reagire: lamentano la mancanza pressoché totale di documentazione scientifica che dia consistenza alle testimonianze dei pazienti. Il reportage dell’Associated Press cita lo studio condotto da tre di loro su sette malati affetti da patologie del midollo spinale, che in Cina hanno ricevuto un trattamento con iniezioni a base di tessuto cerebrale fetale. «Nessun miglioramento clinicamente utile», è l’esito dello studio. Questo, nonostante l’ottimismo espresso dagli stessi pazienti. Effetto placebo? John Steeves, professore alla University of British Columbia ed esperto di midollo spinale, ha un’altra teoria: «Chi, dopo aver sborsato molti soldi, avrebbe il coraggio di ammettere che il viaggio non è servito a nulla?». Steeves ha scritto un opuscolo per dissuadere i pazienti dal recarsi in Cina. L’argomento su cui fa leva, oltre all’infondatezza scientifica, è la sicurezza dei trattamenti con le iniezioni: «Chi garantisce cosa mettono lì dentro?». Obiezioni rudemente solide, che tuttavia non affievoliscono la sofferenza dei molti malati in cerca di risposte.

da: pippo
Data: 14 Maggio 2008

Ma nessuno li va a carcerare a xxxxxxx? posso capire i cinesi che ormai si impadroniscono del mondo imbrogliandolo disinformandolo e massacrandolo (Tibet) ma gli svizzeri cazzo sono qua dietro possibile che la sanità gli consenta un infame abominio del genere con una società da tramite che hanno sti camorristi?

http://www.entrisolosesorridi.com/forum/topic.asp?whichpage=1&TOPIC_ID=31258&#563910
Inserito il - 24/12/2008 : 10:08:34  
Egregio Sig xxxxxxx:
Almeno per Natale la smetta di pubblicizzare favolosi viaggi della speranza in terre lontane, come se fossero settimane bianche in promozione natalizia. Come le dissi qualche tempo fa, tra di noi, ci son persone che venderebbero casa se quello che ke Lei sponsorizza fosse veramente suffragato da prove certe e inoppugnabili.
Quindi, per cortesia, la finisca di venderci "fumo"; oggi guardi negli occhi suo figlio o la persona che le è più cara, e si chieda se è giusto quello che sta facendo, i soldi non sono tutto nella vita, specialmente quelli bagnati dalla sofferenza di un uomo. (tenacia)

Inserito il - 24/12/2008 : 10:55:41 
Caro Vito,
quello che hai scritto è quello che volevo scrivere da tanto
tempo.
Come scrive Alda, xxxxxxx è un venditore che tenta di fare
il suo mestiere in un settore in cui bisogna avere un pelo molto
lungo, non voglio dilungarmi, ogni parola in più sarebbe tempo
perso, lasciatelo fare prima o dopo si autoestingurà e la smetterà di rompere a gente che soffre. (monetone)

Inserito il - 24/12/2008 : 11:14:06
Si Filippo, hai ragione, ma quello che mi manda in bestia è che gente di tale risma , possa ammaliare, come le sirene incantatrici di odisseo, i nuovi arrivati che non hanno ancora avuto a che fare con questa gente priva di scrupoli che specula sulla altrui sofferenza. (tenacia)

Inserito il - 24/12/2008 : 11:31:31
Avete tutto il diritto di non voler credere all'evidenza.
E poi guardate che io non voglio vendervi niente, vi informo sui progressi.
I venditori di fumo andate a cercarli da qualche altra parte, magari un po' piu vicino.
Buon Natale a tutti. (xxxxxxx)

Inserito il - 26/12/2008 : 14:46:07
Citazione
xxxxxxx ha scritto:
Io non sono Promoter finanziario, impari lei a leggere con calma.
http://www.moneyhouse.ch/shab/2006_144/publikationen_TI.htm
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, trattamenti sanitari all'estero, Società anonima (FUSC no. 140 del 21. 7. 2006, pagina 12, publ. 3476040).
Persone dimissionarie e firme cancellate: xxxxxxx, Mario, cittadino italiano, in Bellinzona, amministratore unico, con firma individuale.
Nuove persone iscritte o modifiche: xxxxxxx, Pierre, da Basilea e Ottenbach, in Agno, presidente, con firma individuale; xxxxxxx, Andrea, cittadino italiano, in Rancate, vice-presidente, con firma individuale; xxxxxxx, Giovanni, cittadino italiano, in Agno, membro e direttore, con firma individuale.
Alda non è un misero promoter è uno che ha la firma, cioè è uno che comanda, che ha potere decisionale ed in più ci sa fare anche nel campo della diffusione mediatica... quindi sa come fare denaro ed acquisire potere... non mi meraviglierei se alle prossime elezioni nazionali o europee, ci fosse il suo nome in lista tra i candidati favoriti...
Cara Alda è così che gira il mondo... poi sta alle persone imparare a discernere il bene dal male.
Passa Buone Feste (ladyblue)

Inserito il - 26/12/2008 : 23:38:23
trovatoooooooooooooo
la cina lo pagaaaaaaaaaaaaaa!!!!!

Gianni xxxxxxx ottiene riconoscimento dal Governo cinese
CINA - Gianni xxxxxxx , originario di Monza (Mi), ma residente ad Agno, la scorsa settimana ha ricevuto un importante riconoscimento da una rappresentante del governo centrale di Pechino, la direttrice generale del polo di alta tecnologia di Shenzhen (SHIP – Shenzhen Hi-Tech Industrial Park) l’Onorevole Qiu Xuan. Il riconoscimento gli è stato consegnato per il suo costante impegno nel diffondere le informazioni sui risultati ottenuti nelle biotecnologie mediche, scienza per la quale la Cina punta ad ottenere la leadership mondiale.
« È stata per me una vera sorpresa – dichiara xxxxxxx – anche perché non sapevo che qualcuno avesse in mente di concedermi un onore del genere. È stato molto emozionante sentirmi dire « Thank you for your help » da una rappresentante del governo cinese. Sono molto orgoglioso di poter diffondere i risultati che si ottengono con le cellule staminali da cordone ombelicale sui pazienti affetti da patologie neurodegenerative, ma mettere d’accordo due mentalità scientifiche completamente diverse come quella asiatica e quella occidentale è tutt’altro che cosa facile. Ma si parla di qualcosa che migliorerà o salverà vite umane, quindi i miei sforzi in quella direzione sono ampiamente giustificati ».
Alla consegna del riconoscimento hanno partecipato anche il presidente e fondatore del Gruppo xxxxxxx , Dr. xxxxxxx  ed il direttore generale xxxxxxx alle operazioni internazionali, l’italo-australiano Dr. xxxxxxx .
Direttore generale per l’Europa di xxxxxxx , società che si occupa di creare un canale diretto per le cure dei cittadini europei presso strutture ospedaliere cinesi, Demarin viene da una formazione trentennale nell’ambito della comunicazione di massa, motivo per il quale è stato chiamato alla direzione di questa filiale svizzera che ha come obiettivo quello di creare una collaborazione tra la scienza orientale e quella occidentale, nonché la diffusione tramite i mass-media di informazioni utili ai malati.
« Gli ostacoli da superare sono molti, primo su tutti quello dell’orgoglio per le scelte scientifiche da entrambe le parti. Altro ostacolo non indifferente è l’importante ingerenza economica e politica che l’industria del farmaco ha nella scienza occidentale. Ma sono convinto che i veri scienziati nostrani siano alla ricerca di un dialogo con i cinesi, che già si sono dimostrati aperti in questa direzione ».  (AldaTV)

Inserito il - 26/12/2008 : 23:46:41 
ecco perche si fa forza.... è appoggiato da un partito dei liberisti ticinesi....ecco cosa ho trovato
L’Associazione Liberisti Ticinesi si propone, attraverso incontri, conferenze e prese di posizione di affrontare e approfondire le diverse tematiche della società umana, relazionandole ai principi liberali, liberisti e libertari, in modo da offrire le necessarie base ideologiche e culturali a quanti decidano di impegnarsi per la costruzione di una società libera.
..........
e questo la dice lunga su come e perchè il signore in questione "vive"!
Ho trovato un secondo contatto negativo della xxxxx con tanto di cellulare...mo invito anche questo qui dentro se non lo hanno diffidato quelli della xxxxxx stessa...tanto loro i soldi li hanno... (AldaTV)


1880
Per la serie "io non mi fido e non credo alle favole ma
forse anche voi non siete polli in attesa di farsi spennare"
vi invito a leggere QUI
informazioni interessanti sugli apparecchi miracolosi che diagnosticano e curano ogni malattia
Non ho mai conosciuto nessuno guarito da qualsiasi malattia, anche non grave,
dopo aver usato questo tipo di apparecchiature "magiche".
Credo che invece questi apparecchi facciano godere di buonissima salute
le finanze di chi li vende, di chi li affitta, degli operatori che li utilizzano su persone malate, di chi li pubblicizza, ecc.

SE QUALCUNO FOSSE GUARITO GRAZIE A QUALCUNO DI QUESTI APPARECCHI LO SEGNALI E NE DIA PROVA QUI.

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