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Topics - cristiana

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Tu non credi? Non preoccuparti: "E' Dio che crede in te".
(San Pio)


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18/12/2016

VIDEO: Le Iene sulla pericolosità degli amalgami dentali e l'importanza della rimozione protetta




ATTENTI ALLA TERAPIA CHELANTE: è inutile nell'avvelenamento cronico e dannosa perchè manda in circolo i metalli tossici che poi vanno ad accumularsi nelle cellule, perchè elimina minerali essenziali come calcio e magnesio, perchè contiene cianuro di sodio e formaldeide https://it.wikipedia.org/wiki/Acido_etilendiamminotetraacetico , perchè costa centinaia di euro a seduta e perchè è ILLEGALE se effettuata al di fuori di una struttura ospedaliera!

RIASSUNTO IN 3 PUNTI SU COSA FARE E A CHI RIVOLCERCI - RIASSUNTO IN 3 PUNTI SU COSA FARE E A CHI RIVOLCERCI

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Con la nascita di Gesù è nata una promessa nuova, è nato un mondo nuovo, ma anche un mondo che può essere sempre rinnovato. (Papa Francesco)

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A volte capita di fare una ricerca e senza volerlo, d'imbattersi in articoli come questo, molto istruttivi per un malato, perchè può leggere con i propri occhi, quanto sia marcio tutto il mondo che gira intorno alle cure, a cui si aggrappa con tutte le forze, illudendosi di poter guarire.


10 novembre, 2016


Biogen: nuove strategie per disponibilità farmaci contro la sclerosi multipla

Per ora, nell’ultimo trimestre, sembra che i prezzi dei medicinali per la sclerosi multipla di Biogen abbiano tenuto. Ma secondo gli analisti questo trend non durerà a lungo. Il CEO dell’azienda biotech, Michel Vounatsos, ha detto agli azionisti che Biogen è “impegnata a continuare a generare una crescita nei profitti” e per farlo l’intenzione sarebbe quella di “costruire nuovi canali di accesso al mercato”. Ma secondo l’analista di Bernestein, Ronny Gal, la strategia sarebbe da interpretare come: “stanno arrivando delle pressioni e ridurremo i costi della struttura per far fronte a questa difficoltà”.

Gal non è l’unico analista a prevedere una stretta sui prezzi. Prima di tutto, i formulari del 2016 hanno mostrato un calo della copertura complessiva per i farmaci contro la sclerosi, a causa dell’impennata dei prezzi. Le coperture sono scese al 54% dal 69% nel 2015, e ci si aspetta la correzione dei prezzi ogni volta che un nuovo prodotto entrerà nel mercato.

E di prodotti pronti a fare il loro ingresso nel mercato ce ne sarebbero diversi, incluso un nuovo farmaco di Roche, particolarmente temuto. Si tratta di ocrelizumab, che sarebbe commercializzato con il nome di Ocrevus, il primo medicinale in grado di migliorare la condizione dei pazienti con forme primarie progressive di sclerosi multipla e che potrebbe seriamente mettere in difficoltà le vendite dei medicinali Biogen.


Nel frattempo l’azienda biotech del Massachusetts tiene. Grazie a un aumento del 2,5% dei prezzi l’anno, Biogen ha registrato vendite per 2,28 miliardi di euro nell’ultimo trimestre.

Carly Helfand

(Versione italiana per Daily Health Industry)

FONTE

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PREVENZIONE E RIMEDI NATURALI / SEMI DI ZUCCA: 10 PROPRIETA' BENEFICHE
« il: Novembre 06, 2016, 08:37:18  »


I semi di zucca, nonostante le loro piccole dimensioni, possono essere considerato come un alimento ricco di proprietà benefiche e come uno spezzafame salutare, da sostituire ai classici snack confezionati.

I semi di zucca sono benefici per il cuore, ci aiutano a garantirci un buon riposo notturno ed una buona salute generale. Possono essere consumati crudi oppure tostati in forno a temperatura non troppo elevata per 15-20 minuti. Sono ottimi anche caldi e possono essere conditi con un pizzico di sale marino integrale. Possono essere acquistati già tostati, scegliendoli preferibilmente biologici, nei negozi di prodotti naturali.

Ecco le loro 10 principali proprietà benefiche.

1 - Buon riposo
I semi di zucca presentano un elevato contenuto di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, che contribuisce ad assicurarci non soltanto di vivere le nostre giornate all'insegna del buonumore, ma anche ad aiutarci a godere di un buon riposo nelle ore notturne, in modo da recuperare tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni della giornata seguente.

2 - Cuore e relax
Tra i componenti nutritivi presenti nei semi di zucca vi è il magnesio, un elemento che contribuisce a regalare al nostro organismo una sensazione di relax. Il magnesio è infatti considerato come una sostanza naturalmente calmante e rilassante, oltre ad essere ritenuto benefico per la corretta attività cardiaca.

3 - Equilibrio
I semi di zucca presentano un contenuto da non sottovalutare di proteine altamente digeribili che contribuiscono a mantenere regolari i livelli di zuccheri nel sangue quando essi vengono consumati nel corso della giornata come snack. Mantenere i livelli degli zuccheri stabili può essere fondamentale quando si cerca di perdere peso. Ecco perché i semi di zucca sono spesso consigliati anche a chi segue una dieta dimagrante.

4 - Omega3
I semi di zucca contengono acidi grassi essenziali omega3, fattore che li rende una fonte vegetale preziosa di questi elementi. La loro presenza permane in un alimento estratto da essi a freddo: l'olio di semi di zucca. Esso potrebbe rivelarsi d'aiuto nella cura di pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, come suggerito da uno studio scientifico pubblicato nel 2009.

5 - Zinco
Il contenuto di zinco dei semi di zucca li rende un alimento adatto ad essere consumato da parte della popolazione maschile, in quanto tale minerale è ritenuto in grado di svolgere un'azione protettiva nei confronti della prostata. L'assunzione di alimenti contenenti zinco è inoltre consigliata alle donne in gravidanza e a coloro che desiderano tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

6 - Ferro
I semi di zucca, insieme a legumi come le lenticchie, i fagioli ed i ceci, possono essere considerati come una fonte vegetale di ferro. Assumerli come spuntino potrà contribuire a contrastare i cali di energia lungo il corso della giornata. I semi di zucca tostati possono sostituire in maniera salutare i classici snack acquistati al supermercato.

7 - Proprietà antinfiammatorie
I semi di zucca sono considerati come un vero e proprio antinfiammatorio naturale, dal potere quasi medicinale. La loro assunzione può quindi contribuire ad attenuare gli stati infiammatori del nostro organismo. In alcuni casi possono aiutare a combattere irritazioni e gonfiori senza gli effetti collaterali tipici dei medicinali.

8 - Fitosteroli
Essi sono al terzo posto della classifica dei semi e della frutta secca a maggior contenuto di fitosteroli. Vengono infatti superati da parte di semi di girasoli e di pistacchi, ma restano comunque una fonte da non sottovalutare. Tale caratteristica li rende in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

9 - Benessere intestinale
I semi di zucca contengono una parte di quelle fibre vegetali da inserire nella nostra alimentazione affinché il nostro intestino possa funzionare in maniera regolare. La loro assunzione è dunque particolarmente indicata a coloro che presentano problemi da questo punto di vista e che desiderano ritrovare il proprio equilibrio.

10 - Regolazione del pH
I semi di zucca contribuiscono ad alcalinizzare il pH dell'organismo. L'eccessiva acidità provocata dall'assunzione di alcuni alimenti (come carne, zuccheri e dolciumi, farina 00 e derivati) è stata correlata all'insorgere di stati dolorosi ed infiammatori. Altri cibi alcalinizzanti sono le verdure, con particolare riferimento a quelle che è possibile consumare crude.

Marta Albè

FONTE

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Cos'e' l'amianto? / Amianto, una sentenza storica
« il: Maggio 25, 2016, 10:50:11  »
28-04-2016

Il 28 aprile ricorre la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul luogo di lavoro
Amianto, una sentenza storica

di Duccio Facchini



La tenacia di Silvestro Capelli, ex operaio della Breda Fucine di Sesto San Giovanni colpito da un tumore alla laringe nel 1996, ha dato un senso nuovo alla Giornata mondiale delle vittime dell’amianto di oggi.
 
Capelli, la scorsa settimana, ha vinto infatti in primo grado un’importante causa “pilota” contro l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) dinanzi al Tribunale di Monza che riguardava proprio la sua malattia e i tempi di diagnosi.
 
Dal 1975 al 1992 ha lavorato alla Breda come fresatore, alesatore e saldatore. Secondo il libro “Amianto: morti di ‘progresso’”, a cura di Michele Michelino e Daniela Trollio del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni (comitatodifesasalutessg.com), Silvestro Capelli ha lavorato per oltre quindici anni “in reparti con elevate concentrazioni di fibre di amianto”. Operato 21 anni fa al Fatebenefratelli di Milano per un tumore polmonare, “scopre” una neoplasia laringea; nessuno dei medici che l’ha in cura si preoccupa di fare l’anamnesi lavorativa e quindi “la denuncia prevista per legge anche in casi di sospetta malattia professionale alle autorità competenti”, come spiega Michelino.
 
All’epoca, il tumore alla laringe non era ancora stato riconosciuto come una malattia professionale legata all’amianto. E, come racconta Michelino, nonostante l’ASL avesse segnalato all’INAIL la professione di Capelli, l’ex lavoratore Breda non si vide mai riconoscere l’indennizzo dovuto.
 
Pareva l’esito scontato dell’era buia dell’amianto, che ogni anno, in Italia, secondo l’Inail, provoca ancora 4mila vittime, e che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità coinvolge sul lavoro oggi 125 milioni di persone.
 
Nel 2012, però, muta lo scenario. Lo IARC -l’International Agency for Research on Cancer- inserisce la patologia di Silvestro nell’elenco delle malattie derivanti dall’amianto. Si tratta di una monografia (la numero 100) pubblicata in inglese, che gli amici di Capelli si preoccupano di tradurre. Due anni più tardi anche l’INAIL aggiorna finalmente la “tabella”, aprendo uno spiraglio di giustizia per i lavoratori come Capelli.
 
Ma è un’illusione: la nuova domanda di riconoscimento della malattia professionale inviata da Silvestro all’INAIL di Sesto San Giovanni nel gennaio 2014, viene respinta, nel luglio dello stesso anno. “Sono trascorsi i termini di legge per richiedere la prestazione”, sostiene l’Istituto. Per legge, infatti, il lavoratore può richiedere il riconoscimento della malattia professionale entro 3 anni e 150 giorni da quanto questa si è manifestata. Il calcolo dell’INAIL è impietoso. Tra il 1996, data della diagnosi, e il 2014, la nuova richiesta, il termine è ampiamente trascorso e la prescrizione intervenuta.
 
Capelli va in causa, a Monza, sostenuto dall’avvocata Laura Mara, in forza di un principio che ribalta la prescrizione e che Michelino riassume così: “il termine dei 3 anni e 150 giorni vale da quando si viene a conoscenza che la malattia è di origine professionale”.
Il Tribunale di Monza conviene, riconoscendo “l’eziologia professionale fra cancro alla laringe e l’esposizione all’amianto con il 60% di danno biologico” e condannando l’INAIL al risarcimento e alla costituzione di una rendita.
 
“È una sentenza storica -commenta Michelino, che attende le motivazioni- perché rappresenta un punto di partenza per migliaia di lavoratori che, come Silvestro, si ritrovano nel paradosso di soffrire di una patologia riconosciuta esser legata alla loro occupazione solo in un secondo momento”. Pensa al carcinoma polmonare, all’asbestosi, alle placche pleuriche, al tumore all’esofago. Qualcosa, forse, è cambiato, grazie alla tenacia di Silvestro Capelli.

VIDEO: L'intervista al Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni e a Silvestro Capelli del marzo 2014

FONTE

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21-05-2016
Morì per l'uranio: condannato il Ministero della Difesa
Salvatore Vacca è deceduto il 9 settembre 199 a soli 23 anni di leucemia, contratta dopo l’esposizione a munizioni

Secondo i giuduci c'è un nesso causale tra la malattia e
l’inalazione di agenti tossici e non è stato protetto
adeguatamente il militare


Salvatore Vacca è morto più di sedici anni fa. E ora, per quel decesso, la Corte di appello di Roma ha condannato il ministero della Difesa.
La colpa? Condotta omissiva nei confronti del soldato. È stato così certificata la relazione tra l’esposizione all’uranio impoverito e lo sviluppo delle neoplasie.
Vacca, originario di Nuxis (Carbonia-Iglesias), caporalmaggiore dell'esercito del 151° reggimento della Brigata Sassari, è  morto il 9 settembre 1999 a soli 23 anni di leucemia, contratta dopo l’esposizione a munizioni all’uranio impoverito durante la missione in Bosnia, dove è stato impiegato per 150 giorni come pilota di mezzi cingolati e blindati tra il 1998 e il 1999.
Il suo caso era stato uno dei primi a far esplodere lo scandalo. Nella sua attività Vacca ha trasportato munizioni sequestrate, materiale che, scrivono i magistrati, si sarebbe dovuto considerare “come ad alto rischio di inquinamento da sostanze tossiche sprigionate dall'esplosione dei proiettili” e i rischi “si devono reputare come totalmente non valutati e non ottemperati dal comando militare”.
Nella sentenza, i giudici di secondo grado spiegano che “la pericolosità delle sostanze prescinde dalla concentrazione” e denunciano “la condotta omissiva di natura colposa dell'Amministrazione della Difesa” e il “comportamento colposo dell'autorità militare per non aver pianificato e valutato bene gli elementi di rischio”.
Per la Corte quindi non ci sono dubbi sulla condotta omissiva del Ministero per non aver protetto adeguatamente il militare, che, secondo i giudici, “configura una violazione di natura colposa delle prescrizioni imposte non solo dalle legge e dai regolamenti, ma anche dalle regole di comune prudenza”.
Secondo la sentenza, c’è quindi un nesso causale tra la malattia e l’inalazione di agenti tossici nel corso del servizio nei Balcani. Nell’organismo del militare, infatti, sono state rintracciate svariate particelle di metalli pesanti non presenti per natura nell’uomo e ciò conferma il “reale assorbimento nel sistema linfatico di metalli derivanti dalla inalazione o dalla ingestione da parte del militare nella zona operativa”. 
La colpa che è stata addebitata al Ministero è stata quella di non aver agito in tempo per impedire che il caporalmaggiore Vacca (e altri soldati, si parla di oltre 300 persone uccise dall’uranio impoverito, anche se la causa riguardava solo Vacca) si ammalasse. Motivo per cui ora il ministero dovrà risarcire la famiglia del soldato per oltre un milione e mezzo di euro. “Non saranno i soldi – ha detto la mamma, assistita dall’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, a ‘Il Corriere della Sera’ – se mai li dovessero dare, a colmare il dolore che ha lasciato Tore. Era un ragazzone alto, 1,82, pesava 80 chili quando è partito per la Bosnia. Alla fine ne pesava 50. Sapeva che stava per morire. Ma scherzava, era sempre lui. Quando uscì l’ultima volta dalla dialisi che non ce la faceva più alzo il braccio e disse al babbo: ‘Batti il cinque’. Due giorni dopo non c’era più”. Poi spiega: “Dopo cominciarono a dire che si erra ammalato in licenza. Ma dove avrebbe preso tutti quei metalli e quelle sostanze che aveva nel sangue qui a casa? Io ancora non sapevo nulla. Non sapevo dell’uranio che si irradia dai proiettili sparati. Tutti negavano”.
La causa iniziò nel 2002, per volontà proprio della mamma di Salvatore, Giuseppina, quando cominciarono a diffondersi sui mass media i primi allarmi per l'uso di questa sostanza. Il problema è che, al momento dell’impatto, crea una polvere sottilissima che può provocare malattie, anche gravi. Ed è una polvere che rimane nella zona a lungo, mantenendo la propria pericolosità.
Una sentenza, quella della Corte, che è stata definita “storica” da Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare “perché conferma la consapevolezza del ministero del pericolo a cui andavano incontro i militari in missione in quelle zone e sono sicuro che giovedì prossimo in audizione alla Commissione uranio il ministro della Difesa Roberta Pinotti terrà conto di questa decisione”.   Leggiero ricorda inoltre che si tratta “della 47esima sentenza di condanna ottenuta dall’avvocato Angelo Fiore Tartaglia dell'Osservatorio nei confronti del ministero della Difesa. È stato un crescendo di presa d’atto da parte della magistratura che oggi ha emesso questa sentenza unica in Europa che potrebbe chiudere definitivamente il caso uranio impoverito. Questa sentenza darà certamente una spinta maggiore alla missione della quarta Commissione parlamentare” che indaga sui casi di morti per neoplasie di militari in missione.

FONTE

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CONSIGLIO A TUTTI DI ASCOLTARLA, SOPRATTUTTO A CHI HA BAMBINI...


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Tu non credi? Non preoccuparti: "E' Dio che crede in te". (San Pio)

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Qui sul sito, do dei consigli e info, in base ad esperienze e testimonianze, su cosa sia meglio fare per liberarsi delle fonti tossiche e successivamente dall'avvelenamento cronico. Ci sono anche i nomi di alcuni dentisti di cui si ha la certezza che facciano vera rimozione protetta da decenni, non da oggi... la rimozione protetta non s'improvvisa, occorrono mesi di studio, di pratica ed esperienza... sennò povero chi finisce a fare la cavia...

Finchè non mi arriveranno un bel po' di testimonianze positive vere, o finchè non avrò nomi di altri dentisti che siano andati a specializzarsi presso odontoiatri già da anni perfezionati in rimozione protetta, non potrò consigliarne, semplicemente perchè non so se ne esistono altri qualificati, o perchè i nomi che mi vengono suggeriti, o non li ho mai sentiti nominare, oppure so da testimonianze dettagliate che non sanno fare rimozione protetta. Ce ne sono molti che in buona fede credono di saperla fare, ma nei fatti poi non è così purtroppo.

Quindi cercherò di dare qui dei consigli e delle indicazioni per fare le cose nel modo migliore, cioè quello sul quale in tantissimi abbiamo già avuto riscontro.
1 - Leggere e studiare  bene sui link:
http://www.cristianadistefano.it/forum/index.php?topic=1196.0
http://www.cristianadistefano.it/forum/index.php?topic=1075.0
http://www.cristianadistefano.it/forum/index.php?topic=1114.0
i devitalizzati  vanno estratti, anche perchè spesso sotto la capsula, nascondono l'otturazione in amalgama.
2 - Contattare il dott. Gerardo Rossi http://www.mineral-test-sas.com/index.php/contattaci/?lang=it che vi seguirà per aiutarvi durante tutto il periodo della bonifica e per poi successivamente, aiutarvi a disintossicarvi completamente col suo metodo naturale. Non c'è bisogno di andarci, si fa tutto per posta, telefonate e vi spiegheranno, se avrete dubbi.
3 - Contattare il dentista più vicino a voi tra quelli consigliati sul link sopra, o chi sul quale abbiate la certezza pratichi vera rimozione protetta dell'amalgama e non solo a parole.

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UN MOSTRO CHIAMATO “MALASANITA’ “

In Italia, tantissime  persone, ogni anno riportano gravi lesioni invalidanti o perdono addirittura la vita a causa di trattamenti sanitari inadeguati, quali interventi chirurgici sbagliati o errate diagnosi. Queste persone rimangono molte volte inermi di fronte alla possibilità di ottenere un risarcimento, spesso a causa della non consapevolezza dei loro diritti o anche perché non si sentono nelle condizioni di affrontare il rischio di una causa, o perché non sa che sussiste una responsabilità anche a carico della struttura – ospedale o casa di cura – ove sia avvenuto il trattamento.

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Da anni sono iscritta alle news letter di Xagena.it, per essere constantemente informata, ma ultimamente, parecchie news che arrivano, sono visibili on line solo poco tempo, poi il link non si apre più e neanche facendo una ricerca con google, è possibile trovarne traccia  >:(  quindi ho deciso di pubblicare sul forum, le copie delle mail che ricevo, se credo contengano info importanti da conoscere.

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Tu non credi? Non preoccuparti: "E' Dio che crede in te". (San Pio)

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